7 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

5355d_cinzia_mammolitiSe la suonano e se la cantano – Venerdì a Genova la criminologa Cinzia Mammoliti, punta di diamante della lotta al maschio purchessia, una teorica dell’uomo colpevole fino a prova contraria, era nella mia città, Genova, per presentare la sua ultima fatica letteraria (che non ho letto e, ahimè, non credo che leggerò). Purtroppo, anzi per fortuna (della Mammoliti e dei suoi fans), non ho potuto presenziare alla presentazione, ma ho seguito la diretta Facebook, inviando circa una ventina di commenti, con la speranza che venissero considerati dopo la presentazione, nella fase domanda-risposta con l’autrice. Niente, nisba. Peccato, perché sollevavo alcune questioni a mio avviso importanti. Certo spesso il mio tono era appassionato (Mammoliti direbbe “narcisistico-manipolatore”, e via, camicia di forza e galera…), talvolta provocatorio, ma mai conflittuale, aggressivo o volgare, anzi. Ad esempio ho chiesto perché declinasse le sue categorie criminologiche solo al maschile, con una domanda tipo: “ma esistono donne con la sindrome narcisistico-manipolatoria di cui parla, o è una patologia che colpisce solo i maschi, tipo cancro alla prostata?”. Ho chiesto poi conto del fatto che Mammoliti avesse paragonato gli uomini agli animali (“con tutto il rispetto per gli animali”, ha detto). E anche del fatto che, stando alle sue parole, servono interrogatori duri in modo da mettere spalle al muro anche i narcisisti manipolatori che sanno dissimulare bene. Che possano magari essere semplicemente innocenti, come li considera il nostro ordinamento, è escluso dal suo approccio: l’interrogatorio deve estorcere una confessione, o comunque registrare una delle sindromi da lei teorizzate (e spernacchiate dalla scienza, per sua stessa ammissione), tutte così generiche che alla fine ci si rientra un po’ tutti (ma solo se maschi). A margine facevo notare l’ignoranza della scrittrice quando paragonava i “suoi” narcisisti manipolatori al personaggio di Don Giovanni, visto che questi amava ogni tipo di donna: Mammoliti ignora molto gravemente che Don Giovanni è uno stupratore compulsivo, non un narcisista. Casanova era narcisista. E non è differenza da poco: teorizzare tipologie psicologiche senza conoscerne la rappresentazione letteraria significa non conoscere realmente quelle tipologie stesse. Insomma, confronto zero, dialogo zero. Speravo di avere risposta ai miei commenti magari dopo il termine della diretta Facebook invece ho scoperto il giorno dopo che, molto democraticamente, sono stati tutti cancellati (o forse mi ha bloccato, chissà…). Io ora vedo altri utenti che si rivolgono a un “Davide” i cui messaggi però non appaiono. Bene, nel caso si tratta di me. Finito sotto la falce dell’incapacità (paura?) di queste sostenitrici di una narrazione insostenibile a confrontarsi con una narrazione differente. Meglio lasciare solo i commenti sbrodolanti e adoranti. Meglio suonarsela e cantarsela, sennò il libro come si vende?

