Una X nera scavata sulla carne degli uomini

action-aid-logoActionAid è una ONG (“Organizzazione Non Governativa”). Sì, esatto, quel genere di organizzazioni che dichiarano di avere intenti umanitari… Quelle accusate di fare business con gli scafisti, di organizzare orge con i fondi per le attività di sostegno, di dare cibo in cambio di sesso alle donne siriane, avete presente? Quelle che spesso finiscono per litigare tra di loro strappandosi brandelli di poveracci per aiutare i quali privati e governi spesso versano contributi… Ecco, quel mondo trasparente e cristallino lì. Tra di esse allignano sicuramente organizzazioni pulite, mosse da una vera missione umanitaria, per carità, ma le ombre non mancano, sia nelle condotte che nei legami tutti da capire con la politica dei vari paesi sparsi nel mondo. ActionAid fa parte di questo scenario.

Non so se appartenga al gruppo sporco o pulito delle ONG. Ciò che so è che da qualche giorno ha fatto irruzione nella campagna elettorale italiana con un’iniziativa molto astuta, in termini di marketing (su quel versante sanno il fatto loro, basta vedere le pubblicità colpevolizzanti di “Save the children”), ma molto poco originale nella tematica: mobilitazione generale contro la violenza sulle donne. Chi aderisce si disegna sulla mano un cerchio rosso spezzato da una X nera, si fa un selfie e lo posta sui social. Una scemenza, a ben vedere. Un simbolismo buono per questi tempi moderni che viaggiano sull’esposizione in rete, sul successo virale di iniziative che durano un tot e poi spariscono. Ma che nella loro temporaneità segnano comunque i tempi, plasmano la cultura diffusa, impongono una narrazione.

3560687_1650_lorenzin_malago_2.jpg.pagespeed.ce.K0wG8CIujQE così già diversi politici e VIP assortiti hanno aderito, fotografandosi la mano segnata dal simbolo inventato da ActionAid. Ma che vuol dire quella roba? Il messaggio veicolato è il solito: il prossimo governo, dice la ONG, deve mettere la violenza contro le donne tra le priorità assolute della sua azione. Per giustificare questa imposizione, cita il solito armamentario: una donna su tre in Italia ha subito violenza, nel 2016 sono state uccise 149 donne, eccetera eccetera. Non una parola sul fatto che si tratta di stime e non di dati reali, che da anni le violenze sulle donne in Italia sono in calo verticale, che siamo tra i paesi europei più sicuri per le donne, che nel 2016 sono stati classificati come “femminicidi” (donne uccise dal partner) dall’ISTAT 58 eventi e non 149, e che comunque gli uomini uccisi sono stati enormemente di più. La solita fuffa, insomma. Accompagnata nientemeno che da un elenco in otto punti di cose da fare per superare questa assoluta criticità. Otto punti tutti da leggere…

La potenza comunicativa di AcionAid e l’efficacia di marketing della sua iniziativa hanno subito bucato. E così una ONG irrompe, utilizzando strumentalmente i dati, nella campagna elettorale italiana, imponendo una narrazione priva di ogni fondamento e quasi dettando l’agenda politica del futuro. Bene, la loro campagna mi fa orrore, ma non posso fare a meno di ammirarli. C’è un tema che rende oggi, ed è quello della violenza sulle donne. ActionAid vive essenzialmente di contributi privati, e giustamente si butta nella mischia con una trovata “social” sperando di raccattare qualche euro in più. E con buona probabilità riuscirà nel suo intento.

parità-tra-uomini-e-donneNiente a che vedere con il penoso e divisissimo fronte maschile, che non è riuscito a coagularsi nemmeno dietro una proposta di agenda per la politica argomentata, circostanziata, precisa, efficace, com’era il Patto per l’Equità e la Giustizia. Sono partiti subito i distinguo, le discussioni sulla paternità, le invidie, le divisioni. E invece di inventare un hashtag di successo, una simbologia da veicolare in rete (chessò, un punto esclamativo disegnato sul pisello, un punto interrogativo sull’assegno all’ex moglie…), ognuno è rimasto chiuso nel proprio cantuccio segregato. Mostrando che gli uomini meritano oggi ciò che stanno ricevendo, compresa la fuffa soverchiante di AcionAid, e tutta l’oppressione che ancora deve arrivare.

