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Amnesty ordina: il sesso senza consenso esplicito sia sempre stupro

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

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LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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di Giorgio Russo. A chiederlo è la nota ONG Amnesty International: l’Italia cambi la propria legge sullo stupro (Art. 609 bis Codice Penale), e definisca come tale ogni atto sessuale avvenuto senza esplicito consenso. Sarebbe una vera e propria rivoluzione, e talvolta delle rivoluzioni c’è bisogno. In questo caso? Per sostenere la sua richiesta, Amnesty si appoggia a un’indagine ISTAT dell’anno scorso, che ha rilevato come secondo l’opinione pubblica la donna diventi “responsabile della violenza sessuale subita per il modo di vestire (23,9% degli intervistati) o se sotto effetto di alcool e droghe (15,1%). Il 39,3% degli intervistati aveva inoltre dichiarato che una donna è perfettamente sempre in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo desidera”. Vergognosi pregiudizi, secondo la ONG, che si riflettono poi anche nelle aule di tribunale, e a cui dunque occorre porre rimedio.

Quello che Amnesty dimentica di specificare è che quelle percentuali sono state espresse paritariamente da intervistati uomini e donne, al 50%. Cioè una gran quota di coloro che questa proposta vorrebbe andare a proteggere ritiene che vestirsi in modo seducente o devastarsi d’alcol e droga siano comportamenti a rischio rispetto all’ipotesi stupro, e che ci sia spesso modo di sottrarsi a una violenza. Chiaramente Amnesty nasconde questo aspetto, che potrebbe minare il consenso del tutto virtuale che ritiene di ottenere citando l’indagine ISTAT. Per non sbagliare dice anche che sono innumerevoli le donne vittime di stupro in Italia, stavolta senza portare dati. Ed è ovvio: in realtà, è noto, stante la legge attuale, sono meno di un migliaio all’anno, uno dei dati più bassi dell’UE. L’ideale sarebbe zero, ovviamente, ma per avvicinarcisi bisognerebbe anzitutto affrontare seriamente anche il tema immigrazione, altro grande tabù.


Basta che cambi idea un secondo dopo aver finito e si è nei guai.


Ma è tutto irrilevante per Amnesty, e in particolare per la sua responsabile delle campagne Tina Marinari. L’obiettivo è andare a bussare alla porta di Bonafede per ottenere che anche l’Italia faccia la fesseria già compiuta da nove altri paesi europei, dove la norma logica dello stupro inteso come rapporto sessuale ottenuto con la forza, la violenza o la coercizione, si è ampliata a ogni rapporto sessuale che non sia supportato da un esplicito consenso. Insomma Amnesty vuole che facciamo come Svezia, Islanda, Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Germania, Cipro, Belgio, Portogallo e Grecia. Paesi alcuni, specie quelli del nord Europa, dove le violenze sessuali sono davvero una piaga dilagante, altri del tutto irrilevanti dal lato geopolitico. Ma tant’è l’aggancio c’è, ed è il solito: la Convenzione di Istanbul.

“A nostro avviso è importante completare questo passaggio perché il trattato di Istanbul rappresenta il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne”, blatera Tina Marinari, come se la Convenzione di Istanbul non avesse già fatto abbastanza danni e generato già ruberie a sufficienza nel nostro paese. E a questo punto si appresta a generare altri disastri, perché il punto cruciale in tutto questo è proprio il consenso. Mentre un rapporto sessuale ottenuto con violenza lo si può provare, così assolvendo a quanto lo Stato di Diritto richiede (prove, evidenze, realtà tangibili), il consenso come lo si prova? Non c’è bisogno di firmare un contratto, dice Amnesty, secondo cui il consenso “è la comunicazione di una volontà, è assicurarsi che in tutti i momenti del rapporto esista la reciproca voglia di stare insieme”. Lo immaginate? Ad ogni cambio di posizione o magari ad ogni colpo di bacino: “ti va? Continuo?”. Roba da far ammosciare anche Rocco Siffredi. Senza contare che, basandosi tutto sulla parola, a fine rapporto lei può tranquillamente andare dai Carabinieri, appellarsi al “believe woman” e mettere nei guai il toyboy del momento, affondando sempre più nel baratro la giustizia, la presunzione d’innocenza, l’onere della prova e la sua oggettività. Anche ci fosse una registrazione video (ma occhio al “revenge porn!”) o un contratto: basta che lei cambi idea un secondo dopo aver finito e si è nei guai, senza via d’uscita.


E voi? Voi che cosa intendete fare?


Questo vuole Amnesty International per l’Italia: l’attuazione dell’agenda di “Non Una di Meno”. Vuole l’affermazione di una logica per cui no vuol dire no, sì vuol dire “forse, se non cambio idea”, il silenzio vuol dire “faccio come mi gira sul momento”. Alla fine conta che “el violadòr eres tu“. Non esattamente lo scenario ideale per permettere a un tribunale di decidere se mandare in carcere o meno un uomo. “La regola generale è: in caso di dubbio sul consenso, chiedilo espressamente. Se sei ancora in dubbio, fermati”, prova ancora a convincerci Amnesty. E noi vediamo le relazioni uomo-donna trasformarsi in un incubo e ci arrovelliamo su come i nostri figli potranno mai avere relazioni normali se questo approccio si afferma. D’altra parte Amnesty partecipa a quel piano globale che vorrebbe affrontare il riscaldamento globale attraverso la depopolazione. Se dunque fare l’amore diventa un modo per finire in galera, è probabile che in futuro gli accoppiamenti saranno rarissimi, se non nulli. Così come le normali relazioni umane, di questo passo. Ma oltre a questi obiettivi futuribili, ce n’è uno più immediato e a portata di mano: abbassando quasi allo zero il livello minimo per arrivare a una definizione, tutto o quasi diventerà stupro. È lo stesso meccanismo usato per le violenze: una volta lo schiaffo, il pugno, il calcio lo erano. Ora anche un fischio di apprezzamento è considerato violenza. Tutto sta diventando violenza, tutto sta diventando punibile. E lo sta diventando unilateralmente: essendo tutto declinato al femminile, il corrispondente sugli uomini rischierà di essere tollerato, se non permesso.

Amnesty porta avanti questa nuova follia al modo solito: un hashtag evocativo e una mostra itinerante “emozionale”, dove vengono esposti gli abiti indossati da donne quando sono state vittime di stupro. Vai a sapere se è vero: è lecito dubitare perché sicuramente, per una questione di privacy, non ci saranno nomi e cognomi o collegamenti a casi reali. Però l’esposizione porterà quell’emozione nell’intestino crasso della gente sufficiente a far apparire la proposta come sensata. Così è lo storytelling di un femminismo che aggredisce la realtà da ogni parte, utilizzando ogni mezzo a propria disposizione. E ne ha tanti visto che gli è stato consentito di permeare ogni cosa attorno alla normalità, dai tribunali all’associazionismo, dalla politica all’economia passando per le varie ONG. E così è sempre più forte la sensazione di essere una carovana inerme assediata da indiani feroci, senza che mai arrivino “i nostri” a dare manforte. Anche perché molti dei “nostri” o sono stati assorbiti definitivamente dallo storytelling e dalle molte fattezze che sa assumere, o sono ancora persi a litigarsi e dividersi in categorie settecentesche come “destra” e “sinistra”. Noi, nel nostro piccolo, finché potremo terremo la posizione e venderemo cara la pelle contro queste follie assolute. Per lo meno potremo dire ai nostri figli, a breve ridotti tutti a essere hikkikomori, che ci abbiamo provato. E voi? Voi che cosa intendete fare?


64 thoughts on “Amnesty ordina: il sesso senza consenso esplicito sia sempre stupro

  1. ……
    suggerisco una idea per una start-up che prenderà soldi:
    una linea di preservativi che dentro ad ogni pezzo sigillato includa anche due copie (una per lui e una per lei)
    di un “contratto di accettazione di rapporto sessuale”
    prestampato appositamente e da completare con dati personali e limitazioni,
    (per evitare ogni rogna futura)
    e una microscopica matita copiativa.

  2. Il solo sistema per evitare una falsa accusa, è quella di provarci solo con le donne che si conoscono bene, e che non hanno alcun interesse a fare bottino. Mi riferisco ad amiche di lunga data o che frequentano gli stessi ambienti, dove tutti si conoscono e tutti sanno bene con chi hanno a che fare., Da non sottovalutare anche la condizione economica della partner: chi se la cava bene nella vita, e non è preda di rivalità e invidie, non si lascia andare a pratiche infami.

  3. Si, a quello puntano. Spostare l’onere della prova, sovversione totale dello Stato di Diritto.. Naturalmente quest’inferno vale per gli uomini.

  4. Ecco, approvata la legge sarà ufficialmente conclusa la liberalizzazione sessuale.

    Ad ogni modo io ho già stampato per voi un centinaio di moduli del tipo “io sottoscritta tal delle tali, sobria e nel pieno delle mie facoltà mentali, con la presente delibera concedo il mio assenso a… ( qui il vostro nome ) per lo svolgimento indoor/outdoor delle seguenti performance sessuali senza chiedere nulla in cambio. A questo punto una sfilza di caselle da barrare che partono dal semplice “soffocone” alla cinquantesima sfumatura di grigio. La cosa interessante è che si può barrare più di una casella, specificando però il tempo di durata. Non vorrei che le persone nella mia condizione, dopo le mie due-tre ore di routine, vengano accusati di stupro per ecceso di tempo. A questo punto Firma 1 ( lei ) e Firma 2 ( voi ). Poi immagino per un Chad bisognerà lasciare lo spazio nel contratto per una eventuale Firma 3 e una Firma 4.

