17 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

Finestra-aperta-300x200Il nuovo Governo apre le finestre – Lo sento solo io o l’aria è cambiata? Qualcuno, il nuovo Governo, mi pare abbia aperto le finestre e stia facendo uscire poco a poco l’aria viziata e marcia che stazionava nel paese da tanto, troppo tempo. Niente ministero o dipartimento delle Pari Opportunità. Un Ministero per la Famiglia, con un Ministro che dice a chiare lettere che la famiglia è una, madre, padre e figli, mentre altre realtà simili sono altra cosa, così scatenando gli strilli impazziti di chi sui gruppi LBGT e dintorni ha costruito un consenso politico e un business, fregandosene del fatto che la loro narrazione, oltre a essere deleteria, è soprattutto innaturale. Si accoda comodamente il Friuli Venezia Giulia, la cui amministrazione meritoriamente si dissocia da uno dei centri di potere di Rosa Nostra uscendo dalla “rete contro le discriminazioni per orientamento sessuale”, sbattendo fuori dalle scuole i gangli tumorali gender, con una comunicazione ufficiale che andrebbe scolpita su marmo:

“Le istituzioni scolastiche e le famiglie hanno strumenti sufficienti per insegnare e trasmettere i valori del rispetto e della diversità. Ogni altra iniziativa sul tema rischia di essere solo un indebito indottrinamento”

In sottofondo arrivano i gridolini della risibile minoranza politica: “fascisti”, “razzisti”. Roba originalissima, che mostra quanto aggiornati siano rispetto alle dinamiche sociali del presente e del futuro. Uno strillare isterico che accompagna piacevolmente l’aria nuova che sembra entrare dalle finestre aperte. Stiamo accorti che nessuno le chiuda, e nel frattempo ricominciamo timidamente a respirare.

photoUn messaggio chiaro chiaro – A questo proposito, ritengo doveroso riportare paro paro, senza modificare una virgola, un post dalla meritoria pagina Facebook “A Voice For Men“, con cui difficilmente si può essere in disaccordo, in particolare con la parte finale. Dice: “Sempre la stessa storia. Ogni volta che nasce un governo le femministe si precipitano a contare il numero di donne e attaccano con la solita lagna. L’Italia non è un paese per donne?

1. Dipendenti Pubblica Amministrazione: 57% donne. Femministe zitte, qui la disparità va benissimo.
2. Personale medico under 50: oltre il 60% composto da donne. Femministe mute come mummie. Viva la disparità.
3. Magistrati: 52% donne. Con i nuovi concorsi la maggioranza femminile crescerà ancora. Femministe in rigoroso silenzio. Nessuna richiesta di riequilibrio.
4. Laureati e dottori di ricerca: 64% donne. Femministe non pervenute.
5. Insegnanti di ogni ordine e grado: 97% donne. Femministe assenti da ogni dibattito pubblico. Quote azzurre manco a parlarne.

Dopo tutto questo, come se non bastasse, le donne:

1. Vanno in pensione prima degli uomini
2. Vivono 5 anni in più degli uomini
3. Sono la minoranza dei senzatetto (80% uomini)
4. La minoranza dei morti sul lavoro (98% uomini)
5. Hanno accesso ad agevolazioni fiscali, incentivi per assunzioni, sgravi per l’impresa, bonus maternità, fondi per screening gratuiti per la prevenzione di numerose malattie.
6. Sono le principali destinatarie di spesa pubblica sanitaria.

Ipocrisia, strumentalizzazione e opportunismo sono le armi che vengono continuamente usate per raccontare una realtà distorta, influenzando l’opinione pubblica.
Quello che si vuole non è la parità, l’uguaglianza nelle opportunità, la libertà. Ciò che si pretende è a tutti i costi una supremazia da conquistare con la menzogna e l’inganno.

AVETE ROTTO IL CAZZO.

Il “popolo” non è da meno – La cosa bella quando accadono cambi di rotta netti come quello in atto è che, finalmente, le persone con un po’ di senso, quelle per bene, senza volpi sotto l’ascella o ideologie distorte o interessate nel loro unico neurone, trovano il coraggio di uscire allo scoperto. Twitter in questo senso è una vera miniera. Ho trovato, giustamente approvata da una valanga di utenti, una risposta che ritengo sia definitiva e tombale al solito piagnisteo della scarsa presenza di donne nel Governo. A darla, per di più, è una donna, che mi riprometto di sposare nel prossimo futuro. Non è perfetta? Guardate un po’:

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La meravigliosa Sig.ra Mara Miniero però non è l’unica. Visto che per sentirsi legittimati a dare del “fascista” agli altri serve appigliarsi a qualunque tipo di diritto negato a qualunque tipo di minoranza, come detto la questione LGBT e dintorni torna in auge. Trovo su Twitter allora un utente che tira fuori tutto il suo essere Persona. Ci avevano provato anche Dolce e Gabbana, salvo poi fare marcia indietro, dato il rischio di perdere il business, investiti come furono dalla furia ideologica. Nel suo piccolo, che poi invece risulta grandissimo, un utente dice la sua:

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E ai media tremano le gambe – Incoccio, sempre su Twitter, un piagnisteo del soldatino Gianni Riotta, che ventila il timore di epurazioni nel giornalismo. Non lo dice, perché deve mantenere un certo tono, ma anche lui sussurra sottobanco: “fascismo, fascismo, fascismo”. Con Riotta avevo un piccolo conto in sospeso rispetto ad alcune sue insopportabili ruffianerie alla Boldrini. Così gli mando un commento di cuore:

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Lui lo ritwitta, come a dire “ecco, vedete? Questo è il clima di oppressione fascista”. E ben più esplicitamente lo viene a dire, commentandomi, la minoranza rumorosa di cui si è parlato prima. Peccato, speravo in una risposta un po’ più dialogante. Gli avrei fatto notare che io, come lui, sono preoccupato che la new wave governativa possa avere la tentazione di comprimere la libertà di stampa ed espressione. Ma anche che, se ciò accadrà, sarà perché i media se la sono voluta e cercata. Alla grande. Perché non si può, per puro conformismo alle élite in quel momento al potere, prima ignorare e poi deridere l’emergere di un fenomeno politico e sociale dirompente come il Movimento 5 Stelle, e poi sperare di passarla liscia. Non si può dare false notizie, tipo che i migranti vengono raccolti e salvati nel Canale di Sicilia, quando è comprovato e noto che il si va a prendere direttamente davanti alle coste libiche, senza pensare di alimentare poi una forza politica come la Lega. Non si possono dare in pasto alle persone titoli falsi come questo:

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e sperare di non venire sgamati a sostenere una narrazione priva di fondamento. Sono cose che vanno nel conto, specie se si tratta di uno strumento essenziale, quale è la stampa, per il controllo del potere. Quando i media si fanno troppo spudoratamente lacchè delle élite, c’è sempre la possibilità che un’ondata di ribellione emerga e chieda un riequilibrio. Magari andando anche oltre al riequilibrio e sforando nella repressione. Fa paura anche a me, soldatino Riotta, non mi piace. Ma ve la siete cercata e ve la meritate. Oh se ve la meritate.

mamma-picchia-bimbaIl conteggio infame s’impenna – Settimana nera per il conteggio infame, che è schizzato da 64 a 77. Quello è il numero di donne che, dall’inizio dell’anno, hanno ucciso minorenni o anziani, o li hanno molestati o maltrattati. Tra i vari casi capitati in settimana, tre mi hanno colpito in particolare. Il primo parla di un altro bambino volato dal terrazzo di casa: la madre viene subito incriminata. Con questo ritmo il lancio del bambino diventerà disciplina olimpica, e la squadra femminile italiana avrà un palmares eccezionale. Altra mamma modello è quella che ha cercato di arrotare la figlia con l’auto, dopo averci litigato. Si sa cosa si dice delle donne al volante, e spesso è una calunnia, a meno che non ci sia nei paraggi un figlio o una figlia o un ex marito (come vedremo tra poco). Ultimo, ma non per importanza, è il caso di uno schifoso pezzo di merda che stuprava una bambina di 11 anni a Palermo. Gli si dovrebbero tagliare le palle e fargliele mangiare, su questo non ci piove. Ma che si fa della mamma della piccola, che sapeva tutto e approvava? Il conteggio infame prosegue.

