Toccato il fondo, Asia e il suo (nuovo) legale cominciano a scavare

persone_hellerDella vicenda Asia Argento-Jimmy Bennett si è detto anche troppo. “Se fai il puro, trovi sempre uno più puro che ti epura”, si dice, e in quel baratro lei è precipitata, trascinata dal peso della sua ipocrisia. Toccato il fondo, però, ha deciso di scavare per vedere se riesce ad arrivare ancora più in basso, aiutata in questo dal suo nuovo legale americano, che prende il posto di Bernardini De Pace (e chissà se Asia le ha pagato le parcelle…), tale Mark Jay Heller. Il quale deve averle consigliato di restare in attacco: “non ho mai avuto una relazione sessuale con Bennett”, afferma ora l’attrice, con la stessa sfrontatezza, involontaria comicità e credibilità del “I did not have sexual relations with that woman” dei tempi di Bill Clinton e dei suoi sigari.

Conseguente a questa nuova linea difensiva è la sospensione delle rate dei pagamenti concordati a Bennett, che a oggi ha già ricevuto 250 mila dollari dei 380 concordati. Intendiamoci, quando si è alla disperata, vale tutto. Per chi ha capito da tempo la vera natura del #MeToo e dintorni si tratta solo di armarsi di popcorn e stare a guardare. Quello che lascia davvero interdetti è proprio la dichiarazione dell’avvocato rispetto alla vicenda: “spero che il tribunale della pubblica opinione determinerà che Asia non ha mai avviato un contatto sessuale inappropriato con un minore, bensì è stata attaccata da Bennett e ora soffre le conseguenze di una campagna di fango da parte degli accusati che hanno interesse a che i loro accusatori perdano credibilità”.

grafica_gognamediaticaIl tribunale della pubblica opinione. Riuscite a percepire tutti i ramificati significati di un’espressione del genere, per di più pronunciato da una persona che di professione dovrebbe solo e soltanto occuparsi dei tribunali “normali”? E’ una frase strettamente imparentata con quanto detto ieri sulla terza via della giustizia 2.0. Pienamente strutturale con la profonda natura di movimenti come #MeToo. Ossia: nessuna vicinanza, nemmeno tangente, nemmeno casuale, con i concetti di verità, giustizia, equità, legalità. E’ tutto imperniato sulla comunicazione mediatica. Non è un braccio di ferro tra accusa e difesa di fronte a un giudice o a una giuria, bensì una gara a chi ottiene più visibilità, più like, più follower. E dove vincere quella competizione significa affermarsi come innocenti, a prescindere da ciò che un togato possa determinare. Spesso senza che il togato stesso arrivi a occuparsi della vicenda.

E’ un’espressione buia, molto buia, quella dell’avvocato Mark Jay Heller. Pienamente coerente con i tempi correnti e con un indirizzo collettivo contro cui, a mio avviso, non bisogna mai smettere di dirigersi con caparbia ostinazione.


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4 commenti

  1. In USA per questa linea “difensiva” la Argento l’hanno massacrata accusandola di victim shaming, quello che secondo lei faceva la stragrande maggioranza di noi Italiani evidenziando la sua evidente ipocrisia anche prima che venisse fuori il suo lato pedofilo (quello cinofilo gia’ lo conoscevamo)

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  2. Non la vedo molto bene la posizione della Argento anche perchè se Bennet decide di esporre denuncia rischia sul serio l’arresto perchè un rapporto sessuale finanche consensuale con un minorenne è reato in California. E allora dovrà cercarsi un avvocato serio.

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  3. Io imporrei un codice etico alla libertà di stampa. È grave dirlo, ma di questi tempi necessario. Negli ultimi tempi Rai 1 sembra voler superare il Secondo nel campo della misandria e della manipolazione delle notizie in chiave femminista.
    Timperi stesso per guadagnarsi l’ambita fascia pomeridiana lunedì ha fatto marchette alla narrazione femminista a La vita in diretta. Un po’ come Lucarelli e la prima puntata in prima serata di Blu Notte nel 2003 dopo anni in seconda, un racconto ligio alla versione ufficiale della storia (contorta) delle BR. Mala tempora…

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