    Zai Jiang wo de peng yo! Dopo il Covid-19 me ne ritornerò nella civilissima e libera Cina. Gli (s)cazzi e le (s)fighe le lascio a voi!

  5. Pensando di fare cosa gradita ai lettori dei commenti posto anche qui il finale del mio articolo sull’argomento, quello su come proteggersi:

    La V sezione della Corte di Cassazione con sentenza 27160 del 13 giugno 2018 esclude il reato di interferenze illecite nella casa privata nella fattispecie in cui uno dei soggetti filma un rapporto intimo all’insaputa dell’altro.

    Nella sentenza gli Ermellini di Piazza Cavour, con osservanza di granitici orientamenti della giurisprudenza di legittimità, nello specifico la sentenza 22221 del 10 gennaio 2017, nonché la pronuncia di ben dieci anni prima sempre emessa dalla V Sezione, ossia la sentenza 1766 del 28 novembre 2007, hanno statuito che “non integra il reato di interferenze illecite nella vita privata la condotta di colui che mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva provveda a filmare in casa propria rapporti intimi intrattenuti con la convivente, in quanto l’interferenza illecita prevista e sanzionata dal predetto articolo è quella proveniente dal terzo estraneo alla vita privata, e non già quella del soggetto che, invece, sia ammesso a farne parte, sia pure estemporaneamente, mentre è irrilevante l’oggetto della ripresa, considerato che il concetto di “vita privata” si riferisce a qualsiasi atto o vicenda della persona in luogo riservato”.

    IN LUOGO RISERVATO è anche se vi appartate con una in auto.

  6. Comunque il titolo dell’articolo è sbagliato: scrivendo così si fa il gioco delle femministe.
    Il titolo giusto sarebbe:

    “Amnesty ordina: il sesso senza consenso ESPLICITO sia sempre stupro”

    1. @Eric.

      Esatto.
      Non capisco perché il titolo non sia stato ancora corretto, con l’indispensabile aggiunta di quell’aggettivo.

      1. Titoli troppo lunghi danneggiano il posizionamento SEO… Chi vuole, legge l’articolo e vede che si tratta di consenso esplicito.

        1. Basta togliere “ordina” e aggiungere dopo “esplicito”: il numero di parole rimane lo stesso e il significato diventa quello giusto.

  7. “Voi che cosa intendete fare?”

    Per prima cosa: compro un secondo orologio da polso con la telecamera a mio figlio, così se gli si dovesse rompere il primo ha la riserva.

    Ultimo acquisto che ho fatto: radiosveglia con telecamera incorporata da 1080p: è un po’ scomoda perché ha il telecomando ma si può comunque radiocomandare con l’orologio, il vantaggio mostruoso è che non solo è pre-orientata ma oltre che le classiche schedine SD e le pennette USB può ospitare anche un intero hard disk SSD (quelli piccoli da 2,5″ però, non quelli grossi da 3,5″, ma comunque ci sono anche da 1 tera).
    E’ in camera di mio figlio ove non ci sono telecamere, la può attivare sia col telecomando che con l’orologio da 30 euro (che non è quello con la telecamera, che costa il triplo, questo fa solo da telecomando di dispositivi remoti).

    E il permesso NON SI CHIEDE: si registra tutto.
    Non è revenge porn, il revenge porn è solo se diffondi il filmato. Non serve neanche mettere i cartelli per avvisare delle registrazioni, servono solo in ambienti aperti al pubblico, non in casa. Fuori: orologio con la telecamera.

    Questo per il pupo.

    Secondo, per quel che mi riguarda: niente più sesso con le donne, le vagine debbono fare le ragnatele. A queste condizioni fare sesso non è dignitoso, è una cosa fantozziana, la può fare giusto un ragazzo che vuole fare esperienze o se vuoi fare un figlio.

    Terzo: ogni volta che mi capita l’occasione dichiaro esplicitamente, anche dal vivo, la cosa di cui al punto 2.

    Quarto: appena passa la legge aumento del 10% i pesi che faccio ogni giorno. Così il primo uomo che dal vivo prova a rompermi le scatole cercando di svilire la mia scelta di cui al punto 2 gli faccio mangiare cacca di cane raccolta per strada: visto che è un fanatico del mangiare escrementi mi pare giusto che li mangi anche con me, io mica sono inferiore alle donne e anche se lui pensa che io lo sia lo metto sotto e gli faccio cambiare idea: se cerchi di impormi la propaganda secondo la quale è giusto e bello mangiare escrementi con le donne, allora li mangi anche con me, non c’è da discutere ma solo da passare ai fatti.

    Direi che è tutto.

    1. Eric, ho scritto su Twiter che si può filmare l’intero atto sessuale e, Davide su Twittter scrive quanto segue: “Vedo che molti propongono soluzioni. Non hanno capito la portata della cosa. Filmi il suo consenso. Alla fine lei esce e ti denuncia dicendo che era ubriaca quando ha fatto il video. Sei nella merda. Non se ne esce, ed è questo il loro obiettivo”- e quai, anche lui ha ragione, anche se dispongo di un video…

      1. L’articolo, così come le asserzioni di Amnesty, sono piuttosto chiare. E sono supportate da un pregresso corposo già messo in atto (si pensi al caso del Carabiniere con la turista USA a Firenze). Il principio è “believe woman”. Lei ha il potere di concedere e ritirare il consenso in ogni momento. Anche se lo mette per iscritto, anche se è ripreso in video. Può dire che fuori inquadratura le stavi puntando un coltello, come dimostri l’opposto? Può dire che era sotto ricatto, come dimostri l’opposto? Può dire che era ubriaca, come dimostri l’opposto, le fai fare la dichiarazione stando in equilibrio su un piede solo?
        Come per lo stalking: nel momento in cui la definizione del reato è INTERAMENTE rimessa alla presunta (o falsa) vittima, non ci sono mezzi di protezione per evitare la denuncia. L’unica difesa è durante il processo e non è dimostrare che siete innocenti: la sua parola vi ha già condannato a quel punto. L’unica difesa è cercare di dimostrare che lei è inattendibile. Cosa molto difficile, specie con la genìa di avvocati che abbiamo in Italia.

        1. OK, a questo punto, Giorgio, visto che la tua risposta è stata molto esplicita, ritengo che un uomo sano di mente e che sia a conoscenza di ciò, debba chiudere definitivamente con le donne.

          1. Quello è il minimo per tutelarsi.
            L’attivismo starebbe in questo: deve anche dire, orgogliosamente, che ha chiuso e il PERCHE’ ha chiuso.
            E deve stare pronto a difendersi dagli attacchi pesanti che arriveranno: chi non va con le donne perché non vuole è sottoposto ad attacchi molto simili a quelli che subiscono i gay. Che non sono niente di che, di fatto, niente di così terribile: ma si tratta di battute continue, spesso molto velenose, anche da parte di insospettabili: sei un traditore della patria, o più precisamente stai svalutando una delle basi dell’esistenza di tanti altri uomini.
            Per difendersi bisogna attaccare, ovverosia umiliare chi ti vuole umiliare – la cosa varia molto a seconda di chi ti attacca e dalle tue caratteristiche. Io, a puro titolo di esempio, se vengo attaccato da gente più o meno tradizionalista senza figli o con un figlio solo batto su quello facendomi forte del fatto che sono stato più prolifico di loro: puoi parlare di donne all’infinito ma se non ha fatto figli di fatto basi la tua presunta “superiorità” sull’aria fritta, è come il bue che dice cornuto all’asino. Insomma devi colpire forte nei loro punti deboli, sfruttando i loro stessi pregiudizi – altrimenti gli attacchi non cessano ed anzi si allargheranno sempre di più. Ricorda che “grazie” anche al femminismo la sessualità degli individui di sesso maschile spesso è oggetto di pubblica discussione, tanta gente non si fa remore e rompe proprio le scatole, non ti aspettare che rispettino le tue scelte come farebbero con una donna: ha più possibilità di ottenere una tregua una lesbica che un uomo etero “che non vuole fare il suo dovere”.

      2. Ecco appunto. E allora a maggior ragione, che se la tenessero chiusa tra le gambe a far le ragnatele! Ma pensa se per farsi una trombata uno deve finire così. Porno, prostitute, real doll super realistiche, e poi che se ne andassero a quel paese. Magari a “quel paese” qualche tordo che ci casca lo trovano ancora. Vogliono poterci fottere fino a questo punto? E sia. Ci sarà presto un boom di vendite di dildi. Buon divertimento.

      3. Infatti la via maestra è proprio evitare di avere rapporti sessuali con donne: l’ho scritto che le vagine debbono fare le ragnatele.
        Ma si può fare a 40-50 anni, non si può fare a 20 anni, a quell’età non è realistico, è ovvio che chi ha 20 anni e deve fare un po’ di esperienze deve rischiare.
        Quando uno si trova a doverlo fare, registra – ripeto che non è una soluzione totale, ma è una difesa molto forte: il consenso di lei è sul video, potresti denunciarla anche tu dicendo che eri più ubriaco di lei.

  8. Non mi sorprende. L’unica cosa che mi sento di dire agli uomini è: lasciate perdere le donne, per il sesso ci sono le prostitute e , anche lì, vigili. Io sono con voi, li combatto finchè avrò vita.

