La Commissione Parlamentare sul Femminicidio stavolta NO

senato.ok.600Al Senato siede la maggioranza che sostiene quello che è stato chiamato “il Governo del cambiamento”. Desideroso di toccare con mano, nella pratica, questa rivoluzione, sono andato a cercare le proposte di legge sul sito del Senato e mi sono imbattuto in questo. Si tratta di una proposta presentata dalla senatrice pentastellata Daniela Donno, cofirmatari altri ventisei colleghi dello stesso Movimento. Nella proposta si chiede al Senato di ricostituire in questa legislatura la Commissione Parlamentare d’Indagine sul Femminicidio, che già era stata istituita e aveva operato nella legislatura precedente (sul suo operato ha scritto recentemente G.A.).

E’ piuttosto semplice per chi segue questo o altri blog simili analizzarne il testo attraverso una lente che riveli tutta l’infondatezza, la parzialità e la strumentalità di cui è impregnata. E sarebbe legittimo per tutti gli elettori ed estimatori del Movimento 5 Stelle chiedere, alla luce di quella proposta, se “il Governo del cambiamento” era solo uno slogan o se si riferiva a qualche altro governo da qualche parte nel mondo. Perché, a ben guardare, si rimane sempre allo stesso livello: si snocciolano statistiche internazionali su questioni estremamente diversificate da paese a paese. Si citano, cosa gravissima in un documento istituzionale, le stime ISTAT come se fossero dati reali, si procede a una colpevolizzazione radicale della figura dell’uomo, il tutto per arrivare dove?

#grafica_soldiapioggiaSempre ai soliti punti. Quelli debitamente preparati nei giorni scorsi da Telefono Rosa, dal Ministro Bongiorno e da una nuova fiammata estiva di femminismo radicale. Il primo obiettivo è una nuova spinta verso la deriva spagnola. Stavolta il punto dove si vuole concentrare il fuoco sono le “molestie sul posto di lavoro”, tema su cui la Commissione vorrebbe elaborare nuovi contenuti. Il secondo è, ovviamente, una “nuova regolamentazione” dei centri antiviolenza. Non si specifica che tipo di nuova regolamentazione, né quali le direttrici. In compenso il testo è molto chiaro nel dire che bisogna garantire ad essi le risorse già stanziate. Anzi bisogna aumentarle, perché essi rappresentano nientemento che un supporto chiave nella strategia di uno Stato forte contro le dilaganti violenze contro le donne. Guardando la cosa da analista, senza prese di posizione di parte, davvero non vedo alcun “cambiamento” in tutto ciò. Anzi vedo un’angosciante volontà di conservazione e peggioramento rispetto a ciò che già era stato fatto. Non un passo avanti rispetto alla frantumazione di quel quadro di riferimento convenzionale che, oltre a far danni e a distribuire sofferenze, è privo di fondamenta e di proiezione nel futuro.

Non sono un senatore (per sfortuna, ma per fortuna di molti). Tuttavia sono un cittadino, come tale detentore della sovranità che gli eletti dovrebbero rappresentare per mio conto. Come tale, ma anche come uomo, ritengo che la mia sovranità così non solo non venga rappresentata, ma venga addirittura smentita e minacciata. Mi sento quindi in pieno diritto di segnalare ciò che a me pare anomalo, se non illegittimo, in questa iniziativa targata Movimento 5 Stelle (e sarebbe uguale se ad assumerla fosse stato qualunque altro partito, sia chiaro). Dunque, con l’aiuto di alcuni esperti, ben più esperti di me, ho scritto alcune lettere articolate, dove dimostro l’infondatezza della necessità di una nuova Commissione d’Inchiesta Parlamentare sul Femminicidio, suggerendo anzi che più appropriata sarebbe una commissione sulla parità e la concordia di genere. Le lettere differiscono di poco, a seconda dei destinatari. Il cuore delle argomentazioni resta lo stesso per tutte. Ed è quel cuore che ho ritenuto mio dovere condividere con chi mi rappresenta.

Le lettere che ho inviato, e che se volete potete supportare inviando un’email di sostegno (formale, pacata ed educata, mi raccomando), le potete leggere qui di seguito:


grafica_SST

 

4 commenti

  1. Le femministe, i maschi pentiti e imbecilli pronti a credere tutto quanto ice la TV, si trovano in ogni partito o movimento. Se qualcuno si aspetta un partito completamente esente da questa patologia, si metta l’animo in pace e non voti mai più.
    In ogni caso il M5S è anche quello che ha mandato lo sfratto alla Casa delle Donne di Roma e si sta prendendo i loro fulmini e saette. In più il M5S vuole subordinare i fondi pubblici a tutta una serie di controlli; per questo le femministe si stanno strappando i capelli.
    In fondo una commissione parlamentare potrebbe fa scoprire che il “femminicidio” è solo una fake news; intendiamoci: esiste così come il “maschicidio”, ma il fenomeno è enfatizzato alla follia (per interessi).
    Per ultimo, ammesso e non concesso, non butto via tutta la politica di un partito o movimento per una singola presa di posizione. Sarebbe come: “non mi sposo se non è bella, fedele, ottima cuoca, grande lavoratrice, tutta casa e figli, etc. etc.” 🙂

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  2. “Stavolta il punto dove si vuole concentrare il fuoco sono le “molestie sul posto di lavoro””

    Almeno adesso sappiamo di che tipo sarà lo scandalo che in futuro porterà il Movimento 5 Stelle a ridimensionarsi, e molto: loro stessi creeranno le condizioni per essere colpiti, dopodiché saranno colpiti – una volta che il terreno è preparato a dovere non è che ci voglia un sforzo enorme per colpire un Di Battista (parliamo del futuro, ragazzi…), la faccia da scopatore ce l’ha abbastanza quindi l’accusa risulterà abbastanza credibile per servire allo scopo.
    E’ successo lo stesso con Schneiderman (non riesco a dire il suo nome né a scriverlo senza ridere, il suo nome è diventato come una battuta umoristica), anche Trudeau c’è andato vicino ma pare sia riuscito a schivare gran parte del colpo (caso unico tra i femminielli, segno che è molto furbo).

    Mi sfugge perché questi tizi vogliano condannarsi all’alternativa: “castità o comportamento alla Mike Pence oppure niente vita poltica”, mi pare impossibile che non si rendano conto che stanno infliggendosi esattamente questo.

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  3. Quest’anno secondo il Tiggiddue siamo sino ad oggi a 43 o 44 fufficidi. Altre fonti sparano già cifre di venti unità maggiori. Ritenendo il sedicente telegiornale la voce televisiva più autorevole nella galassia di Rosa Nostra, per una volta prendo per buone le cifre dell’immancabile contatore in alto a destra. Credo che dall’alto sia arrivato l’ordine di presentare come femminicidi solo quelli davvero attinenti alla definizione per motivi politici (non si sappia mai che…)

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