La Pixar ai tempi del #MeToo

Ho letto questo sfogo su Facebook, scritto da Giulia Attolini. Lei lo chiama sfogo, per me è l’espressione spontanea di come e quanto l’ideologia #MeToo stia togliendo bellezza al presente e al futuro. A parlare è una mamma ma anche un’esperta di cinema. Riporto esattamente il testo del suo post, parolacce incluse: sono la misura della sensibilità urtata e ferita. E tutto è un inno alla normalità e alla bellezza perduta.


Non andate a vedere The Incredibles 2.
È una tremenda cagata.

Sono furibonda. Sono furiosa.
E quando sono così incazzata nera, l’unica cosa che riesco a fare è scrivere.

Ve lo dico subito.
L’unica cosa che si salva è Jack Jack che fa ridere.
Il resto. Merda.
E sapete perché?
Purtroppo la Pixar non è più quella che conosciamo.
Perché hanno cacciato John Lasseter.

Perché il film fa schifo?

Perché me lo hanno insegnato i miei figli.
Parliamoci chiaro.
Una cosa è bella perché è bella per tutti. Adulti e bambini. È la magia della Pixar.
O meglio, purtroppo, della Pixar di una volta.

Perché non è bello? L’ho capito quando mi sono trovata a consolare Eppo per delle scene del film troppo forti per la semplicità di un bambino oppure quando uscendo dal cinema ho cercato di salvare il salvabile, di giustificare almeno qualcosa di fronte a Eppo e Tommy. Che alla fine mi hanno detto: mamma, no. È brutto. Non ci è piaciuto.
Lì, ho capito che avevano ragione.

Questo non è un film per bambini.
Questa è una stronzata pazzesca.
Mr Incredible messo da parte e lasciato a casa a fare il mammo (stressato e mai felice) mentre Elastigirl viene chiamata a salvare il mondo. Queste stronzate femministe con Lasseter non si sono mai viste.

Ma chi sono sti tizi nuovi che fanno i movie della Pixar?
Ma chi ha cacciato John Lasseter? Ma perché? Troppo tradizionalista?
Sapete quanto cavolo è difficile trovare dei fatti al giorno d’oggi su internet? C’è sempre e solo una voce sola. Quella di massa.
Lasseter accusato di molestie sessuali quando in realtà:
– sono tutte presunte,
– non sono vere molestie, sono “abbracci troppo lunghi” a donne da parte di una persona geniale e creativa che aveva il brutto vizio di abbracciare tutti. Ma tutti, dipendenti clienti e fornitori.

Non sto qui a difenderlo.

Sono qui a dire la mia indignazione perché per anni, per me la Pixar è stato un colosso, la Pixar ha portato un cambiamento nel mio mondo, nel mio modo di pensare di vedere di commuovermi, di creare come mai nessuno l’ha fatto.
E ora la Pixar mi rifila sta merda. Wait. What the hell happened?

Il nome Pixar ha sempre avuto per me il suono del paradiso, del mio sogno del cassetto. Persino solo il suono di quella parola, che ha il rumore di una freccia scagliata veloce, Pixar, per me è sempre stato il suono del sogno, dell’inarrivabile, dell’eccellenza, del genio inesprimibile ma che diventa realtà. E ora?

Al secondo anno di lingue ho fatto un esame di marketing. Era venuto a parlarci un tizio della Disney Italia. Me lo ricordo come se fosse ieri. Perché il mio sogno è sempre stato lavorare per scrivere storie, per capire il genio, la genialità, la creatività cercarla e farla crescere. E io, che mi sento un bagaglio di creatività enorme che non riesco mai ad esprimere, probabilmente morirò con tutto dentro, ho sempre guardato a Disney e Pixar come a delle strade. Dei maestri possibili. Insomma questo tizio a un certo punto dice che durante la crescita della Walt Disney, e come principale personaggio c’era solo Mickey Mouse, all’improvviso un creativo salta fuori con l’idea di raccontare la storia di un “evil” Mickey Mouse. Ovvero, in un episodio di Mickey, a un certo punto succede qualcosa per cui Mickey diventa cattivo. Hanno fatto dei disegni, una prova. Risultato: bocciato all’istante. bambini in lacrime. Perché? Ma secondo te perché???? Ma perché è naturale. Ma perché non puoi trasformare l’idolo dei bambini in cattivo. Ma neanche per scherzo. Ma neanche per una puntata sola. Ma neanche per pochi minuti.

Ecco.
Negli incredibili 2 a un certo punto, hanno deciso di fare diventare cattivi la mamma e il papà. Bob e Hellen Parr. La mamma e il papà. Ma brutti pezzi di merda ma cosa cazzo vi è venuto in mente?!
Giuro che ho sentito più di un bambino in sala dire: “mamma? Mamma?”.
Ho sentito addirittura il tonfo di scatole di pop corn cadere per terra. E un americano non molla mai i popcorn.
Mio figlio Pietro voleva uscire dalla sala.
Mio figlio Pietro ha nascosto la testa tra le ginocchia e urlava.
Brutti stronzi ringraziate che io ho una creatività del porco diaz per cui sono riuscita a inventarmi subito qualcosa e l’ho rassicurato, certa di un buon finale.

Ma la madre e il padre sono buoni. Si incazzano si, ma per il bene, non diventano cattivi. Ma nemmeno per un paio di occhiali. Ma nemmeno per un minuto. L’avete fatto durare troppo. Per di più alla fine del film. Per cui uno esce dalla sala NON felice ma più turbato dal fatto che ha visto la coppia di buoni da cui ti aspetta la salvezza della storia diventare cattivi. Vi giuro che né io né i miei figli ci ricordiamo il finale. Seppur lieto.