    Qui, il blogger Ericlauder aveva visto giusto: “La Convenzione di Istanbul prevede, tra molte altre cose, che le nazioni firmatarie debbano criminalizzare qualsiasi forma di atto sessuale che non preveda il consenso esplicito dei partecipanti. La parola chiave è ESPLICITO.

    La differenza sostanziale tra ESPLICITO e non-esplicito pare essere oscura a parecchie persone, per questo mi sembra il caso di sottolinearlo ancora una volta: ESPLICITO.

    Già dieci paesi hanno approvato il nuovo modello di criminalizzazione di tutte le attività sessuali per le quali il consenso non sia stato fornito in maniera ESPLICITA. Tale modello viene anche chiamato “SI significa SI”, in opposizione al più tradizionale approccio “NO significa NO”. Qual’è la differenza? E’ che nel modello “NO significa NO” il sesso non è crimine, salvo nel caso in cui uno dei partecipanti non manifesti esplicitamente la sua contrarietà. Al contrario nel modello “SI significa SI” il sesso è un crimine salvo nel caso in cui tutti i partecipanti non manifestino esplicitamente la propria approvazione.

    In altre parole, per fare un paragone, quella che passa tra “NO significa NO” e “SI significa SI” è esattamente la medesima differenza che passa tra

    CONSIDERARE LEGALE TUTTO CIO’ CHE NON E’ ESPLICITAMENTE VIETATO

    e

    CONSIDERARE CRIMINE TUTTO CIO’ CHE NON E’ ESPLICITAMENTE LEGALE.”

    https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2020/06/07/oggi-vi-spiego-la-differenza-legale-tra-violenza-sessuale-e-sesso/

    In definitiva, tutta la sessualità, dovrà ADATTARSI a quella femminile, che di default è NO. In parole povere: REPRESSIONE LEGALE della sessualità maschile.

    1. Quello che è diabolico è la mossa in due-tre tempi che di fatto rende l’uomo sempre ricattabile e sotto scacco.

      Grazie alla convenzione di Instanbul la versione della donna presunta vittima vale come quella di un testimone, e quindi come prova di per se sufficiente se giudicata attendibile dal giudice. E questo è un potere molto forte, ma non bilanciato dato che in pratica raramente una donna che ha mentito su uno stupro ne paga le conseguenze.

      L’uomo accusato non ha lo status di testimone, e può solo difendersi portando prove a suo favore (ma dimostrare un SI esplicito non è facile), o screditando la testimonianza della vittima. Ma qua la mossa diabolica dei gruppi femministi: la donna al processo viene vittimizzata, e se la donna si contraddice è perchè ha subito uno shock, ecc.. ecc…

      C’è anche il tentativo di allungare il periodo in cui una donna può accusare un uomo di stupro.

      Insomma a questo punto l’unica risposta razionale è quella di registrare (almeno audio) ogni rapporto sessuale e mantenere i file fin quando non scadono i termini di legge per l’accusa di stupro. In caso contrario difficile difendersi visto il tipo di leggi (che sarebbero anche giuste e motivate), e l’atteggiamento fanatico dei gruppi femministi nel difendere anche le false accusatrici e l’influenza che hanno su tutto il sistema.

      1. Esatto Massimo.Ma anche registrando un video, giustamente Davide mi fa notare su Twitter che lei può sempre dichiarare di essere ubriaca quando è stato filmato l’atto, anche se a sua insaputa

      2. La versione dell’imputato non è prova perché ha il diritto di mentire, la vittima del reato invece può testimoniare perché ha l’obbligo di dire la verità.
        Certo, ha l’obbligo, ma nel caso:
        https://www.studiocataldi.it/articoli/27290-calunnia-chi-continua-a-mentire-nel-processo-non-risponde-per-falsa-testimonianza.asp

        l’obbligo di un testimone di dire la verità che si risolve in una non punibilità se mente (*), anzi è suo interesse continuare a mentire, non è molto rassicurante per un giusto processo considerato anche che la sola la testimonianza della vittima del reato è sufficiente per la condanna.

        * Un obbligo che non preveda una sanzione per chi lo viola di fatto è un obbligo inesistente.

        1. Si letto il link. Però rimmarrebbe il reato di calunnia? Ovvero invece di condannare uno per falsa testimonianza e poi per calunnia, viene condannato solo per calunnia.

          A parte che mi piacerebbe vedere quante volte l’abbiano poi assegnata i giudici alle donne che hanno accusato ingiustamente un uomo. Direi molte poche volte, perlomeno in Italia.

          1. Nessun PM in nessuna parte d’Italia, salvo rarissimi casi, perseguirà mai una donna per calunnia. Scordatevelo.

      3. “Insomma a questo punto l’unica risposta razionale è quella di registrare (almeno audio) ogni rapporto sessuale e mantenere i file fin quando non scadono i termini di legge per l’accusa di stupro”. Non basta. Vedasi la storia del signor Feibleman alla Columbia University.

    2. E chi stabilisce che un sì è sì? Se non ci sono segni di violenza, il sì è implicito. La follia di questi ultimi vent’anni è propria questa: lo stupro è una violenza fisica, di conseguenza lascia tracce, che però non vengono valutate. Se una donna ha subito uno stupro avrà dei segni di colluttazione, di violenza, perchè avrà offerto resistenza. E’ chiaro che se io sorvolo su queste elementari conclusioni, tutto è violenza. Se io denunciassi una persona per percosse dovrei mostrare le conseguenze fisiche della sua aggressione, idem per uno stupro. E’ evidente che ci stiamo bevendo il cervello andando dietro a queste/i mentecatti, che d’altronde vogliono catalogare per violenza anche un semplice sguardo. Quando le ossessioni mentali, le psicosi, diventano legge è la fine.

    3. In pratica in ogni momento del rapporto bisognerà chiedere: “ti piace?” “Continuo?” ” È ok?” “Tutto a posto?” ecc…
      Mi piacerebbe sapere però se poi mi è concesso avere qualche defaillance o si aspettano il toro da monta, lo stallone che le porta al settimo cielo. E perché poi consideriamo che ci faranno pure la recensione dettagliata sul gruppo Whatsapp delle amiche eh! Altro che ansia da prestazione! Saranno anche le stesse che frignano che “non ci sono più in giro gli uomini di una volta”, “non c’è più il conquistatore sicuro di sé”, “sono tutti dei bambinoni cresciuti”.
      Ma che se la tenessero stretta e chiusa tra le gambe va. Già è faticoso andare in buca e non essere duepiccati, mo così diventa pure pericoloso.

    4. @Zorash

      Sono d’accordo con quanto scritto nel tuo intervento e già discusso da ericlauder.
      Non è del tutto esatto, anzi è un po’ fuorviante, dire che secondo la nuova legge auspicata da Amnesty International ci sarà stupro se non c’è consenso perché già adesso, ovviamente, è così. Non è che adesso si possa fare sesso con una che ti dice “no”. Ciò che cambierebbe con la nuova legge è il modo di definire il consenso, che passa da “no significa no” (è così almeno dagli anni ’70) a “sì significa sì”.
      Quello che mi chiedo invece è: dove è già in vigore il principio del “sì significa sì”? AI dice 10 paesi tra cui la Germania, ma questo articolo del novembre 2018
      https://www.thenewfederalist.eu/only-yes-means-yes-changing-sexual-offence-legislation-in-europe?lang=fr
      scritto da una tedesca sostiene che in Germania la legge è stata riesaminata nel 2016 e tutti si sono dichiarati d’accordo nel sostenere il criterio del “no significa no”.
      Cercando in rete con “yes means yes”, viene fuori che in Spagna se ne stava discutendo nel marzo scorso, mentre in Svezia il nuovo criterio sarebbe davvero già stato adottato.
      Siamo sicuri che AI stia dicendo la verità? Quanti paesi in Europa hanno davvero già adottato il nuovo criterio? Negli USA era diventato già anni fa lo standard nei campus, ma gli adulti erano per lo più contrari.

      1. @Pino59, Se AI dice la verità io non lo so, ma di sicuro non è da sottovalutare, io mi metto in sicurezza, e cerco di farlo fare anche agli altri..eviterò di avere rapporti sessuali , grazie a Dio esistono altri metodi per sfogare i bisogni sessuali.

  9. Viviamo in un contesto dove la migliore cosa è neanche provarci, se aspetti che le donne facciano il primo passo “campa cavallo che l’erba cresce” a meno che non appartieni al 1% di uomini molto desiderati.
    E’ chiaro che tutte le donne che girano intorno a una striminzita quantità di uomini sono per forza di cose altamente cornute, per tutti i restanti conviene non fare lo zerbino e fare la propria vita, l’ideale sarebbe vincere la dipendenza dal sesso non alimentandola attraverso l’infinito materiale che c’è in rete, perchè questa è una dipendenza effettiva come tutte le altre droghe che si stronca solo con un forte rifiuto, quindi si può certamente dire che un buon 90% degli uomini siano drogati di sesso e come tutti i drogati sono schiavi del proprio desiderio, solo stroncando questa malsana relazione dipendenza-schiavitù l’uomo può uscire dal baratro e avere molte più possibilità nella vita, tra cui, saper vivere senza il bisogno di una donna accanto oppure riuscire a stabilire una relazione seria uomo-donna che porta veri valori educativi e familiari, relazione impossibile da portare avanti con stabilità se la nostra vita è immersa nella dipendenza sessuale.

