Governo: è una luce quella in fondo al tunnel?

conteSebbene questo non sia un blog politico, nel senso più ampio del termine, ritengo inevitabile dare un’occhiata al Governo che, dopo tante trattative, alcune anche un po’ lunari, sembrerebbe destinato a guidare il paese. Dico subito che sui componenti della maggioranza ho sempre avuto giudizi altalenanti. Della Lega ho sempre ammirato il radicamento territoriale e la sua volontà di mostrarsi a pie’ fermo di fronte all’Europa, ma sono sempre stato molto lontano dalle sue posizioni sull’immigrazione o da certi atteggiamenti verso chi non appartiene ai suoi territori di riferimento. Va in ogni caso riconosciuta a Salvini l’abilità di aver fatto risorgere la Lega dalle ceneri a cui la vecchia leadership l’aveva ridotta. Certo il buon Silvio ha aiutato e non poco, ma in ogni caso l’operazione è stata condotta con efficacia.

Il Movimento 5 Stelle lo conosco molto molto bene, fin dalla sua fondazione. Ero presente a Milano, al Teatro Smeraldo, quella domenica 4 ottobre 2009, quando la congerie indistinta di MeetUp in guerra ostinata e costante, interna e reciproca, venne forzata a confluire in qualcosa di più impegnativo, strutturato e ambizioso. Seguivo il blog di Grillo da anni e, al di là di certi scivoloni grotteschi (la famosa “biowashball”), gli riconoscevo il merito di aver introdotto con forza nuove tematiche nell’ingessata politica italiana: la produzione ecocompatibile di energia, le potenzialità della rete e tante altre questioni d’avanguardia. Mi angosciava il suo fan-club, questo sì, con cui entrai presto in conflitto. Un mondo di puri in competizione per epurarsi a vicenda, come poi è accaduto. Un’ignoranza di base, un’approssimazione e un revanscismo sociale preoccupante, che sono poi gli aspetti che col tempo hanno preso il sopravvento, insieme a una lunga serie di marce indietro che hanno snaturato l’impulso primigenio.

sinistraLuci ed ombre, insomma, secondo la mia opinione, nelle due forze politiche che parrebbero destinate a guidare il paese per i prossimi cinque anni. Sembra però di scorgere un barlume se le si paragona a chi le ha precedute. Sì, quella sinistra che oggi, con la sua solita originalità, archivia il nuovo corso con le formule note: fassisti, rassissti, e così via. Pericolosi quando governano quanto irrilevanti all’opposizione. Il patrimonio ideale ed etico della sinistra storica è dimenticato da un pezzo, e il deficit è evidente in una classe dirigente penosa, a disagio coi social, attaccata coi denti a interessi consolidati o a cliché ideali senza più presa. E’ la sinistra delle Boschi, Boldrini, Puglisi, Concia, e tutta quell’armata brancaleone gonfia di supponenza ingiustificata, che si ritira coda tra le gambe ma pettoruta quando trova un’opposizione dialettica appena più argomentata della loro (e ci vuole poco). Insomma, piccioni sulla scacchiera, niente di più.

Altri, la destra patriottica, fremono per agganciare un pezzetto di potere, ma poi preferiscono chiamarsi fuori con prudenza. Altri ancora, l’immortale Silvio e amici, esercitano saggezza e stanno a guardare, pronti a invadere il campo al primo scivolone di questo che, magari un po’ pasticciato, magari un po’ tanto “all’italiana”, ma è oggettivamente un esperimento politico e istituzionale non privo di interesse, sia per come si è arrivati alla sua realizzazione, sia per come sembra configurarsi. Un tentativo di lettura del nuovo Governo secondo l’ottica propria di questo blog può, infatti, a buon diritto, per la prima volta dopo anni, indurre a un prudentissimo ottimismo. A partire dal pericolo più grande: Giulia Bongiorno. In un esercizio di fantapolitica e complottismo, la previdi premier o minstro di Giustizia. Mai stato così felice di aver toppato una previsione. La pasionaria del centro antiviolenza che non c’è sembra destinata alla Pubblica Amministrazione. Una posizione da cui non dovrebbe nuocere più di tanto rispetto alle tematiche che ci stanno a cuore. Certo siede pur sempre in Consiglio dei Ministri, ha la sua influenza, e per i miei parametri quasi non sarebbe nemmeno eleggibile, ma contentiamoci. Dal posto che le hanno dato al massimo può imporre la maggioranza femminile negli uffici pubblici, cosa che c’è già. Incrociamo le dita.

