In video veritas – Violenza sulle donne: “lo dice l’ISTAT”? Non prendiamoci in giro…

Cosa c’è dietro alla formula magica “lo dice l’ISTAT”, quando si parla di violenza contro le donne? Nulla. O poco di più. Stime e ipotesi statistiche correttamente calcolate (sebbene su dati raccolti in modo molto discutibile) vengono spacciate dai media come dati reali.

NOTA BENE: Il video contiene alcuni udibili inserti audio non originali dovuti alla necessità di correggere alcuni errori nell’elaborazione dei dati e nella relativa narrazione esplicativa presenti nella prima versione del video

8 commenti

  1. Pur condividendo molte delle sue considerazioni, in questo caso credo che il suo approccio sia sostanzialmente sbagliato. Nel grafico che mostra in apertura c’è ad esempio un errore macroscopico quando sostiene che in Italia le donne tra i 15 ed i 65 anni siano ben 38,8 milioni. Se ha preso questa cifra come base, tutti i dati successivi risultano errati. Attualmente l’intera popolazione femminile (di qualsiasi età) è di 31,1 milioni mentre quella maschile è di 29,4 milioni.
    Errore potenzialmente ancora più grave è sostenere che un dato fenomeno dovrebbe aumentare o diminuire a seconda della dimensione del campione. La maggiore dimensione del campione -a parità di qualità- garantisce una maggiore precisione dei risultati o se preferisce errori statistici più piccoli. Ma non c’è nessuna correlazione con la dimensione del fenomeno stesso.
    Spero che accetti queste critiche per quello che sono, cioè un invito alla precisione proprio per evitare di cadere in quel delirio di numeri casuali che lei stesso descrive nel video.

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    1. Il dato sulla popolazione femminile è quello 2016 (https://www.tuttitalia.it/statistiche/popolazione-eta-sesso-stato-civile-2016/) però ha ragione, ho utilizzato una colonna sbagliata. Provvedo subito a correggere.
      Sul fatto dela diminuzione del campione relativamente all’aumento esponenziale della proiezione, come avrà notato è qualcosa che faccio notare en passant, non mi ci soffermo peché conosco le dinamiche statistiche, in questo senso.
      Va ribadito che il concetto di base, che molti sembrano non aver compreso, resta: i media spacciano come “veri” dati che in realtà sono soltanto “stime”. Direi che questo resta indiscutibile. O no?

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      1. Certo sono stime, questo è innegabile. Ma sono stime anche quelle sull’inflazione per fare un esempio. Non è quello il problema a mio modo di vedere. Semmai l’anomalia è il modo in cui sono formulate queste analisi che considerano molestia anche un diverbio, un apprezzamento infelice e cose simili. Ne è la prova il rapporto ISTAT dello scorso febbraio (vado a memoria) esteso per la prima volta anche agli uomini da cui emerge che gli stessi criteri ci sono in Italia circa 3,8 milioni di uomini vittime di molestie. Ovviamente però nessuno ha dato la notizia in questi termini, ne parlato di strage ne invocato leggi speciali. E questo è limite enorme dei nostri media su cui andrebbe fatta una lunga riflessione. In questo ha pienamente ragione la vita degli uomini è stimata molto meno di quelle delle donne. La ringrazio per aver accolto le mie segnalazioni.

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        1. Gentile Giulia, non c’è dubbio che siano stime. Ma c’è modo e modo di ottenerle. Mentre quelle sull’inflazione hanno metodologie ormai affinate e consolidate, quelle sulle violenze sulle donne sono state gestite con un metodo a dir poco discutibile (ne parlerò più avanti).
          Oltre a ciò, le stime, in quanto tali, vanno comunicate correttamente: ipotesi, proiezioni, teoria pura, da rendere credibile con l’incrocio di altri dati reali, “contabili” (matrimoni/divorzi, denunce/sentenze, ricoveri per violenza domestica, e così via). Se lo si fa, si capisce quanto male siano state gestite le proiezioni ISTAT su quell’argomento. Ad abundantiam, diciamo così. Prova ne è il campione che, come ti ha risposto un utente di questo blog, è vero che dev’essere qualificato, ma anche ampio…
          Per il resto non mi deve ringraziare per aver pubblicato la sua segnalazione. Questo è un blog dove si censurano solo le sciocchezze e le polemiche inutili. Sono io che la ringrazio: nell’elaborare i dati presenti nella prima versione del video avevo, per fretta, commesso un errore grossolano. La sua segnalazione mi ha permesso di correggerlo. Dunque grazie ancora.

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    2. Se lancio una moneta due volte e mi esce tutte e due le volte testa, potrò affermare che uscirà testa al 100%.
      Ma se lancio la moneta centinaia di volte avrò una statistica più vicina alla realtà e cioè 50 volte testa e 50 volte croce.
      E’ la legge dei grandi numeri, maggiore è il campione rappresentativo rispetto all’intero volume che voglio studiare più affidabile è quella statistica e viceversa. E questo se si presume che il campione si omogeneo con il resto della popolazione, cioè che sia rappresentativo,altrimenti le proiezioni sono completamente sballate. La scelta del campione dal punto di vista qualitativo e quantitavo è cruciale per avere una statistica quanto meno attinente al fenomeno che si sta cercando di studiare.

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