    Certo che la vastità di materiale pornografico disponibile e la facilità di raggiungerlo con un semplice click non aiutano affatto gli uomini a poter uscire da questa droga e contestualmente nessun governo di nessun paese al mondo fa nulla o quasi per contrastare questa piaga sociale che rende gli uomini fragili.
    Questo materiale che procurerebbe grande scandalo se fatto circolare in modo pubblicamente visibile, non crea invece nessun scandalo se celato attraverso l’informazione nascosta dai byte, l’uomo viene perennemente raggiunto dentro l’isolamento della sua stanza privata a “mangiare” il veleno che lo tiene costantemente schiavo.
    La natura dell’uomo, a differenza di quella della donna, è molto più sensibile verso questo materiale e darglielo in quantità smisurata e senza difficoltà a raggiungerlo significa piegarlo fin dall’adolescenza a una schiavitù brutale a meno che la famiglia o altre strutture come la chiesa riescano a scansare la vittima dal suo destino infame, senza contare che famiglia e chiesa sono strutture sempre più deboli la cui flebile voce viene soverchiata dalle urla dei concetti del relativismo e del modernismo che lasciano le vittime della dipendenza sessuale senza quasi più nessuna difesa e il loro destino è segnato.

    Tutti noi siamo colpevoli che mai nessuna voce insorge contro tutto il materiale pornografico che circola, l’ipocrisia è palese, ci scandalizziamo se questo materiale si trovi sopra a un tavolo e contestualmente lo accettiamo se passa attraverso un cavo elettrico o nell’etere e raggiunge di nascosto l’obbiettivo.

    1. Non è che se improvvisamente censuri tutto, poi il problema si risolve. Anzi, se tu proibisci la sessualità virtuale, come sempre accade con il proibizionismo, finisce che ti costa il doppio, perchè il problema è lo scarso accesso alla sessualità autentica, non lo stimolo. La sessualità è uno dei bisogni umani, è scritto nel nostro DNA, non si sfugge. Gli stimoli sono dentro di noi. Gli uomini più invasati, sessualmente parlando, arrivano proprio dai Paesi più rigidi sotto questo profilo, quelli che coprono le donne, per esempio.
      Il problema è quindi l’accesso alla sessualità reale e le femministe lo sanno perfettamente. Obbligare l’uomo a mendicare sesso, significa renderlo ancora più ricattabile. Tutte queste iniziative hanno questo scopo. Allora come se ne esce? Bella domanda. Come scrivevo sotto, alleggerire la sessualità, presentarla come un gioco tra adulti, dove ognuno gioca la sua partita nel rispetto reciproco, dove un sì è un sì e non è un no, ma dove un sì, non può poi trasformarsi in un no, altrimenti questo non è un gioco tra adulti, ma sono delle imboscate.
      Chiaramente facile a dirsi, difficile a realizzarsi. Allora un’altra alternativa è legalizzare la prostituzione. Mi piace una donna adulta: le offro soldi per far sesso. Rifiuta? Arrivederci e grazie. Non è che mi prendo una denuncia per favoreggiamento della prostituzione, come oggi accadrebbe oggi. Questo sarebbe un campo in qui il conflitto con le femministe sarebbe campale, perchè si giocherebbe una partita fondamentale. il problema però è che gli uomini stessi dovrebbero iniziare a smetterla di definire puttana una donna che arrotonda per sesso, bisogna che anche gli uomini si evolvano, perchè c’è troppa idiozia maschile in circolazione.

      1. Bravo Sasha, condivido ogni singola parola. Angelo, il tuo commento è giusto a metà, è giusto prendere le distanze dalle relazioni/donne, ma non sopprimere la sessualità, anche attraverso la pornografia,l’uomo ha una sessualità molto piu forte di quella di una donna. Condivido con Sasha la legalizzazione della prostituzione.
        Oltre a seguire Stalker vi invito a seguire questo blog , si trovano molti spunti riflessivi, soprattutto i commenti: https://theindependentmanitaly.wordpress.com/

      2. “Il problema è quindi l’accesso alla sessualità reale e le femministe lo sanno perfettamente.”
        Il sesso virtuale e reale sono collegati, il soddisfacimento del primo è il veicolo che porta al secondo e quindi mendicante di sesso reale.
        Uno che va a prostitute è uguale, nessuno va a prostitute se prima non si sia soddisfatto almeno 1000 volte con materiale pornografico, quello che voglio dire è che la dipendenza sessuale porta o a fare il mendicante di sesso con qualunque donna, posizione di altissima ricattabilità oppure andare a sesso a pagamento.
        Entrambe posizioni sbagliate, se poi uno dice che è meglio andare a prostitute anzichè essere ricattato da donne comuni, questo è un altro discorso, questo è uno scegliere il male minore di due strade sbagliate.
        Anche andare a prostitute ci si trova in situazione di ricattabilità, paghi ma vieni trattato con disprezzo, sei solo un bancomat e il servizio che ti offrono è il minimo per te e il massimo per loro e quando vai via ti senti irrealizzato e frustrato.
        Quello che dico io è un’altra cosa, non dipendere dal sesso è non dipendere dalla donna, se non dipendi dal sesso è la stessa donna che ti guarda in modo diverso perchè hai più valore.

        “La sessualità è uno dei bisogni umani, è scritto nel nostro DNA, non si sfugge.”
        Non è un bisogno umano, lo diventa se ne perdiamo il controllo, lo diventa se si trasforma in dipendenza, se prendiamo, ad esempio, tutti i dipendenti dal fumo ti diranno che ne hanno bisogno ma inizialmente non era così, ne sono così sottomessi che pensano sia un bisogno da soddisfare e basta, è lo stato di sottomissione che ci autoinganna a pensare che devo alimentare quel bisogno perchè così è.

        L’uomo ha in sè delle pulsioni sessuali che possono essere più o meno forti, la nostra condotta di vita farà sì se queste pulsioni saranno sopra o sotto di noi, ogni dipendenza si paga a caro prezzo anzi è un prezzo altissimo quello della dipendenza sessuale, barattiamo il valore della nostra identità con un pò di piacere.

        E’ un attimo ritrovarsi dipendente per tutta la vita senza uscirne mai più senza aver assaporato il vero gusto della vita, gli adolescenti con la loro ingenuità cominciano a “mangiare” fin da subito le sostanze che portano alla dipendenza e un domani non si domanderanno se il loro bisogno che non possono fare a meno sia svincolante ma diranno “le cose stanno così è nel nostro dna”.

        1. È vero, però dipende da soggetto a soggetto. Non tutti ci riescono. Credo che ci abbiano colpito nel miglior punto debole (maschile9 possibile.

          1. E’ vero non tutti ci riescono ma se l’uomo vuole difendersi dalla ricattabilità della donna moderna deve dapprima essere libero dalle pulsioni sessuali, e al di là di questo aspetto particolare relazione uomo-donna, il saper tenere sotto controllo le pulsioni ci evita il ricatto anche in tanti altri aspetti della vita.

            Alcuni potrebbero dire, non posso farne a meno, se ci provo a stare in astinenza dopo alcuni giorni o settimane arrivo ad un punto tale da sbattere la testa al muro, no no no non ce la farò mai, e la conclusione sarà o prostitute o zerbino a vita e frustrazione garantita.

            La “droga” sesso (parlo per gli uomini), che spesso non viene considerata come tale perchè molto subdola, è una delle più potenti in assoluto, sicuramente molto più forte del fumo e dell’alcool e molto più difficile ad uscirne, è talmente forte che la stragrande maggioranza degli uomini sa nel suo intimo che è una forza a cui deve sottostare senza mai poterla allontanare (qui, in questo contesto di debolezza dell’uomo tutte le leggi femministe cercano di approfittarsi), di tutte le altre droghe la vittima ha la percezione che gli stanno facendo del male e che in qualche modo potrebbe liberarsi, da quella del sesso si ha la sensazione che non sia possibile, da qui tutte le frasi che ne escono fuori “è connaturata nell’uomo”, “è scritto nel nostro dna” etc..
            E’ talmente forte che preferiamo dire, non si può combattere!!! FALSO

            Oltre ad essere potentissima, è l’unica a costo zero, quindi sia il ricco che il povero la possono alimentare sia con presenza di donna oppure no.

            Gli unici bisogni essenziali sono il mangiare, il bere, il dormire e il respirare, tutti gli altri non lo sono ma se stuzzicati possono dare piacere e se la ricerca è continua danno dipendenza.

            Se il sesso, soprattutto per chi ne è fortemente dipendente, è così forte come se ne può uscire?

            Se si pensa che basta un pò di astinenza per uscirne non ci siamo proprio, dopo un minimo di astinenza pensieri, immagini porno, volto della nostra pornostar preferita, movenze sensuali e altro si fanno sempre più vivide nella nostra mente, se assecondiamo questi desideri la caduta è inevitabile e il ritorno allo stato di dipendente è assicurato, anzi questo ritorno ci convincerà che non è proprio possibile liberarcene.
            La prima prova di astensione è solo il primo ostacolo che troviamo lungo la strada della liberazione.