Tipo quella che ha ucciso Massimiliano, senzatetto milanese morto d’infarto per strada, probabilmente ucciso dal freddo. La notizia ha spremuto le lacrime di politici e commentatori: poverino, ué-ué-ué, hanno piagnucolato tutti, per poi correre a disegnarsi il cerchio con la X e a farsi il selfie (ché la campagna elettorale incombe…). Bene, Massimiliano era un uomo, un maschio, come il 90% dei clochard e senzatetto. Uno chef che ha lavorato in alberghi e ristoranti di lusso. Ridotto così, qualche giornale lo dice en passant, dalla fine del matrimonio. La casa che doveva tenerlo al caldo probabilmente è stata assegnata da un giudice all’ex moglie, con tanto di enorme appannaggio mensile, mentre quello che forse era (per lui) un grande amore e un grande progetto di vita andava in pezzi. Per quanto mi riguarda, quel magistrato dovrebbe essere incriminato per maschicidio, e l’ex moglie per concorso in maschicidio. Ma è un mio parere personale, credo solitario. Voialtri, uomini italiani, mi raccomando, tutti zitti e puniti nell’angolino: guardatevi la partita, rincoglionitevi davanti a Netflix, litigate dicendovi “fascisti” o “comunisti”. Intanto qualcuno propone con tutto comodo e senza opposizioni di mettervi dentro a un cerchio rosso e di incidere una X nera in faccia a voi e ai vostri figli.

Aggiornamento: mentre questo articolo viene pubblicato, esce la notizia di un altro uomo che spara alla moglie, che aveva chiesto la separazione. C’è chi sceglie di diventare senzatetto e chi impugna un’arma. L’emergenza è davvero la violenza sulle donne o una legge sulle separazioni e gli affidi che garantisca paritariamente entrambe le parti, mettendo al centro i figli?

P.S.: segnalo di aver aggiunto una nuova sezione al blog chiamata “Incontri“, dove metterò via via gli appuntamenti delle varie presentazioni del libro, qualora mi chiamassero a farle. Al momento ce ne sono due in programma… Quella del 7 marzo, a Savona, verrà mandata in diretta streaming dal profilo Facebook di “Stalker sarai tu“. Passaparola!

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22 commenti

  1. Se magari evita di pubblicare la mia mail, signor Davide, gliene sarei grata.
    quindi per cortesia, se la cancella dal messaggio in cui è apparsa, mi fa anche un favore, visto che nel suo blog è sempre così attento a denunciare “lo stalking” e a richiedere privacy ecc.

    Ad ogni modo, è evidente che volete continuare a ignorare che quando una persona “diventa clochard” e VUOLE RESTARE CLOCHARD ha – quasi sempre – un problema psichiatrico. Difatti non è il solo che ha rifiutato gli aiuti – un ricovero con un letto caldo – ma sono tanti, tanti, che rifiutano. Ho riportato un link che appunto faceva presente che i volontari stessi NON POSSONO OBBLIGARE E PORTARE DI PESO un uomo che “voglia restare per strada”.
    e Lei dà dell’omicida alla sua ex moglie. Come se l’avesse ucciso lei.
    Comodo così. Che questo signore avesse problemi di alcool e probabilmente anche disagi mentali – psicosi, schizofrenia ecc. – volete continuare a non considerarla, neanche come ipotesi. Tanto vi interessa gettare discredito su una donna che neanche conoscete.
    Con tutto che i volontari stessi – che pure lo conoscevano, visto che era noto in quel quartiere, il sindaco ecc. hanno detto e testimoniato che sono gli stessi clochard che SI RIFIUTANO di venir aiutati, che loro hanno le mani legati e il ricovero coatto servirebbe proprio ad evitare la morte per assideramento… ma come legge, non c’è, ora come ora… No, tutto questo nel suo articolo non compare. difatti l’ho dovuta riportare io, come notizia. come link.
    ah, notevole che anche alcuni suoi commentatori “non capiscano a cosa serviva”…
    Lei neanche ha parlato dei tentativi dei volontari per aiutarlo, di come hanno insistito. di come insistono sempre, lasciando recapiti, fino all’ultimo “se ci ripensi, vieni da noi”

