25 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

madonnaDagli un nome – “Give it a name” si dice in slang americano per indicare problemi che sembrano non avere soluzione. In effetti, dare un nome a fenomeni sempre esistiti ma mai battezzati aiuta a conoscerli, ridimensionarli, inquadrarli. Se si esagera, però, c’è il rischio di creare spauracchi o generalizzazioni. Ed è un po’ quello che accade quasi regolarmente con le definizioni provenienti da oltreoceano. E’ il caso degli incel. O degli innamoramenti e corteggiamenti, quelli appassionati. Quelli fatti di lettere piene di trasporto, regali, fiori… Gli americani li hanno chiamati “stalking”. E vale sempre, in qualunque circostanza, anche quando la persona infatuata è una donna e si chiama Veronica Ciccone, in arte Madonna. Nel 1990 fece uscire il singolo “Justify my love“, accompagnato da un video abbastanza zozzariello (che oggi, medioevo 2.0, verrebbe sicuramente censurato) dove la cantante slinguazza una modella, sotto gli occhi ingrifati di un baldo giovine. La modella in questione si chiama Amanda Cazalet e di recente ha rivelato che Madonna, oltre a ficcarle la lingua in bocca durante le riprese (cosa non prevista dal copione), si era perdutamente innamorata di lei. Ma a un livello proprio ossessivo: complimenti continui, bigliettini appassionati. Cazalet, per altro, era sposata e in quel periodo pure incinta, ma per la popstar italo-americana questo non era stato un problema. Un corteggiamento serrato durato ben due anni, a cui la modella non cedette mai, tanto da farsi dire: “sei più difficile da conquistare del Papa”. Cazalet quindi si sorbì pazientemente le attenzioni della cantante, come accadeva quando il mondo era normale, attendendo che si mettesse il cuore in pace e dedicasse ad altri le sue attenzioni. Insomma, Madonna l’ha scampata bella: a quell’epoca il termine stalking stava appena nascendo. Perché ora che al corteggiamento pesante è stato dato un nome, quel nome, niente di tutto ciò che ha fatto sarebbe più possibile. Oggi al terzo biglietto appassionato andrebbe dritta in galera.

kent#MeToo alla kriptonite – L’attore Henry Cavill, noto per vestire i panni di Superman, deve essere entrato un po’ troppo nella parte, fino a pensare di avere superpoteri, anche contro le belve del #MeToo. In un momento di piena, soddisfacente e cristallina sincerità ha dichiarato: “C’è qualcosa di meraviglioso in un uomo che rincorre una donna. C’è un approccio tradizionale a quelle dinamiche che è positivo. Credo che una donna debba essere corteggiata e inseguita, ma forse sono vecchio stile perché la penso in questo modo. Farlo è davvero difficile se ci sono alcune regole da rispettare. Standing ovation. Ma non gli è bastato. Ha aggiunto: “Gli uomini potrebbero pensare ‘Non voglio andare a parlarle perché potrei rischiare di essere considerato un violentatore o qualcosa di simile’. Quindi arrivi alla conclusione: ‘Lasciamo stare, piuttosto chiamerò la mia ex e ricominceremo ad avere un rapporto, che non ha mai funzionato. Ma è in un certo senso più sicuro rispetto a sottopormi alle fiamme dell’inferno perché sono una persona al centro dell’attenzione pubblica e se andassi a flirtare con qualcuno non so cosa potrebbe accadermi. Ma poi c’è chi reagisce dicendoti ‘Perché hai lasciato stare?’. E si pensa ‘Beh, perché non volevo andare in carcere“. Insomma, con una dichiarazione sembrerebbe aver tirato un cazzottone d’acciaio a tutta la pecoraglia femminoisterica, mandandola a pascolare in qualche galassia lontana. Sembrerebbe. Perché invece le amazzoni del #MeToo sono intervenute, astute e maligne come Lex Luthor, e hanno ficcato nel didietro a Cavill una mezza tonnellata di kriptonite. Sommerso da una shitstorm rosa, Cavill ha infatti poi dovuto correggere il tiro e scusarsi. Di che? Di aver detto la verità. Quella cosa che, a sua volta, è kriptonite per le parassite del #MeToo. Che brutta fine, Superman…