            Prima cosa, dobbiamo innanzitutto comprendere che abbiamo a che fare con un mostro, è lo stesso mostro che ha mosso le azioni di una moltitudine di serial killer e stupratori, e come disse Ted Bundy in un intervista poco prima della sedia elettrica “moltissimi dipendenti sessuali non diventeranno mai dei serial killer ma tutti e dico tutti, senza eccezione, i serial killer sono forti dipendenti sessuali”, quindi se non abbiamo la consapevolezza di affrontare un mostro è impensabile uscirne, se l’entrata alla dipendenza è dolce e senza fatica, l’uscita è faticosa ma non impossibile.

            Seconda cosa, dobbiamo metterci nella condizione del combattente, del soldato ostinato a voler vincere il suo nemico, il mostro è serio e ci procura danni, allo stesso modo dobbiamo affrontarlo seriamente.

            Terza cosa, essere preparati a quello che ci aspetta, le prime fasi di astensioni sono le più pericolose, è qui che dobbiamo stare attentissimi a non cadere, occorre avere lo spirito del guerriero che sa di affrontare un nemico forte e subdolo.

            Quarta cosa, rifiuto totale di qualunque desiderio sessuale, questa è la parte dove è necessario essere vigilissimi e radicali, significa che ogni volta che nella nostra mente si forma un desiderio scacciarlo il prima possibile e pensare ad altro, questa fase è delicatissima, non si può fare un mezzo lavoro altrimenti si ricade, deve essere totale e immediato, nel frattempo se il lavoro è fatto bene il nostro spirito si rafforzerà e vi sentirete meglio.

            Quinta cosa, rifiuto totale della ricerca di qualunque materiale pornografico, quindi non aprire siti porno, cancellare tutta la vecchia cronologia del browser, essere ostinati perchè il nemico non scherza e a ringhiottirti è un attimo.

            Sesta cosa, non guardare le ragazze con desiderio, guardale semplicemente come persone, stare sempre vigili.

            Settima cosa, allontanati dalle persone che sono sboccacciate, soprattutto agli inizi quando sei ancora molto debole a resistere.

            Ottava cosa, se avete fatto un buon lavoro, con il tempo gli attacchi del mostro saranno meno violenti e li controllerete con maggiore facilità e comincerete a comprendere che effettivamente eravate dei dipendenti e lo spirito dentro di noi sarà più forte e le persone intorno a noi percepiranno un maggiore valore di noi stessi.

            Per vincere la dipendenza sessuale e tornare noi ad avere un controllo dobbiamo seguire questi passi in modo rigoroso, per vincere su questa materia serve radicalità, cambiare tutto di punto in bianco, pensare di uscirne distanziando le nostre pratiche sessuali sempre più nel tempo non serve a nulla, si ritorna presto nello stato di dipendenza.

            La libertà sopra ogni cosa, ho scritto questi consigli pratici per coloro che credono effettivamente che la dipendenza sessuale è un qualcosa che li tiene imprigionati e hanno voglia di liberarsi, ed io sono il primo ad essere contento quando una persona è libera ma per chi pensa che quello che ho scritto sono tutte stupidaggini, dico semplicemente che ognuno è libero di credere ciò che vuole e di seguire le sue teorie.

            1. @Angelo, io non penso siano stupidaggini, e questo lo sappiamo tutti gli uomini, quanto sia difficile resistere alle nostre pulsioni. Io ho preso la mia decisione, se questa legge passa, e credo passerà, io chiudo definitivamente, anche se nel 99% non succede nulla. Grazie a Dio, ci sono tanti modi per soddisfare la propria libido.

            2. Più che altro io non capisco quali sarebbero i benefici pratici di tutto questo.
              Se uno passa gran parte del suo tempo libero guardando porno è ovvio che ha un problema, ma se uno lo guarda ogni tanto, esempio: totale un’ora al mese ovvero 2 volte x mezz’ora in un mese.
              Eliminandolo in questo esempio, quali benefici si otterrebbero?

              E’ come se uno ti dicesse di rinunciare all’alcool: ha senso se uno è alcoolizzato o comunque l’alcool gli crea dei problemi, ma se uno beve ogni tanto – non ogni giorno che secondo me è sbagliato anche se fatto con moderazione, ma ogni tot settimane – senza ubriacarsi e avere problemi, quali benefici avrebbe dal rinunciare? Secondo me nessuno.

              Poi un’altra cosa che mi fa venire sempre dei sospetti è che chi è contro il porno è SEMPRE contro i sex toys.
              Facciamo un esempio pratico: tizio la mattina si sveglia con erezione spontanea, invece che la mano usa un sex toy. Ovviamente senza accendere schermi, mettere su porno, niente di tutto questo. Dove starebbe il problema? Che il sex toy è troppo divertente rispetto alla mano? Va bene, facciamo finta che abbia un senso: solo la mano.
              Epperò ci scommetto che neanche la mano va bene.
              Okay, facciamo che tizio si astiene, non ci pensa.
              Così finisce che il cerchio si chiude e mandi in giro tizio bello carico, bombardato da immagini di donne seminude, ed hai ottenuto l’effetto opposto di quello che ti prefiggevi.

              E tutto questo senza contare che anche se l’astinenza dovesse funzionare, funziona perché il livello di testosterone cala, e se il livello di testosterone cala ti femminilizzi.

        2. Guarda che quando non esisteva la pornografia si faceva sesso lo stesso, non è la pornografia che porta al sesso.
          Semmai gli stimoli da evitare il più possibile sarebbero vedere donne seminude, sia dal vivo che in TV, riviste e cartelloni pubblicitari: sono tutti contesti in cui ti arriva lo stimolo ma non puoi soddisfarlo immediatamente.
          Al contrario la pornografia è l’unico caso di stimolo che implica anche che puoi soddisfarti immediatamente (si suppone che uno guardi pornografia solo quando è tranquillo e può fare ciò che vuole).

          Di solito quando si fa notare questo parte il pippotto “la soddisfazione immediata è male, ci disabitua al sacrificio”.
          Vero, salvo che il pippotto serve a dire “devi corteggiare una, la soddisfazione arriva dopo ma è maggiore e costruttiva” e quindi diventa sorpassato di fronte alla legge di cui discutiamo: andare con una sta per diventare MALE.
          Sarà MALE se avrai più valore agli occhi della donna: perché la legge sarà sempre quella.

          Andare a prostitute non è affatto uguale: devi pagare una donna, mentre il porno è gratis e guadagnano giusto sui click sui banner pubblicitari e quelli che guadagnano sulla pubblicità sono sia uomini che donne, con prevalenza dei primi.
          Tecnicamente andare a prostitute richiede tempo oltre che denaro, il porno no, è fruibile immediatamente e comodamente.

          L’unica cosa negativa che si può dire del porno è che in alcuni casi limite può portare a dipendenza, masturbazione continua e ossessiva, ma si tratta sempre di persone che hanno comunque scarsissimo autocontrollo – ad esempio ad uno che fa regolarmente sport è impossibile che succeda perché ha un certo livello di disciplina fisica.

          Attaccare il porno in questo frangente è fare il gioco delle femministe, che vogliono questa legge per fregare totalmente gli uomini bisognosi di sesso.Lo scenario peggiore in assoluto è quello in cui resta Belen con la farfallina e le natiche al sole ma togli di mezzo il porno: semmai potrebbe funzionare il contrario, che è esattamente ciò che accade in paesi quali l’Iran – il porno lo guardano col VPN in casa, ma per strada sono tutte velate.

      3. Sasha, però non dobbiamo neanche far finta di credere, a mo’ di contentino, che fare sesso con le prostitute di strada sia appagante e soddisfacente e sia la soluzione.
        Diverso è il caso di escort professioniste e motivate a fare una tonnellata di soldi, ma che vanno a cercarsi gli uomini ricchi (non i disoccupati e gli operai) perché l’accesso alla loro vagina lo fanno pagare mille e passa euro.. quelle signorine fingono bene di essere coinvolte e servizievoli, cosa che le prostitute di strada non fanno, e anzi, chi è andato con le prostitute di strada sa benissimo quanto sia degradante e ammosciante fare sesso con una donna che sembra un cadavere e che fa capire chiaramente di sbrigarsi. Lasciamo perdere il discorso malattie sessualmente trasmissibili e degrado delle aree urbane dove si possono trovare le prostitute… zone a confine con le discariche il più delle volte.

        Diciamo pure che andare a prostitute è deprimente, per l’ego maschile, alla lunga.
        Non è per niente “dominazione maschile”, come la fanno passare, a torto, le turbofemministe nelle loro analisi sulla prostituzione (penso le abbiate già lette), è tutto il contrario, è l’uomo-rifiuto umano costretto a mendicare la compagnia femminile (riluttante) che lo accetta unicamente per soldi.

