Le parole pesano. Come i sentimenti.

tribunaleChiariamoci subito, in apertura, a scanso di ogni equivoco: una persona maggiorenne che ha una relazione amorosa e sessuale con una persona minorenne commette un reato. Per legge va perseguito e punito. Possiamo discutere all’infinito se sia una legge giusta o meno, se per caso oggi diciott’anni non siano troppi perché possa configurarsi un abuso sessuale, ma su un fatto non ci piove: ad oggi, in Italia, è reato.

Per questo il professore romano del liceo Massimo è stato arrestato e, in quanto reo confesso, verrà con buona probabilità condannato. Con ricadute inevitabili sulla sua vita professionale e sulla sua vita in generale. Detto questo, scivolando attentamente tra le parole usate dalle diverse testate nazionali e locali che stanno dando la notizia della confessione dell’uomo, si nota un ventaglio di sfumature che vanno dal racconto freddo e distaccato di ciò che accade (Repubblica, il Messaggero) ad articoli che, con l’uso mirato di alcuni termini, vogliono dare un messaggio ulteriore rispetto ai fatti in sé.

1402Facciamo il punto su questi ultimi. Il professore dichiara di essersi perdutamente innamorato della ragazzina. Una cosa, dice, che non gli era mai capitata in 25 anni di carriera. Sostiene (anche se penalmente è del tutto irrilevante) che la giovane corrispondeva il suo sentimento e nell’atto sessuale era dunque consenziente. La ragazza, stando a quanto trapela, conferma, anche se non con lo stesso trasporto del professore. Scoperta la relazione, il professore ha tentato due volte, senza successo, di togliersi la vita. Questi i fatti, a quanto emerge dall’incrocio delle diverse fonti giornalistiche.

Qualche riflessione: l’uomo non pare rientrare nello standard del feroce stupratore. Potrebbe fingere, naturalmente, nel tentativo di scagionarsi, ma i tentativi di suicidio forse sono un po’ troppo, in questo senso. E se si fosse davvero innamorato? Folle, stupido, assurdo, senza dubbio. Ma capita che l’attrazione e l’intesa superino le barriere anagrafiche. Certo l’affezione della giovane difficilmente potrebbe essere chiamata “amore”. Troppo immatura per razionalizzare un sentimento così complesso (e fatale). Ma anche in questo caso capita che scatti una fascinazione per l’insegnante, l’allenatore, l’educatore della parrocchia. Sono figure di riferimento, carismatiche, presenti in una fase della vita, quella adolescenziale, dove le scariche ormonali sono pressoché incontrollate. Insomma, vista dal lato umano e non meramente penale, mi pare la classica “storia impossibile”. Un trappolone in cui tanti sono caduti, cadono e cadranno ancora. Una cosa che anche i genitori della ragazza, pur con tutta la rabbia del caso, dovrebbero provare a comprendere, a mio avviso.

Tweedot-blog-magazine-pics-of-the-week-il-mostro-mangia-donne-1300x800Per prudenza ripeto: quand’anche i termini fossero quelli umani da me ipotizzati, nulla verrebbe tolto alla perseguibilità penale del professore. Ha commesso un reato, che ha ammesso, e deve scontare la pena che il giudice valuterà adeguata per lui (e sono certo che sarà severissima). Sempre che i protagonisti della storia non cambino poi versione per convenienze processuali, l’uomo però non appare come un mostro mangia-adolescenti. E con buona probabilità la giovane non è stata abusata, ma ha vissuto un’esperienza umana, sentimentale e sessuale reale, sebbene impossibile ed eccentrica. Eppure…

Eppure analizziamo come, ad esempio, l’ANSA (e come lei molte altre testate) descrive la storia. Vediamo che parole usa e con che frequenza. La parola “abuso” (sessuale) appare 4 volte, titolo e sommario inclusi, in un articolo di poche righe. Per due volte si sottolinea la durata dell’abuso (“due mesi”), a rafforzare il senso di prolungamento del tempo in cui la ragazza ha subito l’abuso. Si ribadisce due volte che la denuncia è stata presentata dai genitori, ripetizione inutile. Si specifica che l’uomo inviava messaggi via telefono, come se fosse un reato o una cosa strana, e non si dice se lei rispondeva o meno. Si specifica che l’aula dove consumavano i loro rapporti non viene utilizzata usualmente per le lezioni. Altre righe d’articolo vengono consumate per nominare magistrati e forze dell’ordine impegnati nella vicenda, e si conclude (la chiusa degli articoli è fondamentale) che la ragazza è stata sentita in audizione protetta, cosa ovvia essendo minorenne.

