Relazioni di genere: la scuola discrimina per prima

trasferimentoRicevo da un’affezionata lettrice la registrazione audio, presa di nascosto da suo figlio, di una lezione intitolata “Educazione alla sessualità”, tenuta di recente in una scuola superiore del centro Italia. Annunciata da una circolare dove i relatori venivano definiti “esperti del Consultorio”, senza citare nomi, né qualifiche, né allegando CV di sorta e tanto meno il programma dell’incontro, la partecipazione alla lezione da parte dei ragazzi era soggetta all’autorizzazione dei genitori. Un’autorizzazione alla cieca, appunto, visto che nessun dettaglio veniva dato, per un’iniziativa fatta passare alla chetichella, quasi sotto banco, senza preavviso (mi dice il lettore). Una mancanza di trasparenza non da poco per una scuola. Si tratta di capire se è semplice inefficienza o se c’è del dolo. Vediamo…

La relatrice, naturalmente una donna, si presenta per nome (niente cognome). Snocciola la propria esperienza e non sembra un medico, più che altro un’infermiera che per anni ha operato nei consultori. Ed è proprio il suo centro operativo di provenienza al primo punto della sua lezione. Viene presentato, con una carrellata dei vari operatori, tutte donne. Segue un’illustrazione sintetica del programma dell’incontro: anatomia dei due sessi, contraccezione, pillola del giorno dopo, malattie sessualmente trasmissibili e aborto. Asettico, apparentemente, e detto così sembra che ci sia tutto ciò che serve.

pillola-giorno-dopoNon faccio la cronaca di tutta la registrazione, sarebbe noioso. Però voglio soffermarmi su alcuni punti specifici. Per esempio quando dice che qualunque medico può prescrivere la pillola del giorno dopo, a meno che non sia obiettore, ovvero contro l’aborto. Devo dire che la frase mi ha lasciato perplesso e mi ha costretto a fare qualche ricerca, per essere sicuro. Ebbene, è una sciocchezza. Il medico antiabortista non vuole, per convinzione, interrompere una vita quando si ritiene che essa sia già formata e cosciente. La pillola del giorno dopo agisce… appunto il giorno dopo il possibile concepimento, quando ancora, per la scienza, la vita ancora non c’è. Dunque la relatrice ha dato un’informazione errata, fuorviante.

Da questo momento in poi la lezione prende la via che mi attendevo, quella parziale e demonizzante del maschio. Parlando di contraccezione, viene detto che la pillola va bene prenderla se si ha un rapporto stabile con un ragazzO (sì, al maschile), se però: “sto con un ragazzO che oggi va con una e domani va con un’altra, come faccio a fidarmi?”. Poco dopo parte una filippica, dove sfugge la frase: “chi più di una madre può capire una figlia?”. Rispondendo poi ad alcune domande scritte dai presenti in anonimato, dunque inevitabilmente anche un po’ monelle, si arriva a parlare dei sex toys. E l’inquadramento è presto fatto: “in una coppia tutto quello che piace è ammesso. Ovviamente se l’UOMO mi fa una proposta, anche un semplice rapporto orale, che io non lo voglio fare, dico no. E lui non lo può pretendere, perché poi scatta il meccanismo della violenza”.

HydeRicapitolando, qual è il messaggio arrivato al gruppo di giovani ascoltatori? Che il maschio è colui che:

  1. tradisce,
  2. porta malattie,
  3. insiste sui suoi appetiti sessuali fino a diventare violento,
  4. è un pessimo genitore (perché la madre sola può capire una figlia, il padre no)

