MASSIMA ATTENZIONE: separazioni e affidi, in arrivo una nuova legge

Edit – Aggiornamento sulla situazione QUI

pillonEra nel contratto di Governo e a quanto pare si stanno facendo passi concreti per mantenere i patti. Da questa settimana è depositata in Parlamento una nuova proposta di legge che riforma e supera la nota Legge 54/2006 nella disciplina delle separazioni e degli affidi dei minori. Autore della legge, il Senatore Simone Pillon, 47 anni,  bresciano, eletto nelle fila della Lega e di estrazione culturale cattolica. La sua proposta è stata valutata in modo sostanzialmente positivo da circa 40 associazioni impegnate sul territorio sul tema della genitorialità, in attesa che anche altre si esprimano a favore o contro.

Leggendola nel dettaglio appaiono moltissime luci, quali forse mai il mondo maschile e paterno avrebbe mai sperato di vedere. Non mancano però talune ombre, sia nel testo sia nella sua possibile futura evoluzione. Occupiamoci delle luci: il centro di tutto diventa la necessità di sottrarre quanto più possibile le controversie separative al contesto giudiziale. Prima di tutto deve esserci un incisivo processo di mediazione, da svolgersi davanti a professionisti i cui requisiti vengono dettagliatamente descritti. Vero: si tratta di un nuovo business per un nuovo tipo di consulenti, indubbiamente. Ma, va detto, se tutto andrà male, entrambi gli ex coniugi spenderanno qualche migliaia di euro, che è nulla rispetto alle interminabili liti giudiziali di oggi. Senza contare il risparmio di denaro pubblico e la desaturazione dei tribunali.

balanceLa proposta di legge punta dunque tutto o quasi sulla mediazione preliminare, e pone dei paletti davvero importanti: l’affido dei minori deve essere condiviso, con un minimo di 12 giorni per genitore al mese. Non è chiaro perché minimo 12 e non minimo 15, che a rigore sarebbe meglio, ed è proprio uno dei punti su cui le associazioni chiederanno, giustamente, una modifica al Senatore Pillon. L’auspicata eliminazione della discrezionalità del giudice nello stabilire i tempi di affido è dunque qui: in fase di mediazione, così come davanti al giudice, se la mediazione fallisse, solo davanti a casi in cui una frequentazione condivisa rappresenti un acclarato pericolo per il minore si potrà derogare alla quota già stabilita per legge. Tempi paritari, dunque, nessuna “prevalenza”, tranne casi gravi e accertati. Va detto: è un grosso passo avanti.

Non c’è però affido condiviso se non c’è anche mantenimento diretto, che viene riaffermato e definito nel dettaglio. E sarà molto complicato fare i furbi: in ogni fase potranno essere decise verifiche tributarie sui due ex coniugi. Da ciò ne consegue l’abolizione del ben noto articolo 570 bis del Codice Penale. Fatte salve le necessità perequative in caso di sbilanci evidenti, ognuno manterrà i figli quando saranno con lui, provvedendo a singoli centri di costo familiari debitamente ripartiti con l’ex. Previsto anche il conto corrente cointestato per le spese familiari, onde evitare il fenomeno  del genitore-bancomat. Ancora: un passo avanti più che significativo.

casa-divorzio-900x4301La casa, motivo del contendere e centro nevralgico delle maggiori nequizie conseguenti alle cause di separazione, è anche oggetto di questa proposta di legge. Anzitutto i minori avranno doppia residenza, dunque sparisce finalmente la figura abusiva del “genitore collocatario”, o meglio: collocatari saranno entrambi i genitori. Nella casa familiare resterà il proprietario dell’immobile, se unico. Se la proprietà è condivisa, chi resta dovrà versare un proporzionale corrispettivo all’altro. In ogni caso, chi resta nella casa familiare non potrà portarci dentro il/la nuovo/a partner, pena il ribaltamento dell’assegnazione della casa stessa. Qui siamo decisamente oltre il passo avanti, diciamo pure che è un grande cambiamento.

