20 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

Usa: scoop durante realazione, reporter come House of Cards#MeToo è colpa nostra – Hai 26 anni, vuoi fare la giornalista e per avere successo nel tuo mestiere sei pronta a tutto. Dalla tua parte hai di seducente dunque… perché non fare come moltissime e metterti in vendita in cambio di vantaggi per la carriera? Se poi va male, dopo qualche anno denunci il fesso che c’è cascato e ottieni comuinque un po’ di ribalta. E tu, invece, hai 57 anni, sei ricco e potente, e hai ancora le pulsioni sessuali di un ventenne? Bene, ottimo per te. Le “gold digger“, come negli USA chiamano le donne che valutano gli uomini e si rendono a essi disponibili in base alla ricchezza e al potere che possiedono, sono la stragrande maggioranza. Per lo meno sii abbastanza furbo da cercartene una che ti succhi solo il portafogli, oltre a un’altra cosa, e basta. Il mondo ne è pieno! Se ti impantani in una giovane giornalista che ti scopa in cambio di scoop, alla fine ci vai di mezzo tu, il tuo lavoro, la tua carriera. O no? Questo solo per dire che ciò che è accaduto a James A. Wolfe, alto funzionario (ormai ex) della commissione intelligence del Senato americano, e Ali Watkins, giovane e rampante giornalista del New York Times, è una vicenda dove la colpa è dell’uomo. La Watkins ha solo seguito l’istinto e il percorso del 90% delle donne, quelle che sanno di essere sedute sulla propria fortuna, e sfruttano il vantaggio aprendo le gambe. Lui, Wolfe, aveva mille altre possibilità di sfogare le proprie pulsioni in un contesto più sicuro. Alla fine, va detto, il fenomeno infame del #MeToo è colpa nostra. Della nostra idiozia di maschi, di cui le donne si approfittano. E fanno bene, finché non ci faremo un bel po’ più furbi.

324_0Ancora la povera Carmen. Ma pure 007 – Il politicamente corretto, l’ipersensibilità moderna dei nervi scoperti di minoranze risibili, colpisce ancora il mondo della creatività e della cultura. All’Arena di Verona si apre la stagione con “Carmen”, la monumentale opera di Georges Bizet già stuprata nel suo intreccio dall’Opera di Firenze non molto tempo fa. Di nuovo la lettura è strumentale, basata sul femminicidio, grazie alla furbesca complicità del regista Hugo de Hana che, non pago di violentare l’opera ambientandola negli anni ’30 del ‘900 (ma che c’azzecca???), si piega alla narrazione distorta e diffusa. In sala ci sarà un posto libero con un numero di rose pari ai femminicidi del 2018, e tutta la messinscena, stavolta senza cambiare il finale (vivaddio) strizzerà l’occhio al fenomeno mediatico che continua a macinare consensi e profitti, appunto il femminicidio. Richiesta da un melomane, semplice semplice: ma volete lasciare in pace Carmen, per favore? Cosa vi ha fatto? Perché sempre e solo lei? Mi auguro solo che Bizet dall’aldilà vi mandi temporali biblici sull’Arena ad ogni rappresentazione. Speriamo che insieme al compositore francese si muova anche il compianto Ian Fleming, l’autore di James Bond, cui verrà dedicato un museo a Soelden, sulle alpi austriache. Un museo per modo di dire: il suo curatore, tale Neal Callow, ha deciso di rimuovere dall’esposizione tutti i film che possano in qualche modo urtare qualche snowflake sensibile a temi sessisti o razzisti. Risultato: la mostra verterà praticamente solo sul film “Spectre” del 2015, girato su quelle montagne, e giudicato in sostanza l’unico “pulito” secondo i criteri di un politicamente corretto di per sé troppo sporco per poter essere assunto come requisito di selezione. Può essere al massimo strumento di censura infane, come di fatto ormai è.

IorioDue tragedie e una soluzioneClaudio Iorio, 39 anni, viveva in provincia di Caserta. Si è impiccato a un albero il 20 giugno scorso dopo una lite con la ex moglie relativamente all’affidamento dei figli. Non è difficile immaginare cosa l’abbia spinto al gesto, basterebbe torchiare l’ex moglie: ti faccio falsa denuncia per questo o per quello, i figli li tengo solo io, ti rovino economicamente… ci scommetto che la lite ha avuto questi contenuti. E l’esito è quello che si è detto. Poi c’è una seconda tragedia: Luana Finocchiaro, 41 anni, di Catania, morta strangolata qualche anno fa dal marito, dopo un diverbio che riguardava la gestione dei figli. Venerdì scorso l’uomo è stato condannato a 30 anni di carcere per omicidio in Corte d’Appello. Due vicende speculari insomma, con due vittime diverse: un padre e una madre. Giusto? Sbagliato… Costoro li chiamiamo “vittime” perché sono morti anzitempo e in modo traumatico, il che è sicuramente una brutta cosa. Ma le vere vittime sono i figli dell’uno e dell’altra. E la causa del disastro emotivo a cui andranno incontro non sono le liti tra i loro genitori, quelle è normale che ci siano, ed è quasi normale che in taluni casi trascendano. La causa di tutto sta nel sistema, che dovrebbe incunearsi in queste situazioni, ridurre a forza il conflitto tra le parti per mettere al centro di tutto appunto i figli, la loro protezione, la loro tutela. Due tragedie e una soluzione, l’affido condiviso con mantenimento diretto. Che c’è, nel nostro paese, regolato, anche se in modo non completo, dalla Legge 54 del 2006. Quanto questa venga correttamente applicata lo potrebbero testimoniare facilmente proprio Claudio di Caserta e Luana di Catania. Se non fosse che proprio la misapplicazione di quella legge li ha uccisi.