Tutto cambia quando si arriva a parlare di prostituzione. Il consultorio, racconta l’infermiera, ha un camper che gira nelle zone “calde”, dando assistenza alle donne che si vendono per la strada. Sebbene gli operatori del consultorio siano tutte donne, in quei casi nel camper ci sono tre o quattro uomini, perché: “non è che potevamo metterci delle donne”. Eh già. Questo essere schifoso che fa tutte le nefandezze elencate prima, viene bene quando c’è il rischio di prendere botte o coltellate da sfruttatori e papponi. Lì il primato femminile cede volentieri il passo. Ha visto mai che si rischi di aumentare il già risibile numero di “femminicidi”…

scuola2Questo è il quadretto che emerge dal seminario sull’educazione alla sessualità, trasmesso a un folto gruppo di teenager, maschi e femmine, nell’età fondamentale della loro formazione. Un senso di superiorità nemmeno troppo larvato per le future donne e uno strisciante senso di colpa e inadeguatezza inoculato ai futuri uomini. Si dirà: la relatrice faceva esempi al femminile perché è donna, le veniva più facile o d’istinto. Dico io: sticazzi. Sta nella professionalità e serietà di chi parla di argomenti così delicati neutralizzare i generi e far passare messaggi equilibrati. Io che sono io, ovvero nessuno, nelle presentazioni del mio libro a costo di essere pedante ripeto ossessivamente “lei o lui”, sempre.

Così impostata (e chissà cosa viene detto in altri istituti), la scuola rischia di essere complice del clima di sospetto e della demonizzazione che grava sugli uomini in questo paese. L’istruzione dovrebbe rendersi impermeabile alle influenze ideologiche, per essere efficace. Eppure appare chiaro che Rosa Nostra abbia esteso anche lì i suoi tentacoli. Starà alle famiglie riequilibrare il danno. Ma quante sono davvero in grado di farlo?

P.S.: la lettrice mi ha fatto avere la circolare della scuola dove si annunciava, zitti zitti, senza preavvisi né consultazioni (che sarebbero state opportune, dato il tema delicato) la lezione di “Educazione alla sessualità”. C’è l’email dell’istituto a cui manderò segnalazione di questo articolo. Chissà che non rispondano. Nel caso, ne darò conto.


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9 commenti

  1. Anch’io vorrei fare una precisazione riallacciandomi a ciò che ha scritto il sig. Pedro Pailla. Innanzi tutto la pillola del giorno dopo è considerata abortiva solo da quei cattolici che hanno la pulsione di aspettare i medici fuori dalle cliniche per farli fuori a fucilate.
    Seconda cosa il sig. Pailla dovrebbe un po’ rivedere le sue conoscenza in campo della contraccezione (che evidentemente sono estremamente rudimentali). La pillola del giorno dopo è un contraccettivo, cioè il suo intervento è pre fecondazione, cioè non permette allo spermatozoo che se ne va a zonzo nel pancino di arrivare all’ovulo provocando un’accelerazione delle mestruazioni. Esso va preso entro 72 ore dopo che si è fatto zighi-zighi altrimenti è innefficace. Nessuno potrebbe definirla pillola abortiva a meno che non abbia gravi carenze cognitive.
    La pillola abortiva (meglio nota col nome di RU486) oltre ad essere chimicamente differente dalla pillola del giorno dopo è una vera e propria pillola abortiva in quanto esplica la sua funzione provocando un vero e proprio aborto, cioè un distacco dell’ovulo già fecondato dalla placenta. Normalmente si prende entro due mesi dopo che si è rimaste incinta, ma neanche troppo presto (cioè bisogna essere sicuri di essere rimaste incinta).
    Saluti

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    1. Danilo, ti pubblico questo commento, per ora, ma ti prego nel futuro di tenere toni rispettosi delle idee altrui senza sarcasmi inutili, specie se si tratta di tematiche che non sono al centro di questo blog. Vorrei che qui si instaurassero dialoghi argomentati, senza provocazioni o insulti reciproci. Come padrone di casa, quelli sono appannaggio solo mio. Grazie.

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      1. Ti ringrazio per la comprensione, ma le affermazioni fatte in commenti precedenti meriterebbero un trattamento ben più draconiano dei miei delicati sarcasmi. Affermare che per un cattolico la pillola del giorno dopo è come se fosse un aborto vuole anche dire offendere l’intelligenza di tutti gli altri cattolici(persino di molti cardinali e vescovi), la stragande maggioranza, che sanno perfettamente che non è affatto così come ho chiaramente scritto nel commento.