giornata-contro-violenza-donne-13La buona notizia è che, almeno finora, Di Maio e Salvini si sono guardati bene dal replicare l’inutile e discriminante ministero o dipartimento delle “Pari Opportunità”. Rosa Nostra trema, già fa rombare i motori (o lavora sottobanco per un repentino cambio di bandiera, già pronto da un pezzo): “e ora chi ci dà i soldi?”. In assenza di un referente istituzionale, speriamo nessuno. Speriamo anzi che quella montagna di risorse pubbliche sprecate per soggetti privi di ogni trasparenza e professionalità, dediti alla saturazione delle procure e all’alimentazione dei conflitti di genere, venga presto deviata verso un nuovo ministero, cui è stato dato un nome finalmente sensato: Ministero della Famiglia e della Disabilità. Le vedo già le solitarie femminaziste con fanatiche MILF separate e mantenute dagli ex al seguito che tremano e si infuriano al solo pronunciare quella parola: “famiglia”. L’auspicio è che le politiche di questo nuovo ministero sappiano mettere quel piccolo e rumoroso esercito di Frau Blucher davanti alla pochezza assoluta della loro inutile esistenza, segnata da un’altrettanto inutile impostazione ideologica.

Infine c’è la grande speranza: Alfonso Bonafede al Ministero della Giustizia. Lui va monitorato e atteso al varco, perché porta con sé possibili auspicabili evoluzioni così come possibili disastri assoluti. Una contraddizione che si fonda sulle sue note posizioni tendenzialmente giustizialiste, sulla falsariga delle narrazioni alla Piercamillo Davigo. Nell’ansia di far sentire il tintinnio delle manette ai tradizionali nemici dei pentastellati (i corrotti), potrebbe passare il segno e inasprire trasversalmente tutto il sistema, ficcandoci dentro tutto. Sarebbe un disastro. E andrebbe in contrasto con altri saggi suggerimenti dell’ex magistrato di “Mani Pulite”, che auspica apertamente l’applicazione di severi disincentivi all’uso “temerario” della giustizia. Bonafede sia dunque coerente con queste indicazioni, sappia guardare dati, statistiche e fatti per ciò che sono: le false accuse sono una piaga del sistema, e sono strutturali e automatiche nei casi di conflitti di genere o separazioni coniugali. Le procure annaspano tra pratiche, denunce e querele prive di fondamento ma connesse a interessi impropri, che rubano tempo e risorse, impedendo ai magistrati di inseguire e acchiappare i corrotti e altri veri criminali. Sappia dunque il Ministro orientarsi e non ceda alla facile soluzione del “law and order”, del “tutti dentro”. C’è un’intera narrazione sovversiva dello Stato di Diritto, dal #MeToo in giù, da spazzare via senza remora alcuna. Barra a dritta, per favore, gentile Alfonso Bonafede, mi raccomando.

balanceQuesti elementi positivi, nell’ottica peculiare di questo blog, fanno sperare molti che il Governo voglia, infine, mettere mano anche all’incomputa (o meglio: l’inapplicata), ossia la Legge 54/2006 sull’affido condiviso e il mantenimento diretto, rendendola finalmente solida ed effettiva. Gruppi organizzati già si interrogano se inviare comunicazioni e istanze in questo senso al nuovo Ministro della Giustizia, se organizzare manifestazioni di memo o di sostegno, se chiedere certezze rivolgendosi direttamente ai due leader di maggioranza… L’ideale sarebbe, come sa fare bene Rosa Nostra, coagularsi in un movimento unico capace di fare una richiesta unica, coordinata e forte, che abbia anche un peso politico ed elettorale orientato al futuro. Non sarebbe male far sapere che ci sono intere legioni di genitori separati, uomini e donne per bene, disponibili alla gratitudine elettorale pressoché eterna, se messi finalmente in condizione di poter vedere i propri figli con la regolarità di cui quegli stessi figli hanno bisogno e diritto. Resta qui un problema di base: anche in presenza di evidenti opportunità, pare più facile mettere insieme un Governo della Repubblica che riuscire a coordinare un movimento unitario a carattere maschile. Ed è un peccato, perché ora più che mai, in presenza di un esecutivo apparentemente dotato di orecchie per ascoltare, sarebbe opportuno parlare forte e a una voce sola.