locandinaIl film “L’affido” – Da più parti mi scrivono per stroncare il film francese “L’affido“, solita sbobba dove il padre è un mostro e la madre buona e cara. Non l’ho visto e non lo vedrò, ci mancherebbe. E non perderei un minuto del mio tempo comunque a stroncarlo, per alcuni motivi molto semplici. Il primo è che dovrei dire cose che ho già detto, descrivendo una realtà infame che tutti conoscono, ma contro cui davvero pochi sembrano pronti a mobilitarsi. Il secondo è che si tratta di un’iniziativa tra le tantissime della grande rete di Rosa Nostra: che c’è da dire ancora? E’ evidente che se non sono operazioni ideologiche, per lo meno sono operazioni di marketing che cavalcano un’onda anomala molto profittevole. Ma soprattutto, ed è questa la ragione principale, è che tutti coloro che mi scrivono e mi segnalano il film sanno (e se non lo sanno glielo dico ora) che mesi fa ho proposto un crowd-funding ambizioso per finanziare un film dove si possa finalmente raccontare l’altro lato della medaglia. Il link è ancora nella homepage di questo blog. La partecipazione economica al crowd-funding ad oggi è ferma a 170 euro, con cui non giri nemmeno un mini spot col cellulare. Dunque: di che vi lamentate? Cosa protestate? Di cosa vi indignate? L’occasione l’avete avuta e l’avete per cambiare un po’ l’aria, ma la risposta è stata risibile. Quindi niente, sul film non scriverò nulla. Da quel lato ci ho già provato a fare qualcosa di produttivo e non semplicemente critico. Vi aspetto per andare avanti su quello, se davvero “L’affido” vi ha infastidito tanto. Sennò: buona repressione e tanti saluti.

romaCome ti strumentalizzo la lesbica – Siamo a Roma. Metti un evento pubblico molto ampio come “Estate romana”. Ci saranno stand, banchetti e tutto quello che serve per intrattenere la cittadinanza durante i mesi estivi. Tra questi ci sarà un tiro a segno, gioco che, come il punching-ball, nelle fiere attira essenzialmente maschietti. Per aumentare l’attrattività, un banchetto di tiro a segno cercava standiste donne. Valentina, una giovane ragazza lesbica, presenta la propria candidatura, ma viene scartata in malo modo e via WhatsApp perché… versione normale: la ricerca è per ragazze di bella presenza, ossia disponibili a lavorare anche esibendo la propria femminilità, in modo da attirare più maschietti al banco. Valentina invece ha un look e fattezze mascoline, per sua libera e rispettabile scelta, dunque non rientra nei requisiti per avere il lavoro. Un po’ come se io, con i miei 185 centimetri d’altezza e 85 chili di peso mi candidassi per un posto di fantino, per intenderci, o un tizio completamente tatuato e col viso tempestato di piercing si candidasse per un ruolo di vendita e pubbliche relazioni… La candidatura di Valentina, va detto, viene rigettata con modi e parole veramente superficiali, sgarbate e stupide, che si potevano tranquillamente evitare, ma purtroppo gli ignoranti sono ovunque, anzi sono la maggioranza, ahimé. Questa versione però non l’ha data nessuno sui media. Quella più diffusa è stata: Valentina scartata a causa del proprio orientamento sessuale. Così si fa strumentalizzazione ideologica di casi  del tutto normali, pur di ottenere la visibilità dal lato mediatico. Sono certo che i gestori del banchetto del tiro a segno se ne fregano di cosa una ragazza faccia nel suo intimo, purché sia carina, gentile, garbata con i clienti e disponibile a esibire la propria femminilità per attirarli. Una ragazza che, in modo più che legittimo, decide di avere un “outfit” tale da esibire la propria mascolinità e il proprio orientamento sessuale, invece, non può essere granché utilizzata a quello scopo. Eppure i titoli parlano di discriminazione e sessismo, mentre le varie associazioni LGBT elevano vibranti proteste. Così la realtà viene distorta dall’ideologia, oggi. La vera discriminazione, se si vuole, è nella ricerca di impiego solo per donne. Forse che non farebbe piacere a qualche signora vedere dei bei ragazzi offrire il fucile per il tiro a segno? Eppure la notizia che esce è un’altra. Un piagnisteo strumentale. Uno dei tanti.

