“Rosa nostra” vi prenderà tutto, cari uomini. E tanti auguri!

senato.ok.600Social e media ieri esplodevano di giubilo per l’approvazione al Senato della “Legge a favore degli orfani di femminicidio”. Sì, così viene sbandierata, per motivi meramente ideologici, essendo il femminicidio inesistente nel nostro ordinamento (oltre che nella logica). Politici, commentatori e cavalieri bianchi si sono sperticati a lodare questa norma, e forse non a caso Laura Boldrini ha annunciato la sua “discesa in campo” (e purtroppo non significa che si dà all’agricoltura) proprio ieri, giorno dell’approvazione di questo capolavoro da furore ideologico femminocentrico. Una legge del genere, presentata così, con queste coincidenze angoscianti, non può che far sorgere dubbi a persone di buon senso. Così sono andato a leggermela nel dettaglio.

Tanto per cominciare, essendo incostituzionale dedicare una legge a un genere solo, il legislatore ha avuto l’accortezza di parlare di “orfani per crimini domestici”. Ma la rinuncia al termine “femminicidio” è solo una foglia di fico. Partiamo quasi dal fondo, articolo 12: in sostanza se si è stati condannati anche solo in primo grado non solo per omicidio, ma anche per reati che nulla hanno a che fare con l’omicidio (maltrattamenti, lesioni, sequestro, violenza sessuale), si può venire privati della casa, se si tratta alloggio popolare. L’applicazione prima dei tre gradi previsti dalla procedura vorrebbe avere natura preventiva: una persona che in casa picchia, sequestra o violenta il coniuge, potrebbe arrivare ad ammazzarlo in futuro. Il problema è che i tre gradi di giudizio sono una delle basi del garantismo giudiziario del nostro paese. Allora aboliamoli, si fa prima, no? Ma soprattutto il procedimento di allontanamento dalla casa si applica su reati tipicamente utilizzati nel fenomeno delle false accuse. Ieri la minaccia di una denuncia serviva ad allontanare all’istante il marito dai figli. Ora lo si può anche far sloggiare subito da casa.

giudice-di-pace1Saltiamo poi all’inizio, articolo 3, che risponde alla domanda un po’ di tutti: ma i soldi per questo fondo dove si prendono? Facile: dall’accusato. Un Pubblico Ministero potrà “in ogni stato e grado del procedimento”, quindi quando una persona è anche solamente accusata o sotto indagine, disporre il sequestro conservativo dei beni di quella stessa persona, in presenza di figli non economicamente autosufficienti. Dunque: vostra moglie scompare senza lasciar traccia? Muore in un incidente d’auto? Si suicida? Il PM potrebbe venire a cercare voi, il marito. Non ci sarebbe da sorprendersi in un paese dove una madre trucida i figli e a finire alla sbarra è il marito… In quel momento il giudice può prendervi tutto, sequestrare ogni vostro bene. Sì, poi all’articolo 4 si dice che quei beni, in caso di condanna (sempre già dal primo grado), viene tutto pignorato per dare risorse ai figli ma, come vedremo a breve, qualcosa non torna. O forse torna troppo.

Qualche cenno agli articoli 5 e 6: nel momento in cui si finisce in un procedimento di omicidio del coniuge, viene sospesa per l’accusato di omicidio e tentato omicidio la facoltà di successione, e tutti i beni, inclusi quelli ereditati eventualmente dal coniuge deceduto, sono dati in gestione a un curatore. Ovvero non si può più disporre a chi lasciarli in caso di morte. Idem per la pensione di reversibilità. Tale sospensione viene ritirata in caso di archiviazione o proscioglimento, ma come l’accusato possa pagarsi gli avvocati della difesa, avendo tutto bloccato, sequestrato o sospeso, non si sa. Gli avvocati dell’accusa invece verranno pagati dallo Stato (articolo 1).

tasse2Il bello di questa legge, ossia la parte che chiarisce praticamente tutto, è nel suo cuore, gli articoli 8 e 9. Il primo dà naturalmente in mano alle associazioni e case-rifugio o case-famiglia, tutte create in assenza di qualunque requisito, fuori da ogni controllo o verifica da parte dello Stato, il compito di occuparsi dell’assistenza degli orfani di un genitore, mentre l’alto accusato cerca di difendersi dal Leviatano che gli viene scatenato contro, in barba ad ogni garanzia dello Stato di Diritto. Con che soldi opereranno le associazioni? Dice: “Le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. Cioè Regioni e Ministeri possono togliere risorse a qualcos’altro per darle alle associazioni, in aggiunta ai soldi che già ricevono. Ma magari anche le stesse risorse sequestrate all’accusato, visto che i figli autosufficienti da soli non saprebbero gestirle. Facile no? Ecco che i conti tornano: la greppia si amplia, insomma, a carico dello Stato e a carico anche degli accusati o condannati non in via definitiva. Sono in malafede? Non credo: articolo 9, stanziamenti pubblici annuali per sostenere l’assistenza medico-psicologica erogabili da enti pubblici a favore degli orfani pari a 64.000 euro annui. No, non mi sono dimenticato un paio di zeri, sono proprio sessantaquattro mila euro all’anno. Sembra di sentirle le risate al telefono…

