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Codice rosso e codice della strada: gli uomini sotto l’assedio

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varie_codicerossoapplIeri, nel giubilo colpevole di moltissimi politici e mass media, è stato approvato il “Codice Rosso”. Un sistema di emergenza in assenza di emergenza. I numeri, quelli veri, parlano chiaro: il fenomeno della violenza sulle donne è tra il minimale e il fisiologico nel nostro paese. Altri fenomeni sono ben oltre la tragicità. Tuttavia il codice che si concepisce è quello della legge fortemente voluta da “Doppia Difesa” in veste ministeriale (Giulia Bongiorno) con il Ministro della Giustizia correo e una soubrette in declino a fare réclame dall’esterno (Michelle Huntziker). Ma la cosa più grave di tutte, costantemente presente durante tutto l’iter di elaborazione e discussione della norma, è il possibilismo di gran parte del fronte maschile. Evidentemente costituito da beoti che si bevono le versioni manipolate dei media e non leggono i testi di legge. Dice: “beh, dai, in questo modo le false accuse verranno fuori prima”. O ancora: “beh, dai, non si può fare una legge solo per un genere, quindi anche gli uomini maltrattati la useranno”.

E’ una pia illusione. Per capirlo occorre ragionare su tre livelli. Il primo, il più immediato, è quello della comunicazione. Per quanto non esplicitamente riservato alle sole donne, il “Codice Rosso” viene trasmesso all’opinione pubblica come una “legge per le donne”. Dell’opinione pubblica fanno parte anche le forze dell’ordine, gli avvocati, i giudici, già in gran parte ammaestrati come scimmiette dai corsi di formazione pagati dallo Stato e tenuti dai centri antiviolenza. E’ ovvio che sulla carta il “Codice Rosso” sia per entrambi i sessi, ma nella pratica verrà applicato come il 612 bis: se è una donna a denunciare per stalking, la reazione è istantanea; se è un uomo, prima passano risate e dileggi, poi rinvii, poi forse la denuncia va avanti, per essere archiviata poco dopo da un giudice. Le false accuse non faranno eccezione: semplicemente andranno a bersaglio con più rapidità. Seguiranno la massima dettata oggi al Senato dalla maggiore portavoce del femminismo tossico italiano, Valeria Fedeli: “Quando una donna denuncia violenza va rispettata, creduta, tutelata! Non esiste contrasto a questo fenomeno che non passi da questo presupposto”.

arresto-manetteAl secondo livello si trova il merito, ossia il contenuto della legge detta “Codice Rosso”. Mentre i mammalucchi, molti dei quali uomini, applaudono sostenendo che l’iniziativa non è poi così male, passa la regola per cui da domani l’uomo denunciato che non lasci il tetto coniugale immediatamente rischia da 6 a 3 anni di reclusione (pena aumentata grazie all’On. Lucia Annibali). E sarà una festa per le tante che in questo modo non dovranno più faticare per togliersi l’ex di casa. Non solo: il reato di maltrattamenti, come già quello di stalking, da ieri è parte del Codice Antimafia. Esagerato? Sì, ma così la confisca dei beni del denunciato (anche prima della sentenza) sarà semplicissima. E poi lo Stato che se ne fa dei pochi beni di un uomo in fase di separazione e falsamente denunciato? Bah, li darà a un centro antiviolenza o alla ex moglie “maltrattata”. Non solo: le attenuanti non saranno più prevalenti sulle aggravanti per i reati di maltrattamenti, stupro e stalking, grazie alla PD Alessia Morani. Infine sarà punito l’attacco con acido, ma solo se al viso, cioè solo se rovina la bellezza, valore tipicamente femminile. Se ti ci fanno il bagno e ti rendono disabile, come è capitato a William Pezzulo, allora no, non è reato. Dite, mammalucchi, c’è davvero da essere accondiscendenti con il “Codice Rosso”?


