13 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

sandra-bullockLo stalker perfetto (1) – Joshua James Corbett, 42 anni, era stato riconosciuto come malato psichiatrico. Schizofrenia più altre patologie assortite, che gli erano valse anche un trattamento sanitario obbligatorio. Tra le varie manifestazioni di disagio mentale c’era anche un’erotomania spinta, indirizzata verso una nota attrice, Sandra Bullock. La tormentava in ogni modo, teneva un diario dettagliato delle sue fantasie, specie sessuali, e di ciò che architettava per attirare la sua attenzione. A un certo punto era anche riuscito a penetrare nell’abitazione della donna, finendo poi arrestato. Nel giorno della sentenza si è barricato in casa, gli SWAT sono andati a prenderlo e lui si è ucciso. Signori e signore, QUESTO è un vero stalker. Malato, anzitutto (e come tale riconosciuto dagli specialisti). Patologicamente ossessivo nei suoi comportamenti, sostanzialmente innocuo dal punto di vista dell’incolumità fisica della vittima: non la vuole uccidere ma possedere. E piuttosto che rinunciare si ammazza. Joshua rientra appieno nella fattispecie del persecutore. Ne parlo in questo blog e nel mio libro: gli stalker sono questi, non gli ex mariti che chiamano per vedere i figli, gli ex fidanzati che cercano un ultimo incontro di chiarimento o tentano di ricucire, non il corteggiatore insistente. Quelli al massimo sono molestatori o persone maldestre. Ma, se riconosciuti per ciò che sono veramente, come potrebbero mai innescarsi le false accuse ricattatorie o vendicative? Si dovrebbe rinunciare a un gran bel business. Ed ecco spiegato il motivo della schifezza legislativa italiana: il 612 bis.

trasferimentoLo stalker perfetto (2) – La letteratura scientifica più di vent’anni fa, nel descrivere i comportamenti persecutori dello stalker tipico, prendeva ad esempio, tra le altre cose, il rapporto di dipendenza patologica che talvolta si sviluppa tra il fruitore di un servizio e chi quel servizio lo eroga. Come casi emblematici venivano citati quelli del rapporto allievo-insegnante, cliente-avvocato o paziente-medico. Addirittura, da un certo momento in poi, certi medici negli USA prima di accettare un paziente imponevano che questi si sottoponesse a visita psichiatrica. I motivi del paziente per tormentare il proprio dottore potevano essere molti: cure di cui era insoddisfatto, una forma di ipocondria, o semplice attrazione psicotica verso il curante. Moventi che spingono la persona a tormentare in ogni modo l’oggetto delle proprie attenzioni. E veniamo in Italia, in particolare a L’Aquila: una donna poco più che trentenne è stata ammonita dal Questore per aver tormentato il proprio medico, un uomo di 42 anni. Anche in questo caso, come nel precedente, siamo di fronte allo stalker perfetto, il modello “da letteratura”. Insomma, di nuovo (repetita juvant), QUESTA è una vera stalker. non gli ex mariti che chiamano per vedere i figli, gli ex fidanzati che cercano un ultimo incontro di chiarimento o tentano di ricucire, non il corteggiatore insistente. Quelli al massimo sono molestatori o persone maldestre. Ma, se riconosciuti per ciò che sono veramente, come potrebbero mai innescarsi le false accuse ricattatorie o vendicative? Si dovrebbe rinunciare a un gran bel business. Ed ecco spiegato il motivo della schifezza legislativa italiana: il 612 bis.