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11 commenti

    1. Come quando schiacci un brufolo e esce il pus… 😀

      Comunque dopo aver subito decenni di propaganda nazifemminista rimango cauto. Finora è successo che poi per dimostrarsi più pro-donna che non si può sbracano peggio degli altri. Raggiunto il fondo, di solito cominciano a scavare…

      Inoltre in Spagna ritornano i fascisti rossi. Con appoggio esterno della sinistra estrema. Sulle orme di Zapatero, hanno già detto. Vola la merda e purtroppo stiamo sottovento. Chissà con l’anticiclone quanta ne girerà…

      Il genderismo. Il genderismo sostiene che l’identità sessuale è solo un retaggio culturale. Quindi sarebbe un po’ ballerino… a come ti senti quel giorno. Tu pensi di essere etero, invece sei vittima del misopatriacomaschilismo.

      Con questa tesi sbarellata e antiscientifica (a proposito di vaccini, mi viene da dire) si presentano in pompa magna (a spese pubbliche) nelle scuole elementari (ma chiedono di iniziare dalle materne perché prima si interviene meglio è: sia mai che sviluppino per conto loro una identità sessuale) per difendere dicono la diversità-tà-tà. Che brave persone…

      Peccato che se devo convincere qualcuno a vivere e lasciar vivere, come sarebbe d’uopo, forse è meglio dire le cose come stanno veramente: il genderismo nega la diversità. Loro ti dicono che dovresti rispettare gli orientamenti sessuali altrui non perché è giusto che ciascuno esprima liberamente la propria identità, ma perché in fondo in fondo dentro di te si nasconde anche un po’ di gaia eccitazione. E se proprio non ti viene è perché sei vittima di secoli di manipolazione mentale.

      Poiché sono convinto che come per il femminicidio prima o poi i nodi vengono al pettine, sono molto preoccupato per gli amici gay in primis. Quelli perbene. Sì, ma dove siete? D&G furono costretti velocemente a fare marcia indietro, pena il fallimento. Eppure dicevano solo che non erano tanto d’accordo con le famiglie arcobaleno.

      Due persone dello stesso sesso non possono procreare. Non si può. Vorrei anch’io un paio di ali per volare, ma non mi escono. E non penso sia colpa della lobby dei bipedi che da milioni di anni ci manipola che camminiamo soltanto.

      Non riesco proprio a vederci un atto d’amore accoppiarsi con la sperma-pipetta di uno sconosciuto, o anche a sottrarre per contratto il cucciolo a una giovenca da riproduzione su commissione (mi produci un bebè che io non posso?).

      Infatti sono favorevolissimo alla adozione da parte di coppie omosessuali. Questo lo chiamo amore. Le altre cose, a me paiono un capriccio frutto dell’egoismo. Egoismo pari a quello di alcune donne che sottraggono i figli ai padri manco fossero una loro proprietà. I figli non sono una cosa: non si posso fabbricare in laboratorio.

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      1. Il tuo è vangelo. Ho trovato il tweet di un coraggioso omosessuale che esprime le stesse posizioni di D&G, e mi sono complimentato. Lo citerò meritoriamente lunedì.
        Il gender, ne sto avendo conferma, è lo spin-off trash del femminismo, ne è l’ala più incontrollata e pericolosa. Sta come l’Isis sta ad Al-Qaeda. Per questo merita l’opposizione più strenua e feroce. Democratica ma strenua e feroce.
        E no, Blu, io non sono per niente favorevole alle adozioni per le coppie omosessuali. Ogni scelta ha conseguenze che vanno accettate con responsabilità IMHO.