        Ci sarebbe anche da riflettere sul fatto (anche etico) che i soldi del cliente vanno ad ingrassare mafiosi e criminali (il caso della prostituzione nigeriana, per esempio, che è gestita dalla mafia nigeriana Ascia Nera, con relativo racket della prostituzione ma anche del commercio di organi…)

        Mi unisco comunque a chi fa notare che il titolo del post è sbagliato, manca la parola “esplicito”.
        Il sesso senza consenso è già considerato stupro, ma era considerato stupro ancor prima dell’avvento del femminismo, soprattutto se si andava a molestare\stuprare una donna già sposata o promessa in sposa ad un altro: vedi Lucrezia e simili vicende storiche e mitologiche d’ambito greco-romano-biblico. Non è un concetto inventato dalle femministe, già nella bibbia (antico testamento, per dire) era vietato andare a prendersi la donna del tuo prossimo. Suppongo che in civiltà non occidentali forse anticamente ci fossero pratiche come sesso di gruppo, poliandria ecc., ma in Occidente, direi già dai Romani in poi, violentare una donna già sposata con un uomo era reato contro la proprietà dell’uomo. Avevo già riportato in un altro post che per la legge israelitica se un uomo violentava una fanciulla vergine, poi se la doveva pure sposare, perché avendola disonorata aveva rovinato il possesso del padre di lei, che non avrebbe più potuta darla in sposa ad un altro uomo, perciò lo stupratore se la doveva sposare.
        C’è da dire che non era granchè considerato reato violentare una donna che non fosse vergine, che non era sposata o una prostituta… l’idea che lo stupro sia stupro anche se una donna non è vergine, non è sposata o è una prostituta è un’idea recente…
        Come anche l’idea che lo stupro sia violenza sulla persona “e non contro la morale”.
        Anche in certo sud Italia di decenni fa le vergini violentate dovevano sposare il loro violentatore: la vicenda di Franca Viola, col rifiuto della ragazza di farlo, cambiò la consuetudine e la moralità. Oggi in tutto l’Occidente laico è considerato un abuso far sposare una donna vittima di stupro con l’uomo che l’ha violentata: in altri paesi non occidentali è ancora la norma.
        Ma proprio considerando paesi del genere, del tutto sottosviluppati quanto a diritti civili,
        mi domando come sia possibile (come fanno femministe di sinistra, ma non solo loro) demonizzare l’uomo occidentale… in Occidente la violenza non è approvata, anzi, ci sono già leggi che la puniscono (speriamo si arrivi presto a riconoscere anche la violenza istituzionale contro gli uomini, questa ancora non è riconosciuta!)

        Sono contrario a chi propone censure al porno: al contrario, censurarlo (come tentano di fare certi politici cristiani, con la scusa della tutela dei minori) sarebbe una catastrofe! e sul discorso delle dipendenze… ma qualsiasi cosa può dare dipendenza, dal cibo allo shopping! allora proibiamo anche la cioccolata, solo perché c’è gente che è dipendente dal cioccolato? penso sia assurdo.

    2. La pornografia è vero che può essere una droga, come tutto ciò che può dare piacere può creare meccanismi di dipendenza nel cervello. Lessi tempo fa che secondo alcuni studi il cervello del pornodipendente libera tali livelli di dopamina da esserne poi drogato. L’esposizione a un certo tipo di immagini super eccitanti può inoltre dare problemi, col tempo e con l’eccesso, a trovare l’eccitazione in una situazione reale, sempre nello studio si diceva che moltissimi casi di impotenza giovanile possono essere riconducibili all’elevata fruizione di porno delle nuove generazioni.
      Però non ritengo assolutamente sia da vietare completamente. Come l’alcool che nelle giuste dosi è un piacere ma se eccedi ti fa male, ritengo che sia da vietare ai minori (e assolutamente ai bambini!!! che ormai con gli smartphone sempre in mano anche loro potrebbero vedere di tutto e di più) che essendo ancora nella fase di sviluppo psicologico darebbe un immagine troppo distorta del sesso.

      Io ho passato gli anni dell’adolescenza,già nell’epoca di internet. Faccio parte della generazione che ha potuto iniziare ad avere libero accesso al porno già comodamente chiuso nella propria cameretta. Ma c’era qualcosa di leggermente diverso da ora…..avevo coscienza che il porno fosse qualcosa di tabù (quando andavi su un sito usciva la scritta vietato ai minori di 18 anni, cosa che ora, chissà perché, non esce più…) e pertanto ci si approcciava in maniera diversa, e cosa importante, la connessione non era illimitata! dovevi tenere sempre d’occhio l’orologio, altrimenti spiegalo a mamma e papà che ci hai fatto su internet tutto quel tempo. Non si poteva quindi avere materiale illimitato come ora. Ma anche il tipo di porno è cambiato: più estremo, giusto per dirne una tra le tante, nei miei primi porno una doppia penetrazione era già quel qualcosa che andava oltre la semplice trombata, ora ormai non c’è scena dove sia inserita o ci sia comunque un rapporto anale. Ora si sta procedendo verso le doppie anali…..o le triple penetrazioni….ecco, questo è quello che si vedono liberamente i ragazzini di oggi.

      Penso come già detto che comunque non vada vietato, ma regolamentato si. Alle giuste dosi può infatti essere uno sfogo, e di aiuto a liberarci dalla dipendenza sessuale delle donne, considerando come appunto diventa sempre più difficile e rischioso fare sesso reale.

    3. Il porno è l’unico tipo di sessualità nei media che non fa danni: quello che fa danni sono cose le soubrette poco vestite e ammiccanti nelle trasmissioni normali perché comportano stimoli sessuali forti NON RICHIESTI e senza possibilità di sfogo.
      Fanno sicuramente più danni le veline di Striscia o i gossip sulla farfallina di Belen o le foto di Belen al mare in tanga sulle riviste, che non il porno: il porno è l’unico che prevede lo sfogo immediato e che viene visto SOLO QUANDO LO VUOI VEDERE, mentre le altre cose ti lanciano stimoli a tradimento: sei dal barbiere o dal dentista, apri una rivista e TAC! E ti viene voglia di provarci con l’altra cliente oppure con la dentista…
      Al contrario se uno si masturba, con il supporto di porno o meno, per alcune ore dopo che l’ha fatto alle donne non ci pensa proprio – è invece se uno si astiene che il problema della dipendenza dalle donne aumenta, specie con tutti i suddetti stimoli che ti piovono addosso in qualsiasi momento della giornata.

      Il porno è come i panini del fast food e l’all-you-can-eat cinese, ma gratis: non mangi certo di qualità, ma uno ci potrebbe persino vivere.
      Con questa legge invece le donne diventano un costosissimo ristorante francese o giapponese (quello vero, non l’imitazione cinese, minimo 100 euro a testa): non mi pare una buona soluzione per contrastarli di togliere tutto il cibo gratuito (seppur di bassa qualità) sopra e oltretutto LASCIANDO LE PUBBLICITA’ DI CIBO CHE TI BOMBARDANO IN OGNI DOVE.

      1. Infatti. Il porno è il kebab che ti mangi quando hai fame e che sopratutto ti mangi sicuramente. Tutto il resto sono lasagne, pizze, carbonare, amatriciane, prosciutti crudi di Parma, e chi più ne ha ne metta……che ti capitano davanti agli occhi anche quando non hai fame (ma te la fanno venire) e non puoi nemmeno mangiare al momento. Quindi ben venga il kebbabaro. Per le leccornie bisogna raccogliere le forze e intraprendere un percorso di conquista molto faticoso, senza certezza di risultato, e ora anche alquanto rischioso. Oppure andare a ordinarlo al “ristorante”……

    4. questo è un punto molto importante e squarcia il velo su una contraddizione che ci informa della malafede di tutta la cultura odierna.
      Si è idealizzato il corpo femminile, in pratica si vuole vietare il sesso vero… e poi si permette alla pornografia, spesso grottesca, schifosa e degradante, di generare una quantità immensa do traffico internet e danneggiare gli uomini ?
      perchè non giriamoci intorno, la continua stimolazione sessuale, non scaricata poi nella sua logica e naturale modalità, non può essere positiva o neutra

  10. in pratica il prossimo passo è metterci un chip sottopelle che registra tutto e traccia dove siamo… e magari ti suggerisce anche l approccio giusto ????

  11. Amnesty International afferma che

    “Secondo l’Istat (rilevazione del 2019), persiste in Italia il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza sessuale subita. Addirittura il 39,3% della popolazione ritiene che una donna è in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole. Anche la percentuale di chi pensa che le donne possano provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire è elevata (23,9%).”

    ma affermare questo è un crimine contro la logica e il buon senso. Crimine commesso da Amnesty International!

    Se si guardano i dati ISTAT, solo un 6% di intervistati ritiene che “le donne serie non vengono violentate”. In questo caso anche il 6% è troppo, a meno che non si consideri come seria una donna che gira con le guardie del corpo. Un misero 2% di intervistati ritiene che “se un marito/compagno obbliga la moglie/compagna ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà, non è una violenza”. E mi sembra un numero basso e incoraggiante.

    Un 39% di intervistati ha affermato che “le donne che non vogliono un rapporto sessuale riescono ad evitarlo”, ma con “rapporto sessuale” non intendeva certo uno stupro, come afferma Amesty International, visto che per il 94% degli intervistati (che include abbondantemente il 39%) tutte le donne, anche quelle serie, possono essere stuprate. Inoltre la domanda è vaga e si presta a risposte differenti, date anche dalla stessa persona, a seconda del contesto che uno si immagina: uscita con un possibile partner da poco conosciuto, compagno abituale che fa pressioni, datore di lavoro che la ricatta, ecc.. Insomma di per se è una domanda che ha poco senso, perchè a seconda del contesto la risposta può cambiare e in certi contesti sarebbe addirittura un’offesa verso le donne ritenere che non possano rifiutarsi, manco fossero psicolabili.

