Uomini: la straordinaria bellezza della normalità

smiley-taking-a-bowTra gli ultimi articoli che ho pubblicato, quello intitolato “S.O.S. Donne: un’articolata esegesi del nulla” ha raccolto numerosissimi apprezzamenti e consensi. Ho ricevuto una montagna di messaggi entusiasti per ciò che ho scritto, ed è qualcosa che mi dà grande soddisfazione. Soprattutto perché quell’articolo, oltre a essere stato scritto più col cuore che con la mente, tocca davvero una delle più grosse e marcescenti radici dei problemi che oggi riguardano le relazioni di genere e del modo con cui vengono esposte e raccontate. Eppure, me ne rendo conto soltanto oggi, quell’articolo contiene un’inesattezza, laddove dico che è difficilissimo trovare un’autorappresentazione maschile esatta, vera, sincera, genuina.

L’ho capito grazie a uno dei tanti commenti positivi all’articolo postato da un altro blogger: PATER CERTO. Già il nome è geniale, e il blog è un forziere di riflessioni preziosissime, per questo invito tutti a visitarlo e leggerlo. Nel suo commento, PATER CERTO mi ha allegato un suo articolo, che mi ha lasciato senza parole. Lo definirei come la traduzione, letterariamente molto più efficace e sintetica, del mio articolo, che invece ha un tono quasi saggistico. E in esso c’è, potente, palese, fierissimamente maschile, l’esatta narrazione di cosa sia essere uomini oggi. Un manifesto schietto ma poetico da sbattere in faccia a tutti coloro, nei media o nella società, che si dilettano a tratteggiare l’essere maschile come qualcosa di mostruoso, cinico, violento, disimpegnato.

lettera-amore-lord-byronDunque mi sbagliavo: non è vero che noi uomini non sappiamo o non vogliamo raccontare noi stessi. C’è chi lo fa, e lo fa alla grande. Che tale contributo non sia sulle prime pagine dei quotidiani è normale, ci siamo abituati. Per conquistare la ribalta serve qualche mostro da Circo Barnum. La bellezza della normalità non fa notizia, specie se maschile. Tranne che qui, in questo blog, in quello di PATER CERTO e in tanti altri. Per questo, con il permesso del suo autore, riporto qui di seguito interamente la sua “Lettera d’amore posticcia“. Invito tutti a leggerla attentamente e a dedicare ad essa tutto l’apprezamento che merita. Grazie a PATER CERTO.

LETTERA D’AMORE POSTICCIA – di PATER CERTO

Non sento affatto il desiderio di continuare a uscire da solo con gli amici a ubriacarmi, la mia ricerca é finita, ho trovato te.
Non devo più essere solo. Non sento alcuna spinta a lasciarti a casa mentre me ne vado allo stadio a urlare con gi amici perché ora ho te e mi sento appagato. Non mi interessa affatto essere un “single ma insieme a te”, non mi interessa avere una trombamica, né qualcuno con cui dividere le spese di casa.
Voglio una famiglia, non un’autostoppista con cui dividere un viaggio.
Voglio metterci impegno e fatica, non mi interessa avere la pappa pronta e la scappatoia dietro l’angolo alla prima difficoltà.
Adoro la responsabilità e ciò che comporta e che ne consegue.
Non mi interessa più essere un io, non vedo l’ora di essere un noi.
E ci hanno scritto fior di romanzi su sentimenti così potenti. Romanzi che hanno fatto sognare generazioni, splendidi e romantici.
La storia dell’uomo ha avuto come pietra angolare la responsabilità, l’impegno e l’amore per millenni. Ma che oggi non vanno più bene perché sperare in un “noi” viene letto come un mettere il guinzaglio, negare la libertà.
Perché tu esattamente come gli uomini insulsi perennemente in fuga che le tue nonne e madri schifavano, la responsabilità non la vuoi.
Perché in fondo sei solo una ragazzina poco cresciuta che pensa che un happy hour con le amiche sia “Libertà” e che si nasconde dietro le argomentazioni “di genere” per mascherare la tua inadeguatezza.
E lo fai trasformando la bellezza in violenza, il romanticismo in una trappola creata apposta su misura per te.
Senza renderti conto che in quella “trappola” ci stiamo insieme.
Anch’io come te.
Senza renderti conto che non é una trappola ma un rifugio sicuro contro la miseria della vita.
E allora perdonami ma vaffanculo amore mio.
Vaffanculo.

(30 novembre 2016)


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10 commenti

    1. Complimenti davvero.
      Semplice, leggibile e d’effetto.

      Un testo che trovo molto coraggioso, che svela la necessità di avere qualcuno vicino che raramente gli uomini possono manifestare in libertà, pena l’essere tacciati di “debolezza”.
      Purtroppo quello dell’uomo forte e cacciatore a tutti i costi è un pregiudizio di genere estremamente radicato nella cultura italiana. E la cosa peggiore è che lo si vorrebbe non eliminare, ma sostituire con un altro pregiudizio di genere ugualmente molesto : quello dell’uomo-zerbino.

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      1. Mai come in questo periodo storico di donne spacciate tutte per forti, sicure, coraggiose (che se solo lo fosse davvero un 10% avremmo un gran culo a incontrarle) la vera forza in noi uomini può (e dovrebbe) manifestarsi in gesti di quotidiana e semplice sensibilità (in contrapposizione ai femminei pianti davanti alla tv col barattolo di gelato alla Bridget Jones, che è sensibilità da baci perugina)

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          1. E di che, erano assolutamente dovuti 😉

            Posso chiederti il permesso di ripubblicazione / riutilizzazione in forma integrale ? Potrebbe uscirne un bel poster in stile motivazionale, e non sarebbe male anche rielaborato in guisa di monologo.
            Con attribuzione all’autore originale, si intende. Dimmi tu se preferiresti il nome reale, lo pseudonimo o il link al tuo blog (o varie assieme).

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