Il conteggio infame

violenza-bimbi.Da qualche minuto è apparsa nella homepage di questo blog un nuovo widget che ho pensato di intitolare “Il conteggio infame”. L’ho messo dopo aver visto l’ennesima notizia, la ventiduesima dall’inizio dell’anno, relativa a violenze perpetrate da una donna a dei bambini. Soggetti deboli e indifesi, come gli anziani. Entrambi categorie quasi regolarmente maltrattati e abusati da donne. Pensando al ridicolo “contatore” dei  cosiddetti femminicidi che molti telegiornali tengono in sovrimpressione, ho ritenuto doveroso anch’io tenere un conteggio. Non per una gara d’infamia, ben inteso, ma giusto per avere un dato aggiornato e vedere alla fine dell’anno cosa sia una vera emergenza e cosa no. Al momento il contatore rappresenta la somma di tutte le notizie di violenze a bambini o anziani, magari anche uccisioni, da parte di donne che sono riuscito a reperire da inizio anno. Chiedo a tutti i lettori di dare un contributo al conteggio, da adesso in poi, segnalandomi notizie o eventi del genere, nazionali o locali non importa, scrivendo a stalkersaraitu@gmail.com. Catalogherò tutto a parte e aggiornerò ogni volta il contatore. Grazie per la collaborazione.


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18 commenti

  1. Permettimi una osservazione sul contatore infame.
    Una maestra che maltratta una intera classe commette una violenza di massa.
    Pertanto quel numero sottostima molto il fenomeno.

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      1. Eh… purtroppo non si può.
        Ma letto così sembra il numero delle vittime…
        “Numero di notizie riguardanti”… è bruttino.
        Potresti mettere nel titolo del widget il link al post in cui spieghi l’origine del dato.
        Al crescere del numero di post del blog questa informazione si perderà.

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  2. Patercerto è in gamba.
    Ha monitorato ciò che accadeva alle “relazioni interne” quando si sta quotidianamente sul fronte e in lotta.
    Trovo la sua analisi corretta. A me è andata meglio, è stato tutto più facile in quanto non sono separato e non ho figli.
    Cosa avrei fatto se mi fossi trovato separato e padre – per dire – di un paio di figlie?
    Un incastro tremendo da schizofrenia.
    L’analisi di Pater enuclea uno dei motivi per i quali questa battaglia è diversa e durissima. Nessun altra mette in conflitto l’interiorità dei sentimenti e quindi la gestibilità delle relazioni con i familiari al pari di questa.
    Saltano anche rapporti di amicizia, anche di lunga data, che sono cmq meno impegnativi, meno profondi, visto che quelli famigliari coinvolgono la nostra storia biologia ed il profondo della psiche.
    I padri separati che resistono in vita hanno la mia piena ammirazione.
    Io no so se trovandomi in tale condizione, avrei retto.
    Mi occupo della questione maschile da decenni, con grande passione e sofferenza nonostante il fatto che, per me, sia – in sostanza – una passione di livello filosofico.
    .
    Quanto deve bruciare il male vero patito sulla carne viva?
    Quando ad es. sento F. T. parlare in Tv placido e sereno sapendo però cosa ha passato (e sta passando) mi sembra un superuomo.
    Monumenti ai padri separati.

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  3. Perchè solo a bambini e anziani? sempre sminuiti e messi nei trafiletti o semplicemente ignorati ma è pieno anche di omicidi di uomini adulti da parte di donne. Glenda Mancini pubblica quasi quotidianamente sul suo profilo casi di omicidi femminili.

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    1. Sostanzialmente perché è un conteggio già tenuto dal Ministero della Giustizia e dall’ISTAT, che già dimostra come il numero di donne che uccide direttamente uomini è sempre inferiore a quello degli uomini che uccidono le donne. Ed è, come detto nell’articolo di stamattina, comunque un dato “sporco”, nel senso che non si tiene conto, perché difficilmente rilevabile, degli omicidi commissionati o concepiti da donne.
      Contrariamente nessuno, se non forse Telefono Azzurro, tiene un conteggio delle violenze femminili verso bambini e anziani, che hanno una frequenza (per lo meno sui media) molto alta. E c’è sicuramente un sotterraneo di dimensioni abnormi, che non emerge. E che se emergesse la direbbe lunga su questa gara infame voluta dai media e dal femminazismo su chi è più mostro tra uomo e donna.