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Se siete ancora convinti di sì, passiamo al terzo livello, il più profondo e spostiamoci su un altro codice, quello della strada. Che c’entra? C’entra eccome. Nella sua nuova formulazione, che andrà al voto in autunno, contiene un articolo (nuovi commi 4 e seguenti dell’art.23) che vieterà “l’esposizione di messaggi sessisti, violenti o stereotipi di genere offensivi” o ancora “discriminatori rispetto all’orientamento sessuale, all’identità di genere”. In sostanza riprende paro paro il regolamento delle affissioni del Comune di Roma. Sì, quello che, come abbiamo verificato sulla nostra pelle, vieta attacchi, denigrazioni e discriminazioni a danno di chiunque, tranne che degli uomini. E che se uno prova a ottenere giustizia, gli fanno pelo e contropelo. Con una norma del genere non solo non avranno più spazio i (legittimissimi) manifesti “pro vita”, ad esempio (e già questo, comunque la si pensi, è una lesione potentissima alla libertà di espressione), ma di contro potranno affiggersi manifesti che criminalizzano e demonizzano gli uomini, senza avere alcun problema. E se a qualcuno venisse in mente di affiggere un manifesto con i numeri delle donne che maltrattano e uccidono bambini… be’, non potrebbe.

varie_disequitàQuesto terzo livello è in assoluto il più emblematico, perché si coniuga con tutta una serie di altre disposizioni mandate avanti negli ultimi tempi. Il “Codice Rosso” aumenta le pene per tutti i crimini tipicamente denunciati dalle donne a danno degli uomini, ma che finiscono in archiviazione/assoluzione nel 90% dei casi: chi finirà stritolato nel sistema sarà in guai ancora più grossi, e chi no si potrà trovare comunque tutto confiscato grazie al Codice Antimafia. A questo si associno le nuove norme del codice della strada sulla comunicazione pubblicitaria e a quella recente sulle circolari della Pubblica Amministrazione. E ancora si paragoni la rapidità di approvazione del “Codice Rosso” per un’emergenza che non c’è, con le pastoie in cui è finita impantanata la proposta di riforma di separazioni e affidi. Si aggiunga la montagna retorica e fasulla sul femminicidio, con tanto di rapidissima apertura della relativa commissione parlamentare, nonostante i numeri irrilevanti del fenomeno, mentre quella sugli affidi, nonostante i fatti della Val D’Enza, rimane un furbesco bla-bla di qualche forza politica.

Insomma la frittata è fatta. Questo Parlamento e questo Governo si stanno rivelando addirittura più rovinosi di quello precedente e di segno opposto nel fare a pezzi le relazioni tra i due sessi sollecitandone la conflittualità, nell’aumentare i privilegi per l’uno e la criminalizzazione dell’altro, nel tentare di devastare l’immagine maschile e l’istituto della famiglia. Ma d’altra parte la presenza di Bongiorno e Spadafora nell’esecutivo era già un segnale chiaro in questo senso e chi si era illuso era, diciamolo apertamente, un povero fesso. L’intero ordinamento legislativo e amministrativo è stato ormai impostato in questo modo, mentre i tribunali sono infettati sia dall’ideologia femminista, sia dalla propaganda dei portatori d’interesse, e insieme a loro anche le forze dell’ordine. I miti più infondati a corredo di questa impostazione (il divario salariale, la violenza dilagante, l’ossessione del sessismo ovunque) sono intanto ampiamente diffusi dai media e dall’industria dell’entertainment.

varie_assedioIn sostanza è chiaro che gli uomini sono sotto assedio. E non solo loro: tutte le persone di buon senso, desiderose di equilibrio, equità e giustizia lo sono, e presto o tardi ne sentiranno gli effetti direttamente. Basti pensare a Luigi Tarascio, uomo e padre tradito e annientato da una donna perfettamente nel target dello scenario prospettato da queste leggi: tra i like di Luigi su Facebook ce n’era uno dedicato alla pagina “Resistenza femminista”. E’ stata proprio quella resistenza e il clima che crea a fargli decidere di farla finita, dopo aver assaggiato le delizie dell’emancipazione femminile in salsa “Non Una di Meno”. Chi già ora cerca di rompere l’assedio è un manipolo di coraggiosi che hanno compreso il gioco. Gli altri ancora devono capirlo. C’è solo da sperare che al momento dell’illuminazione non si uccidano più, ma si uniscano a uno sforzo comune, fatto da uomini e donne insieme, per cercare di rimettere insieme i cocci di una convivenza normale, dopo che un’accolita di pazzi e pazze è passata come uno tsunami distruggendo praticamente tutto.


