Wonder Giulia (ma a pensar male…)

giulia-bongiorno1.jpg_982521881I fatti: è una domenica pomeriggio e il neo Ministro Giulia Bongiorno passeggia serenamente con il figlio nel centro di Roma. Un uomo si palesa per la strada. E’ mezzo nudo, straparla (in inglese) e abborda un’altra donna facendo il gesto di abbassarsi i pantaloni. La prode Ministro forse pensa subito di consigliare la malcapitata di chiamare l’associazione “Doppia Difesa”, ma il rischio di attendere una risposta che non arriverà mai la induce ad altre decisioni. Corre allora in una cabina telefonica, ne esce con il costume da supereroe e interviene. Il bruto non si fa impressionare e fa mostra di voler divorare anche il noto avvocato. Fortuna, intervengono le forze dell’ordine e l’ambulanza, che portano via l’alienato, permettendo a tutti di proseguire la promenade domenicale.

Ora, ho già detto quanto mi infastidiscono i complottismi, soprattutto quanto temo di scivolare io stesso in riflessioni complottiste, però lasciatemi dare voce a quello che tutti, credo, senza eccezione alcuna, abbiamo pensato quando abbiamo letto questa notizia: qualcosa non torna. Provo a mettere insieme i fatti e i ragionamenti che rendono questo evento sospetto. Mentre scrivo, ho  aperti davanti a me i siti di ben otto testate giornalistiche diverse. Tutte, compresa quella che ha lanciato per prima la new (Il Messaggero), hanno un testo simile. Variazioni sul tema dello stesso resoconto. Quando accade così, mi hanno insegnato, è perché a monte c’è una “velina”, un comunicato stampa fornito da terzi alle redazioni, con libertà di rielaborarlo ma senza togliere o aggiungere nulla.

follagiornalistiSempre dal punto di vista giornalistico: ogni evento di cronaca, anche minuto, solitamente viene sezionato nei più piccoli dettagli. Crolla un cornicione, e si sprecano perizie tecniche, interviste a chi era presente, dati catastali sullo stabile. Qui c’è di mezzo un Ministro della Repubblica, eppure nessun articolo riporta dichiarazioni o interviste di chi c’era e ha visto accadere i fatti. Nessuno è andato a cercare la quarantenne aggredita per prima dall’uomo ubriaco per farle quelle solite domande stronze tipo: “come si è sentita in quel momento?”, oppure: “supererà mai questo shock?”. Due parole dagli agenti o dagli operatori del 118 intervenuti? Niente, nisba. Al di là dei resoconti presenti in tutti i quotidiani, nessuno ha investigato ulteriormente.

Altro dato di fatto: il mondo, lo sappiamo, è pieno di coglioni che si fanno selfie. Ne abbiamo visto di recente uno in una stazione ferroviaria farsi una foto mentre una donna giaceva con la gamba maciullata. Senza contare le telecamere di videosorveglianza posizionate ovunque nelle nostre città. Intendiamoci, al netto dei coglioni del selfie, il possesso di uno smartphone ha portato un valore aggiunto al giornalismo: se abbiamo le immagini dell’incredibile ammaraggio del volo US Airways 1549 sull’Hudson o la foto di Salvini, Di Maio e Conte che si ammucciano al Senato per decidere i destini del Governo, lo si deve proprio a questa forma di giornalismo diffuso esercitato tramite i telefoni. Domanda: possibile che proprio nessuno abbia avuto l’istinto di riprendere la scena teoricamente avvenuta davanti alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte a Roma? Nessuna telecamera di sicurezza da nessuna parte, nella capitale, in quella zona, giusto per farci vedere come sono andate le cose? Peccato… Strano soprattutto. Tutto quanto ricorda da vicino il non-agguato a Maurizio Belpietro, vero?

