Guai a voi, romantici stalker!

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Guai a voi, romantici stalker! Anatema sul vostro capo, maschi invaghiti e innamorati. Romeo che cerca la sua Giulietta oggi è un criminale, un po’ come Don José oggi è un femminicida. Giacomo Casanova è pericolo pubblico numero uno, Calaf è uno schifoso stupratore. E che dire di Cristiano de Neuvillette e del suo Cyrano? Quest’ultimo è un orribile molestatore, alla fine, ed è una goduria quando muore! Sto dicendo delle assurdità? No, per niente. Sto solo traducendo il messaggio mandato di recente a tutta la comunità nazionale maschile dalla Corte di Cassazione.

Sentenza n.104/2018: tratta il caso di un uomo che per tre giorni ha corteggiato in modo serrato una donna. Non importa come: la corteggiava. Immagino con i metodi classici: fiori, attenzioni, complimenti, dichiarazioni. Niente di particolarmente minaccioso, violento o forzato. Può essere benissimo che la donna abbia anche manifestato scarso apprezzamento per la sua corte, ma va a sapere se sono le tipiche schermaglie, così note e così ben rappresentate nell’arte, con cui una donna fa resistenza perché vuole essere corteggiata ancora, di più e meglio… Come si fa a capire se il nostro romanticismo è molesto o se si sta facendo solo quel bellissimo gioco delle parti di chi si cerca e vuole amarsi?

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Ci vorrebbe qualche parametro chiaro, qualche criterio logico e razionale, atto a definire uno spartiacque il più possibile oggettivo tra ciò che può o non può risultare realmente fastidioso. Ebbene, quello spartiacque, dice la Corte di Cassazione, non c’è. La donna, dopo tre giorni di corteggiamento, infatti, ha denunciato per atti persecutori l’uomo. Che è stato condannato in primo grado a sei mesi di reclusione, confermati in Appello e appunto anche in Cassazione. L’uomo si è difeso in tutti e tre i gradi con argomentazioni logiche: “si è trattato di un corteggiamento non corrisposto, ma sicuramente non tale da porre in essere un comportamento minaccioso, aggressivo o molesto. Per di più le azioni sono state circoscritte in soli 3 giorni, tempo sicuramente non sufficiente a scatenare uno stato di ansia grave e perdurante”.

Ingenuotto l’uomo e, mi permetto, anche il suo avvocato. In tutti e tre i gradi di giudizio i giudici hanno riso di queste argomentazioni, opponendo una conferma di indirizzi già presi dalla Cassazione in passato. Ovvero: mettila come ti pare, povero Cyrano, ma ciò che hai fatto, anche se era romantico, gentile, amorevole, ha cagionato nella donna “un perdurante e grave stato di ansia e di paura, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita”. Dice: Cyrano si appostava, la pedinava, faceva apprezzamenti, invadeva la sfera personale della donna. Caspita, allora è davvero uno stalker! Vediamo le prove. Zero. Però, dice la Corte, la persona offesa è risultata “pienamente attendibile” nel dire quant’era in ansia. Come il caro vecchio confetto Falqui: basta la parola. E quella di una donna che lamenta persecuzioni è sicuramente più attendibile di quella di un uomo accusato per stalking.

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Fermi tutti, però… stato di perdurante ansia e paura… almeno quello si potrà dimostrare in qualche modo, qualche certificato medico, qualche referto, qualcosa! Si potrebbe ma, ribadisce la Corte: “ai fini della integrazione del reato di atti persecutori non si richiede l’accertamento di uno stato patologico, ma è sufficiente che gli atti ritenuti persecutori abbiano un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima”. Perché disturbare medici e clinici con scartoffie varie? La signora dice che tre giorni di corteggiamento le hanno totalmente sconvolto la vita, tanto basta.

Però… lo stalker tipico è quello che esprime la propria ossessione in un lasso di tempo molto prolungato. Realizza uno stillicidio graduale e crescente, un’escalation palesemente patologica e ossessiva, secondo uno schema che per altro la psichiatria ha da tempo definito. Balle, balle! La Corte di Cassazione si è già espressa in passato: non solo tre giorni sono più che sufficienti per essere stalker e venire condannati sulla parola della presunta vittima, addirittura si diventa persecutori “anche quando le singole condotte sono reiterate in un arco di tempo molto ristretto (anche nell’arco di una sola giornata)”. Purché appunto questi atti mettano alla presunta vittima quello stato d’ansia che essa stessa autocertifica sulla parola. E chissà (non è dato sapere) se la signora ha anche richiesto un risarcimento danni, e se era supportata nella sua denuncia da un centro antiviolenza. Io ho già una mezza idea della possibile risposta…

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Non sto a ripetere quanto questa china giuridica sia pericolosa, sovversiva, anticostituzionale e devastante per i principi base dello Stato di Diritto. A parte che mi pare tutto piuttosto palese, chi vuole avere argomentazioni in merito legga il mio libro, lì c’è tutto. Ci sono solo due cose da mettere in luce. La prima è perché la Corte di Cassazione assume queste decisioni, confermando una tendenza giuridica priva di senso? Perché gli “ermellini” non possono far altro, in teoria, che applicare la legge per quello che è. Dunque il problema non sta tanto nell’approccio “notarile” dei giudici di Cassazione, ma nei dettami della legge stessa, il devastante art.612 bis del Codice Penale. Va detto che quei giuresperiti potrebbero, se volessero, trovare con le loro sentenze qualche margine di manovra, se mossi da vero coraggio e da una reale affezione per lo Stato di Diritto su cui essi dovrebbero vigilare, per porre un freno alla deriva che sta replicando oggi le storture che in passato si verificavano con il delitto d’onore, ad esempio.