Andiamo invece diretti verso una piccola rivoluzione con la previsione di tutta una serie di processi atti a riconoscere e sanzionare severamente tutti le azioni eventualmente messe in atto da un genitore per alienare i minori dall’influenza, frequentazione, affettività dell’altra parte familiare, inclusi nonni, zii, cugini. Era annunciato nel contratto di Governo, e già all’annuncio “curiosamente” le maggiori associazioni di Rosa Nostra avevano alzato la guardia. Pillon tira dritto e, di fatto, con la sua legge l’alienazione parentale entra, sebbene non ancora come reato penale, come un fatto registrabile e sanzionabile nell’ambito delle separazioni coniugali. Si tratta di una disposizione attesa da tanto, troppo tempo, anche rispetto al confronto con altre legislazioni estere più avanzate.

mediazione-familiareQuesto, in estrema sintesi, è il contenuto luminoso della proposta di legge Pillon il quale, fedele alla propria estrazione culturale, mette l’istituto della famiglia al centro dell’attenzione. Forse in alcuni casi anche in modo eccessivo: la spinta alla mediazione è sacrosanta. La necessità di non far scivolare un conflitto personale in un luogo che è catalizzatore e moltiplicatore di conflitti, ovvero il tribunale (le CTU, i servizi sociali e quant’altro), è pressante, e la risposta, di principio, pare adeguata. Occorre però non prestare il fianco a ideologismi. All’articolo 8, ad esempio, si stabilisce che la coppia che vuole separarsi, prima di accedere alle procedure previste, debba andare a un consultorio, dove in sostanza troverà operatori che faranno di tutto per tenere assieme quella famiglia. Un contesto che somiglia pericolosamente a quello dei molti consultori dove una donna che voglia abortire viene accolta con spinte dissuasive talvolta anche aspre. Deve essere chiaro che ci sono condizioni insanabili, molto spesso, nelle coppie in rottura. Va bene tentare il possibile per non disgregare una famiglia, ma il tentativo di conciliazione non deve diventare un tentativo di imporre sensi di colpa o incollare alla meglio fratture profondissime. Si finirebbe dalla padella alla brace.

Ciò sarebbe contrario, per altro, a uno dei punti a mio avviso non condivisibili della norma, l’articolo 20, che abolisce la definizione della colpa per il coniuge che, con comportamenti contrari ai doveri derivanti dal matrimonio, è la causa della rottura. Una tale abolizione solleva la persona dal senso di responsabilità che la costituzione di una famiglia comporta. Costituire un nucleo familiare significa impegnarsi seriamente per qualcosa di stabile e futuribile, e i cittadini dovrebbero essere educati anche tramite le leggi ad assumere quelle decisioni con ponderazione e sicurezza. Dando la via d’uscita dell’assenza di colpa, si dà il via libera alla smoralizzazione delle scelte che coinvolgono altri, il/la partner o la prole, e questo lo trovo profondamente incorente, sia con la storia culturale di Pillon, sia con un senso di giustizia generale. Essere autori della distruzione di qualcosa che si è voluto irresponsabilmente creare deve essere una colpa. Magari non prevalente, non dirimente, non decisiva, ma tale dovrebbe restare e come tale dovrebbe pesare.

paternalismoInsomma la proposta di riforma di Pillon è la realizzazione di un sogno? Diciamo che apparentemente siamo sulla buona strada, ma ci sono tre ulteriori elementi critici di cui bisognerebbe tenere conto. Uno di carattere eminentemente filosofico, uno di carattere giuridico e uno di carattere politico. Quello filosofico riguarda la necessità, una volta di più, che lo Stato si ponga su un livello etico superiore a quello degli individui, essendo questi incapaci di assumere autonomamente un comportamento corretto. Nella normalità delle cose, una cittadinanza educata e formata a stabilire da sé le vere priorità, saprebbe da sola ed efficacemente decidere che, in fase di separazione, ciò che conta sono i figli. Una componente talmente importante da spingere ogni persona di buon senso a mettere da parte astio e interessi, e a cercare un accordo senza l’intervento di terzi. La degenerazione sociale e culturale, tuttavia, rende questa una mera utopia, forse più che in passato. Dunque ecco lo Stato che, sotto forma di legge, ci imporrà di metterci d’accordo, facendoci giustamente sbattere il naso contro un fatto incontrovertibile: le nostre beghe di ex coniugi non contano nulla appetto dei diritti e dell’interesse dei minori.

Il secondo deficit, di carattere giuridico, è legato all’assenza della pari dignità genitoriale di uomo e donna in Costituzione, dove in realtà dovrebbe essere collocata (da lì iniziava il Patto per l’Equità e la Giustizia da me promosso nel febbraio scorso). Ma anche all’assenza di indicazioni sulla possibile retroattività della disciplina, cosa che metterebbe una pietra tombale ai conflitti pregressi (l’assenza di indicazioni è da intendersi probabilmente come un’indisponibilità alla retroattività, purtroppo). Ed è anche legato all’assenza di riflessioni o stimoli relativi all’utilizzo strumentale del Codice Penale in fase di separazione. Perché sì, la proposta di legge Pillon sembra, sulla carta, la realizzazione dei migliori sogni di tutte le persone attente agli interessi dei minori. Ma che succede se una delle parti in separazione viene denunciata falsamente dal lato penale? Si sa che questa è ormai la norma (circa il 90% dei casi), e dunque? Un padre che ha sul groppone un procedimento per abusi sui figli minori, stalking, maltrattamenti, eccetera, naturalmente fondato sul nulla ma forzato dall’obbligatorietà costituzionale all’azione penale, come potrà affrontare la fase di mediazione o quella davanti al giudice? Chiaramente una cosa del genere non può rientrare direttamente nella riforma disegnata da Pillon, ma non sarebbe stato male se nelle sue premesse fosse stata citata la necessità di una revisione dell’accesso alla denuncia penale durante le fasi di separazione coniugale.

