16 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

sveziaNiente sesso, siamo svedesi – Quando ero giovane, quelli più grandi di me descrivevano la Svezia come la patria della libertà sessuale, oltre che il luogo dove trovare donne bellissime. Un passato che, se mai è esistito, è morto e sepolto. Colpito e affondato in parte dalle isterie della cultura #MeToo, in parte da quei dati di fatto che gli italiani meno propensi al ragionamento proprio non vogliono sentire: il nostro paese ha il tasso più basso di stupri, abusi, molestie sulle donne di tutta Europa, mentre l’inferno per le donne si chiama Danimarca, Finlandia e, appunto, Svezia. Lì, con un approccio vichingo molto concreto e spiccio, ora è stupro ogni rapporto che non si possa comprovare come consensuale. Come si possa fare a dimostrarlo non si sa. Forse, come ipotizza un simpatico quanto drammatico video americano, servirà la presenza di un notaio, che prenda nota di tutto. Di questo passo, evitare le relazioni e votarsi all’isolamento (e alla masturbazione, sempre se non disturba le valchirie del #MeToo) sarà una scelta obbligata.

23-woody-allen.w600.h315.2xHollywood, Weinstein e dintorni – Harvey Weinstein, dopo essere stato accusato, processato e condannato dalle dicerie e dal web, naturalmente senza alcuna prova, cerca giustizia, quella vera, facendosi arrestare dalla polizia. Sperando forse di fare la fine di Dominique Strauss-Kahn, assolto da un giudice che è andato a fondo seguendo rigorosamente le norme, verificando prove e testimoni. Si arrende subito e si scusa pubblicamente, invece, l’anziano e meraviglioso Morgan Freeman, colpevole, pare, di troppi apprezzamenti e troppe attenzioni verso alcune colleghe. Roba di anni fa, ovviamente, e non importa che ci siano numerosi che contro-testimoniano della professionalità e serietà dell’attore: accusa e condanna sono già appannaggio del supremo tribunale #MeToo e volano sulle ali di telegiornali, quotidiani e web. Che invece bisbigliano senza quasi farsi sentire a fronte del figlio di Woody Allen che rovescia la narrazione dominante e dice, ohi ohi, che ad abusare dei figli è stata la madre, Mia Farrow. Ma come? Il viscido, schifoso maniaco sessuale Woody Allen non c’entra nulla? Eh già, ma quello che rimane nella memoria pubblica è il faccino angelico e innocente di Mia Farrow, capostipite, oggi smentita, di uno dei movimenti più infami che abbiano investito la storia internazionale.

caraMa l’emergenza resta il femminicidio – Roma, lascia messaggi d’amore all’ex e nel frattempo lo minaccia: “ti renderò la vita impossibile”. Protagonista una donna di 32 anni, arrestata. Padova: lui è un imprenditore facoltoso, si fa come amante una bella bionda, sua dipendente. Poi si stufa, la molla e lei che fa? O cacci i soldi o dico tutto a tua moglie e diffondo i tuoi segreti industriali. Arrestata per estorsione. Di nuovo a Roma: assolda due killer per far fuori il marito. Perché sì i femminicidi, ma a guardare le statistiche del Ministero dell’Interno la maggior parte degli omicidi di uomini hanno autori sconosciuti. Chissà quanti tra questi hanno donne come mandanti… Domanda (retorica): quale di queste tre illuminanti e rivelatrici notizie avete sentito sui telegiornali o letto sui grandi quotidiani o piattaforme web?