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    1. Insorgono pure male non entrando nel merito (gli strumenti ci sono già/LA RETE SERVE SOLO PER INDOTTRINARE) ma parlando di metodo (si fanno dettare l’agenda da altri). Per cui il merito resta amcora in piedi.

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  1. Spero di poter presto condividere il tuo (prudente) ottimismo. Auguriamoci però che la luce in fondo al tunnel non sia il treno che ci sta venendo addosso…

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  2. ”Un’ignoranza di base, un’approssimazione e un revanscismo sociale preoccupante”

    Non so che grillini hai ascoltato tu, ma per da noi in Toscana ti assicuro che gli ignoranti sono i sinadhi PD, come quelli che stanno permettendo ad ACEA di costruire indisturbata un carbonizzatore e un potenziale inceneritore (in teoria potrebbe farlo) in mezzo ad un centro cittadino che avrebbe bisgno di bonifiche anziché di altri impianti industriali. Ma al comune che gli frega? Gli hanno allungato un paio di milioni di euro e se poi nei prossimi anni i cittadini si ammaleranno come mosche per il trattamento di 70.000 tonnellate/anno di rifiuti (dentro la città!) che gli frega. Se ne accorgeranno come con Vado Ligure, immagino, o come con Taranto. Tanto vogliono fare anche un forno crematorio ed incentivare il ‘turismo’ funerario dei parenti (che giustamente verranno lì per starci almeno 1 settimana, non sia mai che il defunto risorga nel frattempo).

    Per il resto concordo, la Bongiorno è una mina disinnescata e non mi dispiacerebbe se a questo punto qualcuno butti una mina su di lei e la neutralizzi totalmente, con Striscia che magari fa finalmente un’indagine su Doppia Difesa e i soldi che si è pappata per fare nulla. Mentre la Hunziker apparentemente può permtettersi di fare qualsiasi cosa e fare sempre la mejo fi…. del bigoncio, ma almeno non è al governo.

    Le femministe alla Somma immagino che invece, saranno fulminate e in cerca ansiosa di Maalox e Prozac.

    I Piddini hanno avuto quel che meritavano. Renzi vada adesso a farsi il suo partitello da 3% stando ai sondaggi, B andasse in pensione una volta per tutte e basta. Il mondo non è più loro.

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  3. Sono curioso anch’io di vedere come si comporterà il nuovo governo. Dopo tante parole, è giusto adesso dimostrare qualcosa.

    Non mi faccio troppe illusioni perché sono consapevole che Rosa Nostra, come la mafia, è una organizzazione internazionale tentacolare che ormai ha già infettato tutto quello che c’era da infettare. Infatti il paziente è in coma profondo.

    Non mi faccio illusioni perché ho già sentito in TV sollecitare il nuovo ministro per la famiglia a “permettere alle donne di fare più figli”. Il bug è servito.

    Rilevo però (senza farmi prendere troppo dall’entusiasmo) che un venticello più fresco forse incomincia, timidamente, a tirare.

    Per esempio è comparsa una lettera sul Corriere (nientedimeno nella rubrica del soldatino femminista Severgnini) in cui il lettore osserva come sia diventato molto stonato interpretare i dati sulla violenza a seconda delle convenienze.

    http://italians.corriere.it/2018/05/30/lettera-627/

    A rigor di logica, se il totale degli omicidi sono eventi rari che non destano preoccupazione, com’è possibile che un loro sottoinsieme sia interpretato come fosse un genocidio frutto dell’odio culturale (e genetico) degli uomini contro le donne? E’ una tesi talmente ridicola che è diventata insostenibile per gli stessi elettori liberal-progressisti, evidentemente.

    Questi sono i tempi più sicuri e tranquilli della nostra storia. Se ne accorgono a momenti alterni.

    https://www.corriere.it/opinioni/18_maggio_17/perche-si-uccide-meno-europa-italia-34675472-5914-11e8-a92f-c55317f6ffa7.shtml

    Vedremo quindi col tempo se quel lisergico contratto giallo-verde è una risultante o una somma stupida di istanze. Se sommano soltanto, lo slogan che mette tutti d’accordo potrebbe diventare “i negri maschi puzzano”.

    Aiuto!

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