Telefono Rosa la spara grossa e Bongiorno straparla

logo_telefono-rosaFine settimana scorsa, Telefono Rosa manda tutti in ferie con un bel tarlo in testa, da recuperare poi al rientro, annunciando a reti unificate di aver ricevuto in sei mesi la bellezza di 444 telefonate al numero di emergenza 1522 (gestito da privati ma pagato con soldi pubblici) solo dalla città di Roma. Nel 2017, dice, ne avevano ricevute 587, segno che finalmente le donne sono sensibilizzate e chiamano per chiedere aiuto. A stretto giro prova a calare il carico da undici, tornando a impicciarsi di affari che non la riguardano, l’avvocato Giulia Bongiorno, teoricamente Ministro della Pubblica Amministrazione. E lo fa per spararla ancora più grossa: le donne denunciano di più grazie all’effetto #MeToo-Weinstein.

Il Ministro sembra non interessarsi tanto della pubblica amministrazione e subito deraglia: lei e la sua associazione Doppia Difesa, dichiara, hanno sensibilizzato alcuni pezzi grossi del Governo, anzitutto il Ministro della Giustizia Bonafede, della necessità di istituire un “codice rosso” per i tribunali che, come negli ospedali, dia priorità alle denunce di donne, perché sennò nel frattempo vengono uccise dai loro uomini aguzzini. Non paga, sparge anche un po’ di terrorismo, consigliando alle donne di non cedere all’invito all’ultimo incontro chiarificatore perché “spesso si può trasformare nell’ultimo momento di vita”. Nientemeno. Da lontano, le fa eco un collega, il magistrato bollito Fabio Roia, che si è costruito un bel business sul filone pro-donne, e che ritiene (sul sito “Letteradonna”, appunto…) di negare l’alienazione parentale, ricevendo un’ottima risposta a tono sul Fatto Quotidiano.

persone_weinsteinTutto questo bailamme salta fuori, guarda caso, dopo la richiesta di archiviazione delle accuse di violenza sessuale per il regista Fausto Brizzi. Un colpo mortale proprio per il MeToo italiano. Citare quel movimento mafio-criminale per spiegare le tante chiamate a Telefono Rosa vuol dire darsi la zappa sui piedi, visto che proprio Weinstein, come si è detto stamattina, è sulla buona strada per finire assolto, grazie ai documenti che sta producendo in tribunale. Che sia poi un avvocato a menzionare un movimento che processa sui media prima che in tribunale rende tutto fin troppo grave, oltre che paradossale.

Bongiorno in realtà ignora, cioè finge di ignorare, alcuni fatti. Non slogan o peti mentali, ma fatti. Ovvero che in media la bellezza dell’82% dei procedimenti di donne contro uomini, per casi variegati di violenza, finisce in archiviazione o assoluzione. Che sono più uomini a chiedere aiuto ai servizi sanitari d’emergenza per aver subito violenza domestica. Che ad oggi sono la ridicola cifra di 44 le donne uccise da partner o ex partner, in contesti che non hanno nulla a che fare con “l’ultimo appuntamento chiarificatore”, ma anzi più spesso con l’immigrazione. Bongiorno parla di qualcosa che non esiste, un po’ come la sua associazione Doppia Difesa, quella che non risponde al telefono né alle email, ma ai bandi per acchiappare soldi pubblici sì. E parla di qualcosa di perfettamente inutile: il suo codice rosso velocizzerebbe al massimo archiviazioni e assoluzioni di accuse nella maggior parte dei casi eccessive o false (vedi appunto Brizzi, Weinstein e gran parte di quell’82% di archiviazioni-assoluzioni).

#evento_feministasCome sostiene Piercamillo Davigo, ben più saggio sarebbe trovare il modo di disincentivare l’impulso alla “denuncia facile” che sta saturando procure e tribunali, con un picco straordinario proprio per i casi che riguardano le donne. Ma questo toglierebbe visibilità a quella roba posticcia che è l’emergenza donna in Italia e soprattutto minerebbe il business che vi è collegato. Telefono Rosa e Doppia Difesa sicuramente sanno di cosa parlo. Soprattutto ostacolerebbe il piano di ispanizzazione previsto per l’Italia, come avrò modo di spiegare mercoledì. Un piano dove Telefono Rosa, con tutte le sue tentacolari propaggini nelle istituzioni e nei media, gioca una parte importante, con i suoi dati e i suoi allarmi di mezza estate.

Perché Telefono Rosa, esattamente come Doppia Difesa e tutti gli altri centri antiviolenza e similari, ha il potere di autocertificare i dati e le dichiarazioni che manda in giro. Tutti ripresi paro paro dai media, senza mai fare “la seconda domanda”, e nemmeno la terza o la quarta. Cose del tipo: avete le registrazioni di tutte le telefonate? Esiste un ente terzo che le classifichi o ne controlli la classificazione, tipo che se chiama una per dire che il marito l’ha mandata a quel paese, non si tratta di violenza e non va conteggiata? Esiste un database unico dove vengono registrati gli accessi, cosicché se la stessa donna chiama due o tre volte non viene registrata due o tre volte, ma solo una? C’è modo di capire quale assistenza concreta è stata data a quelle segnalazioni e se sono state risolte? In sostanza: potete dimostrare che quelle telefonate esistono davvero e non ve le siete fatte da sole o non le avete sparate a caso? Rispondo io a tutte le domande: ovviamente no.

grafica_soprusoNon c’è nulla che comprovi come verosimili le cifre di Telefono Rosa o dia ai deliri di Bongiorno o Roia un qualche fondamento. I pochi dati che ci sono, e non mi riferisco alle stime dell’ISTAT ma ai dati reali del Ministero dell’Interno e della Giustizia, più magari quelli dei pronto soccorso, accertano che si sta parlando del nulla. Di un gigantesco Truman Show che, sebbene sia stato svelato ormai da tempo, fa di tutto per continuare a sopravvivere sulla pelle di un intero genere e, cosa non irrilevante, dei minori. Sullo sfondo di questo rinnovato battage farlocco, secondo alcuni, c’è anche un inizio di battaglia contro la riforma di separazioni e affidi, il DDL Pillon appena depositato. Io non ne sono convinto. Per me è solo un tentativo di riaffermazione di un “regime” che con il nuovo Governo non pareva prioritario. Un tentativo che serve a preparare il terreno a una nuova iniziativa infame, per la quale rimando ancora all’articolo di dopodomani.

In conclusione non posso che ribadire le mie domande da sempre inevase a Telefono Rosa. E l’invito che ho già espresso a Bongiorno di occuparsi di ciò per cui è stata nominata, ossia la funzione pubblica, lasciando stare argomenti per lei e la sua associazione fin troppo scivolosi. A margine: che non si vanti troppo di essere l’autrice della legge anti-stalking. In quanto avvocato dovrebbe vergognarsi di aver concepito una norma che sovverte lo Stato di Diritto. Se lei, come Telefono Rosa e le altre della cosca di Rosa Nostra vogliono la Spagna in Italia, facciano armi bagagli e si spostino loro là. Saranno accolte a braccia aperte. Quanto all’Italia, si mettano il cuore in pace: no pasaràn.


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