    Niente, le interessa processare una donna per omicidio. Ma se ne rende conto?!
    Qui si sta parlando di un uomo che “non ci stava più con la testa”, quale che sia stato il motivo, e che PURTROPPO non è stato ricoverato, a forza, prima che facesse notte, in qualche stanza con un letto caldo.
    in pratica, stiamo parlando di un uomo che voleva morire, a prescindere che la gente, intorno a lui, lo volesse aiutare.
    Lei e i suoi commentatori invece lasciate passare il messaggio che “nessuno ha tentato di aiutarlo prima”, “a nessuno fregava niente”, COSA FALSISSIMA. Per cui oltre ad offendere una donna che non conoscete, perché NON SAPETE PER CHE MOTIVO SI SONO LASCIATI, state anche gettando discredito su chi si occupa dei senzatetto e va in giro a parlare con loro, a dire “c’è un posto caldo, se vuoi venire”.
    E di quei ottocento clochard solo otto accettano!
    perché?
    perché è EVIDENTE che c’è un disagio mentale, simile a quello di chi ha problemi di autolesionismo e tendenze suicide E RIFIUTA TUTTI GLI AIUTI.
    ah già, ma per voi “è colpa della moglie”. si vede che era lei che ha fatto scendere la temperatura a non so quanti gradi sotto lo zero.
    Ci sono aiuti sociali e psichiatrici sul territorio, ci sono volontari, il problema è CHE SE MANCA LA VOLONTà, NELLA PERSONA SOFFERENTE, DI RISALIRE, non c’è volontario, centro, soldi offerti, letto caldo che tenga. Forse lo sa anche Lei, ma glissa ovviamente su questo particolare, sennò cade giù tutto il suo articolo…

    p.s notevole un commento del genere:
    “Non do la colpa agli uomini sull’incapacità di coalizzarsi per affrontare queste problematiche.
    L’uomo rimane fedele a se stesso e alla natura, non vede e non vuole vedere l’altro genere come un nemico.
    E’ la donna, attraverso la sua completa libertà attuale a tradire l’altra metà e l’ordine della natura.
    Se nei tempi passati l’uomo non ha mai lasciato la donna completamente libera di agire è perchè la conosceva meglio di quanto la conosciamo ora.”

    che lascia intendere che qui gravitano persone favorevoli a tener segregate le donne, oltre che a togliere i più elementi DIRITTI PERSONALI che includono che “la donna non è libera di fare questo” senza la PATRIA POTESTA DEL MARITO di turno. ah già, ma qui ci sono vari nostalgici dei “bei vecchi tempi”, quando le donne morivano di parto, si facevano 15 figli, si lapidavano le adultere o le non-vergini, c’era la dote e altre piacevolezze patriarcali del genere.

    “L’uomo rimane fedele a se stesso e alla natura, non vede e non vuole vedere l’altro genere come un nemico.”, detto quando l’ennesimo fatto di cronaca parla di un carabiniere, con l’indole violenta già nota da diverso tempo, che fa fuori ex moglie e le due figlie.

    Signor Stasi, penso che passerò su questo suo blog per l’ultima volta, solo per leggere un’eventuale altra risposta, ma poi davvero non leggerò più altro né da Lei né dai suoi commentatori. Mi interessava esclusivamente far presente che il suo articolo NON CITANDO L’IMPEGNO DEI VOLONTARI, era alquanto disinformante e anche ingiusto nei loro confronti. Almeno ora ha pubblicato un link che riporta questo particolare che lei si era “dimenticato” di inserire nella sua filippica e i prossimi commentatori, prima di lapidare la sottoscritta, potranno anche andare a leggere le parole dei volontari stessi, persone che erano lì il giorno prima e persino qualche ora prima che questo uomo morisse per assideramento. invece i suoi fedeli commentatori lì non c’erano, eppure parlano e lanciano strali.

    Le chiedo gentilmente di cancellare la mia mail, visto che è comparsa in pubblico, se possibile.