Gino_GirolimoniIl combinato disposto di alcune ripetizioni deteriori e di alcuni dettagli assolutamente privi di rilievo è ciò che dà il senso complessivo dell’articolo: l’uomo è un mostro, che ha sopraffatto la ragazza facendole subire una terribile violenza. Non una parola sulle dichiarazioni solidali e affettuose della quindicenne riportate da altre testate. Non un cenno ai tentativi di suicidio dell’uomo. Tutti gli aspetti che potrebbero dare alla vicenda una sfumatura umana da sovrapporre a quella puramente penale e criminale sono stati rimossi.

Le parole pesano, così come i sentimenti e le vite delle persone. Pronunciarle, scriverle oppure ometterle o manipolarle può fare una grande differenza. Un po’ come in un recente (e immorale) articolo di Antonella Boralevi su La Stampa, dove una donna che ha mandato in rovina finanziaria la propria famiglia, distruggendo la famiglia stessa, viene giustificata dal fatto che era innamorata dell’amante, e che nell’ambito domestico che aveva a suo tempo creato “non respirava” più. Lì la scusa dell’innamoramento vale, ovviamente. Anzi: un plauso alla signora che ha esercitato la sua emancipazione e libertà di tornare a “respirare” sfasciando tutto.

Insomma, è così che l’effetto Girolimoni è bell’e pronto. Ciò che resta nella testa del lettore medio distratto è che un altro mostro affamato di sangue e sesso femminile indifeso è stato beccato, in questo paese dove l’emergenza donna è qualcosa che richiederebbe il coprifuoco, lo Stato d’Assedio e l’esercito per le strade. Oltre a un numero crescente di centri antiviolenza ben dotati di soldi pubblici.

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12 commenti

  1. Ciao Gino. Io classe 1980, son giovane ma non di primo pelo.
    Riguardo le avances fatte da giovanissimi/e devo ammettere di aver un po’ esagerato nel definirle eccezionali anche se ho subito aggiunto “almeno a queste latitudini”. È una cosa che con l’avvento delle nuove tecnologie a portata di tutti (fanno circa 15 anni dalla comparsa nei mercati dei primi videofonini ad esempio) si è radicalizzata parecchio, ma che esisteva anche in un’era in cui internet ce l’avevano due gatti o non c’era proprio. Ricordo uno scandalo di baby squillo, uno dei primi in assoluto, nella metà dei Novanta, io ero coetaneo di quelle ragazze, erano loro che si concedevano agli uomini maturi in cambio di soldi o capi firmati. Avevano trovato uomini disposti a farle sentire “grandi” che è poi la normale esigenza di qualsiasi adolescente, solo che molti ragazzi e ragazze per fortuna o più spesso sfortuna non scelgono tale via “breve”, preferiscono spesso trasgredire in altro modo (almeno ai miei tempi, anni Novanta, ad esempio ci si sbronzava ancora di nascosto a 15 anni, senza pubblucizzare le proprie bravate, altrimenti ci sarebbe stato un “bollettino fi guerra” che avrebbe fatto impallidire certi allarmi sociali urlati oggi da tutta la stampa, io c’ero e confermo). In realtà delle mocciose a cui sta crescendo il seno sono ancora troppo immature e fragili, nonostante tutte le apparenze, per capire la reale portata di quello che stanno facendo.
    Un’altra cosa che non mi piace e che tu hai citato è “l’arruolamento” nelle file gay e lesbo di ragazzi e ragazze che hanno appena qualche curiosità o confusione dovuta all’età, mi riferisco tra i 12 e i 14 anni. Poi ci sono anche i veri omosessuali, contro cui non ho nulla se se ne stanno per conto loro, ma in quest’era in cui i think tank fanno troppe concessioni alla comunità LGBT per mero interesse il rischio che vengano coinvolti ragazzini innocenti in porcherie gender è concreto e da combattere.

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  2. Egregio signor Stasi,
    ha evidenziato una cosa che ha incancrenito la stampa in Italia, non solo nelle questioni di genere. Che agenzie di stampa e giornali propongano con abile uso di lemmi e costruzioni di frasi versioni distorte dei fatti è noto. È un segreto di Pulcinella che è un atteggiamento incoraggiato nelle redazioni. Si veda come è stata riportata sui media ufficiali la notizia sulla “difesa della razza” da parte del candidato della compagine di centrodestra alle regionali lombarde, al di là del fatto che è stata un’uscita infelice.
    Pochi anni fa mi sarei trovato in disaccordo con la sua analisi perché era ancora recente il ricordo di alcuni casi in cui un’educatrice o insegnante aveva concupito un giovanissimo allievo. In quei casi la stampa non aveva (quasi) avuto nessun tono giustificazionista, l’unica differenza stava nel fatto che i giornalisti fossero andati giù meno duri rispetto a casi in cui l’adulto era un lui. Ricordo però che le giornaliste nei casi dell’allievo e l’insegnante donna erano state relativamente più dure dei colleghi maschi. Forse sopravviveva ancora un filo di pudore in un’era in cui il termine “femminicidio” era stato appena coniato e vivacchiava semiclandestinamente negli incontri dei collettivi femministi, lontano dalla stampa mainstream.
    Non parlo poi di casi dai toni duri dei media in cui sia l’adulto che il minorenne erano dello stesso sesso… sembra passata un’era geologica, ma in realtà parliamo di appena 10/15 anni fa…
    Oggi i presupposti sembrano cambiati, anche se la realtà è ben più complessa e va ben oltre la questione di genere. Troppo complessa per i media nostrani.