apreaCadono totem e maschere – Mi è quasi noioso elencare, anche questa settimana, i molti casi di violenza di donne sugli uomini. Quella diretta, come a Ostia, dove una furia ha pestato l’ex fidanzato e, non paga, pure i Carabinieri intervenuti. O quella a Parma, dove sono volate coltellate. O quella indiretta che porta un uomo separato a togliersi la vita, in provincia di Imperia. Tutti fatti raccontati in poche righe, nella più minuta e introvabile cronaca locale, ovviamente. Sono davvero annoiato di dover fare questo lavoro di recupero notizie, sebbene ci sia chi lo fa con più regolarità e precisione di me. A risollevarmi il morale è una notizia come questa: ex miss simbolo della lotta contro la violenza sulle donne arrestata e condannata per stalking. Come di regola, la fanciulla aveva fatto di una propria traumatica esperienza personale il mezzo per avere ribalta e notorietà (una seguace di #MeToo insomma), tanto da mostrare in passerella la cicatrice dove le era stata asportata la milza a seguito delle botte del’ex compagno. Pochi anni dopo si sposa, fa un figlio, si separa e, forse non ottenendo i privilegi tipici delle donne che si separano, comincia a tormentare l’ex marito, fino a infrangere un divieto di avvicinamento e tentare di stirarlo con l’auto. Tre anni di reclusione alla miss “simbolo”. Visti gli esiti della sua storia personale, chissà, forse andrebbe rivisto anche il processo precedente? Cadono le maschere, si stracciano i veli, e se tanto mi dà tanto, il re finirà per essere finalmente nudo.

Asia e le “ipotetche” molestie – Mi segnalano il tweet di Giulia Soncini, nota femminista, che recupera una vecchia intervista (2014) di Asia Argento a Curzio Maltese. Non dice cose senza senso, stranamente, l’attrice molestata e dal pugno chiuso. Salvo che alla fine, parlando dei danni delle multinazionali, si mostra piuttosto scettica rispetto alle molestie, definite “ipotetiche”, a danno dei bambini.asia

Certo che una “bimba” realmente molestata e stuprata da un orco come Weinstein non dovrebbe teoricamente sminuire così un fenomeno talmente odioso. Per come la conosciamo ora, avrebbe anzi dovuto metterci un carico pauroso. Delle due l’una: o il suo vissuto di donna violentata aveva bisogno ancora di due-tre anni per maturare, o allora non aveva bisogno né di visibilità mediatica né di lavoro. Cosa che a forza di urlacchiare a vanvera ha finalmente ottenuto, con il ruolo di giudice a X-Factor. Tenetevi in memoria questo frammento di intervista. In caso di dibattiti potrebbe funzionare come l’aglio contro i vampiri.

1485796621992_1485796636.jpg--foto_rubate_ai_vip__pm_chiede_la_condanna_di_selvaggia_lucarelli__macchianera_e_sonciniAlso sprach Selvaggiona – Era atteso. Ma che dico atteso, attesissimo! Ebbene sì, a breve uscirà niente popò di meno (che significa: “tanta cacca quanto l’ultima volta”, cit. Bergonzoni), il terzo libro di Selvaggia Lucarelli! Rullo di tamburi e squillo di trombe, please. Lo annuncia lei stessa su Facebook, e nei commenti, al netto delle inevitabili prese per il culo, i suoi fans esultano. C’è effettivamente da esultare, perché del suo libro se ne sentiva oggettivamente il bisogno. Lei stessa lo spiega: parlerà dei suoi quattro anni di singletudine e degli uomini che ha incontrato in quel periodo. Titolo, a dir suo inevitabile: “Casi umani”. Attendiamoci che la verve espressiva di Selvaggia, con le sue taglienti metafore e i suoi sparsi “come non ci fosse un domani” sia dunque asservita al solito dileggio dell’uomo, del maschio. Come nel suo solito stile, l’influencer de noantri parlerà di sé e del suo ego smisurato sputtanando qualcun altro. Non c’è molto altro da dire, sui social la stanno spernacchiando già a sufficienza. Ho dato il mio contributo facendole sapere che di un libro del genere anch’io sentivo la necessità. Capita spesso, ed è sempre antipatico, che dopo aver evacuato ci si volti, si veda il rotolo terminato, e il pacco nuovo sia in dispensa. “Casi umani” di Selvaggia Lucarelli starà, lì, nello scomparto vicino al cesso, dove tengo la carta d’emergenza, e dove già ho posizionato “Scusa se ti chiamo stronzo” di Spelta e “Gli uomini sono bastardi” di Abbate. Non è morbidissima come carta, va detto, ma il gusto di usare quei contenuti per ciò che valgono è comunque impagabile. Ah, in chiusura, una parola sugli uomini che verranno sputtanati dalla Selvaggiona nel suo libro (sempre che siano veri e non frutti del mondo di fantasia in cui lei furbescamente conduce la propria esistenza): come sempre nei meccanismi bullisti della Lucarelli, voi non avete diritto di replica. Ebbene, se vi riconoscete in quel libro, se vi sentite indebitamente derisi e volete dire la vostra, questo blog è pagina bianca per voi. Liberi di scrivere tutto quello che vi pare, sarete i benvenuti.

