STALKER SARAI TU

Anche io voglio essere oppresso!

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

di Fabio Nestola – Si affievolisce la scia del 25 novembre, giusto il tempo di una fetta di panettone e cominceranno le rivendicazioni per l’8 marzo. Credo opportuno, a questo proposito, recuperare quanto scrissi proprio l’8 marzo del 2017. Dal sito ANSA, con annessi tre filmati e dichiarazione della rete D.I.Re.: “(…) le donne si asterranno dal lavoro e anche dalla cura, cioè dal lavoro in casa e per i figli, per ribadire il rifiuto della violenza di genere (…) scenderanno in strada con cortei, assemblee nelle piazze, nelle scuole, negli ospedali, nelle università, per mostrare con forza che la violenza maschile contro le donne è una questione strutturale della società, che attraversa ogni luogo, dalle case ai posti di lavoro, dai media alle frontiere e che in ogni luogo va contrastata (…)”.

Senza la donna finisce il mondo, mostra il video, con tanto di fungo atomico a ribadire il sereno e pacato concetto di non violenza. Propaganda terroristica, focalizzata come già altre volte a denigrare il maschile e magnificare il femminile, motore supremo del mondo. Non c’è alcuna possibilità di distensione, certa gente è in perenne lotta contro l’odiato nemico maschio. Non si collabora, si combatte: si getta benzina sul fuoco dell’odio di genere, ove il genere che si dichiara vittima è quello che mette in campo violenza ed aggressività di comunicazione sconosciute a ruoli invertiti.


È 25 novembre tutto l’anno.


Una guerra mascherata da ricerca di parità si è ormai slatentizzata, mostrando la degenerazione in spasmodica demonizzazione del maschile. Obiettività, questa sconosciuta. Il messaggio che D.I.Re tenta di imporre: l’umanità sopravvive grazie alle donne, se le donne si fermassero finirebbe tutto quindi (ecco che arriva la scivolata) uno sciopero globale serve per far capire che la violenza maschile deve finire. Il nesso, di grazia? Una forzatura, per stravolgere anche quest’anno il significato dell’8 marzo e farne l’ennesimo clone del 25 novembre.

È 25 novembre tutto l’anno, non passa giorno che non ci siano comunicati istituzionali e non, convegni e seminari, assemblee e flash mob, spettacoli e dibattiti ad ogni ora e su ogni rete tra barbaredurso e massimigiletti, lineegialle e quartigradi, criminologi da salotto, opinionisti da operetta e tuttologi presenzialisti. Obiettività, questa sconosciuta. Il concetto di uguaglianza sembra essere ormai stravolto, esattamente come il concetto di pari opportunità: pari opportunità significa corsia preferenziale per il femminile a discapito del maschile, uguaglianza sembra passare solo attraverso la sopraffazione dell’altro.


Basta la donna a far funzionare il mondo.


Obiettività, questa sconosciuta. Ma qualcosa è sfuggito alle amiche di D.I.Re: ok, dite che se si fermassero le donne il mondo andrebbe a rotoli… e se invece si fermassero gli uomini? È ipotizzabile il giorno in cui non ci fosse più un solo uomo a servizio dei propri figli, della propria famiglia o dell’intera collettività? Non un autista d’ambulanza, non un pompiere a fronteggiare emergenze, nessun medico, infermiere, poliziotto, guardia carceraria, carabiniere, marinaio… Nessun padre a prendere i figli a scuola o accompagnarli a basket, nessun marito a portare in casa lo stipendio, nessun separato a versare il mantenimento per moglie e figli… e poi la paralisi del processo produttivo globale, nessun lavoratore in miniera, nei cantieri stradali, sulle impalcature, nelle fonderie… spariti fabbri, falegnami, idraulici, elettricisti, facchini, tornitori e poi campi abbandonati, fabbriche deserte, catene di montaggio ferme, altiforni spenti.

Senza distinzioni tra lavori più o meno prestigiosi: nessun chirurgo plastico a gonfiare labbra e nessun mozzo a lavare i ponti. Paralisi totale? Ma no, l’uomo in fondo è superfluo (i maschietti sono inutili, in certi ambienti va molto questa frase), basta la donna a far funzionare il mondo. Che funzionerebbe meglio, è ovvio. Infatti il mondo sarebbe migliore se guidato, gestito, amministrato e forse anche popolato solo da donne. Quindi ribaltiamo al femminile tutte le attività citate, le donne saranno felici di poter occupare una buona volta posizioni fino ad oggi monopolizzate dal terribile maschio sfruttatore.