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    1. Gentile Maria, anzitutto sappia che non è nelle mie facoltà intervenire sui dati dell’utente che commenta. La sua email appare perché lei l’ha inserita nel momento in cui ha deciso di commentare. Cosa che poi non ha fatto successivamente. Sui commenti che arrivano io posso solo mettere un mi piace, approvarlo, non approvarlo, cestinarlo o catalogarlo come spam. Se dunque non vuole che il suo indirizzo email sia in chiaro, credo che possa lei stessa cancellare il suo commento. Altre opzioni il sistema non le dà.
      Quanto al resto, rendo noto a chi legge questo blog che la signora Maria mi ha inviato un profluvio di messaggi della lunghezza più o meno di questo che sto commentando. In essi il concetto è uno e uno solo: avrei dovuto scrivere che i volontari che assistono i clochard a Milano hanno cercato di salvare, proteggere, assistere Massimiliano, ma che questo, un po’ perché ormai in pieno alcolismo, un po’ perché mentalmente non stabile, rifiutava tali aiuti. Come dire che la morte per assideramento se l’è cercata… Come sia giunto a quella condizione disperata non conta…
      Pago pegno doverosamente all’attività meritoria dei volontari di ogni genere e di ogni città, sebbene l’abbia già fatto in un altro commento. In ogni caso ripeto: tanto di cappello a tutti coloro che si impegnano volontariamente ad aiutare il prossimo.
      Detto questo, però, mi preme precisarle signora Maria, che nei miei articoli scrivo un po’ il cavolo che mi pare. Secondariamente non è certo l’attività dei volontari al centro della mia critica. In terzo luogo resto convinto, e con me tutti i lettori di questo blog, che il suo insistente inviare messaggi di lunghezza quaresimale sia solamente un tentativo di spostare l’attenzione dal centro della questione, che è una critica al “sistema”, dove un genere viene favorito e l’altro letteralmente massacrato nelle fasi di separazione.
      Il centro resta quello. Tutto il resto, in particolare tutti i suoi altri commenti, sono rumore, con cui si cerca di coprire la questione centrale. Per questo motivo non li pubblicherò.
      Saluti e buon lavoro come volontaria.
      P.S.: già che c’è, visto che è a contatto con i clochard di Milano, si assuma l’incarico di una statistica sul campo: chieda a tutti i suoi assistiti maschi come mai sono in quella condizione, poi torni a riportarci gli esiti della statistica. Potrebbero essere estremamente interessanti.

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  2. E vabbé, niente, uno indica la luna e puntualmente arriva il/la furbo/a a spostare l’attenzione sul dito.
    Non ho ben capito che diamine c’entra il volontariato in tutta questa vicenda, nè il senso del commento della signora alla quale voglio dare una dritta: “il mondo non gira intorno a lei e alla sua opera meritevole di volontariato”, non si senta chiamata in causa.
    Invece, guarda un pò, mi tocca sì chiamare in causa certo “volontariato” quando tra i millemila commenti sulla tragedia di Cisterna di Latina mi tocca leggere, in una delle pagine social di una delle tante congreghe che fanno dell’associazionismo una professione (finanziata con denaro pubblico !) una frase del tipo: “che senso ha che noi Volontari (notare la maiuscola) formiamo le FF.OO. quando internamente “coprono” le violenze domestiche…”.
    Ora, intanto mi fa sorridere l’idea che un signor qualunque sia convinto di poter formare chicchessia (e già qui ci sono note di un delirio che ha ormai permeato certi ambienti), inoltre mi preoccupa che lo stesso signor qualunque addirittura accusa apertamente le FF.OO. (dimostrando scarso buon senso, potrebbe incorrere in una denuncia per questo, altro che “formare” chicchessia).
    Ecco, francamente di certi “Volontari” ne faccio volentieri a meno.

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  3. cara maria,
    avete tutto il diritto di lasciare un uomo ma in questo caso, una VERA giustizia e una VERA logica, vi direbbe: “l’iniziativa è tua, sei tu che non sei più soddisfatta, quindi apri la porta di casa e VATTENE; casa e figli rimangono al padre e tu passi il mantenimento”!!!