    Poi c’è la tipica domanda trabbocchetto: “le donne possono provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire”, che sarebbe come dire “le donne possono provocare violenza sessuale se vestono in modo provocante”. SI e NO. SI perchè è più facile che il violentatore prenda di mira loro invece che una meno appariscente. NO perchè comunque alla base serve una persona violenta e anche ragazze vestite in modo non appariscente possono essere vittime. Sarebbe più onesto fare domande tipo “se le donne vestissero in modo sobrio, ci sarebbero meno stupri?”, dato che non si presta a doppie interpretazioni. Ma la domanda nella forma sopra è diventata un classico dei discorsi da salotto.

    1. Tutte queste domande sono truffaldine perché ambigue, inventate con l’implicito obiettivo di arrivare a dire che gli intervistati sono un popolo retrogrado, affetto ancora da cultura maschilista o meglio dalla “cultura dello stupro”.
      Visto qual è il tema in discussione, ossia una modifica della definizione del consenso da “sì significa sì” a “no significa no” che altri paesi hanno apparentemente già adottato, si poteva tranquillamente chiederlo direttamente agli italiani: “secondo voi affinché ci sia consenso è necessario che una persona dica sì ad ogni atto del partner o e sufficiente che non dica no”? Ovviamente si sono ben guardati dal farlo perché il 90% avrebbe risposto “basta l’assenza del no” (il restante 10% avrebbe detto “ma vi ha dato di volta il cervello?”)

      1. Si verissimo.

        Tra l’altro il questionario ISTAT è un ossimoro in se. Il titolo è “Gli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza sessuale” e poi nella parte sulla violenza è pieno zeppo di domande stereotipate.

        C’è la domanda “ritieni accettabile che un ragazzo schiaffeggi la sua fidanzata perché ha civettato/flirtato con un altro uomo”, quando manca la domanda “ritieni accettabile che una ragazza schiaffeggi il suo findanzato perchè ha flirtato con un’altra donna”. Tra l’altro alla prima domanda ha risposto si solo un 7%, mentre sarei curioso di sapere la risposta alla seconda. Idem per la domanda sul controllo dei cellulari. Come se le donne non lo facessero.

        E ancora nelle risposto suggerite su “ALCUNE CAUSE DELLA VIOLENZA NELLA COPPIA”, ci sono “Considerazione delle donne come oggetti di proprietà”, “Non sopportazione dell’emancipazione delle donne”, “Bisogno di sentirsi superiori alla propria compagna/moglie”, tutte orientate verso l’uomo violento e la donna vittima. Alla faccia dei pregiudizi e stereotipi!

        Poi chiedono “cosa farebbero nel caso conoscessero una donna che ha subito violenza dal marito/compagno”, ma manca la domanda al contrario.

        Veramente ci stanno prendendo per i fondelli.

    2. A me onestamente una cosa del genere “persiste in Italia il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza sessuale subita. Addirittura il 39,3% della popolazione ritiene che una donna è in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole. Anche la percentuale di chi pensa che le donne possano provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire è elevata (23,9%)”, lascia davvero dubbioso.
      Sicuri che stiamo parlando di Italia e non di Afghanistan, India o Bangladesh?
      Perché a me risulta che sia in quei posti dove le donne vengono messe a morte se sono state stuprate o che si pensi che “se lo sono meritato” (magari perchè dal velo sono fuoriusciti un po’ di capelli…), non qui nell’Occidente laico.

      Ma poi, la donna nella media, non la turbofemminista fanatica, già da sé sa che qui in Italia c’è più sicurezza per la sua incolumità rispetto a paesi islamici e non occidentali.
      Una donna in Cecenia, tanto per citare un paese alla periferia dell’Europa, ma fortemente islamico, rischia sicuramente molto di più in termini di violenza sessuale e di ostracismo sociale se viene “disonorata”, che non la ragazza di Milano o di Roma.
      Per esempio, in queste serate, il sabato e la domenica sera in località marittime e di lago, in centro città, le ragazze sono tutte in giro con shorts cortissimi e striminziti, aderentissimi, e non ho mai visto nessun allupato saltare addosso alla biondina di turno o fare la mano morta, al massimo sento qualcuno che strombazza con un clacson, di tanto in tanto, davanti alla biondina in shorts, ma niente più.
      è vero che è un approccio un po’ da coatto (e controproducente, visto che allontana la donna in questione) ma da qui a far passare un’emergenza di violenze sessuali nell’Italia di oggi, ce ne passa.
      Quella frase lì, che hanno riportato nel loro report, per come è scritta, io la andrei piuttosto a vedere come realtà sociale di altri paesi, non occidentali e non laici: Cecenia, Kosovo, paesi del genere, oltre che quelli asiatici e africani e a maggioranza islamica…
      per esempio, è vero che negli anni Novanta le donne kosovare violentate durante la guerra spesso preferivano uccidersi, per il “disonore” (e anche perché non erano più volute dal marito o dalla famiglia) ma cose del genere qui in Italia non ci sono! Anzi, le vere vittime di stupro (quindi non quelle che si inventano le false accuse, eh) sono tutelate e possono ricevere aiuto e compassione (direi, anche dal punto di vista di opinione pubblica) non ce la vedo una cultura dello stupro, qui in Italia…

      purtroppo, come fa notare sempre qualcuno, anche qui in Italia c’è molta esterofilia, e quindi si ingigantiscono o si inventano dal nulla emergenze che non ci sono, tacendo però sul discorso immigrati\altri paesi non occidentali. Dove lì sì che le cose sono disastrose.
      Secondo me l’Italia è uno dei paesi più sicuri del mondo, in generale. Certo, abbiamo la corruzione politica e cose del genere, ma da qui a farci passare come terzo mondo ce ne passa…

      1. Siamo daccordo, ma il senso del mio discorso era un altro. Anzi adesso che controllo è ancora più grave… L’ISTAT ha fatto delle domande tendenziose e poi nella sua analisi ne ha stravolto il senso, e ovviamente poi Amnesty International, Repubblica e altri giornali hanno rincarato la dose. Pensavo fosse solo uno sbaglio dei media, ma anche l’analisi dell’ISTAT è sbagliata. La loro versione dei fatti è un’offesa non agli uomini, non alle donne, ma all’intelligenza in generale.

        Se si guarda il report originale (https://www.istat.it/it/files/2019/11/Report-stereotipi-di-genere.pdf), il 94% degli Italiani ha detto che anche le donne serie possono essere violentate. E invece l’ISTAT afferma: “persiste in Italia il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza sessuale subita”. Si come no!? Proprio quello volevano intendere…

        L’ISTAT mette insieme quello che insieme non ci sta: “Persiste il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza sessuale subita. Addirittura il 39,3% della popolazione ritiene che una donna è in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale sedavvero non lo vuole”.

        Eh no cara ISTAT il 39% non ha detto che se una donna vuole è in grado di sottrarsi ad uno stupro, ma ha pensato che se una donna non vuole un rapporto sessuale normale, riesce ad evitarlo. Quando uno legge “rapporto sessuale” non pensa automaticamente a “stupro” o “violenza sessuale” o almeno non sempre. Del resto sotto “rapporto commerciale” non sono inclusi i furti e le rapine a mano armata. Se veramente il 39% degli Italiani pensasse che una donna possa evitare uno stupro, come vorrebbe far credere l’ISTAT, perchè poi il 94% pensa che a qualunque donna seria possa capitare uno stupro? Le due cose non stanno insieme.

        Riguardo la domanda “le donne possono provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire”. Ora io non so cosa possa passare per la mente di uno stupratore, ma di sicuro per provocare uno stupratore serve una donna, ancora meglio se vestita in modo sexy. E questo non vuol dire dare la colpa alla donna. La domanda si presta a mille fraintendimenti, ma dubito che chi abbia risposto SI intendesse dire che se una donna va in giro vestita in modo casto, è allora impossibile che sia stuprata, per il solito discorso di prima.

        1. @ Massimo
          Concordo, hai fatto un’ottima osservazione.
          Non è la prima volta che l’ISTAT fa indagini malposte e discutibili; si comincia anche a essere stufi di dare i nostri soldi a enti che lavorano con i piedi o, cosa ancora più inquietante, sotto ricatto di qualcuno che ha il suo tornaconto se i risultati escono in un certo modo.

      2. Una cosa che ancora non ci rendiamo conto è che la propaganda è ormai tutta femminista, tutti i centri stampa sono composti quasi esclusivamente da donne con qualche figura maschile nei piani alti, tipo direttore o vicedirettore, qualcun’altro c’è nei piani bassi ma in netta minoranza.
        L’informazione è nettamente cambiata rispetto al passato, anche la scelta delle tematiche è cambiata, anzi alcune tematiche sono delle costanti che si ripetono in continuazione tipo quelle riguardanti “la donna vittima e uomo carnefice” e tutto quello che ci gira intorno.
        Poichè l’andazzo di chi lavora nei centri stampa sarà sempre più femminilizzato, così come in tutti quei lavori dove si sgobba poco la percentuale femminile si assesterà nel prossimo futuro intorno all’80%, c’è poca speranza di avere un informazione neutra, non dobbiamo stupirci di queste interviste con percentuali del tutto inventate, servono a fare il lavaggio del cervello alla gente.
        Ora più che mai, per chi se ne rende conto, è necessario discernere l’informazione che riceviamo, anzi la maggiorparte è da evitare e non farci caso sapendo che ha lo scopo di manipolare, dobbiamo imparare a non avere fiducia dai contenuti di informazione, essere critici, ragionare con la propria testa.

