Cosa si può fare di nuovo per le donne?

Joseph Goebbels

di Fabio Nestola – Eccone un’altra… la propaganda della quarantena che avrebbe prodotto 8 vittime di femminicidio viene abbinata al titolo dell’ennesimo libro sul femminicidio. L’aspetto comico è che l’ultima fatica letteraria cita testualmente “mia o di nessun altro”, proprio il criterio che non esiste nella metà degli 8 casi citati come già dimostrato qui. Comunque del libro se ne sentiva proprio il bisogno perché esplora un terreno vergine, mai nessuno ha avuto un’idea del genere. Del tutto assenti dal panorama nazionale argomenti come femminicidio, stalking, maltrattamenti, percosse, stupri, #metoo, paygap,  patriarcato, violenza sulle donne economica, fisica, sessuale e psicologica. Non solo libri, non c’è traccia di articoli giornalistici, dibattiti televisivi, convegni, flash mob, iniziative parlamentari… la violenza sulle donne è un argomento del tutto assente dal dibattito pubblico, era ora che qualcuno ne parlasse. Finalmente, aggiungerei.

Bisogna fare qualcosa per le donne in questo Paese, sarebbe ora di istituire un dipartimento Pari Opportunità. Ah, già c’è? Si potrebbe istituire una task force esclusivamente femminile per promuovere la centralità delle donne nel rilancio economico. Ah, già c’è? Si potrebbe condizionare la stampa ad usare un termine inventato per definire un reato inesistente, tipo femminicid… Ah, già fatto. Sarebbe ora di istituire una commissione sul femminicidio. Ah, già c’è? Allora sarebbe ora di creare una rete di centri antiviolenza.  Ah, già c’è. Un numero verde finanziato dalle Pari Opportunità? Già c’è pure questo… La rete dei CAV dovrebbe essere finanziata con soldi pubbl… ok, già fatto. Anche nel decreto Cura Italia si potrebbero inserire dei fondi per i centri antiviol… già fatto. Si potrebbe tagliare il debito milionario delle associazioni femministe… già fatto. Si potrebbe inventare un meccanismo per pagare con fondi pubblici anche il debito residuo… fatto.


Sempre al guinzaglio delle oppresse.


Si potrebbero varare misure straordinarie per finanziare l’imprenditoria femminile… fatto. Si potrebbero personalizzare le quote rosa, pretendendole per i ruoli di potere ed ignorandole per i lavori più umili, faticosi, mal pagati ed anche rischiosi… fatto. Si potrebbe inventare la bufala del paygap, per cui a parità di contratto ogni donna guadagna meno inquantodonna… fatto. Campagne di informazione per sollecitare le donne a denunciare, ne abbiamo? Ok ok, ne abbiamo. Si potrebbero costruire false emergenze per abituare la popolazione ai passi futuri… fatto. Si potrebbero varare leggi liberticide ma spacciate come “a tutela delle donne”… fatto. Si potrebbe sviluppare una giurisprudenza unidirezionale, penalizzando la figura maschile nelle separazioni e nei divorzi. Già fatto, altroché! Si potrebbe boicottare qualsiasi riforma del Diritto di famiglia, chiedendo di tornare al modello “asso pigliatutto”: casa, assegno e figli alla madre, che il padre si accontenti di restare in un angolo. Fatto, con regolarità. Si potrebbe inquinare il sistema giudiziario con una costante asimmetria valutativa, sanzionando un genere meno dell’altro a parità di reato. Uffa, già fatto anche questo.


Ma allora cosa si può fare di nuovo per le donne? Propongo l’arresto preventivo per qualsiasi maschio adulto. Manette al compimento del 18° anno, galera obbligatoria al posto dell’ormai superata leva obbligatoria. Si potrebbe creare un capo d’imputazione di massa, la Colpa maschile che ogni individuo è chiamato ad espiare. Una Colpa di genere, sanzione detentiva applicata a prescindere da qualsiasi colpa reale. Senza processo, non serve: la prova di colpevolezza è la stessa appartenenza al genere tossico. Tre anni di lavori forzati per tutti, le Nuove Ariane non possono rovinarsi le unghie asfaltando le strade,  zappando la terra, mescolando cemento nei cantieri o scaricando le stive delle navi. È la razza inferiore che deve sacrificarsi, la Razza Eletta non sarà nemmeno più costretta a rivendicare quote rosa in quanto i ruoli più appetibili dovranno essere esclusivamente rosa. Forza oppressori, spaccatevi la schiena, dovete mantenere i privilegi femminili. E dopo tre anni la “libertà” dai lavori forzati, ma sempre al guinzaglio delle oppresse.


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