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  4. In tutta onestà sono piuttosto scandalizzato. Alla faccia della tanto decantata superiore empatia femminile, a cui ovviamente non ho mai creduto. Ma vi siete mai chiesti perché non si vogliono far aiutare? Per quale motivo un uomo dovrebbe rifiutare il vostro aiuto? Non è che forse si pensa già un fantasma? Per rimanere in vita ci vuole un SENSO. E’ chiaro che lei sta dicendo che la COLPA è di quel pover’uomo. E sinceramente spero proprio che la maggioranza dei volontari non le somigli neanche un po’. Anzi, per carità, cambi mestiere. Riguardo al “voi” della “questione maschile” mi fa ridere a crepapelle, davvero. Se c’è una caratteristica maschile che Davide sottolinea è la divisione esasperata, la competizione, e praticamente nessuna solidarietà per i propri simili che soffrono. Pensi che anche io mi distinguo da questo suo pensiero, a proposito di fronte (s)compatto, pur comprendendolo, giacché credo sia il risultato di decenni di propaganda martellante che neanche il MinCulPop fu così efficace a azzittire il dissenso e violentare le coscienze. Il “voi” a cui lei fa riferimento ha lo stesso valore del “noi uomini” di Piero Grasso, insulto che rimando volentieri al mittente. Io non appartengo e non rappresento alcun movimento o altro. Purtroppo, ci fosse. Sono solo un uomo per bene.

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  5. Non do la colpa agli uomini sull’incapacità di coalizzarsi per affrontare queste problematiche.
    L’uomo rimane fedele a se stesso e alla natura, non vede e non vuole vedere l’altro genere come un nemico.
    E’ la donna, attraverso la sua completa libertà attuale a tradire l’altra metà e l’ordine della natura.
    Se nei tempi passati l’uomo non ha mai lasciato la donna completamente libera di agire è perchè la conosceva meglio di quanto la conosciamo ora.

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  6. Sindaco che sta pensando ad un ricovero coatto per chi SI RIFIUTA di andare nei dormitori quando la temperatura è sotto lo zero:
    “Il sindaco, in qualità di garante della salute pubblica, ha anche valutato la possibilità di emettere un’ordinanza che preveda il ricovero coatto dei senzatetto.”
    Senzatetto che SI RIFIUTANO DI FARSI AIUTARE DAI VOLONTARI CHE LI MONITORANO
    “Polizia locale, protezione civile e operatori sociali sono in strada per cercare di convincere gli «irriducibili» a trovare riparo in una struttura del Comune. Le unità mobili ne hanno avvicinati duecento. «Ma solo in otto hanno accettato la nostra offerta» dice il sindaco Beppe Sala. Le armi sono spuntate. Non manca però la volontà: «La legge non ci permette di obbligarli ad accettare un letto al caldo nei nostri centri — continua il sindaco —”

    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_febbraio_28/milano-max-l-ultima-notte-clochard-ucciso-gelo-alcol-f544ed04-1c50-11e8-bca3-8aaab49a1cfe.shtml

    Signor Stasi, visto che si crede scrittore e giornalista, almeno riporti qualche link per fare chiarezza quando le salta il capriccio di commentare fatti di cronaca.
    Sa com’è, un o una volontaria che “si sbatte” per aiutare i senzatetto per strada, quando la temperatura andrà sotto zero, passando di qui può farle notare quanto il suo articolo sia disinformante. fa anche credere che “nessun volontario abbia fatto qualcosa o abbia visto l’uomo”. che invece era ben noto da tempo ai volontari.

    Visto che modera i commenti, ovverossia, censura quelli che non le piacciono,
    almeno metta il link della notizia, visto che questo suo articolo offende anche chi lavora nel volontariato, oltre che la moglie della vittima che si sente accusare, da Lei, di omicidio.

    La saluto cordialmente, sperando che almeno pubblichi il link della notizia se non vuole pubblicare “opinioni di donna”.