boldPoliticanti e Rosa Nostra alla riscossa – Sonoramente tradita e trombata dalla “sorellanza” che tanto aveva corteggiato e unto nelle sue vesti di Presidente della Camera, ora Boldrini gira l’Italia cercando di rendere evidente la sua esistenza con dichiarazioni senza senso, non diverse da quelle precedenti, buttate in pasto ai media. L’ultima è che i leader della costruenda maggioranza parlamentare, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, portano avanti una cultura maschilista. Come lo facciano e cosa sia mai oggi la cultura maschilista di cui favoleggia la presidenta non si sa, ma intanto l’ha sparata. Come aveva sparato la critica al contratto di governo, che a suo dire non conteneva misure per la difesa delle donne. Forse che ce ne sono fin troppe? A darle man forte giunge uno dei bracci armati di Rosa Nostra, l’associazione D.i.Re – Donne in Rete (no, non nel senso delle calze… o forse sì, chissà), che addirittura rivolge un appello al Presidente della Repubblica sostenendo che il contratto di governo, laddove vuole rafforzare l’affido condiviso e rendere reato l’alienazione parentale, si pone in contrasto con la Convenzione di Istanbul. Dico io: e sticazzi? Parliamo di quella convenzione che ci ha messo 7 anni per farsi firmare da appena 32 paesi, tra cui alcuni fondamentali nello scacchiere internazionale tipo Andorra, Principato di Monaco, Albania e Lussemburgo? Di nuovo: e sticazzi? Le iniziative del contratto di governo, se mai verranno davvero realizzate, saranno un’applicazione di quanto previsto da anni dal Consiglio Europeo, da quanto ci chiede da anni la Corte Europea di Giustizia, nonché dalla Convenzione per i Diritti del Fanciullo. Che, per la cronaca, è stata firmata da 61 paesi in tre mesi, oggi ratificata praticamente da tutto il mondo. Sapete, a paragone, a cosa può essere utile la Convenzione di Istanbul, considerato che è stampata su carta? Indovinate un po’…

interno-carcere-681x400Padri separati e il coraggio di negare l’evidenza – In settimana ho partecipato a un convegno molto interessante sulla legge 54 del 2006, quella che imporrebbe l’affido condiviso e il mantenimento diretto dei minorenni in caso di separazioni. Uso il condizionale perché da allora non è stata mai applicata. Il relatore era l’autore stesso della legge, il Prof. Marino Maglietta, che si è trovato davanti una folla di avvocatesse strillanti, tutte affrontate con piglio efficace e argomentazioni di ferro. A fianco a lui un magistrato, metà cerchiobottista e metà conservatore, da cui ho ascoltato concetti più che discutibili, del tipo che se gli ex coniugi sono d’accordo per una disciplina non condivisa dell’affido, be’ perché imporglielo? E’ per questo, per la presenza di magistrati di questo tipo, che si arriva all’arresto di un padre che non paga il mantenimento. Magari è in bolletta, ma l’articolo è troppo impegnato a sottolineare che è stato arrestato per indagare. Soprattutto il poveraccio non è come la Casa Internazionale delle Donne di Roma, che vorrebbe continuare a far politica di parte, spacciandola per “interesse comune”, appoggiandosi a testimonial più o meno d’eccellenza, il tutto a babbo morto, tanto paga sempre pantalone. Сhe si guarda bene dal pagare quando sempre quei magistrati costringono i padri a odissee giudiziarie alla fine delle quali restano semplicemente senza niente. E’ grazie all’azione discutibile di quel tipo di Magistratura, poi, che si conduce un altro padre separato a tentare il suicidio davanti al tribunale. E, per la precisione, voleva farsi fuori non per questioni di soldi, ma perché non vede i figli da tempo. C’è poi chi i figli riesce a vederli, ma sarebbe meglio se non lo facesse, se questi vengono manipolati dalla madre. Il risultato potrebbe essere una condanna cieca da parte di un magistrato miope a ben undici anni di carcere per abuso di minori. Bambini che poi, diventati grandi, capiscono e ritrattano, svelando l’ordinaria realtà delle cose: era tutta una macchinazione dell’ex moglie. Intanto lui al gabbio c’è stato. Invidio la calma e la diplomazia del Prof. Maglietta, che è riuscito a non scomporsi ascoltando il magistrato che aveva vicino mentre si arrampicava a negare anche queste evidenze. A proposito, il Prof. Maglietta mi ha anticipato che le forze reazionarie stanno lavorando a una proposta di intervento sugli affidi che, se realizzata, “sarà una catastrofe”, parole sue. Su questo vi aggiornerò nello specifico, a breve.