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35 thoughts on “Codice rosso e codice della strada: gli uomini sotto l’assedio

  1. Ovvio che non è una legge per gli uomini.

    Bonafede: “Lo Stato dà una risposta molto forte dicendo ad alta voce che le DONNE in Italia non si toccano”

    Mentre prima invece si potevano picchiare senza problemi.

    Bei tempi prima quando incrociavi una donna per strada e PAF! un ceffone così al volo.

    Prima.

    Adesso non si può più.

    A saperle prima le cose…

    Per fortuna contro gli uomini si può ancora fare tutto.

    Prima c’era anche la povertà, poi abolita dal Governo del cambiamento.

    Prima doveva essere un periodo orribile in cui vivere.

    Invece adesso…

  2. Quando i matrimoni crolleranno davvero a picco (manca poco in fondo), quando non sarà più possibile causa punto uno il record di divorzi e gli avvocati dovranno fare buchi alla cintura perché senza più lavoro, quando causa punti uno e due i CAV si troveranno quasi senza più donne con cui lavorare per giustificare la loro esistenza anche ai politici più trafficoni…

    …salteranno improvvisamente fuori storie di uomini maltrattati o vittime della giustizia e il Codice Rosso (che nel frattempo qualcuno avra già emendato di certi punti estremi nella speranza che il cadavere della legge vada in putrefazione il più tardi possibile) verrà additato come una barbarie da abrogare all’istante e i fondi per i CAV verranno dirottati sugli uomini, anzi vedere scarpe azzurre diventerà uno spettacolo nauseante tanto quanto quello delle scarpe rosse.

    Quando accadrà questo? Forse già tra un lustro…

    1. Quando i matrimoni crolleranno davvero a picco (manca poco in fondo), quando non sarà più possibile causa punto uno il record di divorzi e gli avvocati dovranno fare buchi alla cintura perché senza più lavoro…..

      …..cercheranno di trasformare la convivenza in matrimonio di fatto.

      E in parte ci riusciranno, la Cirinnà ha già fatto il primo passo, altri ne seguiranno.

      La Cassazione ha già comparato una relazione con coinvolgimento economico SENZA vivere sotto lo stesso tetto alla convivenza: quindi ci saranno anche spinte nel senso di assimilare legalmente al matrimonio qualsiasi relazione di lunga durata SENZA convivenza. Queste credo falliranno, ma ci saranno.

      E’ così che funziona, è molto più facile da fare: ci sono innumerevoli periodi storici e società in cui convivere e persino soltanto scoparsi una donna equivaleva ad assumersi responsabilità matrimoniali, ma non ci sono mai stati casi di società che si mobilita in difesa specifica del maschio della specie.

    2. Tra un lustro il risveglio?…
      Cortese Marco SP, tu vivi in un mondo immaginario.
      .
      E’ invece ragionevole chiedersi se tra un lustro blog come questo e altri portali e siti del Mo.mas. saranno ancora aperti e i loro gestori …ancora a piede libero.
      Con governi di Dx, di Centro o di Sx.
      Perché su questo versante i governi “peggiori” devono ancora arrivare.

      1. A proposito di Governi, come ampiamente previsto quello attuale cadrà, probabilmente entro le ferie. Da un lato si tenterà l’alleanza M5S-PD, dall’altra Lega-FdI (e Forza Italia forse). Ma soprattutto la corsa per il Codice Rosso è stata folle ed è arrivato al traguardo, mentre per il 735, indovinate un po’??? Tutto già detto nell’ottobre scorso. Da questo blog, non dimenticatelo.