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      1. ho mollato da mesi la lotta diretta e incazzata, per cui non ho più sotto mano i link, maa ricordo che i dati sui femminicidi sono pompatissimi mentre quelli dei maschicidi taciuti. Quanto sono attendibili questi “conteggi ISTAT”?

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        1. Mai mollare la lotta! 😉
          Naturalmente i dati sui femminicidi (cosiddetti) sono pompati. Soprattutto sono contraddittori: c’è chi conteggia l’infanticidio (femminile), chi il matricidio, chi l’incidente stradale… Ognuno fa un po’ per sé. L’ISTAT cerca di arrangiarsi con le cifre, visto che le ricerche le fa con soldi del Ministero delle (im)pari opportunità. Se hai voglia di fare una ricerca sul mio blog col tag “statistiche” puoi farti un quadro completo della situazione.

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          1. Ho cominciato a perdere amici e contatti sia reali che virtuali a causa della lotta. Diciamo che è più una pausa. Mollare, una volta che hai aperto gli occhi, è impossibile. Come in Matrix.

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            1. Sì, lo capisco, non sei il primo che me lo dice. Ed è forse uno dei motivi per cui la battaglia langue, anche se meno di quanto sembri. Non ti voglio colpevolizzare ovviamente, ci mancherebbe, capisco benissimo. Poter combattere senza certe remore è un privilegio.

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              1. No problem non potrei sentirmi colpevolizzato neanche volendo. Litigo ogni volta che qualcuno anche solo affronta con leggerezza, come se niente fosse, il tema dell’affido (fintamente) condiviso non immaginando che a me mi ha rovinato la vita. Ho passato sei anni a tentare in ogni modo di far aprire gli occhi alla gente, poi ho cominciato a ragionare come Hari Seldon del ciclo delle fondazioni di Asimov: ho cominciato a guardare la società e il procedere della storia dall’alto anzichè ragionando day by day. Sinceramente penso che questo terrificante periodo storico di nazifemminismo si stia già esaurendo, e non grazie alla nostra opposizione ma semplicemente perchè è sempre stato un fuoco di paglia (non la legittima lotta all’emancipazione e alla parità di diritti sia ben chiaro, ma le derive 2.0 che tu hai ben descritto nell’articolo con cui ci siamo conosciuti stamane). Inciampano da sole sulle cazzate che dicono e fanno e la gente, pian pianino, sta cominciando a scoprire il bluff. Come si dice “aspettare il cadavere del proprio nemico sulla riva del fiume”. Lasciare che si autodistruggano da sole con le figuracce pessime che fanno (basta vedere le reazioni ad Asia Argento dopo il caso Weinstein) e fare meno bile ogni santo giorno, per una questione di priorità. Se lotto lo faccio per i miei figli. Per il loro presente con una madre nazifemi e per il loro futuro come uomini che probabilmente si sposeranno. Ma se nel farlo mi rovino il quotidiano stando sempre incazzato e sul chi-va-là a loro cosa trasmetto? che aria si respirerà in casa? Io non voglio che loro odino le donne e a me questa lotta (a star sempre dietro e concentrato solo sui lati negativi delle donne) alla fine mi sono accorto che me le stava facendo schifare tutte. Ed è un errore che non voglio fare, nè trasmetterlo ai miei bambini.

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                1. Una stretta di mano, Patercerto.
                  Conosco donne schifate dalle iene loro condimili, una volta una ha fatto l’impensabile: ha criticato certo sciaquettume muliebre odierno che starnazza troppo, una donna tra quattro uomini. Due zerbini si sono afflosciati, uno è rimasto neutrale (anche se si capiva che la pensava come lei), io le ho stretto la mano.
                  Il fatto che esistano donne che ragionano con la testa loro, alla faccia della sterile “solidarietà femminile” di comodo, mi dà una fiducia inaspettata.

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