auto-in-fiamme-600x353Lo stalker imperfetto – Una delle azioni messe statisticamente più spesso in atto dal persecutore è il danneggiamento dei beni della vittima. Non tanto per arrecare danno, dispetto o vendetta, ma come metodo psicoticamente distorto per attirare l’attenzione. Un po’ come i bambini quando rompono volutamente i giocattoli dell’amichetto, insomma. Uno degli oggetti più danneggiati, in quest’ottica, sono le automobili. Qui però il confine si fa molto labile. Come si fa a sapere se lo stalker ti ha rigato la macchina per attirare l’attenzione o se si tratta di un semplice dispetto dettato dalla rabbia, dal desiderio di arrecare un danno o altro? Molto difficile. Servirebbe, come io propongo nella mia riforma del 612 bis, un preliminare e obbligatorio consulto psichiatrico. Se ciò fosse previsto, la donna che a Palermo ha dato fuoco all’auto dell’ex compagno (per altro pure un Carabiniere), non sarebbe stata condannata per stalking e danneggiamenti, ma per molestie e danneggiamenti (molto meno grave). Dal resoconto dei fatti, è palese che la donna non è fuori di testa. E’ incazzata, delusa, passionalmente rabbiosa. Ma stalker no, proprio non lo è. Eppure i suoi tre anni di condanna se li è beccati. Complimentoni: l’incertezza del diritto in Italia galoppa.

baby-1178539_640-420x279Emergenza donna – Ben intesi: l’emergenza nazionale è la violenza degli uomini sulle donne, ok? Questo non si discute. E se una donna che litiga col marito cerca di sbudellarlo con un cacciavite e, non riuscendoci, cerca a buon peso di fare lo stesso con i Carabinieri arrivati ad arrestarla, sicuramente si stava difendendo da un’aggressione maschilista e patriarcale. Punto e stop. Così come quella donna sposata che ha cercato di sventrare l’amante per gelosia, perché non voleva avesse altre relazioni: dai, anche lei si è sicuramente difesa! E non stiamo a tirar fuori il discorso delle violenze  femminili su minori e anziani: alla fine il conteggio infame che sto tenendo è insensato. Perché una donna che resta incinta, si sgrava nel bagno di casa e ficca allegramente la neonata nel freezer in Italia commette solo un omicidio colposo. Cioè l’ha messa per sbaglio in ghiacciaia? No no, è che, dice lei, era già morta quando è nata. Impossibile stabilirlo sul piano scientifico, quindi le si crede sulla parola. Così uno dei delitti più orribili e contro natura che esistano viene derubricato in omicidio colposo. Alla fine ha solo tolto di mezzo un’altra futura donna che sarebbe stata violentata, abusata e molestata da qualche orribile maschio italiano. Dovrebbero premiarla, cribbio! (Per la cronaca: con questa siamo a 56 da inizio anno… A quanto stanno i “femminicidi”?).

ingiustizia_vLa PAS a due velocità – E’ noto, la PAS ancora non è riconosciuta ufficialmente, c’è anzi una grande diatriba su di essa. Gli unici dati di fatto è che, casualmente, femministe e femminaziste negano che esista, gli uomini invece tendono ad affermarla. Un posizionamento che tiene conto delle casistiche: mediamente, nei conflitti che si innescano durante e dopo una separazione, ad alienare in genere è la madre ai danni del padre. E forse è proprio per questo che, in una Magistratura complessivamente difensiva verso la donna, la PAS non viene riconosciuta. Ma… c’è un ma, ovviamente. Diverso è il caso se a essere accusato di comportamenti alienanti è il padre. Ah be’, allora è tutt’altra storia. In quel caso la PAS esiste eccome, e l’uomo viene indagato senza indugio. In Italia si è tutti uguali davanti alla legge. Ma qualcuno, anzi qualcuna, è più uguale degli altri.

