18 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

La barbarie – Non mi interessa verso chi il tuo cuore ti porta a sentire amore: io ti riconosco il pieno diritto di amare chi vuoi, con il connesso dovere di assumerti le relative responsabilità. Non mi interessa cosa fai e con chi in camera da letto: io ti riconosco il pieno diritto di fare tutto ciò che vuoi, con il connesso dovere di assumerti le relative responsabilità. Non mi interessano più di tanto le parole: io riconosco il pieno diritto a che la tua unione venga chiamata “famiglia”, con il dovere per te e per chi ami di assumervi tutte le responsabilità connesse. Non mi interessa limitare le tue potenzialità di cittadino: io riconosco il pieno diritto a che tu possa sposare chi ami, se lo desideri, con il connesso dovere di assumervi le relative responsabilità. Non mi interessano segregazioni e distinguo: io riconosco il pieno diritto a che tu abbia pari opportunità nella cultura, nella società e nel lavoro, con il connesso dovere di assumerti le relative responsabilità. Facendo uno sforzo, posso anche fingere di non interessarmi della tua necessità di organizzare la minuscola minoranza di cui fai parte per esibire pubblicamente e rumorosamente la tua diversità e le tue inclinazioni: non mi pare né necessario né utile, ma anzi deleterio per te, tuttavia ti riconosco il diritto di farlo, con il connesso dovere di assumerti le relative responsabilità.
Ma i bambini no. I bambini NO. Verso di essi hai solo doveri. I BAMBINI NO.

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barella-ospedaleIl pazienticidio – Ho riportato venerdì lo studio effettuato dalla preziosissima Barbara Benedettelli che, con un lavoro certosino, è riuscita nell’ardua impresa di smentire, dati alla mano, le falsificazioni connesse alla comunicazione sui “femminicidi” e sui dati usati a suo sostegno. Un lavoro egregio che mostra, una volta di più, come la violenza e il sopruso, così come la morte, non abbiano genere, mentre le strumentalizzazioni ideologiche assolutamente sì. Nel cercare di ridurre il fenomeno degli omicidi da parte del partner alla sua vera dimensione, pressoché irrilevante, sicuramente non meritevole di tutto il casino che se ne fa, ero solito paragonarlo alle morti sul lavoro, emergenza ben più grave, che colpisce nel 97% dei casi gli uomini. Con varie contorsioni uterine, le sostenitrici del femminismo contemporaneo tentano di falsificare quel dato tirando fuori tesi per cui anche le morti maschili sul lavoro sono causate dal patriarcato. Insomma noi maschietti, col nostro sistema che ci avvantaggia, praticamente sul lavoro ci suicidiamo. Ora, grazie ai dati dello Studio Chiarini, si ha a disposizione un altro dato importante relativo a una delle maggiori cause di decessi in Italia. Ben 6.000 persone ogni anno, indistintamente uomini e donne, muoiono in Italia a causa delle “infezioni correlate all’assistenza” (ICA). Sono quelle infezioni che si prendono durante i ricoveri in ospedale: setticemie, polmoniti, eccetera, in genere dovute a imperizia o a condizioni igienico-sanitarie inadeguate nei nosocomi nazionali o a procedure scorrette. Su 600.000 ricoverati ogni anno, il 6% si becca una di queste infezioni, mentre l’1%, appunto 6.000 persone, ne muore. E si parla di decessi direttamente dipendenti dalle ICA. Si calcolassero anche i decessi indiretti, la cifra salirebbe a dismisura. Non è una gara a chi fa più morti, è ovvio. Tuttavia i numeri servirebbero a suggerire a chi governa come e quanto investire per la riduzione di fenomeni dannosi. Ora, sarò ingenuo ma… prendere tutti i soldi pubblici inutilmente stanziati dal precedente Governo per centri antiviolenza, case famiglia e tutta la galassia di Rosa Nostra, sulla base di 120 “femminicidi” all’anno, e girarli interamente per ridurre il fenomeno delle ICA (6.000 morti all’anno), farebbe brutto? A me, viste le proporzioni, non pare proprio. E voglio vedere le femminaziste in questo caso come fanno a farci rientrare il patriarcato…