Ti piace questo articolo? Sostieni il blog con una donazione. Grazie

Sai che goduria finalmente per il popolo rosa poter lavorare in miniera, asfaltare strade, spaccare legna, zappare la terra, tirare le reti da pesca, tosare pecore e governare vacche, sturare fognature, costruire ponti e gallerie, scaricare le stive delle navi, intossicarsi pulendo silos e cisterne, perdere un occhio al tornio o una mano sotto la pressa, morire in cantiere oppure farsi sparare al fronte e marcire in trincea… tutti privilegi che il maschio oppressore (furbo!) ha sempre gelosamente tenuto per sé. Sono secoli che finge di voler proteggere la donna dai lavori più pericolosi e usuranti, finge di assumersi rischi e fatiche sia in guerra che in pace ma in realtà la sta opprimendo. Un oppressore tanto lungimirante da rimetterci la salute e spesso anche la vita per favorire l’oppressa, curiosa lettura della narrazione femminista.

Beh, voglio essere oppresso. Preferisco che mia moglie, bieca aguzzina, uccida il mio amor proprio occupandosi lei di mandare avanti la baracca. Faccia il suo dovere portando a casa il necessario e pure il voluttuario, che non guasta mai. Mica pretendo lo yacht stile Briatore, basta che la mia persecutrice mi garantisca cibo, vestiti, barbiere, bollette pagate, un’auto, 15 giorni al mare d’estate e una settimana sulla neve d’inverno, qualche cinema e teatro, la pizza tutti insieme il sabato sera, un plasma 60 pollici e l’abbonamento Premium così mi vedo tutta la serie A. Io sto a casa a cucinare; pulire la casa no perché due volte a settimana arriva il filippino (altro oppresso) e ci pensa lui.


Quando mia moglie non mi andrà più a genio chiederò il divorzio.


esparazioneCol sugo sul fuoco mi vedo “Il Segreto” e se mi annoio mi segno a Pilates. Se la mia dolce metà riesce a guadagnare un po’ di più mi piacerebbe che saltassero fuori pure i soldi per uno scooter (che in centro è tanto comodo) e la scuola di danza per la pupa, che quella povera creatura ci tiene tanto. Ci sono i doveri coniugali, pure quelli dicono che siano uno strumento della prevaricazione di genere, però confesso che a me andrebbe bene anche venire prevaricato un po’ più spesso. Ma lei, fedele al suo ruolo, sa di dovermi opprimere e frustra i miei appetiti dicendo che ha il ciclo, e se non ha il ciclo le sta per venire, e se non le sta per venire ha il mal di testa, e se non ha il mal di testa è stanca perché hoavutounagiornatacciachenontidico.

Quando mia moglie non mi andrà più a genio chiederò il divorzio, essendo io oppresso pensi lei a pagare il mutuo della casa in cui io continuerò ad abitare, si sbatta per mantenere me e mia figlia con lo stesso tenore di vita precedente alla separazione. Come farà? Non è un problema mio, io sono l’oppresso. Trovi il doppio lavoro, se ci riesce. Oppure si licenzi da quell’ufficio insignificante ed entri nell’esercito, dicono che le missioni all’estero siano pagate molto bene. Magari poi i soldati muoiono perché li mandano in zone contaminate con uranio impoverito, ma intanto il gruzzolo a casa lo portano.


Mia moglie dovrebbe sbrigarsi a crepare prima del divorzio.


grafica_uomosoldi.jpgFaccia la trafficante d’armi o la spacciatrice di cocaina, si indebiti con gli strozzini, ripeto che non mi interessa come trova i soldi per mantenermi, ma se comincia a fare storie io, l’oppresso, la denuncio pure per violenza contro di me e i bambini, così i figli se li scorda. Veramente non mi ha mai toccato con un dito, ma ‘sta cosa mi scoccia un po’ perché mi sento quasi in difetto rispetto a tutti gli altri oppressi. La narrazione dominante dice mattina e sera che siamo continuamente pestati dall’oppressore, è una questione culturale quindi nessuno può esimersi.