Harvey Weinstein è Dio – Hm… un titolo forse un po’ esagerato… be’, ma tanto mica l’ho detto io. L’ha detto una delle tante attrici che dal produttore hanno ricevuto benefici, in cambio di un po’ di sesso, e che per questo l’hanno ringraziato per anni con parole fin eccessive. Salvo poi, strizzato il limone fino all’ultima goccia, denunciarlo e additarlo come mostro. Tutta l’ipocrita essenza del #MeToo è in questo video (attivate i sottotitoli automatici in italiano):


bannerpromominiwp

8 commenti

  1. # Beyoncé vittima della cultura maschilista. Costretta a “smutandarsi” davanti alla figlia piccola per titillare gli ormoni del pubblico maschile. La bambina, in evidente imbarazzo, si copre gli occhi e si nasconde, vergognandosi.

    https://video.corriere.it/figlia-beyonce-irritata-video-sexy-show-mamma-papa-si-copre-occhi-si-nasconde/f13b0616-7516-11e8-bb6c-d710a4e0e531

    # Ornella Muti, colpita da uno spermatozoo vagante, perde la memoria. Facciamoci due domande.

    “Ho scoperto da poco, grazie a un esame del Dna fatto in Spagna e poi ripetuto in Italia, che l’uomo che ha sempre chiamato papà non è suo padre e ora non sa di chi sia figlia: sua madre, Ornella Muti, non ha saputo darle una risposta”.

    http://www.ilgiornale.it/news/paola-perego-berm-dez-non-padre-naike-rivelli-1544532.html#/ballottaggi/tempo-reale/1

    # Smart Home. La nuova frontiera della violenza “domotica” sulle donne. Verso il futuro (nuove leggi) e oltre (corsi per imparare a tirare via la spina senza farsene accorgere).

    https://www.ilpost.it/2018/06/25/molestie-domestiche-smart-home/

    # Ma quanto stanno complessate le donne di oggi?

    http://www.linkiesta.it/it/article/2018/06/22/riconoscere-ed-evitare-i-maschi-molesti-sui-social-si-puo-e-vi-spieghi/38526/

    Mi piace

  2. meryl streep non ha mai fatto sesso con weinstein per avere una parte e che si sappia neanche jennifer lawrence, e no le donne non sono in maggioranza gold diggers, nemmeno chi si innamora di un uomo ricco lo è, non sempre almeno

    Mi piace

  3. Scusami, ma i casi Iorio e Finocchiaro non sono per nulla speculari. Il caso di Iorio non è ancora chiaro, quello della Finocchiaro è un caso da manuale di hybristophilia, vedi
    https://en.wikipedia.org/wiki/Hybristophilia
    Infatti la donna aveva lasciato il marito portandosi i due figli ed aveva iniziato una relazione con il tizio oggi condannato. Un tipo che aveva appena finito di scontare 11 anni di carcere per omicidio, col quale nessuna persona sana di mente vorrebbe avere a che fare. Dalla relazione nasce un terzo figlio, oggetto del contendere tra i due.
    Oltre ai figli c’è un’altra vittima: l’ex marito, che ha dovuto convivere con il fatto che i suoi due figli frequentavano un assassino. Anche se non è una vittima della tragedia, che anzi risolve i suoi problemi, ma di un sistema che ha affidato due bambini ad una irresponsabile.

    Mi piace

  4. Il video alla fine è stato rimosso dai pasdaran di Facebook.
    Tutto d’accordo ad eccezione di una cosa. Il crowdfunding sul film. Non credo la tua sia la strategia giusta. Secondo te uno qualunque che fa fatica a guadagnarsi una miseria al mese, dopo che ha pagato bollette di luce, gas, tari, tasi e bolli vari deve anche versarti quei pochi euro che forse gli rimangono per finanziare un film. Secondo me è meglio che trovi un editore o un produttore che crede nel progetto e disposto a finanziarlo, che crede nella battaglia e ha coraggio e voglia d’investire. Non ne esistono ? Beh non so se hai provato a cercare può darsi che qualcuno spunta fuori. In bocca al lupo.

    Mi piace

    1. Il video ora è visibile, l’ho ritrovato anche su YouTube. Nessun pasdaran può farlo rimuovere perché non viola alcuna regola.
      Non accetto il piagnisteo dei soldi che mancano: mancano a tutti, ma chi sostiene questa causa in teoria è una moltitudine di persone. Cinque euro ciascuno e si può fare un kolossal. Sono cinque caffè in meno al giorno. Il problema è la volontà di muovere il culo e fare qualcosa.
      Quanto al produttore che crede nella battaglia… scherzi? Andare contro una versione della realtà che rende centomila volte di più?
      O lo si fa noi o la demonizzazione continuerà indisturbata.

      Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.