      2. Ciao Rino, non ci sarà nessun risveglio spontaneo, sarà tutto regolato dalle esigenze del Dio Denaro, che è la cosa attorno cui tutto gira, altro che la figa.
        Sottintendevo che il femminismo prima o poi diventerà controproducente e/o sempre più difficilmente sostenibile, perché mancherà la materia prima su cui lucrare. Nouriel Roubini parla di una crisi economica prossima, ci ha azzeccato nel 2006 con due anni di anticipo, secondo me ci becca anche stavolta. Sicuramente sarà più pesante e stavolta le lobby economiche e culturali non avranno molta scelta e bisognerà cambiare per forza i paradigmi di fondo per salvare in minima parte il culo. Le politiche antimaschili presenteranno il conto.

        Fìdati, nonostante alcune patetiche resistenze, questo ciclo sta per finire.

        1. E’ una visione materialista. La rispetto ma non la condivido minimamente.
          Con la materia (gli interessi economici) si può spiegare tutto. A posteriori. Ed è anche la tesi di Marx (quindi sbagliata). Ma troppo evidente, ovvia, convincente per poter venire smentita.
          Perciò non potrà mai essere confutata dai fatti. Ed io nemmeno ci provo.
          .
          Ma io spiego il visibile con l’invisibile. La materia con la psiche.
          Questo ciclo non è alla fine, ma all’inizio. Il bello deve ancora venire.
          .

  3. “.. Per quanto non esplicitamente riservato alle sole donne, il “Codice Rosso” viene trasmesso all’opinione pubblica come una “legge per le donne”…” esatto, 2 minuti fa una giornalista del TG1 ha precisato che ora le donne avranno uno strumento in più per denunciare…. Per chi ha ancora le fette di salame sugli occhi penso basti questo per svegliarsi dal torpore..

  4. “Quando una donna denuncia violenza va rispettata, creduta, tutelata! Non esiste contrasto a questo fenomeno che non passi da questo presupposto”.

    la frase può essere condivisibile nella gestione del pronto intervento, ma poi il processo deve essere equo e nel caso si scopra che la donna ha mentito in modo consapevole, la pena deve essere esemplare dato che l’accusatrice ha goduto di leggi nettamente a suo favore (la sua parola vale quasi quanto quella di un testimone), ha cercato di mandare in galera per anni e anni una persona innocente e ha minato indirettamente la credibilità di altre donne vittima di violenza.

    I movimenti femministi non sono più credibili dato che appoggiano troppo spesso anche le donne bugiarde, e in generale non fanno una lotta alla violenza nella vita di coppia, ma solo all’uomo.

    1. No, non è condivisibile. Chiunque denunci una violenza deve avere la priorità. La vera emergenza è indurre le persone a non denunciare violenze inesistenti, per permettere alle istituzioni di occuparsi di quelle vere.

  5. Io però non riesco a comprendere una cosa.. Probabilmente per miei limiti culturali e intellettivi..La costruzione e la prosecuzione
    di questo sistema così fortemente sbilanciato a favore del genere femminile è possibile anche e soprattutto con il sostegno del genere maschile. Questo recente codice rosso è stato approvato e sostenito anche con i voti dei parlamentari uomini. Anche nei tribunali ci sono molti giudici uomini.Ripeto probabilmente non ho sufficenti conoscenze antropologiche ma io non riesco a spiegarmi perché gli uomini non facciano quadrato contro le tante palesi ingiustizie. Anche nella politica lo stesso Salvini si è rivelato portavoce e sostenitore di questi privilegi al femminile.. L’unica che ogni tanto..solo ogni tanto eh.. dimostra un minimo di buon senso è una donna.. Giorgia Meloni (che è l’unica a non aver votato la legge pagliacciata sul nuovo assegno divorzile che rafforza i privilegi economici delle mogli sotto mentite spoglie).