Accidenti, proprio la mia è l’unica che non opprime a dovere? Vabbè, se tutti gli oppressi sono vittime di violenza io potrei forzare un po’ la mano e lamentare violenze mai accadute. Tanto noi oppressi siamo vittime per diritto acquisito, non si parla d’altro. Ah, una cortesia: mia moglie dovrebbe sbrigarsi a crepare prima del divorzio, così mi cucco pure TFR e reversibilità della pensione. Vuoi negare due soldi ad un povero marito vedovo, oltre che oppresso? Per carità, non voglio essere liberato, preferisco tenermi stretto il mio status di oppresso costruito sui sacrifici e i rischi degli oppressori. Non avete idea di quanto sia comodo.


ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli

lpdc banner

ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:

Loading

 

11 thoughts on “Anche io voglio essere oppresso!

  1. sarò anche cinico ma il fatto che un numero crescente di giovani uomini non ha una vita sessuale potrebbe portare a conseguenze positive. ho letto che sia in Svezia, sia in America, circa il 30% dei maschi under 30 non fa sesso. a causa dell’online dating, che ormai spadroneggia, quelle percentuali sono molto probabilmente destinate ad aumentare. una generazione di uomini che sperimenta fin da subito il distacco e il disinteresse femminile a livello sessuale/sentimentale, sarà meno propensa a credere al ritornello donne vittime sempre e comunque, uomini carnefici sempre e comunque che ci viene propinato da almeno 50 anni.

    1. Nella stagione vitale dell’esplosione ormonale 3 su 10 senza sesso. Bellissimo: è la liberazione sessuale.
      Questa è ghiotta per me. Hai sottomano la fonte?

      1. Tre su dieci sono quelli che lo ammettono, probabilmente sono di più. E tra quelli che lo fanno, bisogna vedere come, quanto e con chi…

        1. DanieleV

          >>>

          Dici bene: tre su dieci sono quelli che lo ammettono, ma sicuramente sono di più.
          Tra l’altro sono del parere che anche le percentuali del passato non fossero affatto esatte.
          Anche all’epoca c’erano più uomini vergini di quanto si credesse e narrasse; e molti di loro avevano rapporti sessuali solo con le prostitute.
          (Accade anche oggi.)

          >>>
          E tra quelli che lo fanno, bisogna vedere come, quanto e con chi…
          >>>

          Ed aggiungiamo pure che bisogna vedere quanto ne sono soddisfatti…

          https://questionemaschile.forumfree.it/?t=13606715

        1. Su Totalitarismo leggo:
          >>>>>
          Tuttavia c’è anche la “pillola nera” dell’interpretazione incel, che addirittura vede l’attuale generazione di maschi come la prima a godere del privilegio (si fa per dire) di scoprire la vera natura femminile:

          «Prima della rivoluzione sessuale degli anni ’70, le donne non esistevano. L’ideale delle donne intese come creature fedeli ed empatiche è stato tenuto in piedi attraverso il patriarcato e una rigida delimitazione de generi. Quando gli argini sono saltati, ci siamo resi conto che non avevamo mai visto una donna prima d’ora.
          Alle donne venivano conferiti i tratti che gli uomini volevano che avessero pensando fossero “naturali”, ma ora possiamo infine vederle come semplici proiezioni corrispondenti all’immaginario della sessualità maschile.
          Noi incel siamo gineconauti, primi esploratori del vasto abisso della psiche femminile»,
          >>>>>

          Beh, in merito alla vera natura femminile, diciamo pure che gli incel evidenziano ciò che altri (fra i quali il sottoscritto) evidenziavano già alcuni lustri fa.
          Anzi, per quanto mi riguarda la vera natura femminile mi era già chiara, limpida, trasparente, quando ero ancora un ragazzo.

