Franca Palazzo, eroina eppure marziana

11361396 - parents share child.Franca Palazzo è il nome del Presidente della Sezione Civile del Tribunale di Brindisi che, nel marzo scorso, ha diffuso alcune linee-guida interne per gestire al meglio i casi di separazione coniugale. Se ne sentiva il bisogno, da quelle parti, di alcune linee di indirizzo: gli uffici sono saturi di casi da trattare, l’arretrato moltissimo, la conflittualità gravissima. E in mezzo a tutto ci sono figli, bambini, ragazzi. La ratio delle linee guida, sebbene non siano qualcosa di obbligatorio, è quindi duplice: organizzativa ma anche “morale” in un certo senso. Aggiungerei io anche legale.

Sì perché il tema delle separazioni è regolamentato da una legge nientemeno che del 2006 (la n.54). Ed è undici anni che, banalmente, non viene applicata praticamente mai. Essa parla di affido condiviso: 50 e 50 tra mamma e papà per i figli dei separati. Uno ha la stessa dignità dell’altro, è ugualmente importante nel processo di crescita ed educazione. Parla di doppio domicilio per la prole, e non di “collocazione” (manco fosse un soprammobile) presso una residenza, solitamente quella materna. Tanto meno parla di “assegno di mantenimento”, quella boiata che trasforma la figura paterna in un bancomat, bensì afferma il principio del mantenimento diretto: quando i bimbi stanno con mamma, mamma provvede a mantenerli; quando stanno con babbo, ci pensa lui. Salvo naturalmente casi di disoccupazione o grave difficoltà di uno dei due.

Paradiso_CampanelliInsomma una legge giusta, una legge bigenitoriale, come la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ci esorta ad applicare da anni, con sanzioni annesse perché… perché i giudici da undici anni si guardano bene dall’applicarla. Come mai? Le ipotesi sono molte, e la maggior parte di esse parla di un coagulo di interessi che non si vuole intaccare. Prima di quello ciò che a me impressiona è l’atto in sé: un apparato dello Stato chiamato costituzionalmente ad applicare le leggi, per sua autonoma volontà non ne applica una (per altro fatta a meraviglia, una volta tanto). Sarò esagerato ma per me questo è un atto sovversivo. Che credo sia un reato penale, per altro.

E’ per questa sovversione giudiziaria che sei milioni di padri in Italia tirano la vita coi denti, qualcuno si suicida perché non ce la fa più, qualcuno dorme in macchina o sotto i portici cittadini. In barba al patriarcato di cui si favoleggia in giro. Ma al di là degli aspetti economici, è per questa sovversione giudiziaria che sei milioni di padri si trovano a mendicare la possibilità di vivere accanto ai propri figli, di vederli crescere e di contribuire alla loro crescita. Non di ammazzarli, ma di vivere appieno una dimensione che l’uomo, il “maschio”, ha interiorizzato in modo definitivo. Il che aggiunge violenza alla sovversione. Se poi, a buon peso, si aggiungono le false accuse che sistematicamente devono sopportare, e che li allontanano in modo traumatico e talvolta definitivo dai figli, il quadro è completo.

!CBnMSjQ!Wk_$(KGrHqEOKisEzS+k07hSBNI,8,b4BQ___35Tutte cose note, queste, a chi si occupa di separazioni, in modo diretto o indiretto. Le parole che ho appena scritto sfondano una porta già ampiamente sfondata. E le linee-guida del Tribunale di Brindisi sono un atto rivoluzionario in questa Italietta malata e degratada. Proprio per questo sono state aspramente criticate. Quello che mi interessa sottolineare, in realtà, è un’altra cosa: la caratura personale della Dottoressa Palazzo. Esattamente come per i gioielli, credo valga la pena misurarla. E per avere una misura chiara, vale la pena paragonarla ad altre persone, la cui caratura è pari a quella di un fondo di bottiglia.

Prendete dunque una qualunque dichiarazione, a caso, del Presidente Boldrini, del Ministro Boschi o di altre loro sodali, dove parlino di questioni di “genere”. Assaporatene lo scandaloso posizionamento ideologico mirante alla discriminazione di genere, il potenziale divisivo e conflittuale. A margine, analizzate i dati ISTAT che citano (tutti orientati), guardate quanti soldi pubblici piovono, grazie al loro attivismo, su associazioni fuori da ogni controllo, anch’esse politicamente orientate. Sentite sulla pelle la profonda malafede di femmine che hanno fatto del machiavellismo e della rincorsa al consenso politico ed elettorale tramite concessione di benefit e il noto divide et impera un principio di base per il proprio miserabile agire.

Fatto questo, prendetevi sette minuti. Sembrano tanti, ma non lo sono, specie se ben spesi. E sono ben spesi se dedicati ad ascoltare direttamente i principi semplici, puliti, cristallini, come un diamante, espressi dalla Dottoressa Franca Palazzo. Che nel mare di fondi di bottiglia in cui siamo immersi, assurge al ruolo di eroina, sebbene per molti malati di conformismo risulti una marziana. Ma accade sempre così quando, in un mondo di ingiustizia, qualcuno dice qualcosa di giusto.

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