trasferimentoSovversione #MeToo – Ha fatto scalpore la notizia del giudice americano Aaron Persky, californiano per la precisione, costretto a dimettersi dalle proteste popolari per aver condannato, nel 2016, a soli sei mesi un giovane accusato di stupro. È uno scalpore in buona misura ingiustificato, in realtà. Negli USA la giustizia viene distribuita secondo un palese criterio classista: un bianco anglosassone protestante e ricco avrà in media un trattamento migliore di un ispanico o un afroamericano non ricco. Il ragazzo a cui Persky aveva comminato sei mesi, accusato di aver fatto sesso da ubriaco con una giovane altrettanto ubriaca, rientrava nella prima categoria. Lo scenario della presunta violenza sessuale (impossibilità di autocontrollo e consenso da entrambe le parti) e il censo dell’accusato hanno composto la pena. Tutto nella norma, secondo i criteri della giustizia yankee, insomma. Non solo: negli USA i giudici sono eletti, come i politici. Da loro la politicizzazione della magistratura è palese e non larvata come da noi. Non è improbabile dunque che dietro le proteste che hanno portato alla rimozione di Persky ci sia un calcolo puramente politico, tipo toglierlo di mezzo (data la sua affiliazione democratica) per metterci qualcun altro, magari più vicino all’amministrazione federale (repubblicana). In quest’ottica l’unica cosa che dovrebbe fare scalpore è l’utilizzo dell’isteria #MeToo come manganello per realizzare manovre politiche, e la saldatura sempre più forte che quel movimento sovversivo dello Stato di Diritto (per quanto questo sia evanescente negli Stati Uniti) sta realizzando con il potere. La gravità del tutto sta in realtà nel fatto che chi ancora, uomo o donna, ritiene irrinunciabili i principi dello Stato di Diritto, stia a guardare questo degrado senza elevare la minima protesta.

433566_20140528_c4_tradimento_male_cuoreEssere donna oggi – Uso volutamente il titolo di una vecchia canzone degli Elio e le Storie Tese, ai tempi accusata, così come il complesso stesso, di misoginia e maschilismo. Ma non c’è titolo più azzeccato guardando le cose in prospettiva. L’emancipazione femminile, iniziata su istanze giuste, e che ha accompagnato l’evoluzione civica di questo paese, ottenuti i risultati cui si puntava, invece di dissolversi in una gestione dell’oggi per il domani, ha agganciato l’involuzione liberista e liquida del nuovo millennio, perpetuando la propria esistenza nella ricerca di privilegi e potere. Questo ha comportato una trasformazione della donna, per lo meno di parte del mondo femminile, da elemento propulsivo del progresso civile, insieme al suo complementare maschio, a ulcera della società, sulla scia di teorizzazioni femministe eversive e violente. Esagero? Non credo, mi limito a guardare i numeri. Come quelli aggiornati pubblicati da Telefono Azzurro, che confermano un trend infame che dura da decenni: la metà delle violenze sui bambini è agita da donne e madri. Altre rilevazioni meno recenti (organizzazione internazionale dei pediatri) parlava dell’80%, ma cambia poco. L’istinto violento delle donne d’oggi verso i più deboli è cosa ben nota: le cronache dagli asili e dagli ospizi parlano già chiaro e Telefono Azzurro non fa che confermare coi numeri quanto già si sa. A integrare questo dato, la rilevazione del maggiore sito italiano per incontri extraconiugali. Non è l’ISTAT, ok, ma sotto una certa ottica forse è quasi meglio dell’ISTAT. Stando ai numeri raccolti, l’Italia è il paese europeo dove avvengono più tradimenti extraconiugali e, vedi te, nel 64% dei casi a cercare la scappatella sono le donne. Un bel quadretto insomma sull’essere donna oggi. Di cui i giudici delle sezioni civili italiane non sembrano essere consapevoli, visto che continuano imperterriti ad affidare i figli delle coppie in separazione alla madre, pur camuffando le sentenze da “affido condiviso”. Bel lavoro, vostro onore. Le future generazioni ringraziano.