          ———————————————————————————-

          http://www.uomini3000.it/10404.htm

          Ganesha 21/12/2004, 16:55

          LE MASCHERE DEL POTERE
          LA REGINA È NUDA

          ———— QUOTE ———-
          Silverback
          Inviato il: 20/12/2004, 22:03
          PRIMO CASO DI NONNISMO AL FEMMINILE NELL’ESERCITO
          È primo caso di nonnismo al femminile. E darà sicuramente un colpo alla tesi secondo cui la professionalizzazione delle Forze armate e l’ingresso delle donne nel mondo militare avrebbero eliminato per sempre soprusi e vessazioni nelle caserme. —————————–

          Io me li ricordo ancora i discorsi di circa un decennio fa, allorché si iniziò a parlare di far entrare le donne nel mondo militare con lo scopo dichiarato di “ingentilire” e “professionalizzare” l’esercito.
          Le donne infatti – si sa – sono come il fanciullo di Rousseau: sono “BUONE PER NATURA” (e quel che esse fanno o possono fare di male dipende dal contesto sociale squilibrato in cui sono inserite e giammai dalla loro natura congenita)!…
          Conseguentemente una immissione delle donne nell’esercito avrebbe immediatamente conseguito il risultato di migliorare le nostre forze armate semplicemente per la loro appartenenza al superiore genere femminile, genere che – si sa anche questo – è il SALE DELLA TERRA (lo sa anche il Papa) e la PANACEA DI TUTTI I MALI…
          Non è che poi sia dovuto passare molto tempo per ricredersi e anche i mass-media stavolta hanno dovuto rompere la “congiura del silenzio” che grava sui soprusi compiuti dalle donne.
          Episodi come quelli della caserma di Pisa mi richiamano alla mente queste parole di Jean Cau:
          “Di recente, due ordini ebbero la volontà di essere totalitari: lo stalinismo e il nazismo. […] L’ordine stalinista fu costruito su una menzogna assoluta. L’ordine nazista su una franchezza assoluta. […]
          Quando l’Unione Sovietica gemeva sotto una spaventosa tirannide… lo stalinismo affermava che l’URSS era il paese più libero e più felice del mondo, la terra ove fioriva la “vera” democrazia e la bella giustizia era infine realizzata… milioni di uomini morirono credendo alle sue menzogne. […] Il nazismo, altro mostro, almeno ebbe il “merito”di presentarsi nudo” (L’AGONIE DE LA VIEILLE).
          La consonanza col pensiero femminista è sorprendente; come lo stalinismo infatti, anche il femminismo si è mostrato con una maschera ed ha giocato sulla menzogna, ribadita più di una volta, che, attraverso la sua instaurazione, non solo le donne, ma anche gli uomini sarebbero stati più liberi e felici, perché si sarebbero finalmente sbarazzati di quella assurda e ridicola maschera d’autorità che il “patriarcato” aveva imposto loro e avrebbero potuto finalmente rapportarsi colle loro compagne su un piede di pari e libera comprensione, inaugurando finalmente, e per la prima volta nella storia, l’”era del libero amore” e “l’evo dell’eros alato” (come diceva una delle rivoluzionarie femministe che parteciparono alla rivoluzione sovietica del ’17).
          Quale era di pacifica convivenza, di profonda comprensione e di libere effusioni amorose ed erotiche sia sorta fra i sessi dopo la rivoluzione femminista è cosa sotto gli occhi di tutti.
          Ma in fondo è colpa di quel giovane “soldatino” di Pisa che, ottuso come tutti i “maschi”, non ha compreso che la sua superiora (ma come, non doveva essere questa l’era della parità e la fine di tutte le gerarchie?), prendendolo a calci nel costato, non voleva fare altro che mostrargli il suo affetto e il suo amore! D’altronde non si dice che il sado-masochismo sia la nuova frontiera del sesso del XXI secolo?…
          E che, si sa, i “maschi” sono sempre un po’ “ritardati” (ormai l’ha dimostrato anche la scienza…) e faticano ad adeguarsi ai tempi, alle rivoluzioni culturali e alle nuove frontiere dell’erotismo, frontiere che le giovani donne hanno invece oltrepassato, audacemente, da un pezzo…
          Restando sempre in tema di erotismo vorremo però concludere le nostre brevi considerazioni con una postilla: ci siamo stancati di vedere sempre il potere femminista velato e travestito; siamo dei “maschi”, e dunque dei “porci”, e perciò pretendiamo che l’ideologia femminista si spogli davanti a noi e ci si mostri nuda.
          Vogliamo insomma che l’ideologia femminista compia finalmente quel “salto qualitativo” che già sta comunque compiendo autonomamente (e noi siamo solo dei catalizzatori che la aiuteremo a compiere più in fretta questo passo; che l’aiuteremo insomma a svestirsi più velocemente) e che abbandoni una buona volta la metodologia “stalinista” basata sulla menzogna e sul travestimento, tanto per continuare ad usare le categorie interpretative di Jean Cau, si spogli della sua aura di “giustizia” [?!?] e si mostri nuda come nudo si mostrò il nazismo.
          Che il femminismo si basi su una “GRANDE NARRAZIONE” mendace dal principio alla fine l’ha già mostrato abbondantemente, con dovizia di particolari e con ineccepibile “rigore filologico” (come si faceva constatare ultimamente) Rino della Vecchia Barnart; che esso stia finalmente gettando la maschera e che la sua violenza stia diventando, da “invisibile”, “psicologica” e “bianca” che era, anche fisica e visibilissima è cosa che i recenti avvenimenti (dalla guerra in Iraq alla caporalessa di Pisa) stanno abbondantemente mostrando, tanto è vero che neanche i mass-media non si possono ormai più esimere dal riferirne, dal trattarne e dall’interrogarsi sui possibili perché.
          E anche se ancora il coraggio di gridare, a squarciagola, ciò che va gridato ce l’hanno ancora in pochi, noi, con Barnart e con gli altri membri di U3000, questo coraggio ce l’abbiamo e dunque urliamo ai quattro venti che il potere ha finalmente gettato via la maschera e che LA REGINA È NUDA!…

