In Italia la colpa è sempre dell’uomo. E all’estero ci prendono per il culo

suzzaraRecentemente si è creato un precedente importante per tutti. Ma specie per gli impiegati di banca. D’ora in avanti, se nell’istituto dove lavorano avviene una rapina, verranno tutti incriminati perché non hanno fatto nulla per impedirla. Folle, vero? Assolutamente sì, infatti non è così, mi sono inventato la notizia. Più o meno. Perché a vedere ciò che sta accadendo al marito della donna che di recente ha trucidato i suoi due figli, tutto potrebbe essere verosimile. L’uomo, infatti, è oggi sotto indagine, mentre la moglie infanticida, ben protetta dall’alibi dei problemi psichiatrici, riposa tranquilla in qualche clinica.

Inutile dire che, a parti invertite, l’uomo ora sarebbe in carcere, come minimo, se non già appeso per i testicoli in qualche piazza pubblica, virtuale o meno. Ciò che risalta è la motivazione addotta dai magistrati per indagarlo: essi infatti vogliono verificare se “accorgendosi del comportamento della moglie, abbia cercato di adottare delle precauzioni a tutela dei figli”. Cioè se poteva concepire che la donna amata potesse sbarellare tanto da sfuggire al controllo esercitato dal legame familiare e fare una strage. Cioè se non avrebbe potuto denunciarla prima, chiedere un TSO verso la madre dei suoi figli. Cioè uno scenario impensabile. O meglio pensabile solo da magistrati deviati, desiderosi di assecondare un trend colpevolizzante verso il maschio.

diavoloCon questa logica, appunto, il bancario che non adotta precauzioni ad hoc potrebbe venire indagato a fronte di una rapina. Oppure no, dipende se il bancario è donna o uomo. Perché questa storia della madre infanticida e dell’accanimento giudiziario su chi non è colpevole ma è uomo (quindi in qualche modo sempre complevole) non è la prima assurdità che si registra. Non molto tempo fa il Tribunale di Milano è arrivato a riconoscere l’esistenza del demonio pur di dar torto a un marito che chiedeva la separazione da una donna fuori controllo.

All’estero non si viene creduti se si raccontano queste derive nostrane. “C’mon, it’s impossible” hanno commentato alcuni miei amici britannici quando gli ho fatto un resoconto di queste vicende, della non applicazione della 54/2006, e di tante altre cose radicalmente inique che sta subendo il genere maschile italiano, secondo un andazzo strumentale alla necessità di foraggiare un ampio giro di soldi pubblici e voti. Con personaggi istituzionali e non schierati rocciosamente a difesa di una posizione e reclutati in pianta stabile a sopprimere ogni narrazione alternativa. Il New York Times si è interrogato sul bizzarro spettacolo dato da Boldrini & Co. il 25 novembre scorso: all’estero faticano a capire questa isteria dilagante.

milftoyboyE non sono i soli. In molti faticano, specie quei pochi fortunati che, scavando nelle cronache locali (perché notizie del genere non guadagnano mai le prime pagine nazionali) trovano fatti come quello della madre cinquantenne fornita di toyboy diciottenne che, temendo che la figlia di 13 anni fosse lesbica, chiede all’amante di darle una ripassata educativa. Il giovanotto non se lo fa dire due volte, ovviamente. Peccato che tutto questo sia un reato grave. Così come pestare come il sale e umiliare dandogli del gay il marito, come ha fatto di recente una gentildonna di Rimini. In entrambi i fatti di cronaca l’omosessualità è temuta o utilizzata come insulto, e chissà che cortocircuito nelle fila del femminismo contemporaneo, schierato strenuamente per il contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, a sapere di donne che agiscono violenza o abusi con quel movente…

Le donne in questione, anch’esse parte di quell’esercito di vittime a prescindere di cui l’organizzazione “rosa nostra” si fa giornalmente paladina, a mio avviso sono mostri, forse anche più spaventosi dei tanti ex mariti che magari perdono la testa per timore di non poter vedere più i figli e di finire in miseria a seguito di una separazione. La loro stessa esistenza falsifica alla base la dilagante campagna femminocentrica che sta ammorbando la discussione pubblica da tanto, troppo tempo, con un inquinamento ideologico e di interessi mai visto in precedenza. E a cui, purtroppo interi apparati messi lì a difendere la tenuta della società tendono ad adeguarsi.

woman-turning-to-camera-and-laughing_qy-yghiy__S0001Il tutto mentre sui social i vari tentacoli di “rosa nostra” ribadiscono come un disco rotto che le donne dovrebbero prendere esempio da Salma Hayek o da altre attrici che (tassativamente a distanza di molti anni) denunciano violenze e abusi. L’esortazione è disperata, teatrale: “donne, non tenete tutto dentro, smettete di essere omertose e denunciate!”. Da dove venga questa convinzione che le donne non vogliano denunciare non si capisce. Parliamo di donne che stalkerano quanto gli uomini (vedasi questo caso, naturalmente seppellito nella cronaca locale), e che con grande agio, senza alcun motivo apparente, inventano false accuse in modo pressoché sistematico.

