2 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

heinrich-himmler-2La Lega Nord è dalla nostra (???) – Il largo, oppresso e frastagliato fronte dei padri separati, fine settimana scorsa, è esploso in un’ovazione generale: la Lega Nord ha inserito nel proprio programma elettorale l’affido condiviso con mantenimento diretto, eccetera eccetera. Chi, nella falange dispersa dei padri alienati, già era orientato a votare il partito di Salvini si è  così esposto in una propaganda martellante: “evviva, è nel programma elettorale, siamo a posto!”. Mi commuove sempre vedere come persone che hanno un grosso problema siano così propense a farsi prendere per il culo dal primo che gli ventila una soluzione. Alla luce di una storia umana disseminata di promesse elettorali poi disattese, bisognerebbe essere prudenti, ma tant’è intere legioni di uomini hanno tirato un sospiro di sollievo, quasi fosse cosa fatta. Solo alcuni hanno timidamente alzato la mano, facendo notare: “ma… la Lega ha candidato Bongiorno che… insomma… si sa…”. Effettivamente impegni del genere avendo Bongiorno in lista, è un po’ come promettere la costruzione di hotel extralusso solo per ebrei avendo in lista Heinrich Himmler. Salvini e i suoi propagandisti da social network però hanno già rassicurato tutti: Bongiorno si occuperà solo di alienazione genitoriale. Che è un po’ come dire come dire che Himmler nella costruzione degli hotel per ebrei si occuperà solo della parte docce. Insomma, trattandosi di una promessa elettorale, e con queste premesse, io tendenzialmente non ci credo, non mi aspetto nulla: è il solito meccanismo del politico che promette il miracolo ai disperati, mentre credo sarebbe più efficace una linea di comando esattamente all’opposto. Tuttavia non voglio esprimermi in modo troppo pessimistico, quindi non gioisco, ma non critico nemmeno: sto a guardare. Un altro nodo al fazzoletto, un altro segnaposto, come quello già messo per l’inqualificabile Pietro Grasso. Vedremo come andrà, e al primo passo falso scioglierò il nodo, ah se lo scioglierò. Ma non con Salvini. Nel caso, lui ha fatto solo il suo sporco mestiere: distribuire sogni in cambio di voti. Il redde rationem sarà con tutti quelli che ora sbrodolano in orgasmo per una mera promessa elettorale.

INT02F1_1582229F1_24-kxWG-U43200427659017XIG-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Non è un paese per vecchi – Ha fatto scandalo una sentenza della Cassazione (Cassazione Civile, sez. I, sentenza 14/02/2018 n° 3594) che ha reso adottabile una bambina nata da una coppia in età avanzata (56 anni lei, 68 lui, quando la piccola è nata, nel 2010), residente a Mirabello di Monferrato. La storia alle spalle di questa vicenda è tanto allucinante quanto la sentenza, e nell’articolo che ho linkato poco sopra è ben delineata nei suoi dettagli. L’esito giuridico è solo l’apice di un percorso allucinante svoltosi sulla pelle di una bambina, oggi affidata a una casa-famiglia. L’opinione pubblica ha discusso moltissimo su tutta la faccenda, interpretandola sotto diversi punti di vista: nessun mafioso è stato privato, in quanto tale, dei figli; bambini che vivono nel degrado più assoluto lì restano e nessuno li va a toccare; coppie gay (che, comunque la si pensi, hanno una configurazione sicuramente eccentrica rispetto alla maggioranza) possono adottare senza problemi mentre a una coppia etero avanti con gli anni non viene permesso di crescere una figlia naturale; un apparato giuridico che giudica la capacità educativa e affettiva di due genitori sa tanto di regime fascio-sovietico, e così via. Io vorrei invece vedere la questione sotto un punto di vista che non ho letto da nessuna parte: il business delle case famiglia. Così simile a quello delle carceri private americane. Là si viene arrestati e si finisce in carcere per un nonnulla, e questo garantisce clienti alle prigioni-lobby. Qui i Tribunali dei Minori, quelli civili e penali, i servizi sociali, i centri d’ascolto, i consultori, i ministeri, le leggi, e talvolta anche vicini di casa stronzi sembrano fare il possibile per favorire la sottrazione dei minori alle coppie, anche quando magari il disagio sarebbe affrontabile con sostegni di altro tipo, allo scopo di garantire clientela alle case famiglia, destinatarie di molti molti fondi pubblici. Potrebbe essere che questa sentenza rientri in questo trend? Per me è quasi ovvio.