cc83b80b781af6ab16f97a77ad18cd1d.5Il buon giorno si vede dal mattino – Circola in rete da tempo una compilation di messaggi vocali che una barista poco più che ventenne di Milano ha mandato a un “amico”. Uso le virgolette perché poi questo tizio li ha diffusi sul web, il che non è tanto da amici. Lì è scattata un’anomalia assurda, molto tipica dei nostri tempi: qualcuno ha iniziato ad attribuire quei messaggi a una famosa velina di “Striscia la notizia”, che nulla ha a che fare con quelle chat vocali, ma intanto tutto è diventato virale. Al di là di queste storture, tuttavia, ascoltare i resoconti che la ragazza fa all’amico è un illuminante spaccato di realtà. Lasciamo stare il linguaggio volgare e condito da bestemmie tonitruanti: sono le avventure di cui si fa vanto a lasciare impressionati. Un mix di abuso di droghe, orge spinte anche verso estremi non da poco. Una piccola donna che cresce come si deve, insomma. Un po’ come le tante che si esibiscono a pagamento sul web, o le minorenni che a Torino si prostituivano per potersi così permettere vestiti, borse griffate e tutto il lusso fatuo collegato. Tutte giovani che a breve saranno donne. Che vivono oggi questo loro mattino abbastanza degradato, per quanto consapevole, di cui con buona probabilità in futuro si vergogneranno. Si preparino dunque un alibi di ferro tutti quelli che sono stati coinvolti nelle loro scorrerie, non è improbabile che tra qualche anno arrivi una denuncia per molestie o stupro. Altri si guardino da qualche futura proposta di matrimonio, cui seguirà una rapida separazione con mantenimento annesso. Sarà quello il buon giorno di queste giovani scapigliate che hanno già capito tutto, e già sono pronte per la vita. Settate a dovere per essere come quel fin troppo ampio numero di donne che si fanno prendere la mano ma poi, come i felini con i propri escrementi, cercano di coprire in ogni modo le brutture che hanno prodotto. E, si sa, le aule di tribunale, la denuncia facile, il supporto di media e i centri antiviolenza, rappresentano ormai strutturalmente la loro lettiera.

woman-turning-to-camera-and-laughing_qy-yghiy__S0001L’innata bontà femminile – Ormai è un assioma definitivo: il mostro è maschio, la donna è sempre buona e angelica.  Tipo le due sorelle che massacrano di botte la madre, a Castelfranco Veneto, perché rifiuta di pagar loro la vacanza a Praga. O tipo la donna che pianta le forbici in faccia al marito a Scafati. O tipo la giovane di Latina che decide di scoparsi un uomo molto più maturo, resta incinta, l’uomo vuole fare il padre e vedere il bambino, e questa sua volontà viene interpretata come persecutoria dalla giovane stessa (fortuna che un giudice sano di mente ci ha messo una pezza). O ancora quella madre di Mondovì che induce la figlia a scrivere biglietti che accusino l’ex marito di violenza, e di farli pervenire ai suoi professori: l’esito è stata una denuncia per lesioni e maltrattamenti a carico dell’uomo, con una trafila durata due anni e conclusasi con il proscioglimento per ritrattazione della figlia. O ancora quella mamma di Cagliari che cerca di dar fuoco al figlio di 20 giorni e che, secondo i giornali, naturalmente, era solo pazza, poverina, mica come il padre di Latina, quello era un criminale… O ancora quella madre svizzera che ha stuprato la figlia di cinque anni facendo anche un video, o ancora quella dolce mamma della provincia di Salerno allontanata da casa per maltrattamenti e figlio e marito… Cosa dicevamo? Ah sì, che il mostro è sempre l’uomo, giusto?…

3628781_1144_franciamaritoSparato e murato… involontariamente – D’accordo, dice che lui era violento. Va’ a sapere, ormai è morto, e poi dicono tutte così. Sta di fatto che lei ha sparato al marito (ma non sapeva che il fucile era carico) e poi ha murato nel cemento il cadavere (ma forse non sapeva che era cemento…). Vecchia scuola siciliana, forse. Ma la donna, Edith Scaravetti, è francese. Soprattutto è donna, in un paese, la Francia appunto, dove l’isteria femminocentrica è insostenibile quasi come da noi. Ed è così che è stata condannata per “omicidio involontario”. Fa già ridere così. Si smette di ridere scoprendo che per un reato che meriterebbe una trentina d’anni le hanno comminato tre anni di carcere, lasciandola praticamente libera da subito. Grandi polemiche in un paese dove la discussione civile è comunque ben più attiva che da noi. Dove, al solito, invece tutto si riduce ad articoli più intenti a sottolineare che lui fosse un violento (sulla parola) e non che lei sia un’assassina (il che invece è un fatto).