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  3. “una persona maggiorenne che ha una relazione amorosa e sessuale con una persona minorenne commette un reato”

    non è così.
    – commette reato SEMPRE se il minore non ha compiuto anni 14.
    – commette reato SOLO se è un congiunto/tutore/educatore e il minore non ha compiuto anni 16 (ed è il caso in questione).
    se non sussiste almeno una di queste condizioni non è reato.

    https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-ii/art609quater.html

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      1. ma sinceramente un uomo/maschio che si comporta in questo modo è vergognoso per l’intero genere maschile. Gli uomini dovrebbero insultarlo e denigrarlo, fargli capire che ha sbagliato. Non è compito delle donne. Se gli uomini iniziassero a denigrare e far capire a questi soggetti che con questi atteggiamenti mettono in luce negativa il genere maschile dando adito ai media(e soprattutto alle femministe)di lanciare merda al nostro genere attraverso articoletti, servizi televisivi,film, documentari ecc ecc…Io mi domando ma i maschi hanno capito in che epoca viviamo?Leggono i giornali?Vedono i TG?Sanno fare 2 più 2?
        Gli uomini dovrebbero condannare i maschi che si comportano in questo modo,tra l’altro era un professore e a parte le solite considerazioni etiche e deontologiche,di sicuro avrà favorito e gonfiato i voti della ragazzina questo a scapito di studenti maschi che invece sui banchi di scuola si devono fare il triplo del culo, in qualsiasi ambito!! Maschi esattamente come il professore che hanno bisogno loro di una figura guida più della ragazzina, visto i numeri dell’abbandono scolastico.
        Comunque il genere maschile deve iniziare a condannare questi atteggiamenti negativi ,senza fare condanne e morali di tipo femminista!!!

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        1. Io sono un po’ più accondiscendente. Non c’è stata violenza o coazione (pare). È stato un grande errore, un granchio gigante preso da entrambi. Qualche attenuante la concedo. Mentre sono totalmente d’accordo con te nei casi in cui c’è coercizione o violenza.

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        2. anonimo,
          su fatti di questo genere si possono fare discorsi su vari piani: legale (io mi sono finora attenuto a questo), di opportunità politica, morale.
          – opportunità politica: come adombri nel tuo commento, eventi come questo, in un momento come questo, sono deleteri per l’mmagine del maschio… ma quelli erano infoiati e se ne fregavano dell’opportunità politica!
          – sul piano morale, beh, ogni società decide ARBITRARIAMENTE il “bene” e il “male”. la nostra ha deciso arbitrariamente che le differenze d’età in genere sono “male”, specie se coinvolgono minori in quanto ha deciso ARBITRARIAMENTE che un minore non ha la capacità di intendere circa il sesso. in realtà perchè ha deciso ARBITRARIAMENTE che il sesso è una cosa brutta brutta.
          altre società decidono arbitrariamente cose diverse.
          quindi bisognerebbe studiare antropologicamente nella specie umana cosa è “natura” e cosa è “cultura decisa arbitrariamente” nella sessualità.
          molte delle decisioni arbitrarie della nostra società non hanno nulla a che fare con la natura. ad esempio per la natura una ragazza è pronta per figliare a 12-13 anni e per figliare bisogna fare sesso. se ne deduce che, secondo la natura (che è una cosa potente e frutto di milioni di anni di selezione) una ragazza di 12-13 anni può fare sesso.
          ci sono ad esempio gli indios brasiliani che vedono benissimo l’accoppiamento di ragazze minorenni con uomini della generazione dei loro padri. sono dei degenerati? dobbiamo esportare loro la democrazia occidentale?
          ecco, prima di dare giudizi morali bisognerebbe sapere come funziona la sessualità nelle migliaia di culture che il mondo ha o ha avuto.

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          1. Bene. Ricordo pure la notizia di pochissimi anni fa della donna messa incinta da un ragazzino di 12 anni con cui aveva fatto sesso, credo in Nuova Zelanda. Ora secondo il tuo modo di vedere se una dodicenne è una donna fatta e finita anche un dodicenne è un uomo fatto e finito. Come se il livello di crescita personale di un individuo si misuri con la sola capacità sessuale. Come se non sia giusto che le prime scoperte si facciano tra coetanei.
            Scusa, in che siti navighi solitamente?