francesca 2-kVQD-U43500280213362NXC-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Essere uomo e padre oggi – Ci sono genitori che ritengono utile e normale portare i propri figli al Gay Pride, come si è visto. Ci sono madri che picchiano e lanciano dalla finestra i propri figli o quelli altrui, forse perché le ostacolano nelle loro tresche extraconiugali. Le stesse madri usano strumentalmente la legge e l’irresponsabilità della magistratura per farsi mantenere dall’ex marito. Il tutto con il supporto di un impianto ideologico gigantesco, a cui si associano tutti, ultimo quel fegato spappolato e cervello in fricassea di Vasco Rossi, secondo cui noi uomini dovremmo smetterla di picchiare le donne e così diventare uomini davvero. Sì, sapete, Vasco Rossi, quel tizio che cantava “appena di prendo da sola ti taglio la gola”… Ecco lui. E poi… poi ci siamo noi, gli Uomini, i Padri. Quelli veri, quelli che pur essendo maggioranza schiacciante stanno zitti, non parlano, al massimo si lamentano un po’ mentre sono in coda alla Caritas o guardano la propria ex sorridente e in offerta sui social, nelle pause tra un’udienza e l’altra per qualche falsa accusa congegnata dalla ex stessa. Sì, ci siamo noi, quelli veri. Quelli che ci muore una figlia di cancro, a 24 anni, e come atto d’amore terminiamo la sua tesi di laurea e la trasformiamo in un libro sull’alimentazione oncologica. Io amo te, Marco Pirozzi di Pesaro, e la tua nobiltà, dignità, forza, orgoglio puramente maschili e paterne. Amo te come rappresentante unico e vero degli uomini e dei padri di questo paese. E attendo che questo mondo infame, distorto e bugiardo si inchini all’aristocrazia assoluta, sublime e perfetta dei tuoi sentimenti, che sono anche nostri.


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8 commenti

        1. Non credo sia un fotomontaggio (sarebbe un vero capolavoro…). Se non è Roma, è Ucraina, se non è Ucraina è Berlino. Le versioni sono tante. Da qualche parte nel mondo è accaduto e l’espressione dei bimbi parla chiaro. Dunque il concetto espresso nel mio commento rimane valido in ogni caso, si tratti del gay pride o di lezioni gender a scuola. Può andar bene più o meno tutto, ma i bambini no, non si toccano.

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            1. Dimenticavo: ho visto giusto ieri una foto di “Mr. Leather” (il tizio sulla destra) che se la rideva abbracciato al segretario CGIL. Anche quella non era un fotomontaggio (se lo era si trattava di un capolavoro). Nel caso, rende probabile che fosse Roma, comunque Italia.

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  1. Bel minestrone, dati interessantissimi, grazie per averli riportati.

    Dissento solo sul giudice americano rimosso relativamente alla lobby dietro alla rimozione: dubito siano i repubblicani, visto che sia l’elettorato di base in California che il #metoo sono creature democratiche. Solo che sotto un’insegna che associa cosi’ tante teste, ci sono correnti moderate ed estremiste in lotta.

    Mi stupisco piuttosto anche dal punto di vista giuridico della condanna per stupro toutcourt seppur con pena lieve. Se erano ubriachi entrambi, chi ha stuprato chi? Fare dell’ebrezza un esimiente totale di responsabilita’ per la donna e un’aggravante per l’uomo e’ un precedente pericolosissimo. Tra poco ci ritroveremo donne ubriache alla guida assolte del reato di omicidio stradale perche’ donne con la famiglia del morto che non avra’ diritto al risarcimento danni.

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