taxiPrivilegi rosa – A Londra le chiamano “black cab” (auto nere), da noi erano gialli, ora sono bianchi. Si tratta dei taxi, che da sempre e ovunque utilizzano colori specifici per rendersi riconoscibili in mezzo alle altre automobili. Ho scoperto però che noi in Italia, patria del patriarcato e del maschilismo più sciovinista, abbiamo anche i “taxi rosa”. Non per il colore della carrozzeria (ma ci arriveremo, ne sono certo…), bensì per l’ennesimo privilegio dedicato alle donne. Dalle 21 alle 6 di mattina, infatti, in quasi tutte le città italiane, i taxi possono, se hanno firmato una convenzione apposita, applicare uno sconto del 10% alle fanciulle che usufruiscono di un passaggio a pagamento. Dice: è per la sicurezza, così non vanno a piedi alla mercè dei violenti maschi nostrani. Ottimo, giusto. Per il bipede munito di pene e magari pure eccezionalmente per bene, invece, sconti niente. Va a piedi, a rischio di essere lui derubato o chissaché, oppure prende il taxi e paga prezzo intero. Abbiamo statistiche che dimostrano che dei dieci milioni di miliardi di donne abusate in Italia, il 99,999% subisce gli attacchi di notte, mentre cammina sola sola in strada? No, ovviamente, quelle statistiche non ci sono, e se anche ci fossero sono certo che porterebbero numeri risibili o dati pari, quanto al genere, rispetto agli attacchi e alle aggressioni notturne. Di fatto, dunque il taxi rosa è un ennesimo privilegio ingiustificato. Per il cui perfetto funzionamento, tra l’altro, si elevano grandi e striduli richiami. Guai a negare le corsie preferenziali rosa in questo paese!

Grazie a tutti – Sabato ho cercato di chiamare a raccolta la comunità maschile e femminile normale italiana a sostegno di quei disgraziati di uomini spagnoli. Sapevo che nelle maggiori città iberiche si sarebbero tenute manifestazioni a sostegno di Juana Rivas. Non ho una misura precisa, ma mi pare che moltissimi abbiano colto il mio invito e un profluvio di solidarietà italiana è così piombata sulle incredule femminaziste spagnole e sui loro fiancheggiatori, su Facebook, Twitter o Instagram. In risposta, come  accade con tutte le socialiste, comuniste o sinistrate varie che si rispettino, chi si è attivato ha ricevuto rispostacce volgari e insulti, molti dei quali macchiati da un palese razzismo anti-italiano. Poco male, anzi buon segno. Così come il fatto che in gran parte delle città la mobilitazione abbia raccolto qualche decina di sfigati. Questa è Bilbao, ad esempio:

DjNVSAnW0AEyTnl

Forse qualcosa si sta muovendo da loro, finalmente. Anche perché il delirio in Spagna dura da molto molto tempo e, sebbene il potere e i suoi snodi siano saldamente in mano alla loro Rosa Nostra, le contraddizioni intollerabili cominciano a emergere. Su Juana Rivas, ad esempio. Fino a un anno fa si accompagnava, entrambe belline, aggraziate ed eleganti, con tale Vanessa Skewes, cilena. Qui si esibivano assieme davanti al Parlamento di Madrid per chiedere inasprimenti di pene per gli uomini maltrattanti:

Ai tempi anche la Skewes passava per vittima, anzi era una specie di eroina. La Giustizia spagnola però la pensava diversamente: nell’estate 2017 il tribunale ha decretato come falsità le sue denunce contro il marito e le ha imposto definitivamente di restituire i due figli al padre, cui li aveva sottratti con l’inganno. Bella coppia, lei e la Rivas insomma. Per quest’ultima finalmente, con la sentenza emessa venerdì, viene messo nero su bianco che pure le sue accuse erano infondate, contraddittorie e confuse. False insomma. Evviva, si dirà. Non tanto: ogni anno in Spagna ci sono 300 denunce per sottrazione di minori e solo nel 10% dei casi segue la condanna. Qui da noi non è diverso, per questo è stata positiva la nostra mobilitazione di sabato. La battaglia è comune, e ringrazio di cuore tutti coloro che vi si sono uniti. Alla fine, ammettiamolo, è bello muoversi tutti assieme su un solo obiettivo. O no?

