Oltre il ridicolo del delirio sessista

imagemfNotizia di ieri sul Messaggero: alcune parlamentari del PD, con a capo la nota Titti Di Salvo, hanno depositato una proposta di legge per eliminare le discriminazioni linguistiche dall’italiano negli atti pubblici e amministrativi. La “linea Boldrini”, leader del sessismo nostrano, sfonda di slancio il muro della decenza e del delirio Alcune sodali ne vengono contagiate e danno così seguito a farneticazioni che vorrebbero violentare una lingua formatasi in secoli di evoluzione.

La teoria è che, per equità, la legge debba essere uguale per tutti e per tutte. Non si potrà più parlare dell’uomo (in senso di intera umanità) che è sbarcato sulla luna, ma dell’uomo e della donna. A ciò si aggiungeranno i cacofonici dottora, professoramedica (che però è anche aggettivo femminile, come la mettiamo?), presidenta e così via. Questa sciocchezza serivirebbe, secondo le autrici (o autore?) della proposta di legge, a evitare un “effetto neutralizzante della specificità della violenza nei confronti delle donne” attraverso una modificazione del sentire comune attraverso una rivoluzione linguistica.

nogender-bagno-700x400In Francia ci hanno già provato e hanno lasciato subito perdere, troppo casino (o casina?). Negli USA, che a questa deriva qualcosa hanno concesso, si è presa l’abitudine, per lo meno nei trattati scientifici e sociologici, di utilizzare sempre la formula “he or she” (lui o lei), e in molti enti è vietato rivolgersi a chi presiede una riunione chiamandolo “chairman”: occorre rivolgersi alla carica chiamandolo solo “chair”. In sostanza ci si rivolge a una sedia. All’estremo, in tutto il mondo, stanno le femministe radicali che al posto della desinenza di genere inseriscono un asterisco. Qualcosa tipo: dottor*, professor*, president*, e così via. Una soluzione raccapricciante, ma a rigore quasi migliore di quanto proposto dalle pasionarie boldriniane.

Rimane da capire come si risolverebbero certi casi controversi della lingua italiana. Per esempio le parole che definiscono molti mestieri o appartenenze ideali. Il suonatore di violino diventerebbe violinisto? Un adepto di Marx dovrebbe essere definito comunisto? E del volante dell’auto che se ne fa? Potrebbe diventare il volanta o il volanto, che però fanno venire il voltastomaco. Oppure tagliamo la testa al toro e chiamiamolo la volante, che però è decisamente un’altra cosa. Bisognerebbe chiedere un consulto all’Accademia della Crusca per uscirne. Anche se con qualche rischio: recentemente visitata dallA PresidentA Boldrini, la gloriosa Accademia si è piegata alla marchetta pensando bene di derogare dal proprio ruolo pur di lusingare il lieto ospite (o la lieta ospita?) facendo uscire questo Tweet (a cui non ho potuto fare a meno di rispondere…):

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Una cosa è certa: qualunque opinione si abbia rispetto allo stupro aggravato della nostra meravigliosa lingua, la proposta delle parlamentari è già di per sé un segnale chiaro di quanto sincero afflato paritario e di giustizia muova queste pasionarie del nuovo femminismo. Presentare una proposta di legge ora, a pochi mesi dalle elezioni, significa sapere già che non verrà mai votata. Ma nel frattempo ce la si può vendere utilmente in campagna elettorale, nel tentativo disperato di acchiappare i consensi di quel 51% della popolazione italiana costituito da donne. Che proprio per queste sciocchezze, essendo un 51% tendenzialmente molto intelligente, avrà probabilmente buon gusto a perculare allegramente queste follie strumentali e miserabili.

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