Davigo_Piercamillo_(cropped)Agire sulla “domanda”. Eh già… – A proposito di magistrati, Piercamillo Davigo è un magistrato noto alle persone dai 40 anni in su per essere stato uno degli animatori del “pool Mani Pulite” a inizio anni ’90. Da allora carriera ne ha fatta parecchia, e oggi è Presidente della Seconda Sezione Penale presso la Suprema Corte di Cassazione. L’ho sempre ascoltato con attenzione e preoccupazione, per le sue tendenze talvolta un po’ tanto “manettare”, ma ho dovuto in parte rivedere la mia opinione dopo la visione e l’ascolto di un suo video su Facebook. E’ lo spezzone di un suo intervento ripreso da Radio Radicale, avente in oggetto la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura. Quello che dice è interessantissimo, specie quando parla dell’intasamento dei tribunali e dell’utilizzo ormai sistematicamente strumentale che si fa dell’apparato giudiziario. A un certo punto dice: “è inutile aumentare l’offerta di giustizia, l’effetto sarà quello di una triplicazione della domanda. Per desaturare gli apparati occorre agire sulla domanda, disincentivandola a usare la denuncia o altri trucchi per motivi temerari“. In gergo, una causa “temeraria” è quella intentata sapendo di non avere ragione, con la speranza di trarne comunque qualche vantaggio. Che è poi ciò che capita diffusamente con le false accuse verso gli uomini, specie i padri. Ebbene, per Davigo questa domanda anomala e scorretta può essere disincentivata aumentando le pene per chi viene colto a promuovere liti e cause temerarie. Ritengo importante che un magistrato di grande esperienza e in una posizione rilevante concepisca anche solo il concetto di disincentivo della domanda (fasulla) di giustizia. La proposta che feci, con il Patto per l’Equità e la Giustizia, di una forma “cauzionale” per determinati tipi di denuncia andava proprio in quella direzione, ed è stata contestata da molti perché inapplicabile. Chissà cosa ne penserebbe Davigo…

260px-Consiglio_Superiore_della_MagistraturaIl CSM e l’eversione – E già che siamo sul Consiglio Superiore della Magistratura e sui giudici, come si può definire un convegno di due giorni organizzato proprio dal CSM, incentrato sulla “violenza di genere”, interpretata però (ma pensa…) solo come violenza contro le donne? Come dare un nome a questa iniziativa che cita, senza nemmeno arrossire, il fenomeno del “femminicidio”, sebbene non esista legge che lo riconosca o lo definisca? Io lo chiamerei quasi eversivo, in quanto non tiene conto della non declinabilità della violenza secondo il genere, dell’assenza di dati reali che delineino quella “di genere” come una violenza esclusivamente maschile contro la donna, e soprattutto della presenza di un articolo della Costituzione che vieta discriminazioni in base al sesso. Se a organizzare il convegno fosse stato un centro antiviolenza qualunque, ok, l’impostazione sarebbe stata ovvia, ma dal CSM no, queste prese di posizione non si dovrebbero accettare. Specie se poi le risultanze del convegno “saranno propedeutiche all’elaborazione di Linee Guida da parte della Settima Commissione per fornire un supporto a tutti gli Uffici giudiziari al fine di assicurare una efficace risposta a questi crimini odiosi”. Ah, perché, quelli che ho citato poco fa, operati da donne contro uomini, invece sono crimini amorosi? Il CSM si vergogni, tanto per cominciare. Ai magistrati per bene: se dovete riformare quell’organo, fatelo in fretta, perché stanno sbarellando. A tutti gli uomini d’Italia, state all’occhio: sa solo il cielo che linee guida sono venute fuori da quel convegno.

1744703_originalLa speranza affidata a un’app – Si chiama “Mytutela“, si scarica e si installa gratuitamente sugli smartphone e viene presentata come un mezzo utilissimo per raccogliere prove di molestie, stalking o bullismo realizzate tramite i telefoni. Basta segnalare alla app gli indirizzi, i profili e i recapiti di chi sta molestando, e qualunque cosa venga ricevuta da quel mittente viene salvata in un archivio sicuro e non cancellabile. Il lato positivo è che tutto ciò che proviene da Mytutela è subito presentabile in tribunale come prova, senza che un tecnico informatico debba intervenire per asseverare il tutto. Consiglio a tutti gli uomini di scaricarla, installarla e impostarla su recapiti e profili della propria compagna, fidanzata, moglie, amante o ex. Perché se è vero che serve per incastrare molestatori, stalker e bulli, è vero anche che può servire per smascherare le relative frequentissime false accuse o falsificazioni. Avendo un’app del genere sarà dura all’ex moglie parlare di persecuzione quando da qualche parte c’è registrato di aver mandato solo un messaggio tipo: “voglio vedere i miei figli” o se ne è ricevuto uno del tipo: “se non mi dai i soldi ti denuncio per abusi sui nostri figli”. Dunque buona contro molestie, stalking e bullismo. Ma anche a sostegno di una bella denuncia per calunnia o estorsione, perché no?