mamma-picchia-bimbaFulminati di testa – Rosico, non posso nasconderlo. Rosico due volte. La prima a leggere quali liquami vengono riversati da certe fogne travestite da media mainstream sul tema della violenza sulle donne e degli omicidi di donne. Maura Manca su L’Espresso parla di “mattanza senza fine”. In Italia, dati ISTAT, l’influenza fa molti più morti degli omicidi (compresi quelli delle donne); nel mondo le cadute accidentali fanno più morti degli omicidi (compresi quelli delle donne), eppure la fiera giornalista parla di “mattanza”. Viene in mente Nanni Moretti che prende la tipa a schiaffi… “come parli? Le parole sono importanti!”. Ma niente, le cose vanno così. Sarebbe nulla se tanta gente non si bevesse l’impulso emozionale che arriva con la notizia falsa. Tanto che, secondo motivo di grave rosicamento, c’è chi propone una petizione per imporre il braccialetto elettronico obbligatorio contro la violenza su donne e bambini, raccogliendo in breve quasi 56 mila firme. Ripenso a quella perfezione che era (ed è ancora) il Patto per l’equità e la giustizia e mi immalinconisco pensando a quelle 730 firme… Mi immalinconisco ancora di più perché, a ben guardare, se includiamo i bambini come oggetto di violenza che comporti il braccialetto elettronico, allora la popolazione femminile italiana dovrebbe essere per gran parte monitorata. L’International Pediatric Workshop infatti conferma ciò che Telefono Azzurro aveva rilevato già anni fa: le violenze sui bambini in famiglia arrivano soprattutto dalle madri (e se non sono loro, ci pensano le maestre d’asilo). Cortocircuiti continui tra falsificazione delle notizie, strumentalizzazione dei fatti e proposte di soluzione. Eppure tutto è molto diffuso e radicato. Un’opinione pubblica che ama i cortocircuiti insomma. Un’opinione pubblica di fulminati.

mil11f3sco_2077599f1-kEtG-U43460259650154TVE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Dlin-dlon, avviso per l’On. Laura Comi – La parlamentare europea di Forza Italia Laura Comi ha avuto talvolta parole ragionevoli rispetto al fenomeno delle persecuzioni, o stalking, come volete chiamarlo. Niente di sconvolgente, ben inteso, ma già qualcosa nel panorama generale. Lei stessa è stata tormentata da uno stalker, poi condannato e ora ai domiciliari. La descrizione dei suoi atti lo fa rientrare a pieno titolo nel novero dei persecutori: erotomania turbo, proposte di matrimonio, autoconvinzione di essere innamorato della donna e di essere corrisposto, e via dicendo. Niente di davvero pericoloso, se gestito in modo corretto (ovvero con lunghe sedute psichiatriche e non certo con le manette). Intanto la Comi sembra essersi costruita un’identità, una riconoscibilità politica nell’essere “donna perseguitata”. Così di tanto in tanto avvisa i media, che si gettano a pesce sulla notizia, che ancora subisce i tormenti dell’uomo. Giusto ieri l’ultimo update: “Il mio stalker è tornato, ho paura che diventi aggressivo“, dice. Questo perché l’uomo ha ripreso, incurante delle condanne, a mandarle messaggi, per altro pure teneri, sebbene spesso deliranti. Dice la Comi che non è mai stato violento, “ma potrebbe diventarlo”. Un po’ come mia nonna che se avesse avuto le ruote… Posso rassicurare l’Onorevole: i persecutori molto raramente diventano aggressivi, non si priverebbero mai dell’oggetto del loro amore distorto, a meno che non scatti qualche altra anomalia psichiatrica che con la sindrome da molestie assillanti non c’entra nulla. Una cosa, però, Onorevole: sarebbe utile se cercasse la strada della terapia obbligatoria per l’uomo, non gli arresti che, come vede, non lo fermano. Ma soprattutto, non so se lo sa (e sono onorato di informarla, nel caso), ma i fastidiosi messaggi e tag su Facebook con cui questo bruto la sta tormentando si fermano facilmente, sa? Zuckerberg ci ha dotati della funzione “blocca”, che può far sparire il tizio dalla sua vita in un istante. Si fa altri profili fasulli? Blocchi pure quelli, non è faticoso né stressante, se non per lui. Anzi volendo è quasi divertente, se preso nel modo giusto. E’ una gara a chi si stanca per primo, lo so, ma almeno mostra una reattività, un’opposizione che, alla lunga, finirà per scoraggiare questo povero matto. Mi dia retta, che un po’ ne so: chieda ai giudici un trattamento psichiatrico obbligatorio e giochi a bloccare l’omino su Facebook, vedrà che piano piano le cose andranno meglio. Le dirò di più: l’ideale sarebbe incontrare l’uomo, senza preavviso. Tiri fuori le palle (mi passi questa orribile espressione maschilista), gli si piazzi davanti all’improvviso e gli dica serenamente, tranquillizzandolo e mostrandosi sicura, che ha esagerato, che lei non lo ama e che deve smetterla. Ci metterà anni per riprendersi dallo shock. Scommettiamo che risolve tutto così? Però, nel caso, sia ugualmente tempestiva a informare i media, per favore. Sarebbe una bella prova che in Italia si sta sbagliando tutto, nel suo come in migliaia di altri casi.