    1. Cara Serena, tocchi un tasto davvero molto importante e delicato. Il problema secondo me, prima di distinguersi sulla base del sesso, resta su un livello generale, quello del conformismo. In linea di massima tutti, uomini e donne, preferiscono spiegazioni semplici, ricette semplificate a problemi complessi. O verità assolute e teoriche rispetto a dubbi razionali. Questo fa sì che tutti siano portati istintivamente a credere acriticamente all’opinione dominante, o che viene imposta come tale.
      Su un livello più profondo va sicuramente aggiunto che la maggioranza degli uomini è malata di una forma deviata di “cavalleria” che gli impedisce di contrapporsi al genere femminile anche quando questo va totalmente fuori dai binari. Senza contare che c’è ancora questo vissuto un po’ anomalo per cui difendere le donne “fa figo” o rende attrattivi. Niente di più sbagliato. Il problema è che molti uomini capiscono l’errore solo quando finiscono in qualche trappola rovinosa. Uno dei fondamenti di questo blog è proprio quello di raccontare la verità su cosa si rischia ad asservirsi troppo a un atteggiamento che, per altro, la maggioranza delle donne apprezza lì per lì, ma che poi in realtà disprezza.

    2. 30 e lode con encomio*.
      Hai centrato perfettamente il nucleo dell’intera questione. Questo è il busillis.
      Se tutti avessero i tuoi “limiti culturali e intellettivi” il problema sarebbe risolto.
      Tu hai posto la domanda essenziale.
      Viceversa una moltitudine di eruditi, intelligentissimi, famosi e celebrati filo-socio-psicologi, massa di sapientoni priva di quei “limiti” …non ha capito nulla. Se poi qualcuno ha capito, vigliaccamente tace.
      .
      Il femminismo dilaga senza fine da 50 anni. Le femministe non hanno usato alcuna arma materiale.
      E quali altre restano? Quelle immateriali. Questa è una guerra psichica.
      Davide ha fatto cenno ad alcune delle ragioni psicologiche che hanno indotto gli UU a non opporre resistenza ed anzi a farsi paladini del femminismo.
      Ivi compresi quelli che giurano di essere antifemministi, come è provato dal fatto che leggi sempre più femministissime vengono approvate ad ogni legislatura e in ogni paese dell’Occidente.
      La questione è stata ampiamente trattata in alcuni saggi prodotti da uomini del movimento maschile anglosassone e – più approfonditamente e meglio – da quello italiano.
      (N.B. de facto, i soli due movimenti esistenti nel mondo).
      * si usava così. Adesso non so…

      1. Un comportamento tipico del finto anti-femminismo o anti-femminismo sincero ma totalmente fuori bersaglio è esagerare l’importanza di cose secondarie, non correlate, o addirittura di falsi bersagli.

        Un esempio tipico è il DDL Cirinnà: l’attacco agli uomini era la parte 2, alimenti alle ex conviventi.

        La parte 1, unioni civili, a seconda dei punti di vista si può definire, come minaccia agli uomini: secondaria o totalmente non correlata.
        Ma a prescindere da come la si veda nessuno sano di mente può pensare che una cosa come gli alimenti alle ex conviventi sia un problema meno immediato e pressante per gli uomini rispetto al fatto che coppie di lesbiche e di gay possano firmare un contratto simil-matrimoniale tra di loro.

        EPPURE ci sono stati casi di “anti-femministi” che parlavano quasi esclusivamente della parte 1, PERSINO quando stimolati a discutere sulla parte 2.

        Io penso che questo tipo di cecità selettiva derivi da un substrato di istinto di protezione delle donne, di voglia di non scontrarsi direttamente con le donne.

        Che poi è lo stesso tipo di problema psicologico che porta, ad esempio, la Lega (Pillon compreso, che a quanto so non si è opposto al disegno Durigoni) a proporre incentivi sessisti all’occupazione femminile, a discapito degli uomini e comprendente anche incentivi alle donne single, senza figli e pure in menopausa (infatti sono “a tutte le donne” senza distinzioni) che possono passare avanti a padri di famiglia o comunque ragazzi fidanzati che potrebbero costruire una famiglia. Cioè un bel chissenefrega della famiglia e pure della meritocrazia.

        1. Ok.
          Della parte 2 nessuno sa nulla. Quando ho provato a renderla nota mi è stato risposto con uno sghignazzo. “Ma non è possibile…ma cosa stai inventando…?!”.
          .
          In fondo hanno ragione. Il reale ha superato l’immaginabile.