tweetbongiornoPoi c’è il il calcolo delle probabilità. Tra le tante persone che passeggiano per Roma alla domenica, proprio il neo-Ministro doveva incocciare, il pazzo con le braghe calate? Curiosa casualità, invero. Poi c’è l’oggettivo fastidio che, mi dicono alcuni conoscenti “introdotti”, l’avvocato Bongiorno ha provato e prova per il ministero che le è stato assegnato. Noioso, non di primo piano, e soprattutto inutile a esercitare quel femminismo estremista di cui si è sempre fatta bandiera. Un fatto del genere, insieme al solito picco improvviso di articoli su presunti maltrattamenti alle donne, potrebbe rendere giutificabile e “digeribile” all’opinione pubblica un suo ricollocamento, o chissà, magari una delega alle “Pari opportunità”. Su scala molto più grande e tragica, taluni attentati “di Stato” vengono utilizzati per far passare leggi più restrittive. Fatte le debite proporzioni, il meccanismo potrebbe ugualmente funzionare in questo caso.

Anche perché c’è tutto un mondo, quello ampio, radicato e affamato di Rosa Nostra, che ancora sta cercando di capire a quale mammella deve ora attaccarsi. Tramontate le rovinose referenti di prima, Boschi, Boldrini & Co., nel nuovo scenario la sorellanza si sente disorientata. Ecco allora che un fatto di cronaca, per quanto avvolto da un grande mistero (giornalisticamente parlando), potrebbe essere utile non solo a Bongiorno per ottenere un potenziamento istituzionale sulle tematiche femminili, ma anche alla galassia del business rosa per trovare la strada verso la nuova mammella di Stato da cui succhiare quanto più possibile.

Bongiorno-e-AndreottiOh, tutte ipotesi le mie. Pure illazioni. Di nuovo veleggio pericolosamente al limite del complottismo, lo so. Ma ammetto che sono illazioni, pur dando voce ai pensieri di tutti. Magari ora salteranno fuori video, foto e quant’altro, e allora, com’è già capitato, mi cospargerò il capo di cenere. Per il momento resta la stranezza di un fatto tutto sommato molto ben notiziabile ma coperto in modo standardizzato, molto blando, quasi alla chetichella dai media. In un mondo caratterizzato dal sovraccarico informativo, ammettiamolo, è piuttosto singolare. E fa pensare a una celebre frase di uno dei clienti più famosi dell’avvocato Bongiorno: “a pensar male si commette peccato ma…”.


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2 commenti

  1. Questo messaggio non metterlo pubblico, per favore.

    Sai che attraverso il “canale privilegiato” in cui scrivo io stesso (il Forum di Pandora), ho (ri)scoperto che sapevo che Doppia Difesa fosse una fuffa già due mesi prima dell’inchiesta della Lucarelli? L’avevo letto a settembre, ma poi mi era sfuggito di mente (in quel periodo stavo tornando in Sardegna da Milano,poi altri casini in famiglia ecc.). Stavo rileggendo il mese scorso, per caso, il thread* in cui venivano segnalati centri antiviolenza e non mancavano ovviamente le segnalazioni di quelli sospetti o da cui stare alla larga (peccato non aver letto esplicitamente il nome di Artemisia, anche se…) e veniva citato anche Doppia Difesa (voce al telefono che chiede fondi e nessuna centraòlinista pronta a rispondere). Subito mi son ricordato di averlo letto all’epoca, ma allora non dissi niente manco in wiki sul forum QM.

    *thread ormai abbandonato, le numerose testimonianza in cui i CAV vengono descritti per quello che sono (su una positiva, decine di stampo opposto -anzi ora che ci penso davvero SOLO una dagli inizi del 2016 è stata positiva!) hanno fatto capire alle utenti che hanno valutato di rivolgersi a tali strutture che è meglio non perdere tempo.

    Ovviamente queste cose devono rimanere segrete. Leggere di vere vittime trattate con sufficienza, superficialità se non proprio ignorate stringe il cuore. Forse per le misandriche stronze che li gestiscono una ragazza o donna fragile e debole rischia di non reggere tutto l’iter processuale contrariamente a una falsa vittima dalle lacrime di coccodrillo ma che non sta spendendo quasi metà del proprio stipendio da un/a terapeuta (nei CAV vanno in bestia se la vittima è seguita da uno specialista uomo, a proposito) per curarsi PTSD, depressione e fantasie suicide e che ha sviluppato difficoltà relazionali!

    ODIO I CAV!

    Mi piace

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