mafiabossRosa Nostra si orienta – Non sa dove girarsi, Rosa Nostra, in questa fase di stallo politico. Non ha agganci solidi e, dopo aver tradito spudoratamente il centro sinistra che tanto l’ha beneficata per anni, ora si guarda attorno, cerca di orientarsi e di non perdere solidità ideologica. D’altra parte soldi da spendere ce ne sono ancora e ce ne saranno ancora per un bel po’, quindi occorre non perdere la presa sull’organizzazione complessiva. Ed è così che fioccano iniziative lunari, come quella recente di Nuoro, dove si parla addirittura di “rivolta al femminile”, e dove una consigliera regionale ha una faccia sufficientemente marmorea da sostenere che “le politiche di genere nel panorama nazionale sono residuali, sembrano quasi infastidire”. Minchia… pensa te se non fossero marginali… E poi ancora: “è importante l’intervento nel codice penale riguardo alla violenza di genere ma il primo intervento su cui puntare è quello dell’educazione dei bambini”. Ommadonna… Cari amici uomini, tenete pronta la valigia fatta sotto il letto, il decreto di trasferimento in un campo di lavoro potrebbe essere imminente, così come la reclusione dei figli (maschi) in centri di rieducazione… Contrariamente alla sua natura proverbialmente tirchia, anche la Regione Liguria, in cooperazione con l’ANCI, apre il portafogli per finanziare un “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere“, che si concretizzerà nientemeno che in incontri di formazione accreditati ECM e OAS per operatori sanitari dei pronto soccorso. Si badi bene: il piano è contro la violenza “di genere”, ma l’email che pubblicizza l’iniziativa parla di “un corso finalizzato ad acquisire una conoscenza di base sul fenomeno, approfondirne le dinamiche, descrivere i principali effetti della violenza maschile contro le donne“. Allora il Piano non è contro la violenza “di genere”… allora è unidirezionale… allora è un uso anticostituzionale di soldi pubblici. Eh sì, ma nessuno alza la voce per farlo notare. E così si organizza questo corso che, manco fosse un argomento da fisica quantistica, si articola in una versione “base” e una “avanzata”. Il tutto per indottrinare gli operatori dei pronto soccorso a chiamare subito la Polizia e denunciare il marito quando gli si presenta una massaia che si è affettata un dito tagliando il pane. E per non sbagliare, e assicurarsi che la notizia della massaia venga fatta passare sui media come un’aggressione del marito, a Rieti un centro antiviolenza organizza un corso per indottrinare i giornalisti, come non lo fossero già a sufficienza. Dice che l’obiettivo è insegnare a “dosare e scegliere termini e parole per informare nel modo corretto e soprattutto nel rispetto della parità di genere”. Parità di genere sempre nella stessa accezione unilaterale, ci scommetto…

harvey-weinsteinE il caro vecchio Harvey? – Raccolgo dal blog MGTOW – Men Going Their Own Way, un po’ il punto di riferimento americano per la difesa di quei pochi diritti che restano agli uomini, uno spunto interessante: che fine ha fatto Harvey Weinstein? Con tutte le accuse che gli sono piovute addosso, starà spendendo una fortuna in avvocati, impelagato in decine di processi, magari ha anche già subito qualche condanna, magari è già in galera, o nel braccio della morte in attesa di esecuzione… Ah no. E’ libero. E non ha al suo attivo un procedimento penale che sia uno. Zero proprio. Però la sua carriera è andata in frantumi, così come quella di Polanski, Spacey, Brizzi e altri. Mentre le accusatrici, dopo aver sfruttato tutto lo sfruttabile dall’uomo potente in cambio di qualche scopata, sono riuscite, stelle in fase decadente, a ottenere un’altra mezz’oretta di ribalta. Ha ragione il blog: “Every man can be Harvey Weinstein tomorrow”. Un domani ogni uomo può finire per essere Harvey Weinstein. Ma già si sa. Oh se si sa.

