Casa della donna: i debiti si pagano (uomini pronti a prendere nota)

casadonneE’ appena giunta la notizia che è passata la mozione della consigliera Guerrini al Comune di Roma per la chiusura dell’esperienza, causa debiti, della “Casa Internazionale della Donna”. Personalmente ho motivo di dispiacermi e di rallegrarmi nello stesso tempo. Mi dispiaccio perché è sempre negativo quando viene meno uno spazio di condivisione di idee, sebbene estremamente lontane dalle mie, e sebbene mai controbilanciate da un uguale sostegno a una realtà uguale e contraria. Dall’altro lato mi rallegro perché è una vittoria della legalità contro la pretesa di privilegi legati al genere: i debiti si pagano, anche se si è donne, anche se ci si batte per i diritti (privilegi?) delle donne. E se non si pagano, si sloggia. Male ha fatto il Comune in precedenza a trattare una revisione del debito da milioni di euro a circa ottocentomila, bene fa ora a tirare dritto. Per principio e perché quei soldi risparmiati serviranno per cose sicuramente più urgenti per la città.

Le attiviste della Casa Internazionale della Donna naturalmente annunciano battaglia. E qui viene il bello. Previsione facile: faranno un casino madornale, in diretta streaming sul web, a reti unificate in TV con prime pagine roboanti su tutti i media mainstream, mostrando, come hanno già fatto, le dita a triangolo, manco fossimo ancora nel ’68 (il mito in cui si illudono di vivere…). L’armata mediatica sarà tutta, con qualche eccezione, dalla loro parte. Anche perché la Giunta capitolina è in mano ai Cinque Stelle, e ogni pretesto è buono per massacrare la Raggi, anche quando fa bene, anzi molto bene, come in questo caso. Uomini d’Italia, state col taccuino in mano e prendete appunti su come si pianta un casino per difendere i propri interessi e privilegi. Vedrete che quarantotto ti tirano su le pasionarie del privilegio. Roba che noi ce la sogniamo, purtroppo. Fossimo ugualmente organizzati e soprattutto motivati (ma noi non abbiamo in ballo un sacco di soldi pubblici ahimè…), comunque la si pensi politicamente, una standing ovation all’amministrazione comunale di Roma riusciremmo sicuramente a farla arrivare.


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4 commenti

  1. Sarebbe male. Un micidiale boomerang.
    Quanto al termine “maschilista” e agli “scontri di piazza” si tratta di termini ed ipotesi suicide.
    Maschilisti e scontristi di piazza credono di opporsi al femminismo da 50 anni. I risultati si vedono.
    Le piante hanno bisogno del terreno adatto. Quel terreno oggi non esiste.

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  2. Davide Stasi. lei è una grande persona, ! I miei complimenti da donna , vedrà che prima o poi ( meglio prima ) le sue parole arrivano a chi le deve sentire ! Sto con lei e tutti gli uomini che difende, ma anche con le donne ” vittime” di donne !
    Cordiali auguri

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