Il Corrierone non si smentisce – Restano con un palmo di naso quelli che leggono il mio libro o assistono alle mie presentazioni quando faccio notare questa cosa, eppure è così. Le notizie di cronaca più o meno manipolate relative alla violenza sulle donne servono per veicolare l’attenzione dei lettori (e soprattutto delle lettrici, incomparabili consumatrici) verso pubbliredazionali, ossia pubblicità camuffate da articoli. Il Corriere della sera rimane maestro in questo, anche per spudoratezza. Tipo, homepage del quotidiano, domenica 25 marzo ore 12.20:

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Signore e signori, ma soprattutto signore, indignatevi please per le ragazzine violentate tra il Lecchese e Monza, ma poi scivolate con l’occhio su Gessica Notaro, Cavaliere della Repubblica, che ha ancora paura e partecipa a “Ballando con le stelle”. Programma che, per solidarietà alla fanciulla sfigurata, vi si invita a guardare. Inserzioni pubblicitarie comprese. In alternativa potete leggere di Beatrice Borromeo al Bal de la Rose, di che vestiti portava, di che marca e altre amenità simili.

Festa nell alloggio con i padri_resized-kFsD-U111069971999uWF-1024x576@LaStampa.itUna casa per i padri – Ultimamente questo blog ha avuto picchi di visite, causate non so da cosa. La maggiore attenzione ha portato all’arrivo di qualche troll e di qualche “cavaliere bianco”, imbevuto di ideologia femminil-mediatica e dunque intento a difendere a prescindere il genere femminile. Uno di questi ha postato un brandello di una ricerca ISTAT dove si dice che a impoverirsi dopo le separazioni sono soprattutto le donne. Naturalmente quella ricerca è più complessa e dice molte altre cose ben più significative, ma non ho tempo né voglia di rispondere a dei disturbatori, specie sul web. Eventualmente organizzino un incontro pubblico, e ci sarò. Al di là di questo, a dimostrare che la realtà dell’impoverimento post-separazione è in gran parte riservata ai maschietti c’è l’iniziativa di Torino che fornisce un rifugio ai padri separati rovinati dal sistema su mandato della ex moglie. “Per evitare che diventino dei senzatetto”, dice l’articolo, miracolosamente pubblicato da La Stampa. Davvero vorrei poter plaudere a un’iniziativa del genere. Ne sono contento, sia chiaro, e divulgo la notizia con piacere. Ma mi intristisce terribilmente che di queste cose ci sia bisogno. Se non è un segnale di totale ingiustizia questo, non so cos’altro serva.

