Un patto per l’equità e la giustizia

Come si diceva ieri, la misura è colma. E il momento è propizio. Ci si dibatte ora per capire quale tra le forze politiche in lizza per le prossime elezioni possa portare un correttivo alla situazione grottesca che è venuta a crearsi. In realtà appaiono tutti o impreparati, o preparati solo ad agganciare e strappare brandelli del grande bacino elettorale e affaristico costruito negli ultimi tempi. Tra l’incudine e il martello ci sono sempre gli stessi: gli uomini, ancor più se padri. Che sui social si lamentano, non sanno che a che santo votarsi, si guardano attorno confusi. Hanno in realtà un solo problema: non capiscono che la forza non sta nei politici da supplicare, ma sta in loro, nel loro voto. Una forza che si può esprimere solo sgombrando il campo da ogni tipo di divisione e posizionamento e concentrando la potenza di fuoco (ossia il voto) su un obiettivo.

Non siamo noi a dover supplicare un po’ di attenzione dalla politica. Dobbiamo creare le condizioni perché sia la politica a venire a supplicarci. Come? Per spiegarlo mi espongo in prima persona. Non perché abbia ambizioni da leader, il cielo me ne guardi. Semplicemente perché studio la questione da molto tempo, sono in contatto con magistrati, avvocati, sociologi, criminologi, psicologi, psichiatri, tutti molto consci della situazione. Tanto da aver elaborato insieme non “una” soluzione, ma “LA” soluzione. Che è stata messa nero su bianco. E che ora viene proposta come patto, a tutti gli uomini e padri, a tutte le donne e madri di buon senso. Un patto da sottoscrivere in massa, se possibile, e da porre sul tavolo, davanti agli attuali mendicanti di voto: i politici. Scambio equo: restituite equità e giustizia al sistema, ripristinate uno Stato di Diritto degno di essere chiamato tale, e avrete il nostro voto. In questo video provo a spiegare di cosa si tratta.

Non resta che andare a sottoscrivere il patto. Più si è, più rapidamente la lista si allunga, più velocemente qualcuno verrà a bussare alla nostra porta. E saremo noi a dettare le condizioni.

Il patto è QUI.

Non resta che cogliere l’occasione.

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10 commenti

  1. Dici bene Davide, ma non potevo lasciarmi sfuggire il passaggio di Gino.
    Il quale poi aggiunge qualcosa che in sintesi si potrebbe configurare così:
    per la morale religiosa il sesso era peccato
    per la morale femminista il sesso è reato.

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  2. Gino ha messo il dito nella piaga.
    Il sesso praticato controvoglia dalle FF è qualificato come stupro. E’ considerata criminosa la sola ipotesi che possano esistere doveri sessuali femminili nella coppia.
    A rovescio l’imposizione della continenza sine die al partner è, oggi, cosa buona e giusta.
    Sarebbe già tanto che questo fosse reso esplicito in sede di matrimonio e di convivenza:
    .
    “Il partner maschile riconosce che l’esercizio di qualsiasi attività sessuale è deciso arbitrariamente dalla femmina. Si tratti della frequenza, della forma, dei tempi, dei luoghi o delle modalità. Il partner maschile riconosce pertanto alla femmina il diritto di lesinargli i rapporti, di dilazionarli e – arbitrariamente – di negarsi per sempre imponendogli la castità a vita. Al fine di non ledere la libertà e la serenità della femmina, il partner maschile si impegna inoltre a non sollecitare in alcun modo tali rapporti né direttamente né indirettamente , né verbalmente né gestualmente, né con regali né con prestazioni materiali e/o economiche di alcun tipo.”
    Letto, firmato e sottoscritto.
    .
    Chissà come mai nessuno ci ha ancora pensato. Neanche le femministe…

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    1. Tutto molto interessante, ma diciamo che prima di andare su tematiche del genere, sarebbe utile occuparsi di questioni concrete e che risolvano immediatamente problemi un po’ più tangibili. Il patto per ora si propone questo. Se lo si impone è già un’affermazione forte, cui seguiranno altre.

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    2. ciao rino,
      ti leggo in giro e ho visto alcuni tuoi video. peccato che con fabrizio (interferenza) non mi prendo caratterialmente :))
      se notiamo bene, la società difende sempre il diritto al NON-sesso, mai il contrario. in fondo è la rivisitazione della monoteistica sessuofobia. 40 anni fa feci una previsione ai “compagni” (avevo 14 anni): il femminismo prenderà il posto della religione nell’intento di cancellare il sesso dalla faccia della terra.

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  3. quando diventerò dittatore rivoluzionerò il diritto di famiglia:
    – eliminazione dell’istituto della comunione di beni
    – introduzione dell’obbligo di avere rapporti sessuali col coniuge, pena la separazione per colpa gravissima. e se mi gira male introduzione del reato di “stupro negativo” nei confronti del coniuge che rifiuta il sesso
    – in caso di separazione i figli rimangono col coniuge più abbiente economicamente
    – in caso di separazione il coniuge costretto a uscire di casa riceve un indennizzo mensile pari al 50% dell’affitto dell’immobile

    vedrete che lo strapotere femminile finirà immediatamente.

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      1. obbedisco!
        comunque ho letto che la vostra proposta include il mio punto 4, che tra l’altro è una norma che già esiste in brasile (dove vivo), anche se nella pratica è rarissimamente applicata.

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