Il conteggio infame (quello vero)

counterQualcuno avrà notato di recente un importante incremento nel “Conteggio infame” che appare sulla homepage di questo blog, sebbene non ci siano state particolari notizie di maltrattamenti o violenze di donne su minorenni e anziani. Il fatto è che molti mi rimproveravano la “scarsa scientificità” di quel conteggio, che basavo solo sulle notizie in cui mi imbattevo casualmente o su quelle che mi venivano segnalate. Mi pareva che fosse sufficiente allo scopo, cioè dimostrare che, sul piano politico-sociale, ci sono fenomeni ben più ampi e radicati del cosiddetto femminicidio o della violenza domestica sulle donne. E che se si va a guardare il numero dei reati più odiosi che possono commettere le donne, quelli a danno dei più deboli, la situazione risulta davvero preoccupante.

Per precisare meglio il conteggio, mi veniva consigliato, avrei dovuto usare un’estrazione di notizie pubblicate dai media utilizzando Google in tutte le sue potenzialità, per farle venire fuori più o meno tutte. L’incremento del numero dei casi è dovuto al fatto che ho seguito quel consiglio. In un paio di giorni mi sono compulsato tutti i casi di maltrattamenti, violenze e abusi su minorenni o anziani messi in atto da donne dal primo giorno dell’anno a oggi. Fidando sulla casualità mi ero perso molte notizie. E un circo della cattiveria di cui il precedente “conteggio” rappresentava solo la punta dell’iceberg.

mamma-picchia-bimbaC’è di tutto dentro. Tutte le regioni, ad eccezione credo della Valle d’Aosta, sono presenti in questo delirio di percosse, umiliazioni, abusi, di cui si rendono protagoniste le donne, presunte “regine dell’accudimento”, titolo grazie al quale risultano meritevoli praticamente sempre dell’affido della prole in fase di separazione. Le notizie sugli abusi sui minorenni sono molte di più di quelle sugli anziani. Credo sia perché fanno più notizia. Anche da quel versante, degli anziani frega poco. Inoltre gran parte degli articoli che trattavano l’argomento case di cura o ospizi citavano numeri spesso molto alti di persone coinvolte nelle violenze, ma non erano mai declinati per genere, forse per coprire la maggioranza femminile. Le poche volte che un articolo specifica, infatti, vengono fuori cifre da capogiro, con intere strutture per anziani governate da angeli del male, più che da esseri umani di sesso femminile.

Così oggi il “conteggio infame” è più preciso. Non al cento per cento, per carità: qualche notizia potrebbe essermi sfuggita e tante altre probabilmente non finiscono sui media. In ogni caso è più preciso del precedente. Ma non solo, è anche più circostanziato: altro consiglio che mi è stato dato di frequente era di rendere visibili i casi tramite un elenco e dei link. Un lavoraccio, per sfuggire al quale mi limitavo a indicare solo l’ultima notizia registrata. Oggi il nuovo “conteggio” linka a una pagina specifica del blog, dove verranno elencate tutte le vicende, con l’indicazione della regione e del numero di donne coinvolte, il tutto con il collegamento alla notizia. Ci sarebbe un’altra sezione da aggiungere, volendo essere precisi: le violenze e gli abusi delle donne sulla terza “fascia debole” della società, i disabili. Nelle mie ricerche mi sono imbattuto spesso in fatti del genere, ma se non si trattava di minorenni o anziani non li ho contati. Dev’essere un bel numero pure quello. Se qualcuno volesse cimentarsi nel conteggio…

anziano-12665.660x368A una domanda però il “conteggio” continua a non rispondere: perché? Quando si parla di femminicidio, le femminaziste non accettano il ragionamento socio-politico e la mettono sull’ideologico: sono reati che il maschio compie perché spinto dal suo istinto di supremazia sulla donna. Come se esistesse un “Mein kampf” del maschilismo, insomma, e non ragioni ben più concrete e umane che portano le persone, uomini e donne, ai limiti della tolleranza, tanto da abbandonare ogni freno etico. Ma accettiamo pure che sia così: allora, per coerenza, dev’esserci una qualche ideologia anche alla base delle violenze femminili su minorenni e anziani. Qualche pulsione ideologica che spinga a commettere atti terrificanti su persone indifese e più deboli. Ecco a questa questione il “conteggio” non sa rispondere. Anche perché non c’è risposta: non c’è alcuna ideologia né dietro alle violenze femminili né dietro al femminicidio. E’ la natura umana, la sua anima, che spesso può diventare nera, per una miriade di fattori, rendendo irricevibile la classificazione della violenza secondo il genere.


bannerpromominiwp

Un commento

  1. Io avrei una ipotesi.
    Dopo svariati decenni di costruzione e diffusione di massa di ideologie che pongono la donna al centro del vittimismo più becero, costituente il migliore viatico per una personale violenza “di rimessa”, giustificabile e giustificata ideologicamente, la natura primordiale instilla in moltissime donne un delirio di onnipotenza vendicativa da esercitare facilmente sui deboli, facili vittime identificate ed incarnanti in qualche forma quel sistema maschilista responsabile dell’oppressione “patriarcale” sulle carnefici. Nei tempi ante nazifemminismo, a dimostrazione di ciò, le donne erano considerate depositarie di sentimenti più amorevoli verso il prossimo, come la compassione e la solidarietà, che furono esercitate anche sui soldati feriti appartenenti alle forze nemiche responsabili di tanti lutti in famiglia.

    Piace a 1 persona

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.