rogo-delle-streghe-680x345-640x325Le diverse sfumature del fuoco – Le fiamme l’hanno fatta da padrone settimana scorsa. A Messina vengono comminati 12 anni per tentato omicidio a un ragazzo che ha cercato di dar fuoco alla fidanzata, anche se questa l’ha sempre difeso dicendo che era un atto d’amore (e chissà qual è il suo concetto di “atto d’odio”…). Il noto caso di William Pezzulo dimostra che a parti invertite, cioè se atti del genere li fa una donna, si tratta solo di lesioni e non tentato omicidio, con la connessa minore pena. Quello però che colpisce, nell’articolo di Repubblica che racconta questo caso, è una citazione, non si sa di chi, secondo cui siamo di fronte a “donne uccise come in una carneficina”. Sì, vabbè, perché non olocausto…? Sempre le fiamme collegano altre due vicende: una in Sardegna, dove un uomo dà fuoco alla porta di casa della ex; una in Sicilia, dove una donna ha incendiato il grembiule della collega di panificio per punirla di averle rubato il fidanzato. Quest’ultima si è beccata otto anni per stalking, l’altro viene definito stalker dall’articolo del Messaggero. Peccato nessuno dei due lo sia assolutamente. Ma ora nei tribunali e nelle redazioni va di moda così, basta mettere “stalking” per pensare di aver fato giustizia e per attirare il lettore.

27973001_1425371950922765_7830868681237341220_nCoerenti quando fa comodo – Mentre il fronte maschile che cerca di combattere per una parità di diritti, a fronte dei molti privilegi ottenuti dalle donne, rimane eterogeneo nella propria appartenenza politica e ideale (e forse per questo non riesce a coagularsi in un’entità coerente), quello femminista sembra riconoscersi con più forza in un flusso ideale, o meglio ideologico, ben riconoscibile. E che in genere ha come seconda bandiera quello dell’accoglienza indiscriminata degli extracomunitari. Ha fatto il giro del web la foto di un gruppo di femministe col cartello: “migranti non lasciateci sol* con i fascisti”. A ben guardare però questo sembra un connubio a targhe alterne. Tipo che se il bianco italiano uccide una donna, è un femminicida sudicio bastardo, messo alla berlina sui giornali e nominato con orrore27907533_557333557959950_7359685119974774292_o nelle manifestazioni, mentre se si tratta di un immigrato a compiere un delitto simile, vige un silenzio quasi sfacciato, che sa di assoluzione a prescindere. E tipo anche che se un politico donna, con posizioni apertamente anti-immigrati, si azzarda a mettere il naso fuori, viene accolta a insulti e sputi, come se non si trattasse di una donna, o che nel suo caso si possa fare un’eccezione. Va preso atto quindi che i due valori, l’accoglienza e il femminismo, creano corto circuiti a seconda delle circostanze. Ciò non induce chi li sostiene contemporaneamente a farsi qualche domanda sulla propria sanità mentale, ma soprattutto dal contrasto il femminismo, a riprova della sua scarsissima forza ideale, ne esce sempre perdente. Mentre i paladini schizofrenici di entrambe le ideologie ne escono come dei razzisti essi stessi, sebbene verso il maschio bianco. Roba da psichiatria, davvero. Forse anche per questo è così complicato combattere questo andazzo.