 

argentina_ sergio_sergia_mia_radio_twitterE qualche genio ne approfitta – Fa oggettivamente ridere tantissimo la vicenda di Sergio Lazarovich, l’uomo argentino che ha cambiato sesso all’anagrafe. Secondo le leggi del suo paese, è così diventato una donna a tutti gli effetti, anche senza operazioni chirurgiche o cure ormonali. Ma perché una scelta del genere? Semplice: per andare in pensione cinque anni prima. Geniale! Fosse così facile in Italia, oltre ad andare in pensione prima, avrebbe facilitazioni per iscriversi all’università, per aprire un’azienda, per essere mantenuto dallo Stato denunciando molestie sul lavoro (anche se non vere) o dall’ex marito semplicemente separandosi, fare esami diagnostici gratuiti, e così via. Quando l’ansia dei diritti per tutti si scontra con i privilegi effettivi, si apre la strada alla creatività. E Sergio ha messo in atto la migliore beffa pensabile a tutta la cultura e all’isterismo femminocentrico odierno. Sei il mio eroe, Sergio!

Che direbbe oggi il Prof. Dott. Guido Tersilli? – Qualcuno si ricorda come visitava il mitico Dott. Guido Tersilli interpretato dal grande Alberto Sordi? Bei tempi… Oggi fare il medico è diventato difficile. Le malattie sono più o meno le stesse, non più gravi, né diverse. Tranne una, nuova e micidiale: il femminazismo. Pare che di quella i medici non riescano a venire a capo. Tanto che sui social fanno girare post e domande del genere:

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Una volta la priorità del medico era, più o meno, la salute del paziente. Oggi, per l’isteria dilagante, è la protezione del loro culo e della loro fedina penale dalle furbette con la denuncia facile.

_303-3445-kdxG-U111084210758xsB-1024x576@LaStampa.it-kmFD--673x320@IlSecoloXIXWEBPerché non ha senso parlare di patriarcato – Non ha senso parlare di patriarcato perché Arnaud Beltrame, uomo, si è offerto come ostaggio al terrorista Radouane Lakdim, in cambio della liberazione di una donna. Arnaud è poi stato ferito a morte dal terrorista. Il Ministro dell’Interno francese ora lo chiama eroe. La sua compagna ora lo piange, la donna liberata continuerà a vivere, e c’è da sperare che meriti il sacrificio di un eroe, di un uomo, di un maschio. Uno di quelli della categoria dei mostri e degli oppressori. Uno dei tanti pronti a morire per gli altri e specialmente per le donne. Arnaud ha inoltre voluto sposare la compagna mentre gli davano l’estrema unzione, probabilmente per permetterle di avere la pensione conseguente alla sua morte. Gli uomini, la stragrande maggioranza degli uomini, sono questi. Onore, dignità, coraggio, forza, umanità, generosità. Non mi è ancora capitato di vedere una vicenda uguale a generi invertiti. Eventi come questo, da soli, mostrano come parlare ancora, per l’oggi e per il passato, di patriarcato o di oppressione maschile sia come scoreggiare nello spazio. Buon viaggio e onore a te, Arnaud.


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4 commenti

  1. @@
    Soprattutto è donna, in un paese, la Francia appunto, dove l’isteria femminocentrica è insostenibile quasi come da noi. Ed è così che è stata condannata per “omicidio involontario”. Fa già ridere così. Si smette di ridere scoprendo che per un reato che meriterebbe una trentina d’anni le hanno comminato tre anni di carcere, lasciandola praticamente libera da subito.
    @@

    Questo dimostra per l’ennesima volta che in altri paesi europei la situazione non è affatto migliore che da noi.
    Tra l’altro è la prima volta che sento parlare di “omicidio involontario”…
    Fose accaduto in Italia ora ascolteremmo e leggeremmo parole del tipo:
    “Certe cose succedono solo in Italia”…
    Sì, infatti.

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  2. “…uno di questi ha postato un brandello di una ricerca ISTAT dove si dice che a impoverirsi dopo le separazioni sono soprattutto le donne. Naturalmente quella ricerca è più complessa e dice molte altre cose ben più significative, ma non ho tempo né voglia di rispondere a dei disturbatori, specie sul web.”
    Posso immaginare chi sia questo disturbatore, in effetti mi pareva strano che non si fosse ancora fatto vivo qui 😀

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