Casa della Donna, l’Europa non ci chiede proprio un bel niente

varie_casadonnaromaAmmettono di essere in difficoltà e questa è già una buona notizia. Le propaggini femministe, in buona parte legate alla sinistra, in costante lotta per trasformare l’Italia in un incubo simile a quello spagnolo, e tra le maggiori responsabili del clima di terrore tra generi, sono in fibrillazione. Ricordano il pesce che, tirato a secco, sbatte e guizza alla ricerca dell’acqua. E nel loro spasmodico esagitarsi, vedendosi (finalmente) rispondere picche in patria, sono finite a Bruxelles.

L’inadempiente Casa della Donna di Roma, con altre sorellanze simili (tra cui quella molestissima di Pisa), si è fatta un viaggetto di delegazione in una delle capitali istituzionali dell’Unione Europea per incontrare la loro parlamentare europea di riferimento, la rifondarola Eleonora Forenza, cui hanno presentato il loro cahier des doléances relativo alle orribili ingiustizie che stanno patendo in questo orribile paese governato da persone ancora più orribili.

varie_casadonneromaSono andate a chiedere supporto “perché sono tante le strutture sparse lungo lo Stivale che hanno come obiettivo la difesa dell’universo e della dignità femminile. Quasi tutte sono autogestite e autofinanziate [balle spaziali, vedasi i milioni di euro stanziati dal Governo precedente per questi soggetti, n.d.A.] e diverse, per questo motivo, risultano morose e sotto sfratto. Nonostante l’importanza oggettiva della loro attività, lo Stato italiano e più in generale le istituzioni non fanno molto per sostenerle e anzi, come emerge dalle cronache più recenti, in certi casi sembrano intenzionati a ostacolarle. Se non addirittura boicottarle”. Ed ecco che nel linguaggio femminista il rispetto delle regole diventa concetto obsoleto di fronte a un’attività definita unilateralmente “importante”. Come se Picasso avesse preteso di non pagare l’affitto perché nel suo studio dipingeva capolavori.

Ma che, poi, sono capolavori quelli che si realizzano nelle “case delle donne” e affini? Non pare proprio dati i numeri e i risultati. Nella stragrande maggioranza dei casi, e volendo essere generosi, sono centri di aggregazione o culturali esclusivi, qualcosa di simile a una bocciofila, ma solo per donne; volendo essere realistici, in molti casi sono centrali di elaborazione di strategie anti-uomo verso cui indirizzare donne, specie se ex mogli, in vista di procedimenti legali. In linea generale sono il punto di produzione di teorie terroristiche, votate alla diffusione di una narrazione divisiva, distorsiva e distraente della realtà. Il motivo della loro esistenza è il persistere di tensioni e conflitti tra i generi. Sorgesse un nuovo tempo di collaborazione e concordia, perderebbero il proprio pulpito, la propria rilevanza, le proprie entrate. Per questo sono infastidite da un Governo impegnato a disinnescare le bombe che deflagrano nella comunità, e sono andate a chiedere supporto (e soldi, naturalmente…) all’unica disposta ad ascoltarle a Bruxelles.

persone_forenzaRisultati? Chiacchiere. Ossia zero. Sebbene la loro narrazione interna parli di “grande successo”, tanto da legittimarle a dire (con una faccia talmente tosta che se cadono in terra il lastrico fa sangue…) che di dare supporto, privilegi e denaro alla causa femminista “ce lo chiede l’Europa”. In realtà lo chiede un’unica parlamentare dal peso politico specifico di un moscerino in cura dimagrante, ma che importa, basta usare la formuletta… A lei hanno raccontato di un sindaco che, guarda un po’, vuole mettere realmente a frutto delle aree di pregio di cui è proprietario, visto che le inquiline non cacciano un centesimo. A lei hanno anche parlato degli scandalosi tentativi di dare all’Italia una legge su separazioni e affidi conforme alle norme europee.

A buon peso, hanno anche raccontato dello scandalo di un assessore comunale, Andrea Buscemi, che a Pisa è in Giunta sebbene sia stato prima assolto, poi prescritto dall’accusa penale di atti persecutori. Sì, ma, dicono le pasionarie con la sveglia in mano (non hanno da lavorare mai?), è stato condannato al risarcimento danni in sede civile. Balle: Buscemi ha fatto ricorso, dunque non è sentenza passata in giudicato ma ancora in discussione. Piaccia o no, Buscemi è innocente. Oltre a essere stato eletto dai suoi cittadini. In realtà, ormai è chiaro, Buscemi fa paura alle devochke pisane, perché ha legittimamente sollevato dubbi sulla deontologia, la capacità professionale e la reale utilità di organizzazioni come le “case” delle donne. Si è chiesto l’assessore, insomma, se lì si fanno capolavori, e ha sollevato il legittimo dubbio che così non sia. E che dunque anche a Pisa sia necessario rivedere un po’ le cose con le concessioni e i finanziamenti pubblici. Un po’ quello che sostengo io da anni, ma su scala nazionale. Ebbene, queste legittime opinioni vengono tradotte in “femminese” con minacce contro le donne. Una falsificazione talmente scoperta da non poter suscitare che risate.

varie_casadonnapisaQueste loro iniziative, la loro retorica, la loro insipienza e la dimensione microscopica della copertura politica che sono arrivate ad avere, sono un segnale confortante dell’avvizzimento dei tentacoli di Rosa Nostra da tempo penetrati nel tessuto economico e sociale del nostro paese. Ma non bisogna gioire troppo: si tratta di una mostruosità ideologica capace di trovare agganci per poter risorgere, più incattivita e violenta di prima. Il grande rammarico è che organizzazioni come quelle qui citate non abbiano contraltari maschili in grado di mettere sul tavolo la realtà delle cose e svelare il vuoto o il gioco sporco che viene portato avanti. Questa è la più grande mancanza: un esercito pacato ma combattivo, forte di contenuti palesi che sostenga e favorisca il trend attuale, quello che sta facendo soffocare il pesce(cane).

Morto il quale sarà possibile procedere in un’agorà civile non più inquinata dal terrore, anzi bonificata dal piagnisteo e dall’odio che vi è sotteso, ben nutrito di interessi e business. Un’agorà dove uomini e donne per bene, come tali intressati a costruire un futuro sostenibile e produttivo nelle relazioni di genere, possano dialogare costruttivamente, razionalmente, pacificamente, dati alla mano e avendo sempre presente l’equità come traguardo da raggiungere assieme.


varie_indagineuomo

https://www.sondaggio-online.com/s/7524a20

2 commenti

  1. Quando non ci saranno più fondi per tenere sul libro paga queste femministe omosessuali i diritti maschili avranno fatto un passso avanti.

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  2. “perché sono tante le strutture sparse lungo lo Stivale che hanno come obiettivo la difesa dell’universo e della dignità femminile”
    Che ha a che fare il separatismo lesbico con la dignità femminile?
    Sono in maggioranza donne omosessuali che cercano di “convertire” quelle etero usando il femminismo come grimaldello psicologico, se degli uomini provassero a fare una cosa simile con donne omosessuali si parlerebbe immediatamente di coercizione psicologica – e pure economica ed approfittarsi dello stato di bisogno visto che queste alle volte provano a farsele mentre le stanno ospitando nelle case-rifugio.
    Non riesco a trovarlo, ma un paio d’anni fa, in Friuli mi pare, c’era stata anche un’indagine scaturita da denunce: ricatti sessuali e pure violenza sui bambini in un centro anti-violenza. Forse hanno chiuso le indagini.

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