Conflitto d’interessi e informazione miserabile

MDemaglieMario De Maglie, psicologo e psicoterapeuta, il 28 novembre scorso ha tenuto a informarci, attraverso un articolo su il “Fatto Quotidiano”, di alcune sue conclusioni dopo la kermesse organizzata in Parlamento dal Presidente Boldrini domenica 25 novembre. Il terapeuta, che parte parlando di “violenza di genere”, ma prosegue declinando il concetto solo sulle vittime femminili (e dunque “di genere” non lo è più…), si dice soddisfatto per quanta attenzione il fenomeno stia attirando, sia sul piano mediatico che politico. D’altra parte, dice, ci sono “troppe donne abusate quotidianamente” (il corsivo è mio), è impossibile che questa emergenza nazionale, a confronto della quale i morti sul lavoro (90% uomini) sono nulla, non salti agli occhi.

Eppure non basta ancora. Il battage, il tormentone, l’ossessione parossistica di questi tempi sembra non scalfire la maggioranza degli uomini. Ben inteso, esiste tra loro una minoranza sensibilizzata (ovvero che la pensa come De Maglie), ma la maggioranza dei maschiacci nostrani mostra “rabbia”, “livore”, “sprezzo” di fronte alla dilagante campagna femminocentrica, impregnata di ideologia e manipolazione. Non si rassegnano, questi bruti, a voler approcciare l’altro sesso con garbo, e così finiscono per abusarne, dice De Maglie. Ma non basta: sono anche doppi. In pubblico fanno i difensori delle donne, in privato le incatenano ai fornelli e allo spazzolone.

hulk-arrabbiatoMa la conclusione è buonista. Di quel buonismo che induce subito a mettersi spalle al muro con le mani ben incrociate dietro a riparare zone sensibili. “Il nostro messaggio deve essere chiaro e dirompente, ma nello stesso tempo accogliente”, dice De Maglie. Questi uomini, dice, sono come bambini, non capiscono che, dopo mesi e mesi di bombardamento mediatico fatto di statistiche strumentalizzate, demonizzazioni, e anche a fronte di una realtà che li vede schiacciati da una narrazione falsata, devono starsene. Zitti e fermi, convincetevi che siete dei privilegiati, rinunciate ai vostri vantaggi e non rompete, dice De Maglie, con quel tono “inclusivo” capace di far andare il sangue al cervello a uno qualunque dei sei milioni di padri separati in Italia o uno dei tanti finiti in tribunale per false accuse, o per strada a fare il barbone dopo essere stato mandato in rovina dall’ex moglie, o suicida perché non riesce a mantenere la famiglia.

cura-ludovicoMa tant’è noi uomini siamo livorosi e rabbiosi. Se non ci fossero i centri antiviolenza, ma soprattutto quelli che “recuperano” e “rieducano” (viene in mente la Cura Ludovico), chissà che genocidio di femminicidi ci sarebbe nel nostro paese… Personalmente dopo aver letto gli argomenti di De Maglie mi sento effettivamente incredulo. Non arrabbiato o sprezzante, semplicemente incredulo. Come si fa a scrivere una roba del genere con gli squilibri che ci sono nei media, nei tribunali, nelle leggi, a danno degli uomini? Poi una valente giornalista e scrittrice, Laura Tecce, su Facebook mi svela l’arcano, postandomi il profilo di De Maglie:

Mario De Maglie è psicologo, psicoterapeuta, coordinatore clinico e formatore del “Cam – Centro uomini maltrattanti” di Firenze e blogger del Fatto quotidiano. Da anni è impegnato nel lavoro di prevenzione e interruzione della violenza e degli stereotipi di genere attraverso il lavoro individuale e di gruppo nel Centro, nele realtà scolastiche e nelle realtà carcerarie.

Ah ecco. Lavora per uno dei tanti centri di cui ultimamente abbiamo parlato. Ora è tutto chiaro. Non era un articolo, ma un pubbliredazionale. L’espressione scritta di una delle attività più diffuse e cancerogene della società e dell’economia italiana: il conflitto d’interessi.

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2 commenti

  1. Ah, e così anche tu hai conosciuto il DeMagliaro… hai capito il soggetto?
    Io l’ho contrastato sul FQ. Quando lui scrive, non risponde mai ai post dei commentatori. Una volta era gestore di un blog assieme a Nadia $omma, altra cultrice di centri anti-violenza. Poi hanno ‘splittato’ e ognuno per sé.
    La sezione DDF (Donne Di Fatto) attira ingiurie e rabbia come un parafulmine.
    Ho detto a Gomez di quanto De Maglie e altri siano disonesti, ma gnente, non ha recepito.
    Ho scritto a De Maglie su FB, ma ha prontamente bloccato il mio profilo (ah, e così capisci quanto ci mettono, SE vogliono, a fermare gli ‘stalkers’) nonostante i mei post fossero beffardi ma certo pacifici.
    Ma che glie frega a De Maglie? Ha l’aria da furbo come si vede nella foto, e infatti sta sempre a ballare il tango con delle sventole di sesso femmineo (vedesi le sue foto su FB).
    Beato lui. Ma peggio per chi lo lascia stare.

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