f1-hungaroring-august-testing-2017-charles-leclerc-ferrari-5198672Il #MeToo del 730 – Le accuse di molestie e stupri avvenuti in tempi remoti, non so se avete notato, tendono a colpire essenzialmente uomini potenti o ricchi, o entrambe le cose assieme. Difficile che un povero cristo senza il becco di un quattrino finisca nella rete della strategia sovversiva di #MeToo. Dice: sei maschilista, stai alludendo che le donne denunciano per soldi o per fama. Può essere che lo sia, io non credo. Me ne sto dei fatti. Ultimo quello che ha colpito il pilota Kimi Raikkonen, che povero sicuramente non è. Due anni dopo i presunti fatti, salta fuori una fanciulla e chiede piccioli. Il pilota contro-denuncia per estorsione, che è poi il nome giuridico di #MeToo. Oltre al fisco e agli invidiosi, se capita di avere un po’ di grana in tasca ora bisogna guardarsi anche dalle donne. Magra consolazione: se si è in bolletta, il mostro #MeToo ti ignora.

prigione_carcerato_felice-id22047Questa vita è una galera – Chiudiamo in bellezza. Stare in coppia è un regalo del cielo, se ci sono armonia e intesa. Ma è anche una dannazione, se si è mal assortiti. In quei casi l’uomo tende ad allontanarsi, a farsi i fatti propri, a ignorare. Solo in casi eccezionali ed estremi, se ammorbato dalla presenza della partner, passa alle vie di fatto. La donne è più subdola e sottile, si sa. Non fa violenza fisica, ma ti mette sotto una tale pressione da liquefarti il cervello e divorarti la pazienza. Ed è così che c’è chi preferisce il carcere a una convivenza dove viene esercitato quel tipo di violenza. “Meglio in carcere che a casa con mia moglie” è una frase che fa sorridere, indubbiamente, ma che nasconde tante tante verità su come e quanto le donne, pur non accoltellando o picchiando (non sempre…) siano capaci di sottoporre gli altri a una forma di violenza terrificante. Qualcuno porti le arance (e una medaglia) a quell’uomo, per favore.


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9 commenti

  1. Non vi sarà sfuggita la presa di distanza dal movimento LGBT++ del coraggioso commentatore di Twitter anche sul piano lessicale: omosessuale, non gay. Respect. Fate conto che sia un secondo ‘coming out’ e cacciate le palle…su!!
    Ne ho un altro di libro che andrebbe stampato su carta igienica morbida.
    https://www.corriere.it/cultura/18_maggio_31/roberto-finzi-il-maschio-sgomento-bompiani-9678e1de-64e6-11e8-95f7-d0bed95533ca.shtml?refresh_ce-cp
    Non so dirvi quanto sia deluso da Claudio Magris. Ho quasi desiderato restituirgli i libri letti.
    Lasciamo perdere… ce ne fosse uno con la schiena diritta. Finirei per non leggere più niente.
    L’elenco di ‘A Voice For Men’ mi ha ispirato. Chi li ha pagati tutti quei privilegi femminili?
    Il tema del presunto debito maschile che non scade mai ricorda un po’ il cappio europeo.
    La differenza sta che i mercati festeggerebbero alla grande se considerassimo quel debito estinto.
    Una rendita passiva in meno.
    Purtroppo (si fa per dire) non ho un account su Facebook.
    Se qualcuno cortesemente recapitasse a nome mio il dito medio di Cattelan alla Lucarelli, grazie.
    Ella si fisserebbe sul dito, ignorando che punta al cielo.
    Ci manca un simbolo. Propongo questo.

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    1. Neanche a farlo apposta, oggi Vendola si dice rammaricato per la vittoria di questo governo che “ci riporterà al medioevo”. Lui, che i figli li compra con l’utero in affitto. Qualcuno gli ricordi che i figli si compravano proprio in quel medioevo da cui vorrebbe tenerci alla larga.

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  2. ….e nonostante tutti i privilegi e quote fucsia in magistratura e scuola non riescono ancora ad essere “patrone ti monto?” . Inizio a pensare che le donne in effetti siano un po’ tarate……ma è solo un mio effimero pensiero

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  3. Ho notato che chi avversa e insulta chi su questi temi ha opinioni considerate “fuori moda” (come se la natura e la vita vi fossero soggette) si erge invariabilmente a più evoluto degli altri. Eppure una società in cui è diventato necessario ribadire l’ovvio per difendere i soggetti più deboli (e qui non mi riferisco ai gay ma ai bambini) non mi sembra affatto più progredita.

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  4. Eh no, Davide, l’avevi promesso di aggiungere come ingrediente del minestrone quella frase di Asia Argento del 2014 in cui parlava a sproposito di molestatori di bambini.

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