          1. E il bello è che secondo una sentenza della Cassazione anche chi non convive ma ha avuto una relazione con coinvolgimento economico (esempio: avere un conto in banca in comune) può essere considerato “convivente” e quindi dover pagare gli alimenti alla ex.
            Anche nel Codice Rosso appena passato c’è il medesimo principio: è violenza domestica anche se non si vive insieme, è sufficiente la “relazione affettiva”. Non conta il fatto che vi sia una differenza enorme tra subire violenza da una persona che vive insieme a te e una che vive altrove.

            Secondo me andremo sempre di più verso l’ufficializzazione, con diritti (per lei) e doveri (per lui), di qualsiasi rapporto eterosessuale.
            Il perché è semplice: gli uomini si sposano sempre meno, ma il flusso di denaro dagli uomini alle donne non va interrotto, la vagina deve continuare a fruttare. Inoltre è “empowerment”: si prende sempre il denaro ma dandola meno, insomma la donna vale di più.

            Nessuna altra interpretazione è possibile: non c’entra nulla con la libertà, è l’opposto della libertà, è mettere vincoli dove non c’erano e metterli solo sulla base del fatto che si scopava insieme. INFATTI nessuno si sognerebbe di mettere simili vincoli tra due amici, e l’unica differenza tra due amici e due amanti che non vivono insieme è che i secondi scopano.

    3. Secondo me è un misto di fattori antropologici e di disonestà.

      Nel non tanto remoto passato, quando non esistevano i metodi contraccettivi, le donne avevano anche dieci figli, e per forza di cose era più l’uomo a specializzarsi maggiormente nel lavoro e nella difesa e si era formata quindi una cultura patriarcale che esaltava certi valori a discapito di altri.

      Adesso questo non ha più ragione d’essere e infatti la cultura è cambiata molto velocemente.

      Le lotte delle femministe all’inizio erano giustissime. Però ora molte femministe dicono bugie, esagerano i fatti, e invece di portare giustizia e armonia, cercano di avvantaggiare la situazione femminile seminando odio e amplificando di fatto le divisioni. Per ora il gioco gli riesce facile grazie alla propaganda (che ha sempre il suo effetto), al senso di colpa dell’uomo per il passato patriarcale e ad un istinto di cavalleria e protezione presente in molti uomini verso le donne.

      Siccome su mille donne, come su mille uomini, ce ne sono sempre una decina particolarmente str..ze, queste quando percepiscono un possibile vantaggio se ne aprofittano. Lo stesso accadeva ai tempi del patriarcato quando molti uomini altrettanto str..zi abusavano delle donne, traendo massimo vantaggio dalla cultura dell’epoca. I vantaggi sono molti: avanzamento di carriera, soldi, vendette.

      Sicuramente si può migliorare la tutela lavorativa delle donne che hanno figli. Sicuramente c’è ancora qualche recesso di cultura patriarcale. Ma per il resto bisognerebbe pensare alla prevenzione della violenza nella vita di coppia e agli abusi nei posti di lavoro senza fare più tante distinzioni fra uomo o donna, ma fra vittima e abusante, e smettere di proteggere le donne che mentono.

    4. Perché gli uomini nascono (la maggior parte) con un innato istinto di proteggere le donne, proprio come le donne hanno l’istinto materno.
      Inoltre questo istinto viene rafforzato culturalmente.

    5. Ecco perchè io non vado più a votare da anni,sia perchè appunto questo governo (di centro destra) ha fatto peggio di quello precedente (di centro sinistra) – e allora per chi dobbiamo votare?-,sia perchè appunto votiamo comunque una pletora di zerbini uomini.Io non mi sento rappresentato da nessuno come uomo,figurati politicamente.

  6. Ho sentito stamattina che quelle di Di.Re. non sarebbero contente di questo “Codice Rosso”.
    Cos’è, volevano la Santa Inquisizione??

