Violenza di genere: una storia non autorizzata

datiHo fatto un salto sulla sedia, lo ammetto. Da troppo tempo cerco, trovo ed esamino indagini statistiche e dati (sempre più o meno gonfiati, manipolati o strumentalizzati) solo sulla violenza sulle donne. Quindi ho fatto un salto sulla sedia quando ho trovato i dati relativi alla violenza di genere di cui parlerò in questo articolo.  La fonte mi è parsa (finalmente) autorevole: non la solita accolita di centri antiviolenza interessati a far emergere criticità che non ci sono, per lo meno non nelle proporzioni con cui vengono rappresentate. Dal nome del soggetto che ha raccolto i dati, insomma, mi è sembrata essere una cosa seria, una ricerca fatta da persone che sulle criticità sviluppano tesi, applicano paradigmi scientifici, ma soprattutto registrano dati reali, senza affidarsi alla fuffa di proiezioni statistiche basate su indagini condotte con questionari fuorvianti, come a lungo ha fatto l’ISTAT.

moglie_violenta-500x300I dati raccolti riguardano un anno specifico e sono limitati a una specifica e grande regione d’Italia, dove questo soggetto mette a disposizione di chiunque un servizio di aiuto e supporto tramite un numero di telefono dedicato. Ed ecco che, a volerli ascoltare e a volerne raccogliere le problematiche, gli uomini così saltano fuori. Guardando le statistiche, e tenendo ben presente la narrazione che della realtà viene fatta quotidianamente dai media, dalla politica e pure da convenzioni internazionali ideologicamente orientate (Convenzione di Istanbul), si ha ben ragione di saltare sulla sedia.

Le chiamate di aiuto ricevute in un anno sono state numerose. E, sentite bene: più della metà di esse provenivano da uomini. C’è da scommettere che se questi sono i dati di quella regione specifica, quelli delle altre regioni, se avessero un servizio simile, sarebbero paragonabili. Incredibile vero? In realtà no per chi conosce la realtà dei fatti e non se ne sta delle manipolazioni dilaganti. Chi ancora non si è fatto buggerare dalla propaganda martellante, sa che la violenza è una, non si declina per genere, e si affronta nel suo complesso e alle sue radici. Ricercatori italiani che pubblicano all’estero trattano così, in modo logico e scientifico, il problema. L’approccio unidirezionale, come sostengo da tempo, serve solo ad alimentare una bolla economica e politica che prospera sulla devastazione della giustizia e sulla pelle essenzialmente di una sola categoria di persone oltre che, cosa ancora più grave, sulle vere vittime e sui minori.

sbk6ejajxcfsuf-mxh8ky9zptrqmbwvro-iqcwkf4dolozfvr1rsq6yp7vtpiqmvse8clar0egyhcfatyeydqwtlyotsiqI dati a senso unico erano già un dito magro magro dietro cui si nascondevano metastasi di interessi chiaramente individuabili. Rilevazioni reali e bidirezionali come questa, insieme allo smascheramento di talune famose realtà “antiviolenza”, stracciano definitivamente il velo di ipocrisia. Rendono ancora più chiara la pericolosità della china che si sta scendendo e la necessità di porre un freno e ristabilire condizioni di equilibrio, giustizia ed equità.

Ah, vi chiederete perché nell’articolo io non abbia citato la fonte, né la regione italiana di riferimento, né dati precisi o grafici. Be’, perché è accaduta una cosa strana. Prima di scrivere l’articolo ho chiesto a questo soggetto l’autorizzazione a usare i suoi dati e grafici. Subito sono stato esplicitamente autorizzato. Addiritura mi è stato chiesto di inviare il curriculum vitae (forse avevano bisogno di collaboratori, chissà…). Poco dopo mi è stato detto che l’autorizzazione era sospesa: prima volevano leggere la bozza di articolo. Il mio quinto senso e mezzo, tipo Spiderman, ha iniziato a pizzicare. Non tollero revisioni terze e tanto meno censure. Tanto più che la versione originaria di questo articolo dava merito a questo soggetto per le sue ricerche, finalmente oggettive. Il giorno dopo (oggi), una mail mi avvisa che l’autorizzazione mi viene ritirata. Ciò non mi frena certo dal dare conto dei dati che ho letto, e che sono tuttora pubblici sul web. Purtroppo però non posso citare le fonti o i dati numerici precisi, mi scuserete. Ho anche chiesto il motivo della marcia indietro, ma non mi è stato risposto, purtroppo. Quindi si è tutti liberi di formulare ipotesi in merito.

Ciò che resta d’importante, in questa vicenda, è che la “violenza di genere” non esiste nella sua versione unidirezionale. Lo sostengo da tempo. E i dati, quando vengono fuori, lo provano chiaramente.

bannerpromo

4 commenti

  1. Non potevo non segnalarti questa perla… Quando finirà?

    “La lotta alla violenza ovviamente non deve avere genere. Ma non ci sto a mischiare gli argomenti, a fare un giochetto molto italiano per cui si confondono i piani in modo da impedire una riflessione seria e una soluzione del problema.”

    http://www.lastampa.it/2018/02/04/cultura/opinioni/larispostadelcuore/la-lotta-alla-violenza-non-deve-avere-genere-ma-il-potere-maschile-ckAjgLgdNmUwjQUsMbdiJN/pagina.html

    Mi piace

  2. La ricerca scientifica ormai si deve nascondere se vuole indagare il problema. Essere sotto i riflettori di questi tempi (peggio ancora avvalorare le tesi del Patto) significa la morte professionale. In questo senso l’efficienza del MinCulPop Pro 2018 versione Pink 4.0 è affascinante: la cosa che funziona meglio in Italia. Una decina di anni fa leggemmo sul forum uno studio pubblicato su AJPH riguardante la reciprocità nei rapporti violenti. La metà dei rapporti violenti sarebbero reciprocamente violenti. In quelli non reciprocamente violenti le donne sono autrici nel 70%. Negli stessi anni Marco Vantaggiato scriveva “Donne criminali”. Silenzio tombale…

    http://ajph.aphapublications.org/doi/abs/10.2105/AJPH.2005.079020
    https://www.ibs.it/donne-criminali-viaggio-attraverso-lato-libro-massimo-buttarini-marco-vantaggiato/e/9788860211484#
    http://questionemaschile.forumfree.it/?t=32316701

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.