E i bambini non mentono.
Noi dobbiamo diventare come loro. Come cuore. Come semplicità. E non noi a spiegare che c’è un cattivo che decide che… ma poi che storia del cazzo è?!? La sorella che tradisce il fratello??!?! La volete proprio distruggere l’idea di famiglia, eh?
Dove cazzo avete messo John Lasseter? Perché cazzo l’avete licenziato?! Per farmi bere sta merda. Ma addio proprio.

Sapete perché si capisce subito che fa cagare? Per una ragione semplicissima.
Perché quando avrete finito di vederlo….. non vi rimane niente. NIENTE. Uscirete dalla sala esattamente come siete entrati.

I film della Pixar mi hanno sempre cambiata.
Sempre. Hanno gettato sempre benzina sul mio cuore. Hanno acceso idee e insight umane come micce pari a nessuno.

Ho studiato e lodato la Pixar per anni, la sua storia, i suoi primi corti, i disegni, il loro sito.
Mi sono commossa e mi commuovo tuttora per quando Lightin McQueen decide di inchiodare per salvare The King. Per fargli almeno finire la gara nonostante l’incidente.
Perché io ai miei figli non glielo riesco a spiegare a parole che vincere non è tutto. Ma quello lì, quella immagine lì, mi fa morire ogni volta perché i bambini lo vedono. Lo vedono!

Piango a dirotto quando in Inside Out ti fanno vedere come gioia sia possibile solo grazie a una grande tristezza.

Il primo film degli incredibili, e sarà l’unico film vero per me, quando finisce, anche se non ti ricordi bene la storia, tu sei felice perché hai visto un’unità, una famiglia che assieme, ognuno per il ruolo che ha, e per come può, concorre al bene. Che il bene trionfa. La prova del nove ce l’hai infatti quando pensi a un film a mesi di distanza dopo averlo visto. È lì che vedi cosa ti è rimasto. E con gli incredibili mi viene sempre il sorriso sulla bocca.
Negli incredibili 2, lo spettatore è rimandato a casa col nulla. Non ti ricordi molto. Qualche risata si. Ma in fondo…. il messaggio qual è?
Ma al di là del messaggio, quello con cui noi rimaniamo è aver visto qualcosa. Aver visto qualcosa che ci ha cambiato. Qualcosa che ha toccato me, come esperienza. Per questo i movie della Pixar sono capolavori. Perché riescono a comunicare, perché fai la stessa esperienza. Per cui non ti senti l’unico pirla al mondo e sei rilanciato nella tua umanità.

In sto cazzo di film l’unica cosa che pare avesse senso è il dialogo tra le due femministe. Ma vi prego. Ma che spazzatura. Vi prego ditemi che non è quello. I bambini i discorsi non se li ricordano.
Sapete cosa si ricordano?
Si ricordano solo che Gioia e Tristezza sono amiche, che nel cuore di Andy c’è posto per entrambi Woddy e Buzz, che lighting McQueen trova un amico e un maestro invece che una coppa vuota.

Ma poi che idea del cazzo è togliere a Mr Incredible il ruolo del padre. Cioè, un padre che non è più un padre. Bravi. Avete fatto vedere, senza saperlo, qual è il problema della società di oggi. Cos’è il padre, cos’è un uomo senza il suo lavoro? Cos’è?

L’ultima roba agghiacciante che mi ricordo è questa: Elastigirl e Mr Incredible, cioè la coppia intorno al quale tu riponi tutte le speranze di salvezza, non si baciano mai nel film. Si baciano solo con un bacio falso per un inganno architettato dal nemico.
La mamma e il papà.
Ma vi rendete conto?
Gli incredibili. Si. Ma che incredibili merde. Quelli che l’hanno pensato.

Almeno dite che è vietato ai minori di 16 anni.


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2 commenti

  1. Secondo me la gente dovrebbe capire che tutto il cinema e le serie TV sono solo propaganda. Lo sono sempre stati. E’ inutile dire “Prima la Pixar era bella, adesso fa schifo”. O “Prima i film erano belli, ora sono brutti”. La propaganda e lo schifo ci sono sempre stati, solo che prima erano un po’ di meno e non ce ne accorgevamo. I bambini non dovrebbero né andare al cinema, né guardare la TV. I genitori dovrebbero prendere dei bei libri di fiabe e leggerglieli (sempre che per loro non sia troppo disturbo, è chiaro. Non vorremmo che i genitori si stancassero troppo stando dietro ai loro figli).

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  2. E pensare che il primo era davvero “incredibile” per l’equilibrio della trama. Come tutti i film Pixar precedenti a Brave, vero e proprio salto dello squalo di Pixar.

    Una coppia di super eroi si trova imbrigliata nella vita quotidiana e nei rispettivi ruoli di genere. Lui grigio impiegato e lei casalinga. Lui scappa dalla quotidianità (e dal ruolo di genere imposto dalla società) finendo per cacciarsi nei guai. Lei per togliere dagli impicci il marito si vede costretta ad uscire anch’essa dal suo ruolo di genere, ed anche lei finisce dei guai. Alla fine si salveranno tutti assieme, moglie, marito e figli.

    E’ un bel film : Divertente, progressista e non stucchevole. Con un bel messaggio di indipendenza (per entrambi) e di coesione familiare.
    Questo era il vero progressismo, almeno prima dell’imposizione del fascismo sociale di una sinistra sempre più regressiva e oltranzista che non ha davvero niente da invidiare alla destra più becera.

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