37864886_10217354844848250_5533053926162563072_nIngerenze sul caso Buscemi (Bongiorno vada a lavorare, cazzo!) – Ne ho già parlato in due precedenti minestroni: Andrea Buscemi, nominato Assessore alla Cultura al Comune di Pisa, è stato assolto in primo grado da un’accusa di atti persecutori (stalking), è giunto prescritto al secondo grado e ha ancora una causa civile in corso per risarcimento danni alla ex. Di fatto, dunque, egli è innocente. Non solo: è stato eletto dai cittadini di Pisa, insieme al suo Sindaco e alla maggioranza che lo sostiene. Fatti, non chiacchiere, e per questo a Rosa Nostra non piace. La Casa della Donna, alla ricerca di pubblicità (forse nel timore di venire chiusa pure lei, come a Roma), ha iniziato un piagnisteo e una caciara colossali chiedendo al Sindaco Conti di dimettere Buscemi. Entrambi resistono a quello che è un attacco mai visto verso una persona de facto de jure del tutto innocente. Un attacco che prosegue furiosissimo, costante, sovversivo e antidemocratico come pochi. Kapò del movimento come Nadia Somma sbrodolano dall’altare che viene loro concesso sul Fatto Quotidiano decidendo che no, Buscemi non può fare né l’assessore, né politica, né l’attore, né altro. Deve vaporizzarsi o loro non sono contente. Ma va tutto bene, fino a qui: sono i soliti gridolini isterici e fastidiosissimi delle femminaziste quando decidono di fare casino e prendere di punta qualcuno. Tutto si aggrava invece quando contro una persona incensurata e democraticamente eletta si schierano politici nazionali come Carfagna (ex Ministro delle Pari Opportunità e autrice dell’infame legge anti-stalking, che come tale dovrebbe solo avere la decenza del silenzio) o, peggio ancora, nientemeno che il Ministro alla Pubblica Amministrazione, avvocato Giulia Bongiorno. Che ha telefonato al Sindaco “chiedendo chiarimenti”. Ovvero, giù la maschera, facendo pressioni indebite per ottenere le dimissioni di Buscemi. Un atto di ingerenza politicamente inopportuno, istituzionalmente due volte scorretto: un ministro non può chiamare un sindaco per condizionarlo su questioni locali, tanto meno se le sue competenze non hanno a che fare con la materia del contendere. Avvocato Bongiorno, le parlo da cittadino: si occupi dei dipendenti pubblici, quello è il suo compito istituzionale, non ficcare il naso dove non le compete. In altri contesti politici lei sarebbe sui giornali, e forse anche in qualche registro degli indagati, per abuso di potere e abuso di atti d’ufficio. Senza contare che, con la bella figura da cioccolataie che Selvaggia Lucarelli ha fatto fare a lei, alla sua sodale Huntziker e al vostro finto centro antiviolenza “Doppia Difesa”… diciamolo, davvero lei è l’ultima che può telefonare al sindaco Conti a impicciarsi di cose che non la riguardano. Veda di mettersi al lavoro su ciò che le compete, magari tirando fuori qualche idea migliore delle impronte digitali per i dipendenti pubblici (un bel pigiama a righe e tatuaggio sul braccio, magari col codice a barre no?). La paghiamo per questo, si dia da fare e tenga il suo telefono a posto, grazie.

Rimini6751I segni di un godibilissimo tramonto – Qualcuno ricorderà quell’imbecillotto di mediatore culturale pakistano che l’aveva sparata grossa su Facebook parlando dello stupro (“…è peggio solo all’inizio, poi la donna si calma e si gode”). Ebbene, il giovane è stato assolto. Ma assolto da che? Dire stupidaggini in Italia non è ancora reato. Anzi talvolta fa pure curriculum. Be’, è stato assolto perché una donna di Reggio Emilia, in realtà una prestanome di un locale centro antiviolenza, l’aveva denunciato per istigazione a delinquere. Una stronzata al cubo, non c’è dubbio, ma tant’è le “sorelle” ci hanno provato. Solo un paio di anni fa il cretinetto sarebbe stato crocefisso in pubblica piazza e sui media, e il centro antiviolenza gli avrebbe portato via tutto quel poco che aveva con il riconoscimento di un risarcimento. Perché è per quello che l’hanno denunciato, mica per altro. Non ci credo che l’abbiano fatto per “afflato ideale”: delle donne in realtà non gliene può fregare di meno. Denunciare il giovane poteva portare (e avrebbe portato, in tempi diversi) soldi ma anche notorietà: il centro sarebbe passato per il vendicatore che ha punito l’orribile maschio stupratore. Invece ciccia. I giudici hanno capito che il potere di pressione di Rosa Nostra si sta gradualmente ridimensionando e dunque: niente spiccioli per le pasionarie de noantri. Che in generale se la stanno passando male, sempre peggio, a riprova che l’aria è mutata. A Pavia, ad esempio, si strilla e si piagnucola perché il locale “Sportello Donna” è stato sfrattato, sulla falsariga della Casa della Donna di Roma.

