La verità di Giuseppe – Con quale diritto!

di G.A.

ENB50EUA6292-keGB-U11011360756843WJE-1024x576@LaStampa.itNel giorno della festa del papà, soprattutto per averne vissuto lo strazio, dobbiamo ricordare quello che è il primo passo dell’alienazione genitoriale perpetrata dai centri antiviolenza di tutta Italia, con denaro pubblico e patrocinati dallo Stato. A spanne tali centri sono cresciuti, sotto egida PD, fino al numero di forse 280 (non esiste provincia quasi che ne sia privo) rastrellando dai ghetti da 10.000 a 20.000 figli di due genitori all’anno, con il pretesto di salvare la madre da un padre dei suoi figli potenziale assassino.

Se, però, come in una rispettabile amministrazione o azienda, dovessimo confrontare il risultato della spesa pubblica (per il 2018 si aspetta la distribuzione di circa 38 milioni, poi esistono le donazioni private), coi risultati, è un disastro. Nella prossima legge di bilancio è stata inserita la previsione di fondi di denaro pubblico coi risultati, dichiarati dagli stessi siti che li propagandano, seguente: calo dei femminicidi in Italia (con tutte le eccezioni di ciò che si intende per femminicidi) -5 % negli ultimi cinque anni. A prova di statistica.

barbagliminelloroma2017fin-170329134744A detta delle operatrici nazi, i “femminicidi” sono invece in aumento. Dichiarazione di totale bancarotta dell’azienda “lotta al maschio e & C.”. Rimane invece saldo il primato dell’Italia come paese sviluppato dove le donne corrono il minor rischio di essere uccise. Non solo dall’uomo, non solo per motivi familiari. Infatti, nel periodo 2004-2015 ci sono stati in Italia 0,25 omicidi volontari ogni 100 mila donne residenti, con l’Italia al 32esimo e ultimo posto per tasso di omicidi/femminicidi contro una media di 1,23 nei trentadue paesi europei e nordamericani per cui si dispone di dati UNODOC. E la solida Germania ai primi posti.

Le differenze sono ampie. I paesi della ex URSSe gli USA sono quelli dove le donne sono più a rischio, con tassi quattro volte superiori rispetto all’Italia, mentre i più sicuri sono gli stati dell’Europa meridionale, con l’italia al 32-esimo e ultimo posto. Interessante notare che le donne muoiono di più nei paesi ove hanno raggiunto una maggiore indipendenza economica, e dove crescono le separazioni, e meno dove la famiglia tradizionale resiste ancora, per poco. Conclusione, completo fallimento della politica cosiddetta contro la violenza di genere e distruzione della famiglia e delle coppie con figli operata dai centri antiviolenza, che però crescono a ritmo sostenuto (difficile dire quanti siano, chi dice 180, chi 280).

laura-boldrini-sta-valutando-la-sua-candidatura-alle-prossime-elezioni-politiche_1613009Risultati? Inesistenti. Persino la Corte dei Conti ha rilevato che non esiste neanche una mappatura completa dei centri antiviolenza, forse sfuggono anche quelli inaugurati dalla Boldrini in persona. Ma l’attingimento di risorse pubbliche e private continua. Il nuovo Piano 2017-2020 messo a punto dal Governo mette subito in luce l’importanza dei cosiddetti servizi specializzati (soprattutto centri antiviolenza e case rifugio). Da un lato, i soggetti pubblici garantiranno la disponibilità di risorse adeguate per il supporto a tali strutture specializzate; dall’altro, queste dovranno essere correttamente identificate attraverso una mappatura per verificarne la qualità nell’interesse delle donne che vi trovano accoglienza.

Quanto ai finanziamenti, “un punto di snodo – fanno notare al Dipartimento per le Pari opportunità – sarà rappresentato proprio dal nuovo Piano strategico nazionale: avrà durata triennale (un anno in più rispetto ai precedenti) e punterà a superare la logica della straordinarietà”. Diventando spesa strutturale a vita. “I fondi saranno stanziati sulla base di una programmazione più strutturata e condivisa, per garantire una maggiore continuità nei finanziamenti ai centri”. Si prevede uno stanziamento triennale di 100.000.000 di euro, a cui si affiancano le elargizioni private, pur se a scopo propagandistico. La Conad ad esempio ha forgiato un braccialetto distribuito in milioni di esemplari per finanziare le organizzazioni femministe e… le donne in carcere (!!!), le quali evidentemente sono delle martiri della violenza maschilista.

arresto-manetteE tutto questo, per organizzazioni che ospitano illegalmente e, insisto, illegalmente, non alcune donne inseguite dai rispettivi ex col coltello fra i denti, ma migliaia di donne aiutate a sottrarre i figli ai legittimi padri, che rimangono costretti a elemosinare per mesi un’ora di incontri protetti, sulla base di una semplice denuncia pur generica della ex che non sia neanche corredata di alcuna prova. Non esiste possibilità di smentita. Ogni ricoverata in un centro antiviolenza corrisponderà a qualche anno di carcere per l’ex, condannato prima del processo, prima dell’istruttoria di un PM. E qualora ne uscisse indenne, secondo l’ideologia del sistema nazifemminista accadrà per causa di una inefficienza del sistema, ovvero nel mancato credito alla donna che ha denunciato.