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    1. Gentile signora Maria, si calmi pure, io non censuro proprio niente, se non gli off-topic o i deliri.
      Mi spiace se i volontari si sono sentiti offesi, non era certo mia intenzione. Tant’è che non ho nemmeno nominato la loro attività, che rimane meritoria e degna del massimo rispetto. Ce ne fossero.
      Ma non si può non dire che la loro attività si rende indispensabile come “misericordia” finale verso persone che, prima di finire nel disagio, hanno vissuto esperienze che le hanno spinte nel disagio e nel degrado. E su quegli eventi i volontari possono fare poco, esattamente come il Sindaco.
      Sono pezze messe su un problema molto più grande. Pezze preziosissime, ma pur sempre pezze.
      Si doveva intervenire prima che fosse richiesto l’intervento di volontari misericordiosi. Si doveva evitare che una persona perdesse la dignità e, insieme ad esso, l’equilibrio mentale, oltre che le proprie risorse.
      Ora, se vuole commentare ulteriormente, faccia pure, ma restiamo sul punto, che è quest’ultimo che ho esposto, non quello dei volontari o degli aiuti “ex post”, che giornalisticamente e sociologicamente mi interessano meno di nulla.

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    2. Ah, a proposito dell’articolo che ha linkato e che tiene tanto che io renda visibile: non si manca di far notare che Massimiliano abusava di alcol. Come a sottolineare ulteriormente, dopo averlo distrutto prima, che anche dopo era un poco di buono, poco degno di attenzione in quanto dedito all’autodistruzione.
      Un po’ come l’uomo ammazzato a roncolate dalla moglie proprio oggi. Pare avesse contatti con la mafia, quindi (sottinteso) meglio se è morto, anzi brava lei.
      Questa comunicazione è violenta, volgare, infame, faziosa, nauseante.
      Di per sé, a prescindere, e ancor più se paragonata all’informazione a parti invertite. Provi a dire che la giovane di Macerata o quella di Milano erano due tossiche marce dalla vita dissoluta, e vedrà come verrà aggredita da tutti.
      Due pesi e due misure.
      La vita di un maschio non vale nulla, quella di una donna vale tutto. Questo è il messaggio degli articoli come quello cui vuole dare rilievo. Questo è il messaggio che io combatto e combatterò con tutte le forze finché ne avrò possibilità.

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    3. Maria, la tua richiesta di “riportare” i pezzi giornalistici, non so se abbia più il sapore dell’ingenuità o della malafede.
      Nove/decimi della stampa han da tempo preso posizione, appiattiti sui tuoi convincimenti…e vieni qui a reclamare di usare queste sottospecie di “veline” a fonte di prova?
      Forse ti confondi col Pentateuco.
      Il sottinteso sarebbe che su questi argomenti (conflitto di genere) si dovrebbe assumere “questa” stampa come fonte neutrale, per giungere alla loro comprensione?
      Questo è quello che proponi?
      Che scaltrezza.
      Sai come si usa dire no….”Oste è bbono er vino?”
      .
      Dai non celiare.
      Non qui.

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  7. Gentile Maria, intanto che vuol dire “voi della questione maschile”? Io non appartengo a nessun “voi”, io sono io.
    Quanto al resto, certo che la donna ha diritto a lasciare un uomo, se non lo ama più. Idem per un uomo. Nessuno però ha il diritto di spennare nessuno o mandarlo alla rovina, nel momento in cui lo lascia, ne converrà con me. Leggi e giudici invece oggi non solo permettono, ma favoriscono questo, e lei lo sa bene.
    Che Massimiliano rifiutasse gli aiuti mi importa meno di zero, è irrilevante, e per questo non lo dico. Ugualmente che i volontari siano uomini e donne. E mi fa ridere la sua idea del ricovero coatto. Certo, permettiamo che un uomo venga gettato nella depressione e nella rovina, dopo di che lo obblighiamo al ricovero. Ottimo davvero… Ma dice sul serio o scherza?
    Non trova che sarebbe molto più intelligente evitare, a monte, che qualcuno finisca rovinato? Si fidi, cara signora, se una persona (uomo o donna) si lascia andare alla vita del clochard vuol dire che gliene hanno fatte passare di cotte e di crude, in termini di ingiustizia. Difficilmente si tratta di una scelta consapevole. Il più delle volte è l’esito di un massacro. Che, ripeto, nessuno impedisce, anzi molti favoriscono.