paviasportellodonna

La fondatrice frigna sui giornali: “nessuno ci aiuta”. Gioia mia, vorrei dirle, se nessuno vi aiuta vuol dire che il vostro sportello è utile al massimo per poggiarci sopra qualche bicchiere di birra. Ed è così perché lì da voi a Pavia, così come in gran parte d’Italia, non ci viene nessuno. Non avete clienti, siete inutili, perché la violenza di genere in Italia è un grande Truman Show inventato per un business che non c’è più, una bolla commerciale e politica che è si sta sgonfiando, con buona pace delle vostre statistiche ISTAT. Il piagnucolio perché papà-Stato non finanzia più a babbo morto il vostro fancazzismo, perché il vostro bisogno di alimentare un’identità posticcia non si fa più clientela per nessuno e non vive più di sussidi pubblici, lo dico chiaro, è musica per le mie orecchie. Le vostre lamentele sono le affascinanti e multiformi luci del tramonto di un sopruso. Un tramonto da tanto atteso. Uno spettacolo tutto da godere. Pronti i pop-corn.


bannerpromominiwp

9 commenti

  1. Una persona non può dire quello che pensa!!!
    Povero superman, cosa hai detto di male per chiedere scusa?
    E soprattutto poverine le shitstormer, costrette a fare questo nella vita, a fare uso degli strumenti informatici nel peggiore dei modi.
    Lo sapevo che quando l’informatica era tosta, gli uomini, e solo loro, hanno messo mattoncino dopo mattoncino fino a costruire questi fantastici strumenti per comunicare alla portata di tutti, questi movimenti femministi ne stanno facendo un uso veramente indecente.

    Mi piace

  2. Va bene tutto, ma non lo sminuire la cazzata pedissequedale sparata dal pakistano. Dargli solo dell’imbecillotto è fornire un’arma carica alle pasioanarias di Rosa Nostra. E quello che ha scritto, lo dico da uomo, è imperdonabile.

    Mi piace

    1. Non mi pare complimentoso dare dell’imbecille a qualcuno. E francamente più di dare un’arma alle pasionarie mi preoccupa difendere la libertà di espressione di tutti, compresa quella di dire minchiate imperdonabili senza essere trascinato in tribunale.

      Mi piace

    2. Personalmente penso che dovremmo emanciparci da quello che potrebbe pensare Rosa Nostra di noi. Va bene la strategia, sarebbe ipocrita non ragionarci, a patto di non mandare al macero il pensiero razionale. A mio avviso il problema è la reazione proporzionata, il fatto di non potere in coscienza considerare reato imperdonabile e indicibile ogni cosa. Per esempio ci sta che un commento volgare sia appunto considerato volgare, ma non di più. Un cretino è un cretino, non un pericoloso criminale. L’isteria intorno alla “zona di confort” lasciamola a Rosa Nostra.

      http://www.frankfuredi.com/article/the_death_of_free_speech

      Mi piace

  3. piccolo trucco facebookiano: quando arriva la shitstorm, aspettare che il post si riempia ben bene di merda, copiare il post, eliminare, inserirne uno nuovo incollando il vecchio testo. Vedi la faccia di tutti i commentatori quando all’improvviso il frutto delle loro defecazioni spariscono in un baleno. Hi hi hi.

    Mi piace

  4. dal 2006 sono passati “solo” 12 anni. Rientriamo ampiamente nei termini di prescrizione trentennale della denuncia per stupro del #metoo e sicuramente quello che ha fatto la Ciccone alla Cazalet non è da meno di quello che faceva zio Harvey Weinstein alle sue fidanzatine.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.