Gesualdo_Bufalino1Una maestra stupefacente – Una delle mie frasi preferite l’ha pronunciata Gesualdo Bufalino: “per vincere la mafia serve un esercito di maestri elementari”. Credo sia verissima e applicabile a tante altre anomalie, non solo alla mafia. Certo poi dipende dai maestri in questione. Che poi… perché usare il maschile? Quel mestiere lo fanno solo le donne ormai, in barba alla parità. E va detto che ci sono maestre straordinarie in giro. Alcune anche stupefacenti, nel vero senso della parola. Come quella che a Reggio Emilia arrotondava spedendo in giro per l’Italia droghe di vario tipo. Metadone, cocaina, hashish. Una maestra modello, insomma. Chissà, con queste belle abitudini magari col tempo l’avremmo pure vista su qualche TG mentre abusava dei suoi alunni o si faceva qualche pista tra un’ora di matematica e una di italiano. Oltre a questo, la donna pare non brillasse di furbizia e lucidità: è stata scoperta infatti per aver sbagliato indirizzo del destinatario in uno dei suoi pacchi. Chi si è visto recapitare la “neve” ha allertato le forze dell’ordine che in quattro secondi hanno ritracciato il pacco all’inverso e rintracciato la mittente. Insomma una spacciatrice, non certo un fulmine di guerra, e a tempo perso dava la prima formazione ai nostri figli. Sicuramente un modello che indurrebbe Bufalino a ripensare un po’ la sua frase.

LGBTQIC’è del marcio nell’Arcicoso – Mi sono perso, lo ammetto mi sono perso. Ho provato a seguire il filo di ciò che accade a Bologna tra Arcigay, Arcilesbica, Arciqui e Arcilà, ma non ci ho capito un’acca. Già mi sono smarrito di fronte alle sigle. Nella mia arretratezza ero rimasto a LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), ma ho scoperto che l’acronimo si è allungato in LGBTQI, con l’acquisizione dei queer intersex. Non chiedetemi cosa siano, perché non lo so. A me paiono il nome di una nuova rock band e l’annuncio di un’orgia tra giocatori di una squadra di Milano. Sicuro, se si va a pescare tra tutte le possibili particolarità e inclinazioni sessuali c’è il rischio che quella sigla diventi più lunga del titolo di un film della Wertmuller. A parte queste facezie, sembra che in quel coacervo di organizzazioni che non si sa che facciano, se non occupare spazi e immobili pubblici, chissà se pagando l’affitto o se a babbo morto come le donnine di Roma, ci sia tempesta. Un’area contro l’altra, gay contro lesbiche, transgender contro queer e intersex (alleati perché nuovi arrivati), con i bisessuali che si prendono, per loro natura, un po’ con tutti. Motivo? Decidere chi è più femminista. Almeno questo mi pare di aver capito leggendo uno dei tanti contributi a cui i media mainstream stanno dando ampio spazio. Anche chi appartiene ai LGBeccetera, giustamente, vuole un posto al sole in questo andazzo dilagante, sia sui media che, probabilmente, sul bilancio di qualche ente pubblico erogatore di contributi. L’unico mezzo per ottenere l’una e l’altra cosa è rivendicare un primato di purezza nel farsi portabandiera del più grande vuoto contemporaneo: l’ideologia femminista. Va detto però che vederli/le/gli (ma che pronome si deve usare???) accapigliarsi e incartarsi sul nulla può essere quasi divertente.