Davvero è credibile che un genere che gode di così tanta immunità, tanto da dover certificare l’esistenza di Satana pur di deresponsabilizzarlo e dare la colpa agli uomini, e che non si fa la minima remora a presentare denunce infondate, abbia difficoltà a denunciare abusi reali? No, non lo ritengo credibile. Anzi, credo che il rumore assordante su queste faccende serva proprio per nascondere la realtà esattamente opposta. Ed è forse proprio questa contorsione che i miei razionali amici britannici, e non solo, faticano molto a comprendere, prendendo il tutto come ennesimo spunto per l’ennesima presa per il culo del mio paese e dei miei connazionali, uomini in primis.

bannerpromo

7 commenti

  1. Davide, condivido molto di ciò che scrivi, ma non è vero che nel cosiddetto “estero” ci prendono per il culo, “perché dalle loro parti certe cose non accadono”.
    Accadono, eccome se accadono.
    Le donne sono una specie protetta in tutto il mondo occidentale e la loro parola vale sempre più di quella di un uomo (contrariamente a quanto accade in certi paesi musulmani).
    Ergo, anche in Nord America e in altri paesi dell’Europa dell’ovest “è sempre colpa dell’uomo”.

    Mi piace

  2. In molte banche e in molti esercizi commerciali, effettivamente, si viene indagati. Un mio collega ha ricevuto un richiamo formale per essere stato rapinato.

    Mi piace

    1. Mah in questo caso si tratta della policy di un’azienda privata. Senza senso, ma ci può stare: purtroppo le imprese possono fare un po’ ciò che vogliono. Dalla magistratura ci si attenderebbe qualcosa di ben diverso però!

      Mi piace

  3. Ora che sono finalmente arrivato alla fine della lettura ti dirò di me.
    Anni fa mi beccai un cazziatone memorabile dalla pula perché avevo osato dare fastidio ad una ragazza. Eravamo amici, poi un bel giorno se ne andò ma io dopo un mese andai a trovarla. Purtroppo era con il ragazzo (‘geloso’) e nonostante io ribadii (non troppo convinto…) che sarei stato contento di conoscerlo, non è stata per nulla contenta e finisce in una discussione accesa ma sterile. Così ci siamo persi di vista. Io me ne sono tornato come ero venuto. Il giorno dopo mi telefonò lei a casa, pur non avendo il mio numero (se l’era fatto dare dalla struttura in cui lavorava) alla faccia della privacy. Ci accordammo e diedi parola che non l’avrei più cercata (ma infatti…).
    Dopo un mese ad un concerto vicino casa mia la rivedo con mia grande sorpresa. Pensavo che se era lì aveva dimenticato la vicenda perché sapeva dove abitavo e lei NON era del luogo. La salutai con prudenza, del resto aveva altre due persone vicino a lei. Mi minacciò di denuncia. Perché? Boh. Ne nacque una discussione e la mandai affanculo. Di lì a pochi giorni dovetti spiegare la mia versione dei fatti ad un pool di pula e vigili perché lei aveva fatto un esposto (orale, sia ben chiaro, non ebbe il fegato di fare nulla per scritto). Fu molto umiliante per me, visto che come stalker mi sembrava d’essere alquanto sotto-peso.
    Dopo 4 anni la rivedo su FB, più o meno per caso. Le scrivo per sapere se ce l’aveva ancora con me. Ha letto, nessuna risposta.
    Dopo quasi 1 altro anno, visto che sapevo che il giorno dopo sarebbe stato il suo compleanno, le scrivo una mezza riga per dirle ‘buon compleanno’. Il giorno dopo scopro che mi ha bloccato (sparita anche dalla visuale su FB, anche se in realtà il profilo era ancora attivo). Fine della discussione. Evidentemente non ha gradito il compleanno, dico tra di me.
    O no?
    Macché, dopo 20 giorni devo giustificarmi davanti ad un arcigno maresciallo per avere osato infastidirla un’altra volta. Al che ho ricordato che persino nelle trincee della I guerra mondiale si facevano gli auguri di Natale.
    NOn è andata malissimo perché tutti ci si rendeva conto della sostanziale assurdità della vicenda. Ho dato la mia parola (sempre in maniera totalmente informale eh) di non andare a ricercarla (seeee buonanotte!), la tipa. E questo è tutto. Mi chiedo a che serva uno stato di diritto se non si accompagna per un orecchio una soggetta del genere che si presenta con questioni che attengono solo a rapporti personali. E fa ridere i polli e sopratutto dovrebbe far indignare le vittime di molestatori pericolosi un’interpretazione così sciocca di questo reato. Meno male che non ho subito rilievi ufficiali per questo. E che, aggiungo, quella non sia stata abbastanza stronza da inventarsi delle accuse su di me. O anche, da darmi la colpa di molestie subite da altri (all’epoca del primo fatto, c’era il suo ex ragazzo che la tormentava di continuo per convincerla a tornare da lui, e io ho il fondato sospetto che qualcosa che ha fatto lui o qualcun altro, lei l’abbia addebitata a me).

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...