foto_673898_550x340Stalker sarà lei – Dice: dai che l’ISTAT per la prima volta ha considerato anche le molestie sugli uomini… Dice ancora: però poi lo stalking lo fanno solo gli uomini, sudici maledetti violenti misogini. Anche perché è il sogno di ogni uomo, dai, che una donna lo cerchi insistentemente. Non esiste che un uomo preso di mira da una donna entri in ansia, cambi abitudini di vita, senta paura e blablabla… Questo è un po’ lo strabismo dell’opinione pubblica. Poi però salta fuori che se una donna lascia bigliettini amorosi, messaggi sui social, manda foto hot all’oggetto maschile dei suoi desideri, magari pedinandolo pure, e con lui i suoi familiari, diventando ossessiva, anche il maschietto è capace non di sentirsi un fico latin lover, ma in ansia. Capita allora che quest’uomo sporga denuncia per atti persecutori e, figlia unica di madre vedova, la sua denuncia vada avanti fino all’irrogazione di un ammonimento alla fanciulla. Cose risapute a chi è ben informato, cioè pochissimi: lo stalking non è solo maschile. Ma per l’opinione pubblica diffusa è comunque strano, ed ecco che la storia finisce sul giornale, quasi fosse un fatto eccezionale. Ma dato che la narrazione diffusa (la vittima è sempre la donna) non può essere interrotta o smentita, la notizia resta su un giornale importante ma locale. Dove per altro l’ammonimento viene venduto come “divieto di avvicinamento”, cosa ben diversa. Ma da un giornalista non si può pretendere quella gran precisione. Mala tempora currunt…

defalcoBenvenuto a bordo, cazzo! – Gregorio De Falco, l’ufficiale di Guardia Costiera che strapazzò, giustamente, il Comandante Schettino mentre abbandonava la Costa Concordia incagliata al Giglio, diventando così famoso un po’ ovunque, si sta separando dalla moglie. Non è una separazione semplice, ça va sans dire. Lo stesso ufficiale ammette che ci sono dissidi sul piano economico, e questo genera liti, contrasti, scenate. Risultato abbastanza scontato della faccenda: la moglie è andata a “sfogarsi” in un commissariato parlando di violenze fisiche da parte del Comandante a danno suo e della figlia appena maggiorenne. Insomma che De Falco, in casa ha picchiato un po’ tutti. Mancava solo il gatto, che si è nascosto sotto il divano, sennò menava pure lui. Nonostante questo, la signora non ha sporto denuncia. Ma come? Tuo marito alza le mani su te e tua figlia e non sporgi denuncia? Ti limiti a uno “sfogo” in commissariato per poi parlare della cosa al Corriere della Sera? Hmmm… non è che, gentile signora, si tratta solo di un modo per stringere con le sue gentili mani i testicoli del suo ex marito, specie ora che è candidato, verrà sicuramente eletto e prenderà un bello stipendione da parlamentare? Scusi l’illazione, signora, ma sa… è un’abitudine consolidata delle donne separande usare la minaccia di una denuncia per fare l’asso pigliatutto. E un paio di cose non tornano nel suo modo di gestire la vicenda. Proprio per questo già ora, a prescindere, mi mi sento di poter dire al caro comandante: “benvenuto a bordo, cazzo!”.

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2 commenti

  1. 1) ultimo paragrafo: mi aspettavo la moglie che si mettesse con schettino, ahahah!
    2) quanto alla succulenta contraddizione femminismo-immigrati, è una partita del campionato del politicamente corretto. schedina:
    donne – immigrati 0-2
    donne – bambini 238-0
    disabili – donne 1-0
    vegani – schizofrenici 0-0
    catatonici – disabili 0-0
    antifa – carabinieri 1-0
    partigiani – donne 0-1
    mogli-mariti 1.346.565.378-0
    trans – resto del mondo 2-0 a tavolino

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