Gira che ti rigira sempre lì siamo, dunque. Da un lato si affrontano le problematiche della violenza domestica non con un approccio multidisciplinare ma dal solo lato dell’ordine pubblico. La norma è repressiva, oppressiva, ossessivamente orientata a mettere l’accusato in condizione di non potersi difendere, e ciao ciao Stato di Diritto, come se già non bastasse tutto il resto. Ma è comunque l’occasione buona per aprire ulteriormente la borsa a favore dei tentacoli di “rosa nostra” sul territorio, le varie associazioni anti-violenza, che ora ghermiranno anche i figli delle coppie coinvolte in fatti di violenza domestica, visto che di donne vittime, ovvero di domanda reale di servizi, non ce ne sono tante come si racconta, anzi. E poi… e poi tutto questo girotondo di sequestri e pignoramenti ricorda qualcosa. Chi segue questo blog o ha letto il mio libro lo sa: viene in mente la nuova disposizione contenuta nella recente riforma del Codice Antimafia, dove anche i beni di chi è accusato (solo accusato) di stalking possono essere sequestrati, appunto come accade con quelli dei mafiosi. Che se ne farà poi lo Stato dei tristi appartamenti e dei quattro stracci confiscati a questo a quello? Ci scommettiamo: verranno dati in gestione alle associazioni, e a chi sennò?

ingiustizia_vMa… è questa una legge contro gli uomini? E’ molto ben vestita per non apparire così. Di fatto, nelle pieghe, lo è. L’inclusione di altri reati correlati e del tentato omicidio, invece del solo omicidio effettivo, lascia la porta aperta a donne scaltre, la maggioranza come si sa dal numero di false accuse che intasa i tribunali, e ai loro avvocati squali per strumentalizzare le disposizioni di legge, utilizzare la falsa accusa come minaccia o arma di ricatto o, banalmente, come mezzo per defraudare e annientare il coniuge o il compagno. In generale, e ancora di più se si prefigura una separazione. E il nome con cui viene sfacciatamente spacciata, “per gli orfani del femminicidio” non fa che confermare questo punto di vista.

Si tratta probabilmente dell’ultimo atto infame dei referenti politici della holding rosa, prima delle prossime elezioni. Un atto reso legge guarda caso sotto Natale, quando l’opinione pubblica è troppo pigra e distratta per accorgersi dell’ennesimo squarcio nella Costituzione e nello Stato di Diritto. Ma non è un grosso problema. Registriamo qui, in debito anticipo, ciò che sta accadendo. Lasciamo ai paladini del pink business l’impressione che tutto sia passato senza colpo ferire, lasciamogli mangiare in pace panettone e bere spumante. Di fatto, con questa ennesima porcata il segno è passato. Non si può più andare oltre. Dunque ci si rivede dopo le feste. E si incomincerà a fare sul serio, per evitare che a breve tutti gli uomini vengano costretti a indossare una stella azzurra sul petto per poter uscire di casa.

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2 commenti

  1. Una volta ho parlato con una femminista/donnista, di quelle che fanno le associazioni anti-violenza. Le ho chiesto come mai non parlano di morti sul lavoro (per mantenere le mogli e le figlie, così ‘oppresse’).
    Lei mi ha detto che l’argomento non gli interessa, che sono gli uomini che fanno le leggi del lavoro, e che in ogni caso sono maski che sfruttano altri maski.
    Ecco quel che pensano le donniste degli uomini: che crepino pure anche se le mantengono, basta che arrivano i soldi alle loro associazioni.
    Ah, e non è tutto: arriva a dire che il carcere non è adatto alle donne perché è un’istituzione maskilista. Capito? Invece i babbi stanno in galera per 20 anni per divertimento. Ecco perché le donne hanno xx facilitazioni sulla loro condizione di carcere (vedi il caso Pezzullo).

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    1. “sono gli uomini che fanno le leggi del lavoro, e che in ogni caso sono maski che sfruttano altri maski.”

      La femministarda si contraddice (altrimenti che donna sarebbe?), in parlamento ci sono molte donne quindi le leggi le fanno pure loro. Poi ci sono moltissime donne imprenditrici come altrettante capette a vario genere dentro un’azienda, che definirle aguzzine nei confronti degli uomini è un eufemismo, garantito.

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