La seconda è: perché mi sono permesso di dire che l’accusato e il suo avvocato sono stati ingenui? Perché, ormai è chiaro da molto molto tempo, non è su ciò che l’accusato ha materialmente fatto o non fatto che va impostata una difesa contro un’accusa falsa o forzata (come appare in questo caso) di stalking. Le azioni messe in atto contano ZERO, e molti difensori sembrano non aver ancora capito questa cosa, che è alla base della sovversione della norma anti-stalking. Tutti si affannano a dimostrare che il loro cliente non ha fatto nulla di male, anzi. Se alla base ci fosse una legge normale, che prevedesse prove, testimoni, fatti oggettivi, farebbero benissimo. Ma non è, quella anti-stalking, una legge normale. Come si vede dal caso in questione, tutto è basato sulla parola della presunta vittima. Ma soprattutto sul fatto che tale parola venga considerata dai giudici “pienamente attendibile”.

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Dunque un consiglio a tutti gli avvocati difensori di persone accusate falsamente o forzatamente per stalking: la legge vi consente di fare indagini autonome. Fatele. Senza scrupoli, all’americana. Il vostro obiettivo dev’essere minare l’attendibilità dell’accusatore, non dimostrare la buona fede o l’innocenza del vostro cliente. Utilizzate i social e “rubate” le foto pubbliche dell’accusatore dove appare tutt’altro che in ansia, cercate testimonianze che non ha affatto cambiato abitudini di vita, smontate la sua esistenza pezzo per pezzo e attaccatevi a ogni dettaglio che possa smentire ciò che egli autocertifica. Se il vostro cliente è rimasto ingiustamente incastrato in quell’accusa, solo così potete sperare di salvarlo.

E voi, uomini che ancora perdete tempo nel “corteggiamento”, che ancora credete che ci siano donne capaci di prendere attenzioni, apprezzamenti e cura come una manifestazione di affettività e non come un desiderio di molesta invasività, premunitevi. Un tempo le mamme raccomandavano l’uso dei preservativi, oggi io vi raccomando, se proprio non potete fare a meno di corteggiare come si faceva un tempo, di registrare tutto, salvare email, foto, e tutto quanto possa essere poi utile al vostro legale per dimostrare che la vostra amata era tutt’altro che in ansia, non ha cambiato per niente le sue abitudini di vita, mentre le facevate la corte. Preservatevi non solo da malattie sessualmente trasmissibili, sempre che riusciate ad arrivare alla fase sesso, ma anche dalle fregature a cui una legge attualmente lascia la porta spalancata.

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Se poi corteggiare una donna restando così sulla difensiva, tenendo sempre a mente che potreste finire incastrati, vi fa brutto (e lo posso capire), allora date retta a zio: lasciate perdere. Fate come il sistema vuole che facciate: aprite un sito porno qualunque e provvedete da soli. Isolati, atomizzati, sprecati, frustrati, privi di qualunque relazione o capacità relazionale con altri, se non con il monitor di un PC gonfio di réclame. Così svuotati da poter trovare sollievo solo comprando cose inutili a destra e a manca. Un obiettivo valido per tutti, uomini e donne. Un’esistenza miserabile, lo so. Ma almeno con la fedina penale pulita da sentenze senza senso derivate da una legge criminale.
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7 commenti

  1. Cito perché questo è il succo di tutto:
    “Perché, ormai è chiaro da molto molto tempo, non è su ciò che l’accusato ha materialmente fatto o non fatto che va impostata una difesa contro un’accusa falsa o forzata (come appare in questo caso) di stalking. Le azioni messe in atto contano ZERO, e molti difensori sembrano non aver ancora capito questa cosa…” … “tutto è basato sulla parola della presunta vittima”:
    .
    Ciò che conta, la sola cosa che vale a qualificare l’accaduto è il vissuto femminile, quale è percepito dalla D in qualsiasi momento dopo il fatto. Punto e basta. Il comportamento di lui, come quello di lei, non hanno nessun valore.
    .
    Non importa minimamente ciò che è stato detto o fatto, non detto o non fatto. Irrilevante.
    E ciò vale per stalking, per le molestie e per la violenza sessuale (=stupro) e non.
    Preso atto di questo tutto diventa chiaro: siamo in una nuova era. Dalla certezza del diritto siamo ora alla certezza dell’arbitrio.
    .
    E’ dura da ammettere.