1012090Non solo William Pezzulo (ma soprattutto) – Mark van Dongen aveva 29 anni, viveva a Bristol, nel Regno Unito. Aveva una relazione con Berlinah Wallace, 48 anni. Poi l’ha interrotta. A lei la cosa non è piaciuta e gli ha fatto una doccia di acido, riducendolo in condizioni che i giudici britannici hanno definito “horrific and catastrophic”. Guardandosi allo specchio, dopo il ricovero, piegato da dolori oltre il limite umano tollerabile, Mark ha detto: “uccidetemi, se così sarà il mio aspetto per il resto della mia vita, allora non voglio più vivere”. Nel gennaio 2017 Mark ha scelto di morire con un processo di eutanasia, in Belgio. Una notizia reperibile solo sul quotidiano britannico “The Guardian”, e solo sapendo l’inglese. In Italia non se n’è parlato. Così come non si è parlato di William Pezzulo (mentre Gessica Notaro balla tutta gaia in TV, con la benedizione di Selvaggia Lucarelli). Così come ancora non si parla di William Pezzulo. Che sperava di poter andare negli USA per fare alcune operazioni chirurgiche complesse di ricostruzione cutanea (e di vita) attraverso una fondazione che avrebbe dovuto pagargli le spese. Cosa che non accadrà: requisito per avere il sostegno della fondazione è essere cittadini americani. Invece William è italiano. E ora cerca un modo di farsi operare nel proprio paese. Costo dell’operazione: circa 5.000 euro. Che lui non ha, dato che, tra l’altro, non ha ricevuto un centesimo di risarcimento danni (al contrario di Notaro e Annibali…) e di suo non naviga nell’oro (essendo disabile a causa dell’attacco con l’acido, non può lavorare, al contrario di Notaro e Annibali). Io a breve verserò metà dei miei introiti dal libro, risorse che ovviamente non bastano. Chiedo a chi legge di dare una mano a William. Basta un bonifico a questo IBAN: IT40C0760111200000069837532. Perché un giorno William o Mark potreste essere voi o i vostri figli.

Tumore_testicoli_curiositaColpa dei coglioni – Avete presente Leonardo Da Vinci e il Brunelleschi? O Isaac Newton e Albert Einstein? O Immanuel Kant e Martin Heidegger? O Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart? O ancora Dante Alighieri e William Shakespeare?  O Giulio Cesare e Alessandro Magno? Insomma sì, dai, sapete chi sono, non perdo tempo a mettere i collegamenti alla Wikipedia. C’è però qualcosa che nessuno di voi sa, e che è stata recentemente scoperta da una università americana. Perché quando viene messa in giro qualche cazzata colossale in genere c’è dietro, vero o no che sia, un’università americana… Ebbene i personaggi citati, ma anche tutti gli altri che già conosciamo nelle scienze, nell’arte, nella musica, nella filosofia, nella letteratura, nella storia… erano donne! Come no? Certo che lo erano! Hanno nascosto la loro vera natura travestendosi da uomini per non essere schiacciate ed emarginate dal patriarcato! La prova? Appunto la ricerca scientifica del California Institute of Technology, che ha dato il suo contributo alla svalutazione e demonizzazione del maschio su scala mondiale sostenendo che i maschi sono incapaci di riflettere a causa del testosterone prodotto dai testicoli. Certo, la ricerca non spiega come mai, pur con tutti i loro preziosissimi estrogeni, di donne che come artisti, scienziati, filosofi, musicisti, letterati, matematici abbiano fatto più grande l’umanità se ne contino sulle dita di due paia di mani… ma che importa? La soluzione è presto data: tutti gli uomini che hanno fatto la storia e il progresso umano erano donne sotto mentite spoglie! Facile, no?

CMDUnVPUwAEbyBoL’angelo custode – Grazie a una del tutto casuale concatenazione di eventi, ho avuto modo di fare la conoscenza di Alessandra Cantini. Giovane attrice, ex candidata nelle file di Forza Italia, non molto tempo fa ha fatto a pezzi Asia Argento e il connesso movimento #MeToo con poche, sentite ed efficacissime parole, durante un’intervista al noto programma radiofonico “La Zanzara”. Vi invito ad ascoltare su YouTube i suoi interventi, e a leggere ciò che scrive sui social. Usa una determinazione straordinaria nello sbugiardare le finzioni femminocentriche imperanti, e con altrettanto orgoglio si autodefinisce “protettrice degli uomini”. Esercita questo ruolo di angelo custode, di cui ha anche le fattezze, essendo pure molto bella, esprimendo una logica piana, lapalissiana, evidente, senza fronzoli né facile retorica. Mi pare incarnare la Donna (maiuscola non casuale), appagata di sé, fiera e consapevole delle eccellenze e dei limiti del proprio genere, così come di quello complementare, a cui si avvicina in termini solidali, costruttivi e mai conflittuali. E’ insomma l’esatta antitesi, estetica, intellettuale ed etica, della femminista sinistroide contraddittoria, frustrata e alla perenne ricerca di un’identità attraverso il privilegio che tanto dilaga in questo periodo. Proprio in quanto tale vi invito a seguirla: Alessandra ha diversi progetti interessanti per il futuro, in ambito culturale e politico, parte dei quali potrebbero forse coinvolgere anche me, ossia noi. Ha la forza per “bucare” il sistema (ci vogliono gli attributi per “reggere” un dialogo a “La Zanzara”…), e noi abbiamo contenuti e un vissuto più che sufficiente per armarla a dovere. Potrebbe essere un’alleanza più che fruttuosa.

