Il “Forteto” sia di lezione

203703848-1a988561-814a-411a-b6cf-79a0e9648f5eIeri su molti media, ma con un’evidenza decisamente inferiore a quanto la notizia meritasse, si è dato conto della sentenza di condanna definitiva contro Rodolfo Fiesoli, il fondatore della comunità per minori, donne maltrattate e quant’altro denominata “Forteto”, con sede nei pressi di Firenze. La struttura, aperta negli anni ’70 e diventata col tempo una sorta di comunità dedita al recupero pedagogico tramite le attività agricole, era in realtà una sorta di lager. Preso da un delirio tutto suo, il fondatore, Rodolfo Fiesoli, aveva bandito i rapporti eterosessuali e aveva reso la comunità una sorta di enclave autonoma, con regole proprie e una filosofia peculiare. Oggi una sentenza di terzo grado certifica che si trattava di un centro di maltrattamento e violenza sessuale a carico dei minori. Rimando il lettore a un’approfondita ricerca su Google, non volendo qui, per disgusto, elencare le mostruosità attuate sui bambini in decenni di attività da Fiesoli e dai suoi scagnozzi.

Quello che invece vale la pena sottolineare è che la comunità del Forteto per anni è stata indicata come un modello, sebbene gravi denunce fossero state presentate già negli anni ’80. Tanto apprezzata era la sua attività che il Tribunale dei Minori di Firenze spediva ad essa sistematicamente tutti i bambini orfani, sottratti a famiglie difficili o con problemi. Politici e politicanti d’ogni rango e parte politica sono sfilati per anni a baciare l’anello all’orco Fiesoli, garantendo alla sua struttura flussi costanti di denaro pubblico, tramite ministeri o la Regione Toscana, senza far seguire ad essi nessun tipo di controllo o richiesta di rendiconto. Non a caso tra i vari oggetti d’indagine Fiesoli ha dovuto subire anche quello di truffa ai danni dello Stato.

fa28b9b9-24bf-45ae-beca-3609371db5c7_mediumNegli ultimi tempi il Forteto ha ampliato il suo business, non limitandosi più all’accoglienza (per modo di dire) dei minori, ma aprendosi anche all’assistenza a donne maltrattate, oggetto di violenze, eccetera. Cioè, come già moltissimi stanno facendo, si è buttato sulla bolla ben foraggiata da soldi pubblici della violenza contro le donne. Vi sono già, rispetto a quest’ultimo “ramo d’azienda”, testimonianze agghiaccianti sui metodi con cui i casi vengono gestiti. Testimonianze rese sottovoce e con paura, perché il Forteto sembra, nonostante le condanne e la nomea, confermare ancora oggi quella sua conformazione tanto simile al noto “Stato nello Stato”, con poteri di condizionamento, tentacoli ovunque, capacità repressive in grado di chiudere la bocca a chi rileva anomalie. Forse, se le testimonianze sull’oggi corrispondono al vero, tra una trentina d’anni si conoscerà la verità, come è accaduto per gli abusi sui minori.

Ciò che, di fatto, ci raccontano la storia del Forteto e la relativa sentenza è una cosa sola: il sonno dello Stato, quando questo affida soggetti deboli ad entità private senza controllo, genera mostri. E allora non si dimentichi che oggi, grazie a un allarme sovrastimato creato ad arte, pullulano sul nostro territorio associazioni anti-violenza, case-rifugio e similari prive di qualunque conformazione legale controllabile, ovvero nella stragrande maggioranza dei casi inquadrate come associazioni. In quanto tali, non sono soggette ad alcun tipo di controllo. Ricevono finanziamenti pubblici a pioggia senza l’obbligo di alcun rendiconto. E non esistono requisiti specifici per chi le apre: non occorre essere psicologi, criminologi, sociologi, magari con esperienza comprovata. Anche uno stagnino o un ragioniere possono aprirne una. E magari impostarne la filosofia secondo le proprie convinzioni o, come ha fatto Fiesoli col Forteto, secondo le proprie deviazioni mentali. Il tutto acquisendo il compito di gestire casi talvolta davvero gravi di soprusi, abusi e violenze, dunque avendo a che fare con soggetti in difficoltà, deboli.

im_watching_you_-_copiaHistory’s repeating? I presupposti ci sono tutti. Si tratta di capire se serviranno altri dieci, cento o mille Forteti scoperti in futuro perché l’andazzo si interrompa. O se occorra agire ora, sulla base dell’esperienza, operando in termini preventivi. Perché quest’ultima cosa accada serve uno sforzo gigantesco per spezzare la narrazione faziosa e distorta della realtà che predomina oggi.  E per riuscire nello sforzo serve un’opinione pubblica consapevole, risvegliata dall’incantesimo messo in piedi in questi ultimi tempi, cui segua una pressione sociale potente. Io e questo blog siamo e saremo schierati in questo senso.

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