parlamento-italiano-riduzione-parlamentariIl terzo deficit è in assoluto il più grave, ma non dipende direttamente dalla proposta redatta da Pillon, bensì dalla politica, dai gruppi di pressione che la influenzano, dai pesi e contrappesi parlamentari, dalle trattative, emendamenti, giochi più o meno sporchi e mercanteggiamenti tra maggioranze e minoranze. Gli stessi che nel 2006 snaturarono in buona parte la Legge 54. Di fatto, da ora il testo di Pillon va nelle grinfie di questa realtà, sempre pronta a negoziare su tutto. Non è detto, anzi è quasi certo che non accadrà, che venga licenziata dalle Camere, se mai arriverà alla fine dell’iter, identica a com’è. Dovrà scontrarsi con una potentissima resistenza di tutti i gruppi di interesse (consulenti, case famiglia, avvocati, servizi sociali, centri antiviolenza, eccetera) che sulle separazioni e sulla pelle dei minori oggi prosperano e domani, con questa legge, dovranno smettere di far danni.

Perciò ho intitolato “MASSIMA ATTENZIONE” questo articolo. Servirà la più attenta vigilanza di tutta la società civile desiderosa di un equilibro su queste vicende affinché il testo di Pillon venga migliorato, non peggiorato, tanto meno snaturato. L’associazionismo ma anche tutte le persone che si informano e hanno a cuore un’evoluzione positiva per tutta la società, con un occhio di riguardo verso il futuro, ovvero i nostri figli, dovranno porre massima attenzione al percorso di questa proposta di legge. Consapevole dell’importanza della situazione, per quanto mi riguarda monitorerò attentamente l’iter della proposta e darò conto con aggiornamenti periodici di tutto quello che su di essa verrà detto o fatto. Pronti eventualmente a ritrovarci a Roma per far sentire la nostra voce. Per ora, e in attesa di vedere come andrà, il mio grazie al Senatore Pillon per il suo tentativo di rendere questo paese più avanzato e civile di quanto attualmente non sia.


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14 commenti

  1. Certamente l’ assenza di sanzionamenti per false accuse va colmata . non vedo come si possa far paertire una mediazione se è già esistene una denuncia perabusi e maltrattamernti

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  2. Sono d’accordo su salvare i matrimoni.Ma nn sono d’accordo sull’affido condiviso,che condiviso nn e’mai ci sono padri che creano violenze psicologiche,tengono nascoste le gravidanze con altra compagna provocano traumi ai figli e si parla di mediazione??e nonostante tt le denunce penali i giudici fanno fare mediazione?e di affido condiviso e nn esclusivo alla madre dopo le violenze fatte,le minacce,le discriminazioni e i traumi su mia figlia..per nn parlare di legali dall’altra parte pronti a demolirti..e poi ti ritrovi a dividere una figlia cn un padre e un’altra donna che nn e’la madre e che nn vuole mia figlia ,e fa di tt x distruggermi?Cn tre denunce penali si parla di mediazione?la donna ha i dolori partorisce si cura dei figli e poi deve darli a padri che fingono di esserci e a donne estranee e di poco conto??Scherziamo..togliete l’affido condiviso..che nn esiste..e poi mettete le restrizioni su frequent o no altre compagne cosi’i bambini nn subiscono traumi e noi mamme siamo felici..io dico no alla mediazione!!

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    1. No no lui è partito solo , per fortuna i bimbi erano con me in vacanza ma nn gli ha comunicato nulla , al nostro rientro nn l ho abbiamo più trovato !! Poi così… dopo qualche giorno gli ha detto: ” io sono in Romania ” lavoro qui tornerò giù in sicilia per le vacanze; estive , natalizie e pasquali se è possibile. Adesso noi qui ci ritroviamo senza macchina perché lui è stato un padre premuroso per i suoi figli quindi l’ha tolta con pochi amici perché gli ha comunque minacciati tutti , con pochi soldi perché lui decide qnd li deve caricare nella mia carta e in piena estate..con i miei figli poverelli che frignano perché vogliino uscire . Ps la vacanza che ho fatto sono stata aiutata da una mia zia tanto cara .. in più con un sacco di cattiverie che ha fatto a me ..lui , la sua famiglia, la mia famiglia.. in più ti dico di più pretende che i figli vadano a trovare i nonni paterni !! E quasi quasi vorebbe decidere lui dalla ROMANIA.. per questo lo trovo veramente ingiusto la condivisione dei figli ..