        Per la gentile redazione di stalkersaraitu:
        la sezione “more posts” appena sotto l’articolo a causa delle differenze di altezza del contenuto tagliato, genera un continuo saliscendi nel leggere i commenti degli utenti, è un effetto abbastanza fastidioso. Grazie

  12. >>>
    Voi che cosa intendete fare?
    >>>

    Informare più persone possibile, parlare, comunicare, fargli aprire gli occhi. Questo è quello che cerco di fare io, laddove vedo si possa trovare un terreno fertile aperto, per lo meno, a un confronto. L’obiettivo a medio termine deve essere portare dalla nostra parte più persone possibile, abbiamo bisogno di numeri! Vero anche che le femministarde più le sparano grosse e più ottengono l’effetto di farsi notare in negativo. Quindi guardando il bicchiere mezzo pieno, indirettamente ci fanno un favore.

    Relativamente all’articolo, che dire……? E avanti così a farci considerare le donne come tarantole pericolose! E avanti così a ottenere l’effetto di evitarle come la peste!
    Siamo anche noi che dobbiamo reagire! E cambiare giorno dopo giorno nel relazionarci con loro. Quanti uomini, anche tra tutti coloro che sono qua d’accordo con queste tematiche, avrebbero le palle per rifiutare una donna nel rarissimo caso si facesse avanti lei per prima (perché fanno tutte le sessualmente emancipate e le donne moderne eh, ma il corteggiamento e il primo passo è quasi sempre deputato all’uomo), dicendo “no guarda lasciamo stare, è troppo pericoloso con le leggi in vigore avere un rapporto sessuale con te, buona giornata!” Quanti? Quanti di noi poi non si farebbero intorpidire l’intelletto dal dolce aroma della figa?? Ma ci immaginiamo che effetto avrebbe toglier loro questo potere?? Ignorate ed evitate si scioglierebbero come neve nel deserto.

    Quindi giusto combattere sempre contro queste oscenità legali, ma dall’altro lato cambiamo anche noi il modo di interagire con loro.

    Cosa fare invece con i nostri figli….? Dar loro tutti gli strumenti e le informazioni affinché acquisiscano consapevolezza! Non farli crescere paurosi delle donne o misogini, ma insegnare che le tarantole sono molto pericolose e potenzialmente velenose, si potrebbero anche prendere in mano volendo…..ma con molta molta cautela. Valutare il rischio, e se troppo alto non toccarle proprio.
    E sopratutto, la cosa più importante, che l’alternativa ad avere una donna non è essere un hikkikomori chiuso in cameretta a devastarsi di videogiochi e seghe! Ci si può realizzare nella vita anche senza una donna, quindi insegniamo ai nostri figli che lo scopo nella vita di un uomo non è per forza di essere la metà di una mela, e non dedicarla per forza a cercare l’altra metà. E se non la trovi allora sei un fallito. Anche perché le altre metà già da parecchio tempo hanno deciso di non voler essere più mezze mele. Prendiamone atto e lasciamole alla loro strada. E noi avanti per la nostra.

    1. Perfetto, bravissimo. Prendere le distanze dalle donne, come scrivo sempre io, il problema principale siamo noi uomini.

  13. Bisogna operare per la liberazione della sessualità. Il limite principale dell’antifemminismo sul tema è quello di fare spesso il controcanto al femminismo, lamentendosi su come le donne si vestono, si atteggiano, ecc., finendo per inquinare ancora di più le acque. invece bisogna alleggerire il carico, affermando che il sesso è essenzialmente un gioco, e ciascuno lo pratica come meglio crede nel rispetto della dignità altrui. anche qui la parola d’ordine è libertà, da ambo le parti.
    Prima che si arrivi a questa svolta, se mai si arriverà, stare alla larga dalle donne occidentali. E’ contronatura? Certo, ma se poi per un approccio rischio di finire nei guai che cosa è meglio fare? Alle donne è sempre spettato il compito di scegliere, o nella stragrand emaggioranza dei casi, ma se prima ci si prendeva il classico due di picche, oggi si rischia grossissimo. Comunque che si arrivi al dunque con un’italiana pare oramai una chimera, soprattutto al di fuori delle relazioni stabili, quindi il problema si pone più in fase di approccio che di rapporto sessuale in senso stretto.

    1. “invece bisogna alleggerire il carico, affermando che il sesso è essenzialmente un gioco”

      E’ quanto si affermava negli anni ’70, quelli della liberazione sessuale. E noi adolescenti ci abbiamo creduto.
      Temo invece che il sesso non sia affatto un gioco, e qui nascono i nostri problemi. E’ il meccanismo, o uno dei meccanismi, che la natura ha “inventato” per decidere chi può riprodursi e chi no. Chi può avere una discendenza e chi no. Insomma, per selezionare la specie. Ciò implica una competizione, anche feroce, tra membri della stessa specie. Così è per le altre specie animali (a parte i mitici bonobo, chissà quanto c’è di vero).
      E’ un gioco l’atto sessuale in sé, ma decidere chi può effettivamente compierlo non è affatto un gioco.

      1. Beh certo, sul sesso siamo sempre punto e capo. Infatti si è liberato tutto fuorchè il sesso, questo per ragioni biologiche e soprattutto per resistenze culturali. Quando si parla di liberazione sessuale si parla di qualcosa ai confini dell’utopia, ne sono consapevole. Va comunque detto che le donne vengono anche plasmate dalla società in cui vivono, non ovunque le donne sono mediamente acide e scontrose come qui da noi, per fortuna. Anch’io prima di mettere il naso fuori dai confini nazionali, pensavo che tutto procedesse triste, depresso e incazzato come qui da noi, per fortuna ho sperimentato che non è ovunque così. Non ovunque le donne si atteggiano a principesse come qui da noi. Ci sono anche realtà dove sono suddite di sua maestà alla pari degli uomini e questo ha ricadute importanti anche nella relazione tra i sessi. Quindi sono importanti anche le sollecitazioni culturali.
        Quando io faccio riferimento al gioco intendo tutto il processo che porta dall’approccio all’atto sessuale. Se io approccio con discrezione una donna posso essere giudicato come un molestatore o come un “corteggiatore”, come un “giocherellone”. Se io dopo aver conosciuto una donna, le faccio con discrezione una proposta di natura sessuale, che non dev’essere necessariamente l’atto sessuale classico, ma anche qualcosa di molto meno intimo, e magari ci aggiungo che sarei disposto a pagare qualcosa, vengo giudicato un criminale o un viveur. Qui da noi, ma un po’ in tutto l’Occidente, chi si comporta così è un molestatore e un criminale, perchè, assecondando la follia femminista, abbiamo attribuito a qualcosa che è naturale, la ricerca del contatto intimo tra un uomo e una donna, una valenza fortemente negativa, addirittura lo abbiamo trasformato in violenza e abbiamo attribuito alla donna libertà di piena valutazione. Ripensare il rapporto tra i sessi in termini più ludici, meno seriosi, vorrebbe dire restituire a queste dinamiche il loro valore. Ovviamente in una società pesantemente influenzata da persone con turbe psichiche, che vivono il rapporto con se stesse e con il mondo circostante in maniera disarmonica, come nel caso delle femministe questo è difficilissimo.

        1. sì Sasha, in parte hai ragione, ma occhio, guarda che non sono solo le turbofemministe a voler censurare il porno, lo vogliono fare anche certi politici (maschi) di ispirazione ultracattolica e\o di Destra.
          Poi, è vero che loro lo fanno con altre motivazioni, differenti da quelle delle femministe (magari pure agli antipodi)
          Ma chiedere censure al porno non lo fanno solo le turbofemministe sessuofobe, lo fanno pure certi esponenti di certa politica filo-religiosa e sono tutti uomini, quindi remano contro i diritti maschili…

          Poi d’accordo che alcuni tra questi politici sono contraddittori e incoerenti, visto che parlano di famiglie tradizionali, ma poi sono pluridivorziati… o parlano di dignità della donna, ma poi organizzano festini con escort e trans… comunque, se passano le loro proposte, a farne le spese sono la libera fruizione di materiale sessualmente esplicito pensato per adulti (e legale).

          Ovvio che il materiale sessualmente esplicito illegale (a tema pedopornografico, per esempio, o da revenge porn o film snuff) va condannato e i responsabili messi in carcere. è sacrosanto monitorare il web per acciuffare i pedopornografi, ma il porno sano e consensuale non va censurato e demonizzato.

      2. tutto giusto e aggiungo : il potere vuole censurare il sesso, quello autentico perchè attraverso esso si controllano i popoli, specie gli uomini. Il sesso davvero libero, quando esistesse, sarebbe pericoloso per il potere e anche per il consumismo. Gente sessualmente soddisfatta è più tranquilla , meno aggressiva, meno ansiosa. Spenderebbe di meno, per es, ma non solo.
        Quanto sport amatoriale è praticato non perchè farebbe bene ( il che è da dimostrare ) ma perchè si scopa poco ?

  14. conosco una ragazza che si è fatta comprare la droga da uno, sono andati in hotel a pagamento, hanno fatto sesso e lei va in giro a dire che lui l ha stuprata perché lei era drogata e non si rendeba conto… aveva il ragazzo… penso che non l abbia denunciato cmq per sua fortuna

  15. Qui si rischia di creare una nuova finestra da cui possono passare nuovi abusi legali contro innocenti e NON un aiuto alle donne vere vittime di violenza, perché gli stupri degni di essere chiamati tali continueranno ad essere commessi anche se il parlamento dovesse accettare questa proposta di AI.

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