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        1. C’è un cattolicesimo specifico per ogni credente, a mio avviso. E a meno che non sostenga che si debba limitare o reprimere la libertà altrui, per me può professare le convinzioni che vuole, possibilmente argomentandole. L’ideale sarebbe in ogni caso che lo facesse su pagine specificamente dedicate al tema, ma non voglio essere così censore da non ammettere commenti “tangenti”. L’importante è il riconoscimento reciproco della libertà di esprimersi, argomentando e in modo rispettoso verso chi la pensa in altro modo. 🙂

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          1. Ma ci mancherebbe altro! Non voglio di certo mettere in dubbio ciò che tu affermi anzi lo sottoscrivo senza remore. Però gli strafalcioni vanno in qualche modo ripresi…….

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  2. Sono d’accordo con la puntualizzazione di pedro pailla e in merito anche se solo apparentemente esula dal merito dell’articolo mi piacerebbe che si riflettesse su come il “SISTEMA” imperante del pensiero unico, il “grande fratello” che impone ovunque la nuova etica “decostruttiva” libertino-progressista della nuova società amorale, ricondotta finalmernte alla purezza degli istinti primordiali (non sono mie fandonie, ma letture voltastomaco di “avanguardie” progressiste”
    mi piacerebbe si analizzasse come il suddetto “sistema” nelle sue propaggini piu funzionali (reti pubbiche e private tutte perfettamente uguali) ha trattato la marcia per la vita svolta a roma lo scorso 19 maggio, in questa marcia i manifestanti e tutti i sostenitori (compreso me) hanno voluto proporre all’agenda dell’opinione pubblica il tema dell’aborto, cioe del massacro di stato che ci e costato finora 6 milioni di morti (alla faccia della denatalità) ma sopratutto ha consegnato da un punto di vista giuridico e morale alla sola donna femmina il totale arbitrio (peraltro insindacabile) sulla generazione di vita in ambito umano, con risvolti neanche tanto velati di eugenetica pura.
    un “SISTEMA” che da un lato censura argomenti come questi, e dall’altro si prodiga nello procurare sdegno e commozione per cani e gatti abbandonati, o per le molestie alle donne !!!!???
    Eccovi servito il nuovo insulso moralismo, corrente degli illuminati progressisti, basato sul nulla, sul “deserto” dei valori che dal 68 in poi ha denudato la societa riducendola a un gregge di pecore, che su ogni questione dirimente la cui assunzione qualifica e nobilita le persone come le società, viene di fatto fatta ripiegare sulla facile e comoda neutralità altrimenti nota come ateismo o laicismo.
    e poi ci si continua a meravigliare?!!
    Ormai se si parla di famiglia bisogna premettere QUALE famiglia???
    Se si parla di uomini e donne bisogna specificare la lancetta (lgbd) se si e più vicini al maschio o alla femmina o neutri
    scusate lo sfogo, ho divagato ma del resto questi fatti rimandano tutti a una stessa matrice di fondo a quel unico ceppo infetto che e il disegno deliberato di creare una globalizzazione culturale unica e piegare tutti a conformarsi a essa
    grazie per lo spazio

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    1. Grazie per il tuo contributo. L’interruzione di gravidanza è argomento dibattutissimo da decenni e molto complesso, che esula dagli scopi di questo blog. Tuttavia nelle tue argomentazioni, specie quelle sistemiche complessive, c’è più di una cosa che sta alla base anche dei problemi che questo blog denuncia quotidianamente.

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  3. Ciao, volevo precisare che la pillola del giorno dopo è – per noi cattolici – abortiva a tutti gli effetti, perché il concepimento avviene al momento dell’unione fra spermatozoo e cellula ovo, cioè quando nasce l’embrione (per l’OMS, invece, il concepimento avviene al momento dell’impianto dell’embrione, cioè quando l’embrione si attacca alle pareti dell’utero).
    Che si possa applicare l’obiezione di coscienza prevista dall L. 194, il fatto è dibattuto (ci sono state sentenze contrastanti anche su farmacisti che si rifiutavano di venderla).
    Ciao e complimenti x il blog

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