http_o.aolcdn.comhssstoragemidas876c87569ed0a510df94a27023f800fa206405945janaProssima volta fatela schiantare – Huffington post pubblica la lettera di una tipa, Jana Schmieding, una fanatica di Harry Potter. Proprio una di quelle che si comprano la bacchetta magica, chiamano gli altri con gli appellativi inventati dalla Rowling (“babbani” e così via). Insomma, una che già di suo vive in un mondo parallelo che poco ha a che fare con la realtà. Jana racconta di essere andata in un parco tematico dedicato al suo idolo, è salita su una giostra, ma la sicurezza l’ha obbligata a scendere. Jana infatti è obesa, o sovrappeso, non so. Chi l’ha fatta scendere si è giustificato adducendo motivi di sicurezza. Il che mi pare accettabile: serve per preservare la sua strabordante esistenza, dovrebbe anzi ringraziare. Invece no, ci scrive su una sbobba attorno al concetto di discriminazione e “body shaming”, ovvero la molestia e il dileggio basati sul difetto fisico. Mi sono già soffermato altrove sul fenomeno che gli americani chiamano “snowflakes”, e che in italiano ancora non ha trovato un corrispondente. La diffusione delle molestie si basa anche su questa formula caratteriale e, se vogliamo, politica, per cui basta un nonnulla per innescare la sensazione soggettiva di un’offesa, un fastidio, una molestia sulle persone, dando loro diritto di denunciare il fatto, sui media o in tribunale. Ai miei tempi se uno pativa perché preso in giro a causa del sovrappeso, magari rosicava un po’, ci piangeva su, ma poi tirava fuori gli attributi e si metteva a dieta. Oggi si scrive sull’Huffington Post, si usano formule vuote ma riconoscibili come “body shaming” e ci si appella al diritto di non star male di fronte alle critiche. Anche a costo di mettere di mezzo un giudice. Risultato: con polemiche così i responsabili della sicurezza delle giostre finiranno costretti a lasciare che la gente si schianti, pur di non offenderla. E farebbero anche bene. Selezione naturale.

4CA88C0300000578-5775737-image-a-16_1527379327283Volevi l’uguaglianza, darling? – Ci sono casi in cui, anche volendolo, anche desiderandolo fortemente, rendere uguali entità che sono naturalmente diverse porta a risultati disastrosi. E’ il caso dell’uomo e della donna, che sono radicalmente diversi e profondamente complementari. Se ha qualche senso schierarsi per la parità delle opportunità (purché valga equamente per entrambi i generi), parlare di uguaglianza è una sciocchezza. Lo sa bene questa signorina inglese che, con molto ottimismo, ha cercato di approfittare dell’apertura dell’esercito britannico, settore fanteria, alle donne. Sono bastate due settimane sulle diciotto previste di addestramento per rendersi conto che no, proprio tanto uguali uomini e donne non sono. Proporrei un obbligo per legge a svolgere quell’addestramento per tutti i cervelli fritti nostrani che blaterano di patriarcato.

elezioniDite la vostra – La crisi di Governo non si risolve. Forse scivola addirittura in una crisi istituzionale. Non entro nel merito perché questo non è un blog politico. Ognuno la pensi come vuole ma non venga qui a menare il torrone con “Mattarella eroe” o “Mattarella delinquente”. Perché quello che interessa qui è che a brevissimo l’Italia sarà governata da un esecutivo di transizione col compito di portare a nuove elezioni, probabilmente entro la fine dell’anno. Questa è cosa interessante per chi si batte per un riequilibrio normativo che garantisca le pari opportunità di cui si è detto poco sopra, e per chi è interessato ad aggregare un fronte che spezzi finalmente la narrazione demonizzante dell’uomo e dei padri. Già in precedenza ho assunto un’iniziativa in questo senso, chiamata “Patto per l’Equità e la Giustizia“, che è lì pronto, caldo caldo, non si è mai raffreddato. Ma prima di riaprirlo alla firma occorre avere certezza della data delle prossime elezioni. Soprattutto occorre capire la comunità di uomini e donne per bene a cui il Patto si rivolgeva cosa intende fare questa volta. Ne riparlerò in un articolo apposito, appena il quadro sarà più chiaro. Nel frattempo provo a buttare lì un sondaggio sul profilo Facebook collegato a questo blog. Lo trovate qui. Purtroppo posso mettere solo due opzioni, utilizzando 25 caratteri. Ho messo due alternative non conciliabili. Potreste diffonderlo? E mi fate sapere la vostra opinione dando un voto, possibilmente senza scrivere romanzi nei commenti? Grazie.