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  2. Le tue argomentazioni sono ineccepibili ma secondo me sottovaluti il problema. Le leggi italiane non sono altro che la conseguenza di un sistema globale e non una questione locale. Per esempio Macron vuole introdurre una legge contro le “molestie” in strada. In Svezia è moralmente deprecato fare pipì in piedi. E che dire del femminismo spagnolo? Il tuo consiglio di munirsi di un registratore è prassi nei paesi anglosassoni, soprattutto in ascensore: gli uomini evitano giustamente di usare il mezzo per non finire accusati di chissà cosa. Nelle università americane si parla esplicitamente di contratti pre-sessuali. E via discorrendo. Lungi da me essere esaustivo in poche righe vista la complessità del fenomeno che ha dimensioni planetarie. A chi segue la QM da decenni queste e molte altre cose non sfuggono. Solo in Italia ci sono persone che se ne occupano da 30 anni, e non si contano i muri di gomma su cui sono rimbalzati. Warren Farrell (USA) sono più di 40 anni che ha scritto “Il mito del potere maschile”. Lo stesso dicasi per i padri separati. Se non reagiscono non è certo perché non soffrono: nei decenni un sistema siffatto ha sfibrato la volontà maschile, quella che ha fondato e difeso i diritti di tutti rimettendoci anche la vita, dunque come aspettarsi coraggio se essi stessi sono convinti che hanno una colpa universale da espiare in quanto maschi, anche se innocenti. E suppongo che questo era l’obiettivo del sistema: ridurre al silenzio. Un po’ come quando ad ogni rimostranza ti senti qualificare minimo come maschilista e misogino qualunque cosa tu dica seppure di buon senso. Per dirne una recente di Monica Bellucci intervistata sul Corsera: “le donne a tavola mangiavano i resti del cibo dell’uomo, a noi davano le carcasse degli animali, lo sapevate questo? Mi hanno detto che noi siamo più piccole di statura perché mangiavamo meno degli uomini”. Con tutto il rispetto ma se la situazione è questa c’è molto lavoro ancora da fare in Italia come in tutto il mondo, almeno quello occidentale.

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  3. Ottimo articolo.
    Sai io mi rispecchio molto in questo scenario, non che io abbia avuto questo tipo di problemi bensi a livello sociale, umano, sentirmi escluso. Ho 35 anni è non ho piu una relazione da molti anni, e anche se volessi attaccar bottone con una ragazza mi sento impaurito, e non mi vergogno a dirlo, ho paura, temo che possa succedere a me, perche le donne sono influenzate da questa retorica. Anche nel profondo sud,(sono siciliano) dove la donna storicamente era più legata alla famiglia, matrimonio….non lo è più, quella retorica ha attecchito anche qui.
    Io ho questa immagine Orwelliana della società che verrà, fra 10 forse 15 anni:
    Una società ulteriormente più divisa, individualista e, dove i rapporti tra uomo/donna non esisteranno più;
    Un strapotere enorme nelle mani delle donne, che riguarderà ogni aspetto della vita, che si tradurrà in una specie di società matriarcale impregnata di odio e giustizialismo nei confronti dell’uomo che sarà sempre più emarginato e con sempre con più meno potere e parola;
    Tutto questo porterà al sangue, a ribellioni, non può che finire cosi.
    Grazie per i tuoi articoli.

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    1. Un po’ apocalittico come scanario futuro, forse, ma comprensibile vista la dose di frustrazione. Dal mio punto di vista la priorità al femminile verrà data ancora e sempre nella misura in cui essa può farsi motore di una opposizione a quelle agenzie normative, come la famiglia, che sono un baluardo assoluto al consumo fatuo e purchessia. Illudendo le donne che la loro emancipazione passa dalla distruzione del maschio e della “sottomissione” al contesto familiare, e che la loro libertà è quella di poter consumare senza freni. Se il mondo femminile non si prestasse più a questa strumentalizzazione, sarebbero grossi guai per il capitalismo iperconsumista odierno e futuro. Con ciò non credo che si punti a una sorta di matriarcato assoluto. I grandi interessi sanno bene che un mondo governato da donne, oltre a essere materialmente impossibile, non sarebbe umanamente possibile. Grazie a te che mi leggi e commenti!

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      1. io non credo che il motivo sia solo economico-consumistico. credo che purtroppo ci sia dell’altro e peggiore.
        una cultura umana non si forma solo su motivi economici (in questo non sono marxista), non credo che tale “abramo” abbia imposto a tutti di tagliarsi i prepuzi per un motivo economico.
        nel mondo ci sono persone psicosessualmente malate e alcune di queste sanno di essere malate ma non sopportano questa consapevolezza, quindi fanno di tutto per far ammalare il mondo intero così da sembrare normali e lenire la sofferenza.
        reich parlava di una “peste emozionale” che periodicamente colpisce l’umanità…

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          1. le cause possono essere varie, infatto ho scritto “non credo che il motivo sia SOLO economico-consumistico”, intendendo che sia ANCHE economico, ma non esclusivamente.

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