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            1. guarda, io sono un economista ma mi diletto da 40 anni allo studio delle scienze umane, soprattutto nel campo della sessualità. ho conosciuto molti paesi e ora vivo in sudamerica. e personalmente non mi piacciono le minorenni. infatti le ho rifiutate in occasioni in cui LORO mi molestarono pesantemente, io già maggiorenne.
              quindi scrivo come scriverebbe un etnologo o uno psicoanalista e rigetto la tua ultima domanda, sono abituato a ricevere accuse da parte dei moralisti. rispondo a un paio di tuoi punti:
              – “Come se il livello di crescita personale di un individuo si misuri con la sola capacità sessuale”: per fare sesso non è necessario chissà quale livello di crescita personale. questo è richiesto solo nella nostra società ed è un escamotage per rendere difficoltosa la sessualità. per fare sesso è necessario solo piacersi ed eccitarsi. l’alto livello di crescita è necessario per progettare un’astronave che va su marte.
              – “Come se non sia giusto che le prime scoperte si facciano tra coetanei”: spesso avviene questo ma non sempre. chi lo decide che è “giusto”? è una decisione morale arbitraria. basta conoscere un minimo la realtà per sapere quanti adolescenti maschi desiderino la “signora” o adolescenti femmine il “signore”, anche nella nostra sessuofoba società.
              al punto che il presidente francese, macron, fu sedotto quando aveva 15 anni dalla sua professoressa 24 anni più anziana e che ancora oggi è sua moglie (e nessuno dice nulla).
              addirittura ci sono popolazioni native sudamericane, africane, oceaniche che PREFERISCONO che gli adolescenti, maschi e femmine, siano sessualmente “imparati” da gente adulta, lo ritengono più efficiente, del resto in tutti i campi chi ha esperienza insegna all’inesperto, quindi la cosa ha una sua razionalità. poi se vogliamo considerarli “animali” allora si entra nel razzismo.

              aggiungo una nota storica: proprio questo razzismo morale-sessuale, proprio la visione diretta dei costumi sessuali differenti dai nostri ha giocato un ruolo fondamentale nello sterminio di queste popolazioni da parte degli occidentali.

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              1. Messa così è più comprendibile e accettabile il tuo punto di vista, né posso io stesso ritenermi anche volendo digiuno sull’argomento, visto che tra tante difficoltà son riuscito a laurearmi col massimo dei voti in antropologia culturale ed etnologia, ancora oggi mi rammarico di non aver potuto fare nel 2007 uno studio sul campo in Ciad, a causa del taglio dei fondi, che mi avrebbe permesso di entrate nella cerchia degli assistenti del mio professore di studi etnografici.
                Confessioni biografiche a parte, era normale anche da noi che una ragazza giovane andasse in sposa a un uomo più maturo, miei nonni paterni, entrambi di un paese della Sardegna profonda, avevano lei 18 e lui 39 e correva l’anno 1929.
                Ragazze e ragazzi tendono a provare dei sentimenti particolari per degli adulti come per esempio l’insegnante “bona” o il prof affascinante, tocca agli adulti far rispettare le distanze. In quasi tutti i casi che coinvolgono ragazze o ragazzi son comunque gli adulti che “hanno l’ultima parola”, non me lo vedo un/a quattordicenne, purché dotato/a di una precoce personalità molto forte, fare le avances ad un adulto e non il contrario, almeno qui in occidente. Poi ci sono i casi particolari (ragazzi gay che intratengono relazioni con adulti dallo stesso orientamento), ma la norma è questa, almeno a queste latitudini.
                Un’unica inesattezza: sul rapporto Macron – compagna vegliarda si è fatto molto humour e c’è stato del rumore – meno comunque se fosse stato lui l’adulto e lei la minorenne.

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                1. 1) spero non ti offenda (prendilo pure come paternalismo da parte di chi ha l’età di essere tuo padre), ma se sei laureato in antropologia doverti avere un atteggiamento più asettico e relativista su certi argomenti… a meno che oggi all’università non si parli più di certe cose o se ne parli solo in forma ideologizzata..
                  2) nella nostra società non ce li vedi adolescenti fare avances agli adulti? beh io ne ho ricevute svariate, e “tecnicamente” pesantissime.
                  3) hai fatto bene a citare i gay, ecco, lì il moralismo per incanto sparisce, molti di loro vengono “arruolati” adolescenti e preadolescenti ma nessuno protesta. faccio una profezia: il suprematismo gay fra qualche decennio spodesterà l’imperio dell’attuale suprematismo femminista (entrambi i fenomeni fanno parte dello stesso “progetto”).
                  4) macron? a parti invertite lui sarebbe finito in galera 25 anni fa e mai sarebbe diventato un politico di successo.

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