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  3. Scusate ! Ma se il papà dei bimbi va via senza comunicare nulla , mentre i pargoli si trovano in vacanza fuori con la mamma poi dopo quasi 10 giorni della partenza gli dice : “È beh io sono in Romania lavoro .. ” avendo tolto quasi tutto amici , famiglia , automobile..ecc ecc il mantenimento lo da a suo piacere mai i primi del mese ..anche a volte quasi alla fine , l affido dovrebbe essere ancora condiviso? Mò dalla ROMANIA detta pure ordini su cosa dovrebbero fare i propri figli minori … ma voi siete veramente fuori !!! È in più per il comportamento poco educato e molto ambiguo i figli li ha sempre visti …

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    1. Carmelina, per quello che ho capito, il tuo caso è simile a molti altri dove uno dei genitori si porta via all’estero i figli. Si chiama sottrazione internazionale di minori, ed è un reato molto grave. Che lo faccia un uomo o che lo faccia una donna. Parla con il tuo avvocato, perché se quello che ho capito è corretto, non è una cosa normale.

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  4. Davide stasi ma normalmente ti occupi di diritto di famiglia? Non ti è chiaro perché minimo 12 e non massimo 15; e massimo 15 sarebbe meglio?

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  5. Il problema maggiore saranno le pressioni e gli emendamenti, che rischiano di stravolgerla.
    Non ci vedo niente di problematico nell’insistenza sulla mediazione: il senatore è cattolico e cerca di salvare i matrimoni, fa bene dal suo punto di vista, mi fa quasi tenerezza, e comunque non è una cosa che crea problemi.
    Non credo che passerà nella forma ottimale qui descritta, probabilmente ne avremo una versione molto annacquata.
    Sulla retroattività sono invece molto ottimista: non ho mai visto una legge riguardo separazioni/divorzi i cui effetti non fossero pienamente retroattivi, non vedo come potrebbero uscire dal meccanismo. Nel caso di separazioni/diritti delle conviventi/divorzi gli effetti sono sempre retroattivi – esempio recente il DDL Cirinnà: Tizio convive con Caia dal 2014 al 2018, il DDL Cirinnà passa nel 2016, Caia prende il mantenimento proporzionato al periodo dal 2014 al 2018, non dal 2016 al 2018.
    Forse è la volta buona che la retroattività inizi a lavorare a favore dei bambini e dei padri…

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  6. Sempre sulla carta una legge equa ….ma bisogna lavora sull’equo tempo es.se non 15.gg a testa 16..e 14 ..gg e mantenimento diretto .questo elimina alienazione rispetto delle regole toglie pesi emotivi ai figli che così non possono schierarsi e saranno più sereni…

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  7. Il testo rispetto alla prima bozza diffusa a cui l’articolo fa riferimento è già cambiato.
    Inevitabile sarà veder spolpare questo ddl finché il metodo democratico funzionerà con questi criteri, ma almeno il ddl è parte del programma di governo, aspetto determinante.
    Speriamo in bene!

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  8. Il fatto che questa legge non sia retroattiva non significa che non si possa usufruire dei suoi dettami facendo ricorso al giudice giusto?

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    1. Credo che da questo punto di vista, una volta che la legge verrà approvata, speriamo senza troppe modifiche, sarà tutto da costruire in termini di giurisprudenza. Non sono un avvocato ma, per come la vedo io, ricorrere e chiedere una revisione significa non semplicemente “tornare dal giudice” e far riconsiderare il caso alla luce della nuova legge. Ciò sarebbe contrario proprio alla nuova legge stessa, che è interamente imperniata sulla mediazione preliminare. Un ricorso, al massimo, azzera tutto e, se condiviso con la controparte, fa ripartire il processo appunto con la mediazione.
      Ripeto però: questa è una mia personalissima interpretazione, bisognerebbe interpellare un esperto di diritto. Soprattutto bisogna aspettare che la legge passi.

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    2. In presenza di sentenza “precedente”, non vi sono automatismi che consentano di non rivolgersi di nuovo al tribunale. Ma ovviamente si può richiedere una revisione.

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