premio_malerba_toschi_29_10_16_20288La recensione-capolavoro – Tale Gabriele Ottaviani è uno scrittore, per altro premiato qua e là. Tiene un blog dove fa la recensione di libri di altri. Gli è capitato in mano il mio saggio-inchiesta “Stalker sarai tu“, credo inviato dal mio editore, e ha scritto una recensione, che va letta, merita davvero. Va letta con estrema attenzione. Un mio amico di rara intelligenza dopo la lettura ha esclamato efficacemente: “non ha capito una sega…”. Può essere, ma non credo. A pensar male, si sa, si commette peccato ma spesso ci si azzecca. Credo che Ottaviani abbia capito perfettamente il mio libro, ma recensirlo per quello che è gli risulta faticoso, serve coraggio. E’ roba che scotta: rischia di alienarsi i media e le lettrici, che sono sempre tante. Rischia di parlar bene di qualcosa di non conforme, che anzi sbugiarda la versione conformista, quella commercialmente più vantaggiosa. E allora che ti combina l’Ottaviani? Scrive una recensione su un libro-verità non conforme usandolo per riaffermare con rara forza proprio la versione conforme che il libro smentisce, e dedicando al libro un paio di righe alla fine, en passant. Un capolavoro, geniale… Quest’anno niente, perché #MeToo è riuscito a castrare anche il Nobel per la letteratura, ma prossimo anno il Nobel a Ottaviani non lo deve togliere nessuno.


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2 commenti

  1. Ennesimo utile idiota maschio. Gli uomini una seduta di autocoscienza colletiva dovrebbero incominciare a farsela.

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_maggio_10/cremona-l-aggressore-capotreno-mio-figlio-trattato-come-oggetto-93751b6c-53c3-11e8-aaec-4e7a7b6da69d.shtml

    Studentessa rimproverata dalla prof. perché poco vestita finisce in mutande durante la seduta di esame. La prof sosteneva che i suoi shorts fossero troppo corpi e incredibilmente che avrebbero “comunicato” qualcosa di diverso dalle intenzioni. In qualche modo che mi sfugge poi la tesi della giovane verteva sui profughi.

    https://video.repubblica.it/mondo/usa-la-prof-i-tuoi-shorts-sono-troppo-corti-e-lei-si-spoglia-per-la-tesi/304388/305018?ref=RHPPBT-BS-I0-C4-P5-S1.4-T1

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  2. Anch’io ho notato che le più grandi stupidaggini escono fuori dalle università americane e non solo, quelle inglesi spesso superano quelle americane in idiozia pura.
    Cmq non credo che queste uscite di stampa siano il frutto di studi seri uscite da università credibili, penso più semplicemente che sono fantasie femministe talmente sgangherate, che nessuno sano di mente darebbe un minimo di valore, se non ci fosse la classica dicitura scientifica di provenienza da studi di università tal dei tali.
    Piuttosto credo che queste menate senza senso è prodotto dall’invidia delle femministe verso gli uomini.
    Per mia personale esperienza ho notato che quando un discorso non fila, non c’è logica, manca di connessioni razionali etc c’è quasi sicuramente l’invidia sotto.

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