In video veritas – Violenza sulle donne: le fake news dell’AGI

Si apre oggi la nuova rubrica “In video veritas”. Periodicamente, una volta a settimana (salvo intoppi), al sabato, posterò un video-articolo su una questione che ritengo meritevole di essere trattata con questo strumento di comunicazione. Una nuova iniziativa per cercare di diffondere forse un po’ di verità, sicuramente un punto di vista non conforme sulle relazioni di genere.

Di seguito il grafico con la serie storica degli omicidi di donne, da me citato nel video:

grafica_omicididonne

10 commenti

  1. Sintesi interessante. Ma hai mai avuto a che fare con qualche poliziotto o carabiniere ? se si, ti sei reso conto del livello di indottrinamento imposto dai vertici ? i più onesti intellettualmente, che sono la maggioranza nelle questure, quando ti notificano l’ammonimento quasi si vergognano. Si capisce che non ne possono più, che si rendono conto perfettamente di essere strumento di una follia e delirio tipica del caos organizzativo. Nelle stanze dei carabinieri è peggio, ti chiamano per ammonirti (a che titolo non si sa, siccome non hanno l’autorità ex legem, ma ti chiamano per ammonirti informalmente, con quel tono “paternalistico” -sic- o minaccioso -doppio sic-). Cioè ti chiamano al telefono, al telefono personale per diffidarti (sic ter), come fossero i giudici del creato: “Ehi, tu, non ti azzardare più ad avvicinarti alla tipa !”.
    Personalmente ho denunciato una decina di questi soggetti per conto di miei clienti. Quattro sono indagati per abuso d’ufficio e minacce, per gli altri sono in attesa delle determinazioni del pm incaricato.

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  2. Come si può mentire così spudoratamente agli altri (e a se stessi)?
    Perché si ritiene che la causa sia buona. Qui anzi – la difesa della D – la miglior causa di tutta la storia umana.
    Lo scopo è il bene supremo, perciò non importa come lo si raggiunge. Ciò è stato affermato esplicitamente in varie sedi e saggi e interviste dalle femministe (ma non era necessario, lo si era capito…) . Il fine giustifica i mezzi.
    Menzogne dunque. A cosa servono? A manipolare.
    In che modo agiscono queste propagandate dal femminismo? Criminalizzando il nemico. Erodendo la sua condizione morale. Turandogli la bocca come al reo colto in flagranza. Rappresentando la D come vittima permanente e universale del carnefice si evoca immediatamente l’istinto maschile/paterno al soccorso. Alla concessione, al cedimento. A sacrificio di tutto per salvarla.
    E’ una guerra in psicosfera.
    Le menzogne non sono materiali, sono mentali, immateriali: psichiche. Servono a modificare la mente del nemico.
    Per fagli adottare i nostri scopi, i nostri obiettivi. Per telecomandarlo.
    E’ così da 50 anni.

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  3. Sarò ingenuo, ma rimango sempre allibito dalla solare e sfacciata malafede di questi giornalisti. Ma una volta uscito l’articolo, non provano vergogna? Come si fa a mentire così spudoratamente e poi chiudere tutto e tornare a casa felici e contenti? O sono così imbevuti di ideologia e conformismo da credere sul serio alle loro stesse bufale?

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  4. Ogni volta che sento citarla lo specifico.
    AGI è un’agenzia informativa di proprietà dell’ENI, la società parapubblica alla cui presidenza (da quattro anni) sta Emma Marcegaglia, nominata dal governo dell’epoca.
    I vertici di ENI infatti, pur trattandosi di una SpA, sono di nomina politica.
    Di fatto quindi la politica è l’editore di AGI.
    E li vanno cercate le logiche.

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  5. Ufficialmente, secondo l’organo di informazione femminista TG2, i femm… fe… non riesco a scrivere la parola, stanno a 44. Se togliamo alcuni omicidi dubbi avvenuti i primi 4 mesi dell’anno quando ancora c’era l’influenza boldriniana nella stampa, siamo sotto i quaranta. A inizio settembre siamo a meno della metà dell’anno scorso nello stesso periodo. Chissà perché.

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  6. Questi giornalai scrivono femminicidio con estrema disinvoltura, ma non scrivono le cause, LE VERE CAUSE che inducono un uomo a diventare omicida. Inoltre il numero 130 è quasi sicuramente gonfiato ad arte, perchè su 130 (ammesso che sia vero) potrebbero esserci donne uccise dalla malavita (e non da uomini che non accettano di essere lasciati) e altre dove l’omicida è ignoto, quindi l’omicida potrebbe essere una donna. Anche questo non viene fatto notare.

    Sono complici delle femministe misandriche e il sistema gongola.

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