Ma sì dai, buttiamola sulla molestia

boschiSi può avere opinioni diverse sulla vicenda di Maria Elena Boschi, Banca Etruria, contatti impropri con CONSOB e il suo Presidente Giuseppe Vegas. Possono però al massimo essere sfumature, non di più. Si può condannare l’allora Ministro per i Rapporti col Parlamento, oggi Ministro delle (cosiddette) Pari Opportunità, per ingerenza e conflitto d’interessi o, per lo meno, di incompetenza, dato che CONSOB non ha nulla a che fare, per ruolo, con le fusioni bancarie. Resta il fatto inequivocabile che il comportamento di Boschi è stato improprio, oppure inopportuno, oppure scorretto. Cambia poco. Di fatto, il Ministro è in grave imbarazzo e difficoltà, accusata com’è di aver mentito al Parlamento, e priva di una vera e forte difesa da parte del suo partito.

In un paese normale e severo, penso alla Gran Bretagna ad esempio, Boschi starebbe già diffondendo il proprio CV per trovarsi un lavoro. Qui no: resiste, rintuzza battagliera e incollata alla poltrona. Ci sta, noi italiani siamo abituati a queste pantomime. Ma c’è un aspetto estremamente interessante nella sua strenua difesa, che qualche giornale ha menzionato senza però sottolinearlo abbastanza. Cercando di uscire dal pantano, Boschi ha dichiarato che Vegas a un certo punto l’ha invitata a un incontro. “Mi invitò di mattina a casa sua”, dichiara il Ministro, precisando poi: “ma io rifiutai”. Di cosa sa questa dichiarazione? Qual è il sottotesto implicito di una precisazione del genere, espressa da un Ministro che ultimamente si è speso, e ha speso un’enormità di soldi pubblici, sulla tematica delle molestie, della violenza, degli abusi sulle donne?

Uomo_infangatoFacile: buttiamola sulla molestia. Non dichiarata, non esplicita. Lasciamo scivolare elegantemente un’allusione, una scintilla che scateni nell’opinione pubblica, da anni sobillata verso un’indignazione femminocentrica artificiale, il sospetto che Vegas sia il solito maiale che voleva provarci con la bionda angelica Ministro. Si tratta cioè dell’elegante e astuto utilizzo di un’arma di distrazione di massa associata all’utilizzo cinico della macchina del fango, da un lato, e dall’altro di un tentativo di chiamata alle armi verso le valchirie dell’associazionismo e del femminismo ampiamente foraggiato dal Ministro negli ultimi anni. Che naturalmente la lasceranno sola, in attesa di capire da quale nuovo capezzolo a breve dovranno succhiare furiosamente il latte delle risorse pubbliche.

Ad ogni buon conto, diciamocelo chiaro: questa di Boschi è una mossa tattica miserabile, che oscura ancora di più, se mai ce ne fosse stato bisogno, la sua immagine e il suo percorso politico. Tentare di far leva su uno stream culturale posticcio, istigato ad arte da anni, per uscire da un empasse politico più che imbarazzante, gettando un’ombra sulla rispettabilità di un funzionario governativo, è qualcosa di schifoso. Roba comparabile all’ugualmente vergognosa vicenda della “nipote di Mubarak”, a dispetto della sedicente superiorità morale della parte politica di cui Boschi fa parte.

Taormina-G7-Pari-OpportunitàA me non interessano, onestamente, le grette vicende della politica nostrana, se non per alcuni aspetti circoscritti. Ed è per questo che non posso fare a meno di notare che è proprio un Ministro che tenta una mossa così scorretta ad essersi fatta paladina per anni di una narrazione falsificata della realtà, a tutto vantaggio di un conglomerato di interessi, quella galassia che qualcuno chiama “rosa nostra”, che fa della manipolazione una strategia sistematica. E’ questa “buona fede” del Ministro per le (cosiddette) Pari Opportunità che ha impregnato buona parte della battaglia priva di fondamento, nelle proporzioni con cui viene comunicata, a favore di un solo genere, le donne, contro l’altro, quello sempre mostruoso e colpevole a prescindere, gli uomini.

Con la sudicia allusione di Boschi a una natura molesta del Presidente Vegas si ha insomma tutta la cifra non solo della persona in sé, ma di tutta la politica che ha messo in atto anche come Ministro delle (cosiddette) Pari Opportunità. In quanto tale ha operato e opera come fa la stragrande maggioranza delle sue sodali in situazioni di difficoltà. O viceversa queste agiscono sulla base di una palese affinità elettiva con una delle loro figure politiche di riferimento. Il problema è che alla fine ogni gioco, se basato su regole scorrette, si rompe o termina. E la sempre più frequente diffusione di notizie in controtendenza (questa è la più recente), sebbene ancora relegate in cronaca locale (ma ancora per poco), è la dimostrazione che la pacchia e la falsificazione stanno per finire.

charli-chaplin-tempi-moderniCerto è che se la categoria più colpita da questo regime e da queste persone inqualificabili cogliesse la tendenza e si coagulasse per dare una spallata, il processo accelererebbe. Sarebbe l’occasione di fare tabula rasa di tutte le sciocchezze dette finora e di reimpostare un’alleanza fra generi proiettata nel futuro.

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