  7. e’ la solita legge fuffa all’italiana che poi sarà lettera morta.
    Per quanto la risposta alle denunce in tempi rapidi come dice la ministra Buongiorno si capirà “se se una donna che denuncia è un’isterica o rischia la vita”. Insomma un’arma a doppio taglio che metterà allo scoperto le calunniatrici mettendo non dico fine ma frenare le denunce false che fino ad oggi si precano.
    Sempre i tre giorni non credo che gli uomini per una calunnia vengono incarcerati , con questa legge i casi verranno esaminati caso a caso e solo se non si tratta di aria fritta mandati in gattabuia.
    La legge è vero parla di donne ma è anche un valido strumento per gli uomini vittima di violenza , da ora in poi se una donna sfregia un uomo permanentemente con l’acido subirà la stessa pensa ,, se una moglie picchia il marito in presenza di figli o se lui e’ disabile scatta la condanna.
    Anche le donne che maltrattano figli , maestre che umiliano i bambini verranno denuciate senza perdere tempo , anche per loro la condanna aumenta eh !

    Ciaone

    1. Sfortunatamente, se guardi solo alla teoria finisci per non vedere la pratica di fronte al tuo naso.
      La maggior parte dei tribunali è ideologicamente indirizzata a favorire le donne in maniera nettamente superiore rispetto agli uomini, mostrando troppo spesso anche palesi doppi standard relativamente ad uno stesso reato.
      Le inaspriture portate dal Codice Rosso, con tutta probabilità, verranno usate soprattutto per rendere più facile l’uso delle false accuse, incrementando sia le pene per i falsi accusati che i motivi di benefit per chi accusa falsamente. Questa è solo una legge truffaldina e liberticida nata senza che ci fosse una vera emergenza.
      In un paese capace di giustificare e supportare su base normale donne infanticide o pedofile, io non sarei tanto sicuro in una applicazione unisex della legge

  8. C’è un punto che l’articolo trascura e che è il più pericoloso di tutti: le forze di polizia faranno corsi sulla “violenza di genere e domestica” – li faranno ovviamente fare alle femministe che spiegheranno loro che le donne sono sempre vittime e gli uomini sempre persecutori, anche quando la vittima è lui.
    Ovvio che in uno scenario simile bisogna pensarci non una ma cento volte prima di mettersi una donna in casa: valutare i pro e contro. Dovrebbe portare un “valore aggiunto” immenso per valer la pena rischiare e mettersi in una situazione tanto sbilanciata.

    1. Non ho parlato dei corsi per non farla troppo lunga, ma ne avevo già parlato nell’articolo precedente. In ogni caso sì, corsi come se piovesse. Cioè soldi ai CAV.

      1. Tutto tende, al momento, a una società composta in gran parte di single. Non è solo questo, anche le sentenze della cassazione sul consenso affermativo. L’unica forza culturale rilevante che sembrerebbe immune alla tendenza suddetta pare essere l’islam.
        Non vedo alcuna differenza tra una Lega che vota cosa simili e un’associazione femminista: entrambi costruiscono attivamente la società di single, rendendo sbilanciate e perciolose pergli uomini le convivenze.
        Non è un giudizio, è una semplice constatazione, semplice analisi della situazione.

        1. https://www.libreriauniversitaria.it/jihad-donne-femminismo-islamico-mondo/libro/9788869732263
          Mi sa che l’Islam è molto più femminista di quello che voi pensate e infatti le femministe occidentali adorano l’Islam proprio per questo motivo… e il Corano prevede l’assegno di mantenimento per il divorzio, quindi quando i laici chiederanno l’abolizione dell’assegno allora le femministe occidentali useranno gli islamici per zittire e pestare a sangue i laici mentre ovviamente i cattolici fanno opposizione al prematrimoniale “perchè si mercifica, mortifica e umilia il Sacro Vincolo del Matrimonio” (evidentemente non sanno che oggi è possibile divorziare e la donna infatti lo fa proprio per mercificare, mortificare e umiliare il
          suo sposo). Ecco, con questi cattolici (pro-femministi) NON ci servono affatto gli islamici.

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