Ecco i nuovi dati sulle violenze di genere! Anzi no…

topoLo confesso, da quando tengo questo blog ho sviluppato una perversione tutta mia, che non riesco a contenere. Si tratta della mania dei dati. Davvero, quando mi pare di aver messo le mani su dati nuovi, aggiornati o con aggregazioni diverse dal solito, mi prende un brivido caldo dentro, molto simile all’eccitazione erotica. Oh, sarà l’età, che ci volete fare, al momento mi accontento di questo. Insomma che per chi cerca di andare a fondo nell’analisi di questioni come lo stalking, le relazioni di genere e le devianze collegate, i dati significano molto. Non tutto, ma molto sì. Così si spiega la mia strana perversione. Che però, lo devo ammettere, ha anche un lato fortemente negativo.

Il click-baiting… Ebbene sì, ci casco come un cretino quando si tratta di dati. Per chi non lo sapesse, il click-baiting è la tecnica per attirare i click attraverso titoli allusivi o lasciati in sospeso, che ti “tirano” a cliccare per vedere l’articolo. Robe tipo: “Incredibile cosa ha detto Di Maio su Padre Pio, è scandalo nel…”, oppure: “Selvaggia Lucarelli come non l’avete mai vista, ha mostrato…”. L’analfabeta funzionale medio clicca come se non ci fosse un domani, ed è per questo che quella tattica funziona alla grande in Italia. Io ne sono immune, per fortuna, a meno che… A meno che il titolo non si riferisca a “nuovi dati” sulla violenza sulle donne. Allora mi trasformo nel più fesso degli analfabeti funzionali e clicco clicco clicco.

survive-institute-crime-statisticsCosa che ultimamente mi capita di frequente. Questo perché, dopo un periodo di calma e silenzio, si stanno moltiplicando di nuovo articoli che parlano di “nuovi dati” sulla violenza sulle donne, lo stalking, gli stupri e compagnia bella. Le fonti citate sono autorevoli, oggi è Amnesty International, domani l’Eurispes o il vattelapesca. Poi vai a vedere e riscontri che la fonte di tutti è sempre la stessa: l’ISTAT e le sue “indagini campionarie” del 2016. Magari presentate in modo furbescamente diversificato: a volte con le percentuali, a volte con numeri assoluti, a volte declinando le cifre per altre unità di misura (“una donna piange ogni 64,5 ore”, “una donna tossisce ogni 647,62 secondi”), e comunque sempre acquisendo banali “stime” per dati reali (dunque il filo rosso resta la malafede). Ma quella sbobba è e resta. “Nuovi dati” sticazzi, insomma. Non vi dico la mia delusione, ogni volta…

Colpisce, in questa recrudescenza della fuffa spaziale, la marchettona che Rosa Nostra, attraverso la fiera Lucia Annibali, è riuscita a imporre nientemeno che al Consiglio Superiore della Magistratura. Che in pompa magna ha spacciato per propri… indovinate un po’? I soliti dati ISTAT, i più recenti, ma sempre di indagine campionaria si tratta. A rimpolpare il tutto, un’altra “avvocata” legata a doppio filo ai centri antiviolenza. Ora, cribbio, il Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei magistrati, che si presta a questo teatrino… ci sono rimasto male, lo ammetto. Nel mio idealismo istituzionale non mi aspettavo che si potesse cadere così in basso. Poi ho pensato alle sentenze di separazione e affido più frequenti, ho pensato ai tanti incastrati da false accuse, con l’avallo di magistrati colposamente o dolosamente complici dei centri antiviolenza, o i sequestri di Stato dei minori per alimentare il business delle case-famiglia, anch’essi colposamente o dolosamente incentivati dai magistrati e allora… il mio idealismo è andato dove doveva andare: nel cesso.

260px-Consiglio_Superiore_della_MagistraturaRimane da capire come mai Rosa Nostra proprio oggi torni a insistere sul piano mediatico con dati vecchi e di mera proiezione, e miri così in alto come il CSM per imporli all’opinione pubblica. Si è in attesa da tempo di nuovi dati dall’ISTAT: l’Istituto li ha promessi e c’è un gran ritardo. Forse si stanno ingegnando a nascondere come possono, con qualche alchimia statistica, il calo netto di femminicidi, le archiviazioni sistematiche delle accuse di stalking, molestie, stupri, maltrattamenti e quant’altro, essendo nel 90% dei casi fasulle. In ogni caso i dati nuovi latitano. Eppure Rosa Nostra è tornata a muoversi ad altissimi livelli. Volete sapere perché?

Ecco perché. L’arraffa-arraffa sui soldi pubblici sta andando molto male. Forse per la totale perdita di legittimità delle madrine d’onore, gente come Boldrini e Boschi, forse per la mancanza di un governo, la spartizione del malloppo sta riuscendo molto molto male. Tanto che a sbafarsi i moltissimi soldi pubblici destinati alla “violenza di genere” (intesa solo quella contro le donne, naturalmente) sono addirittura le suore e le organizzazioni religiose. Uno schiaffo insopportabile per l’internazionale rosa, sezione italiana, di trinariciute e radical-chic fameliche divoratrici di finanziamenti pubblici. Sta a vedere che, ancora una volta, Don Camilla fa il mazzo a Peppona (femminile voluto), con tanto di sbeffeggio. E dunque: dagli con i soliti dati, via a sguinzagliare pennivendoli/e compiacenti, come quelli dell’articolo del Fatto Quotidiano qui linkato.

8aa3a7ddb91239b1e57c72edc0fbc1d6_w450Insomma che forse forse si sta verificando una delle condizioni che io auspico da tempo: che le varie esponenti e correnti di Rosa Nostra si sbranino tra di loro, nella lotta per il boccone più grande di denaro pubblico. O ancora meglio, che un soggetto terzo e imprevedibile gli sottragga l’osso, suscitando la scomposta e funesta ira delle cagnette (cit.). Talmente scomposta e funesta da farle uscire allo scoperto in tutta la loro inconsistenza ideale, in tutti i loro interessi di potere e denaro, e in tutta la loro assenza di dati reali su cui poggiare le proprie istanze. Lasciamo dunque che si sbranino, con un grazie alle suore che gli hanno sfilato il boccone da sotto il naso. Sono certo che, in ogni caso, sapranno fare un uso più nobile di quei soldi, a prescindere. Ci vuole poco, lo so, ma va già bene così. Meno ossigeno si dà a Rosa Nostra, più sarà un piacere vederla in lenta agonia sparire dallo scenario nazionale, per lasciare magari spazio a nuove modalità di dialogo e confronto tra generi.

Avrei altre cose da dire ma, scusate, ho visto un articolo che parla di nuovi dati sulla violenza di genere… alla prossima…


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