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    1. Caro Davide, le risposte fotocopia delle due Marie son la prova della bontà del tuo approccio al tema.
      Entrambe tentano il depistaggio, poiché san benissimo di cosa si parla.
      Tu indichi la luna e loro guardano il dito.
      Ma come hai fatto notare a rossimaria “Leggi e giudici invece oggi non solo permettono, ma favoriscono questo, e lei lo sa bene”
      Loro (e le donne in genere) lo sanno bene.
      Sanno benissimo di che si parla.
      Ma come Pinocchio col grillo parlante t’han tirato una martellata.
      Devono tirarti martellate.
      La realtà è dura da accettare.
      .
      Però tu continua grillo parlante.
      Continua…

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      1. Ahahaha… ho appena commentato l’altro tuo commento scrivendo praticamente la stessa cosa!
        Sì sì, io continuo, ci mancherebbe. Per loro sfortuna, posso permettermi di farlo e mi ci diverto pure.
        Finché non mi chiudono la bocca a forza… (e ci arriveranno dopo le prime presentazioni del libro, vedrai).

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        1. Mohamed Bouazizi s’immolò, e dal nulla (così si crede) scoppiarono le rivolte nel Magreb.
          Evidentemente c’eran milioni di nulla silenti, ma indubbiamente già pronti.
          Non chiediamo tanto (lunga vita a te) ma mi sa che questa battaglia ha bisogno che si cominci a prendere l’autostrada contromano.
          Ha bisogno d’eretici.
          Di arsi vivi (…sempre per metafora eh!).
          .
          .
          *lo so, le condizioni son differenti…ecc ecc.
          Ma le dinamiche son quelle. Non vedo altra via che la rivolta morale.
          Intanto, per cominciare si acquisti “stalker sarai tu” e si segua la diretta streaming del 7 marzo.

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          1. Non ti nascondo che leggendo il tuo commento mi sono un tantino grattato il cavallo dei pantaloni. Gesto eminentemente e orgogliosamente maschile… Io comunque ci sto. Per loro sfortuna ho già perso tutto quello a cui avevo devoluto la mia vita. Per di più con immeritato disonore e dileggio. Non mi resta che la determinazione a recuperare qualcosa di me stesso, e nel contempo di operare al mio meglio perché ciò che ho vissuto non lo debba più vivere nessuno in futuro. A partire da mio figlio.

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  8. Personalmente da qualche tempo le uniche donazioni che invio riguardano le malattie rare. In generale a Big Pharma non interessano essendo appunto rare nei numeri e quindi anche nei profitti. Non posso ovviamente garantire sulla onestà di tutti gli operatori ma almeno posso presumere che i peggiori approfittatori preferiscano i grandi numeri. A garanzia ancora c’è che la propaganda se ne occupa raramente coerentemente con i numeri dei malati coinvolti. Oggi finalmente uno di questi rarissimi articoli appare a margine su Repubblica da cui cito: “Sono circa 350 i bambini affetti da malattie rare che hanno ricevuto una diagnosi dopo un’attesa media di 7 anni, grazie ai medici e ai ricercatori del Bambino Gesù”. Trecentocinquanta bambini. Contro cinquantanove cosiddetti femminicidi. Malattie rare le prime, emergenza sociale le seconde. Sarebbe d’uopo una campagna di sensibilizzazione tipo: “Regala anche tu una calcolatrice a Repubblica!”.

    http://www.repubblica.it/salute/medicina/2018/02/27/news/social_network_e_chef_stellati_per_parlare_di_malattie_rare-189915993/

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  9. Sono davvero triste di sapere che anche act!onaid è coinvolta in atti sporchi oppure poco chiari. Io per 4/5 anni ho donato 25 euro al mese, non poco pensando che guadagnavo molto meno di un salario minimo

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    1. Sì ma, per chiarezza, Liliana: non sostengo che ActionAid sia coinvolta in atti sporchi o poco chiari. Dico che fa parte di un mondo dove atti sporchi e poco chiari non mancano, il che è molto diverso. Quello che faccio è criticare la sua recente presa di posizione, quello sì.

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