Affido condiviso e mantenimento diretto. Alla buon’ora…

kramer1Sui media, molti locali e qualcuno mainstream, si strombazza a gran voce su una sentenza definita “storica”. A Brescia un giudice ha sancito che una coppia in separazione avrà l’affido dei figli minori una settimana per uno. Ognuno dei due manterrà a proprie spese i piccoli nella settimana di propria competenza e le spese straordinarie verranno ripartite al 50%. Dunque nessun genitore “collocatario”, figura inesistente nelle leggi italiane, ovvero pura invenzione dei giudici, nessun favoritismo, nessun assegno “di mantenimento”. Al centro della sentenza non ci sono i genitori e le loro misere guerricciole, ma i bambini e la loro necessità di avere una relazione stabile con entrambe le figure genitoriali.

Davvero è “storica” questa sentenza? Sì, ma anche no. Di fatto è la corretta applicazione di una legge di undici anni fa, nientemeno: la 54 del 2006. Una normativa moderna, in linea con gli indirizzi dei più avanzati paesi occidentali, oltre che con le leggi europee e alcuni importanti trattati internazionali sulla tutela dell’infanzia. Dopo anni di catastrofi familiari tra ex coniugi litigiosi, giocate sulla pelle dei figli, la norma giungeva a sgombrare il campo da tutto, rendendo irrilevanti le conflittualità tra adulti, come palesemente sono, e mettendo al centro dell’attenzione la cura e la tutela dei figli, specie se minori. A margine, veniva riconosciuta una piena e pari dignità di madre e padre nel contributo alla crescita e all’educazione della prole, così adattandosi a una realtà dei fatti (l’ormai consolidata inclinazione genitoriale degli uomini), di contro a una narrazione obsoleta (la madre è il punto di riferimento parentale, mentre l’uomo è rimesso alla mera fornitura di reddito).

giudice-di-pace1Di fatto, quindi, non c’è alcunché di “storico” nella sentenza. Semplicemente viene applicata una legge dello Stato che, oltre al suo equilibrio e alla sua modernità, andava a spezzare alla radice quel giro d’affari che da sempre si innestava sulla conflittualità dei coniugi in fase di separazione. Molte erano le figure che, a vario titolo, intervenivano nella situazione, lucrandovi sopra, un po’ come i trafficanti d’armi lucrano sulle guerre tra popoli. Come accade ovunque, in special modo in Italia, questa holding ben strutturata e potente non ha visto di buon occhio la legge 54/2006, e vi si è opposta strenuamente. Con grande successo se, come si è detto, essa è rimasta lettera morta per ben undici anni, facendo sì che quel conglomerato di interessi continuasse a prosperare, sulla pelle e con l’infelicità e i traumi di un gran numero di figli di coppie in separazione.

L’Italia, per questo andazzo, è sotto l’occhio critico della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (molto molto molto più di quanto non lo sia per l’applicazione di quel mostriciattolo della Convenzione di Istanbul), e con grande lentezza molti tribunali, Brescia appunto, ma anche Genova e Brindisi, si stanno timidamente muovendo per dare una svolta. Qualcosa di sacrosanto, ben inteso. Che però non deve oscurare un fatto correlato, a mio avviso di una gravità assoluta: in presenza di una legge, un intero apparato, la Magistratura, per undici anni si è di fatto rifiutato (o ha omesso, il che è la stessa cosa) di applicarla, applicando invece quanto previsto dalla normativa precedente.

ingiustizia_vC’è chi parla di “giuricrazia”, di “governo dei giudici”, in ogni caso qualcosa che con la democrazia e le libertà individuali non ha nulla a che fare. Io che tendo all’estremismo definisco questi undici anni (che ancora non sono finiti, si sta solo muovendo qualcosa, ben inteso) un periodo di sovversione dell’ordine democratico da parte della Magistratura, per la quale un paese serio, per lo meno un Ministro di Grazia e Giustizia serio, aprirebbe un’inchiesta approfondita e chiederebbe conto a chi l’ha messa in atto delle ingiustizie, iniquità, disparità e sofferenze nel frattempo arrecate a un numero imprecisato di persone. Magari alimentando indirettamente quegli atti estremi (violenze, stalking, omicidi, abusi, eccetera), spesso dettati dalla disperazione, che oggi vengono con enfasi parossistica e a senso unico messi in rilievo dai media e strumentalizzati da politici senza scrupoli e dai loro amici.

bannerpromo

3 commenti

  1. Ho condiviso questo articolo perfetto: non saprei da dove iniziare , ma sarebbe opportuno trasformarlo in una petizione al governo o al ministro della “Giustizia”. Ci sarà qualche politico italiano “ onesto” che condivide questa posizione in linea con i paesi progrediti

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...