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15 commenti

  1. Mi permetto di farle notare che, dopo questa sua esposizione che parte da un libro ed arriva a questo post, lei non sarà mai in grado di venire eletto ministro di qualecchessia ministero. Vedasi caso Savona – Deep State italiano per crimine d’opinione. Non si sfida l’egemonia femminista, come non si sfida l’egemonia liberista.

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    1. E un bel chissenefrega non ce lo mette? 😉 Le assicuro che se riesce a ricostruire la mia bibliografia, vedrà che è già molto che io non sia stato incarcerato o fatto saltare in aria. Altro che ministro! Ma ribadisco: chi se ne frega! Ci sono cose che si possono e altre che si DEVONO fare. Quelle che faccio (o scrivo) sono di quest ultimo tipo…

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      1. Si sta martirizzando. Purtroppo per nulla, l’egemonia della menzogna femminista ed il sistema di suprematismo femminile non si fermano con la verità, l’esposizione dei misfatti e la democrazia occidentale. Non succederà mai.
        Nel frattempo, a proposito di menzogna femminista:
        https://www.statoquotidiano.it/29/05/2018/la-verita-sulla-prostituzione-foggia-rachel-moran/625410/
        Dopotutto era questo il fine. Rifiutarci se non siamo nel 20% al top, ed affamarci sessualmente (teoria dell’affama la bestia, solo applicata agli uomini) per dominarci. E ce l’hanno fatta completamente.
        In futuro si aspetti un drone…

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        1. Non punto al martirio. Penso che la vita è una ed è breve. Quando si muore è giusto portare con sé la consapevolezza di aver fatto qualcosa, il possibile il meglio. Più che martire sono uno stramaledetto idealista.

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  2. Dicevano che “ogni coito è uno stupro” e alla fine ci sono riuscite: per legge, in Svezia, è sempre stupro fino a prova contraria. Non so come con questo pensiero (come se non bastassero le altre preoccupazione) ci andrà più di fare sesso… a noi maschi.

    Quando lo leggevo, dieci anni fa sul forum QM, non ci credevo neanch’io che in mezzo secolo di condivisione del potere avrebbero mandato in vacca 2000 anni e più di battaglie per i diritti umani.

    Il femminismo è merda.

    Per fortuna una “buona” notizia. Il pizzaiolo accusato di violenza è stato prosciolto. Mi sembra di ricordare che la vicenda sia stata nominata in questo blog o nei commenti. Per questo mi permetto di segnalare come è andata a finire.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lei-sorrideva-e-pizzaiolo-viene-assolto-dalle-accuse-1532834.html

    “Sono fatta cosi, mi è venuto spontaneo sorridere” ha detto la ventenne.

    Purtroppo nessuno tra noi si aspetta che la infame ventenne risponda dei suoi crimini.

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  3. Scusa l’OT (o meglio, riprendo un tuo post di qualche giorno fa), ma è di poco fa la notizia della donna che ha ucciso a coltellate la figlia diciottenne e poi si è suicidata. Scommettiamo che stavolta nessuno (e nessuna) si farà problemi a mettersi (anche) nei panni dell’assassina e cercare di capire cosa l’ha portata al tragico gesto?

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  4. Per una volta hai fatto un errore, anche “grosse” testate come ad esempio Repubblica hanno dedicato un articolo a quanto scritto da Moses Farrow sul suo blog. Poi è vero che all’estero gli hanno dedicato più spazio, compreso in stati ginocratici come l’UK o la madrepatria USA stessa – agli italiani spesso piace giocare a essere più femministi dei femministi.

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  5. Mi chiedo quando saranno maturi i tempi per dare finalmente un nome e un cognome al responsabile culturale di tutto questo campionario infinito di sfasciume morale e etico, Io la chiamo globalizzazione forzata progressista, credo che un po’ tutte le persone di buona volontà e che non abbiano smarrito il buon senso e la logica naturale delle cose dovrebbero coalizzarsi e trovare ragione di stare assieme proprio contro questo mostro che come un virus sta “resettando” e facendo il lavaggio del cervello a continenti interi, possibilmente prima di smarrire a nostra volta nel marasma del relativismo universale il senso di concetti che dovrebbero essere eternamente dirimenti come: bene e male bello e brutto giusto e sbagliato

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