L’assioma fondamentale è “io ti credo!”. Il sistema giudiziario nella guerra alla violenza del maschio, è stato sostituito da molto più efficienti macchine repressive finanziate a pioggia. Rendendo legalmente violente le separazioni ordinarie, fornendo testimonianze giurate di violenze presunte o esistenti nella mente di galvanizzate e ideologizzate poveracce irretite dalle parole di chi vede violenza anche in una pernacchia (a proposito, è violenza anche chiedere alla propria compagna cosa ne faccia del suo salario, di fronte a richieste economiche pressanti della stessa, criticarla se arriva in ritardo, criticare una spesa folle?)

Padova, bambino prelevato a scuola e portato via a forza dalla poliziaMa i cosiddetti uomini sicuri di non essere violenti, buttino la maschera e prendano atto del fallimento anche loro. Infatti, secondo i siti specializzati nella guerra all’uomo in quanto tale, “uno dei maggiori problemi che incontrano le vittime, gli amici, i familiari e i servizi quando la violenza viene svelata è quanto il violento sembri normale”. Neanche i non violenti (apparentemente, ma sotto sotto, confessate, lo sono tutti gli uomini…), la scampano. Da 10.000 a 20.000 figli sottratti ai padri, non dalle ex, ma dal sistema. Sovvenzionato e istituzionalizzato. Mentre quello 0,22 per cento di donne uccise ogni 100.000 donne (incluso le non italiane) abitanti in Italia, di diminuire al di sotto del tasso più basso del mondo, non ne vuole sapere. Un fallimento. Centinaia e centinaia di milioni di euro buttati al vento; ma tant’è che sarà mai, nel paese a più basso numero di femminicidi ma anche più miserevole crescita del PIL in Europa.

Una giustizia separativa che condanna un milione di minorenni a vedere il papà col binocolo. Aggiungiamo, tra i sottratti a spese dello stato, 40.000 minori ricoverati in case famiglia, 100.000 casi di alienazione da parte delle ex, che si beccano però 30.000.000 di euro di assegni di mantenimento, ed un giro di affari di 5-10 miliardi di euro tra professionisti delle separazioni conflittuali in aumento netto. Dulcis in fundo, 350 minori sottratti da madri straniere a padri italiani, spesso con l’aiuto delle stesse organizzazioni che gestiscono i centri antiviolenza e le sottrazioni in Italia. Col beneplacito delle autorità italiane. L’Italia la riguardo sul consesso internazionale si è da tempo calata le brache. E se qualcuno volesse prevenire una sottrazione civilmente, scordatevi la mediazione familiare. Secondo sempre i siti specialisti nazifemministi, fa più male che bene (forse alle femministissime richieste continue di denaro in economia di guerra).

gdfAdesso grido: “Ma con quale diritto i centri antiviolenza sottraggono i figli ai rispettivi padri quando non esiste neanche il sospetto di violenza sui figli ?” (già, come risposta a questo dubbio, sussite un numero costantemente alto di casi di padri pedofili e denunciati di violenza sessuale sui figli). Con quale diritto figli minori vi vengono portati via con l’inganno da madri scriteriate, non soggette a violenze vere, ma costrette da legali procacciatrici di clienti per centri antiviolenza a ricoverarsi in uno di essi? A quanto una indagine sul numero di centri antiviolenza, sull’utilizzo dei fondi, sulla professionalità di chi vi opera, sulle circostanze del ricovero, se improvviso o pianificato, preparato con cura come strategia di attacco al cuore del nemico papà?

Tanti, nella festa del papà, stanno li fuori, forse, se hanno individuato il centri antiviolenza ove sono detenuti i propri figli, cercando di vederli a qualche finestra. Ma niente paura, stiano tranquille le ex, le forze dell’ordine sono state già allertate e tra qualche minuto preleveranno quel padre sospetto femminicida che si aggirava fuori nei pressi della casa famiglia ove sono ricoverati i figli. Braccialettato o tradotto in galera per il reato di porto abusivo di amore di papà.


bannerpromominiwp

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.