          ————————

          >>>>>>
          silverback 21/12/2004, 22:32

          Caro Ganesha,
          anzitutto sottoscrivo ogni tua parola.
          Poi, credo proprio che ormai non vi sia più alcun dubbio riguardo al fatto che il Patriarcato aveva “salvato le donne”, nel senso che le aveva rese innocenti di fronte alla Storia.
          Paradossalmente il femminismo è stato ed è un “bene”, poiché sta rendendo visibile sempre più il Male Femminile..
          >>>>>>

    2. Bingo.
      E’ proprio quello il bello.

      Anche se il massimo sarebbe arrivare al punto in cui tipo metà non scopano ma nei sondaggi governativi dichiarano che scopano come pazzi per sviare l’attenzione governativa da loro stessi. Perché guarda che se le signore iniziano a lamentarsi molto, non si può mai sapere cosa combina un governo ginocentrico come quello svedese: quelli quando sentono le donne lamentarsi si caricano come molle.

      C’era un giapponese che diceva:
      “Io amo le donne e faccio tanto sesso, non mi sposo solo perché non ci sono posti di lavoro pagati bene, appena ne trovo uno mi sposo molto volentieri. E CHI DICE IL CONTRARIO SPERO CHE GLI VENGA UN COLPO CHE SE IL GOVERNO CAPISCE COME MINIMO METTE ALTRI CONTROLLI SULLA PROSTITUZIONE E METTE AL BANDO ALTRI QUATTRO O CINQUE TIPI DI PORNO!”
      ????

      Ecco, questa è una situazione evoluta, fa un effetto tipo “Frequency – il futuro è in ascolto” quando il tizio nel 1965 parla con il figlio nel 2005…

  2. Io da uomo come faccio ad iscrivermi a Di.Re. ? E’ possibile? Perche se non lo fosse mi sentirei discriminato come essere umano.
    Dovremmo provare ad iscriverci?

    https://it.wikipedia.org/wiki/Centro_antiviolenza

    “Una svolta notevole è avvenuta il 21 gennaio 2006: quando è stata siglata a Roma, da parte di 56 Centri antiviolenza autonomi, la Carta dei centri antiviolenza[8], al fine di dotarsi di valori comuni sulla base dei quali orientare il proprio operato. La Carta si riferisce ad alcuni dei principi che identificano l’identità e la metodologia dei Centri, tra i quali: il considerare la violenza maschile alle donne come un fenomeno che ha radici nella disparità di potere tra i sessi; che i Centri sono costituiti e gestiti solo da donne; che viene garantito alle donne anonimato e sicurezza[9].”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: