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Covid-19: la livella che spiana le menzogne

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

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LA FIONDA

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di Alessio Deluca – Anche i migliori matrix prima o poi vanno in crash. Anche i Truman Show progettati con la più grande dovizia prima o poi vengono smentiti. Anche i migliori e più immedesimanti spettacoli teatrali prima o poi finiscono. Accade perché c’è qualcosa che ci pre-esiste, ci precede, ci sovrasta e soprattutto prescinde da ogni costruzione fittizia che possiamo concepire e mettere in atto: la realtà. Costituita dalla sommatoria di fatti concretamente rilevabili, essa presto o tardi fa sempre irruzione, senza tanti complimenti, sul palcoscenico dell’esistenza, qualunque sia la messinscena che si sta realizzando. Non chiede permesso, non segue alcuna etichetta né protocollo. Arriva e basta, trascina tutti al suolo, piedi per terra, obbligandoci a tonfi tanto più rumorosi quanto più l’elio della mistificazione o dell’illusione ci aveva fatto levitare in alto. La realtà, qualunque sia la forma che decide di prendere, è ‘a livella, come la chiamava Totò.

Lui si riferiva alla morte e in effetti la scomparsa da questo mondo è il modo più traumatico con cui la realtà usualmente irrompe a sparigliare le carte. Oggi quella livella ha un nome e la si può vedere al microscopio: si chiama Covid-19. Un piccolo stramaledetto virus che toglie il respiro e ti ammazza. Non si scherza più dunque, signore e signori, non si cazzeggia più, non c’è più spazio per i giri di pista al circo: si muore. Per altro in un modo orribile. Dunque non c’è nulla da ridere, nulla per cui appassionarsi o per cui fare il tifo. Si rischia la pelle, si deve dunque cambiare radicalmente vita se si vuole sopravvivere insieme ai propri cari, non c’è più spazio per le cazzate, le chiacchiere stanno a zero. Ed è una grande novità perché negli ultimi tempi le chiacchiere e le cazzate erano diventate tante, tantissime, una più fasulla dell’altra.


Il virus ammazza in piena casualità, senza tener conto del gender gap.


Avete notato, per dire, che improvvisamente non c’è più alcuna emergenza nazifascista in Italia? Le svastiche disegnate al contrario, puf!, sono sparite come per magia. Anche il dilagante e vergognoso razzismo degli italiani è improvvisamente scomparso: forse che il coronavirus si è già portato nella tomba tutti quegli orribili concittadini che non se la sentivano di abbracciare un cinese? Chissà… Straordinario poi che anche omofobia e transfobia, emergenze nazionali così terrificanti da richiedere la discussione di una legge apposita anche in piena emergenza sanitaria, si siano estinte come i dinosauri. Ma non solo questo: i terrapiattisti, i novax, le sardine, i globalisti e immigrazionisti senza se e senza ma, i tifosi incalliti di calcio, e tutto quel mondo brulicante di retorica e fantasticherie autogestite è andato a rintanarsi, rapido come una marmotta terrorizzata, nella propria tana, facendosela sotto per paura di morire e portandosi dietro tutto il proprio armamentario di sciocchezze concettuali e slogan. Last but not least, la più rumorosa uscita di scena, nonostante gli sforzi di tenerne in vita l’ologramma, è quella del mito della violenza sulle donne e dintorni.

Lo si è visto nei giorni scorsi, la macchina della propaganda rosa sta facendo letteralmente carte false per continuare a restare sulla cresta dell’onda, ma con scarsi successi. Perché c’è la livella in giro, che arriva e spiana le bugie a suon di numeri, fatti concreti, reali, morti che si contano, non le farlocche proiezioni dell’ISTAT o i dati inventati dai centri antiviolenza. Uno, due, tre, quattro… i cadaveri infetti sono lì, li puoi contare concretamente indicandoli col dito. E se li guardi bene ti accorgi che sono uomini e donne. Con una prevalenza di uomini (sempre fortunati…), ma poco importa, nulla lascia pensare che il virus attacchi più volentieri le persone di sesso maschile. Come ogni livella che si rispetti, non guarda in faccia al sesso delle persone, al loro orientamento sessuale o politico: arriva e basta. Al massimo è tendenzialmente discriminatorio in base all’età, ma non per convinzione sua, bensì per semplice fisiologia: l’organismo anziano è più lento e debole nel rispondere all’invasione. Per il resto, ammazza in piena casualità, senza tener conto del gender gap.


Ora tutti vedono di quanta spazzatura fossimo stati ricoperti fino a ieri.


Hanno un bel dire le filosofe femministe che, in qualche modo, anche il virus è maschilista e patriarcale. Non sta in piedi e i morti di entrambi i sessi stanno lì a dimostrarlo. E se non bastasse questo, si volga allora lo sguardo all’esercito di chi si sta opponendo a questa livella che improvvisamente è arrivata a spazzare via tutto. Si guardino i camici bianchi e verdi, medici, paramedici, infermieri, tutto il personale ospedaliero: dopo un turno massacrante, un infermiere viene avvicendato da un’infermiera, un dottore da una dottoressa, a loro volta poi avvicendati da altri infermieri o infermiere, dottori o dottoresse. Si passano il testimone, come nella staffetta, ed entrano in gara per cercare di salvare indistintamente uomini e donne. Sono lì per esercitare l’etica della vita, che è superiore a qualunque puttanata ideologica sia stata inventata e affermata nel tempo: bianchi, neri, gialli, etero, gay, trans, musulmani, cattolici, protestanti, uomini e donne, bambini e anziani, è tutto saltato, non ci sono più schemi. Dal punto di vista etico il discrimine sta tra la vita e la morte, non nelle contrapposizioni dogmatiche e ideologiche concepite e diffuse fino a ieri.

Ecco allora, appunto, che con la livella in azione le chiacchiere stanno a zero. Ci hanno provato (e ci proveranno ancora ovviamente) a strumentalizzare anche questo frangente a proprio favore, per cercare di tenere in piedi questo o quel teatrino ma, santo cielo, al momento è uno spettacolo, sebbene un orribile spettacolo di morte, vedere come tutti, gli ideologi tossici e i loro servi della carta stampata, abbiano finito per venire zittiti dalla potenza della realtà. Una realtà fatta di città spettrali, di persone che si girano al largo, rese irriconoscibili dalle mascherine, di disposizioni governative da stato d’assedio, di concreta paura di morire. Trascinati di forza dal virus sulla cima di una rupe e sospesi sopra un baratro, tutti sono ora in grado di vedere di quanta spazzatura fossimo stati ricoperti fino a ieri, quanto densa e appiccicosa fosse la melma in cui un intero sistema organizzato ci aveva immerso, attirandoci con il luccicore di un intrattenimento che era in realtà ipnosi.


Si riparta da quella trinità, non da altro.


Tra le tante altre cose, in quella melma si vedono galleggiare i rottami del divario salariale, della violenza domestica, dei “femminicidi”, del patriarcato, della cultura maschilista e dello stupro, del “genere costrutto sociale” e di tutte le altre fantasiose invenzioni che ben conosciamo. Ora guardiamo quei rottami dall’alto della rupe, con l’orribile signora in nero armata di falce alle spalle, e l’unica cosa che ci interessa è che non spinga giù noi o qualcuno dei nostri cari. L’unica cosa che ci interessa è che gli uomini e le donne che insieme la stanno combattendo, vincano la guerra. Quando tutto tornerà più o meno normale, è indubbio che gli spacciatori di menzogne, ora messi zitti e buoni dalla livella, torneranno alla carica più agguerriti che mai. Perché, se non frequentata, la loro melma si dissecca e svanisce, e le persone, se non debitamente irretite e sedate, si svegliano. E non c’è niente di più pericoloso del risveglio di tutti per chi vive sulle messinscena.

Sarà nostro dovere respingere violentemente la carica di costoro e impedire che tornino a immergerci nella loro melassa retorica di bugie ben raccontate e ripetute ossessivamente. La crisi attuale dovrà essere messa a frutto anche così: dovrà essere occasione per una ripulitura del contesto culturale e sociale da questi virus dell’anima e della comunità. Con magari pure per una bella Norimberga per loro. Non per vendetta, ma perché oggi stiamo dedicando pensieri costanti o preghiere (per chi lo fa credendoci) a quegli uomini e donne che, da un lato e dall’altro della barricata, malati o operatori sanitari, stanno giocando insieme, in modo esemplare, una partita importante come non ne capitavano da tempo. Senza tener conto di orari, salari e tanto meno delle differenze dettate dal sesso, stanno combattendo per trascinarci via dalla situazione di pericolo in cui siamo. Quando otterranno la vittoria, perché è certo che la otterranno, non dimentichiamo la loro battaglia comune, congiunta, trasversale. Condotta uomini donne sempre insieme. Tre parole che sono un tempio, finalmente ripulito dalla feccia dei mercanti di bugie. Quando sarà il momento, si riparta da quella trinità, non da altro. E con essa si scacci l’inevitabile ritorno dei vampiri pronti a succhiare sangue dal corpo delle nostre convivenze e delle nostre relazioni.


5 thoughts on “Covid-19: la livella che spiana le menzogne

  1. Condivido gli auspici di Alessio ma non riesco ad essere così ottimista. Non nel così breve periodo.
    Tenete conto che la macchina queste non rispettano il prinicipio di non contraddizione se non a un livello pratico col fine di mantenere costante una narrativa denigratoria e criminalizzante verso il sesso maschile in quanto tale.
    Persino la glorificazione fanatica del sesso femminile in quanto tale è funzionale a questo scopo, perchè il femminismo odia gli uomini più di quanto ami le donne.
    Tanto per fare un esempio, non mi meraviglierei che magari proprio le stesse femministe che hanno prodotto questo siparietto https://stalkersaraitu.com/wp-content/uploads/2020/03/varie_tweetmeritidonne.png possano essere in grado di farne un altro domani con la stessa struttura sottintendendo un contesto completamente invertito dove gli uomini avrebbero minimizzato e le donne( tutte povere Cassandre inascoltate, pure quelle della movida che non si ferma) venivano zittite dal mansplaining degli uomini.

    E soprattutto non mi meraviglierei che ora fioccassero articoli dove si racconta la giornata di donne infermiere, dottoresse, lavoratrici etc che combattono senza sosta il virus, che “tengono duro” etc col messaggio sottotraccia che intanto gli uomini si lascerebbero andare alla disperazione, cederebbero, violerebbero (solo loro ovviamente) le norme, etc
    Tra l’altro hanno subito trovato il filone narrativo “violenza maschile sulle donne” coronavirusedition per cui le donne costrette a casa passerebbero l’inferno “per mano di un uomo” (gli uomini “per mano di una donna”…. no).
    E non mi meraviglierei che su le millemila pagine e blog femministe cominciassero ad apparire collane di “testimonianze” tipo quella che mi invento ora e scrivo qui:

    ” Cara **** ti scrivo per sfogarmi. Non posso scappare. Non posso farlo se non da una stanza all’altra mentre lui gira come un cane rabbioso, mentre tenta di trovare un solo pretesto per assalirmi verbalmente e poi… . Non può andare alla sala slot e questo lo fa impazzire. Mia figlia fa finta di studiare con le cuffiette alle orecchie da ore, in un angolo nella sua camera, ma posso sentire il suo cuore che batte il suo respiro corto per l’ansia. Sa che prima o poi lui troverà il pretesto per esplodere. E’ un silenzio che fa scoppiare le orecchie… etcetc”

    Oppure uno più succoso con tutti i sapori, noidonnesiamomigliori + gendergap + mansplaining + violenzamaschilesulledonne + FicaLiberAzione con uno spruzzo di femminicidio alla fine

    “Oggi è successo qualcosa di straordinario.
    16 ore senza sosta, Sono esausta, i segni della mascherina sul mio viso stanno diventando piaghe, ma non mi fermo. Non posso. Il tipo che è arrivato lunedì che si è messo subito a darmi ordini è crollato ieri e ha mollato. Un altro stamattina ha sclerato e momenti buttava giù dal letto quella donna che stava soffocando e sbracciando lo ha graffiato togliendogli la mascherina. La ragazza del mio turno (…turno… come se ci fossero ancora) sembra un robot, ma come me è distrutta. Quanto potrà durare?
    Scrivo queste parole in due minuti, per ricordare, per tenere a mente quello che devo fare.
    Perchè oggi, un paio di minuti fa è successo qualcosa di straordinario.
    Mi guardo allo specchio un minuto. Sono orribile. In effetti è quello che mi dice sempre lui per ferirmi, mi diceva che ero una buona a nulla. “Mantenuta”. Certo, lui col suo bel posto fisso, ben pagato, può dirlo a me precaria, anche se a casa non muove e non ha mai mosso un dito. Sono sempre così sicuri i maschi, del fatto loro, al sicuro nei loro privilegi, sicuri quando parlano, con un cazzo a fargli da megafono vengono presi tutti sul serio, creduti sempre, anche quando sparano cazzate, quante ne ho dovute ingoiare qui a lavoro, dove se sei donna sei zero anche se ti fai il culo due volte più di loro. Poi alla fine ci credi anche tu, e quando arrivavo stanca mi diceva “neppure a letto sei più buona” e allora lo lasciavo fare, immobile.
    Come ho potuto farmi questo? Come ho potuto sopportarlo fino ad oggi?
    Perchè oggi guardandomi allo specchio ho visto il mio vero volto.
    In questi giorni capisco il mio valore, in questo inferno, paradossalmente le cose stanno diventando tutte così chiare… oddio… come ho potuto?
    I miei occhi hanno incrociato il mio sguardo, la mia anima, e mi sono riconosciuta.
    Non sono una cosa, sono una donna.
    Non torno a casa, no. Piuttosto rimango qui. Alla fine sono più fortunata di molte altre come me, migliaia, milioni che devono stare a casa 24/7 e non possono sfuggire alla violenza psicologica e fisica dei tanti uomini come lui.
    D’un tratto mi è chiaro il prezzo che noi donne da millenni stiamo pagando. Ma io ho saldato un minuto fa il mio debito. Ho scoperto la mia forza nel mio viso, qui di fronte a me.
    Questa forza mi ha permesso di lasciarlo. Nella mia mente almeno. Perchè prima o poi, a casa ci devo tornare.
    Per un po’ devo far finta di nulla. Devo sorridere. Devo … farlo ancora con lui…. per quanto possa farmi schifo perchè non so come potrebbe reagire se capisse che ho visto anche lui in questo specchio, com’è veramente e lo sto per lasciare, non so cosa potrebbefare se capisse che appena avrò chiuso i conti con questo virus di merda poi chiuderò i conti anche con lui. E’ sempre stato irascibile quando le cose non andavano come voleva lui. Devo stare attenta.
    Suona la stanza N** , accidenti, devo correre.”

    Piaciuti i temini? Non ci vogliono più di quindici minuti a produrli. Poi dai social media, passare a fare articoli sui media è un attimo.
    Se potenzialmente non rischiassi di ficcarmi in un mare di guai nel farlo, sarei tentato di limarli un po’ e mandarli ad una o più spargiletame femministi con la zucca in modalità hermanaiositecreo e solounadonnapuòcapire, che presidiano i social media, solo per sperimentare quanto sono in grado di filtrare queste “armonizzazioni del canto dato” prima di pubblicarli e fare in modo che si spandano per condivisione in giro come un virus, spacciati per “testimonianze”.
    E soprattutto misurare il grado di credulità acritica dei lettori, che, qualcosa mi dice, sarebbe ancora molto alta.
    Sarò pessimista, ma immaginate se cominciassero a saturare lo spazio con roba del genere riattivando la macchina propagandistica. Anche ipotizzando di poter legalmente infiltrare il sistema propagandistico in questo modo, tracciando e documentando l’incapacità degli spargiletame di discernere tra “finzione narrativa certificata” e “testimonianze accettate in virtù dell’hermanaiositecreo”, ebbene, potete scommetterci un dente che una buona fetta di chi è sto/a capace di bersi e condividere quella roba come fosse un resoconto di fatti accaduti, anche messo/a di fronte alla realtà penserebbe: “poco cambia, perchè sarebbe potuto accadere e sicuramente così è accaduto in mille casi simili. Meno questo. Ma appunto… cosa cambia?”
    Come faccio a dirlo? E’ una ipotesi ovviamente, ma gente sicuramente di ingegno può arrivare a ragionare così http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaP/POPPER_%20COME%20NACQUE%20IL%20CRITERIO%20.htm , figurarsi chi si beve cose come il gendergap e la tampontax.

    Non è un invito alla resa, intendiamoci, ma a non farsi troppe illusioni.
    E’ il senso comune di molti che è stato “formato” a percepire la realtà in un certo modo a un livello sottostante il significato delle parole che emerge e che può essere trattato logicamente. Siamo in uno stadio in cui la dottrina femminista ha già lavorato sulle menti di persone che l’hanno incontrato in età adolescenziale ed oggi sono persone adulte, e come si può sperimentare, chi è cresciuto in parrocchia come in associazioni più o meno affiliate a movimenti politici e in quelle strutture ha vissuto le sue esperienze di socializzazione, da adulto, anche se a parole si è distanziato dalle formulazioni esplicite della dottrina che faceva da sfondo alle sue esperienze giovanili, molto probabilmente manterrà un atteggiamento e un corredo di credenza più o meno implicite conforme a quell’ambiente. In genere a ribellarsi a quel corredo di credenze e atteggiamenti sono i figli di queste persone, per motivi di dinamiche generazionali. (A loro va fatto trovare un apparato critico solido e razionale. Sarà quello il vero momento buono secondo me).
    Questo è anche il motivo per cui il femminismo punta su persone in età scolare, soprattutto i ragazzi, prediligendo “iniziative” dove non ci si può sottrarre senza sfidare una autorità in grado di fartela pagare cara, e non si può farlo, a quell’età, senza sentirsi esclusi dal “gruppo dei pari”. Queste iniziative ovviamente prediligono le “arti performative” tipo teatrate per le scuole https://www.youtube.com/watch?v=AE63rNOVLRU
    “lezioni”-teatro https://www.youtube.com/watch?v=MgPoL4Cm6hQ , o rituali di contrizione pubblica tipo
    https://www.youtube.com/watch?v=NR0chDXP0rA [quello che la Solanas chiamava i “seminari della merda” “SCUM organizzerà dei Seminari di Merda, dove ogni maschio presente farà un discorso che dovrà cominciare così: “Sono una merda, una merda volgare e abbietta”, proseguendo con la lista completa di tutti i suoi aspetti merdosi. Come ricompensa, alla fine del seminario, lo si lascerà fraternizzare con le donne SCUM che saranno presenti.(..)” (SCUM Manifesto – Valerie Solanas 1967)] o manifestazioni con le magliette “io valgo” “io rispetto”
    etc

    Mi scuso per la solita grafomania e invito a collezionare le perle che usciranno in questo periodo, senza prendersela troppo se poi, a coronavirus debellato, ci si ritroverà il solito femminismo incurante della minima onestà intellettuale anche verso la “Adaequatio rei et intellectus” e il gregge di seguaci pronti a dire “ne ha uccise più il femminicidio che il coronavirus”, riunito, se andrà bene, in un numero di poco inferiore a quello pre-coronavirus, quando se ne bevevano e rivomitavano di ancora più grosse
    (gennaio 2014) https://abitarearoma.it/intervista-betta-cianchini/
    (novembre 2018) https://www.ottopagine.it/av/attualita/170591/muoiono-piu-donne-di-femminicidi-che-di-cancro-e-incidenti.shtml

  2. Complimenti, grande riflessione. Sul dopo “tsunami” staremo a vedere. L’impressione è che in tanti/e, che in quel mondo adesso in stand by hanno “lucrato” a piene mani, cercheranno di “sterilizzare” questa tragica parentesi per ritornare indietro come se niente fosse stato. Spetterà al popolo, a chi non ha quegli interessi da difendere, chiedere che si volti pagina, e io non sono molto fiducioso da questo punto di vista. Il popolo, le masse, hanno purtroppo dimostrato troppo spesso quanto facilmente siano influenzabili dai media di regime e quanto spesso ricadano preda degli stessi e/orrori.

  3. Boh…. a me pare che la Matrix abbia solo cambiato livello, non ne siamo affatto usciti, anzi ora essa si può permettere di lasciare per terra tutto quel ciarpame pseudoideologico attraverso il quale si è manifestata fino a ieri. Vedo su twitter gente che invoca le catene che presto gli si stringeranno addosso solo per il fatto che è stato trovato il modo di fargliele desiderare. Non è complottismo ma solo il modo in cui il potere opera… sarò lieto di essermi sbagliarmi ma fin qui… intanto hanno vietato la possibilità di spostarsi e di riunirsi liberamente (si è soggetti a reato penale se non si ha la “giustificazione”). E non capisco il tono quasi trionfalistico dell’articolo, non gliene frega nulla di uomini e donne ma intanto le donne ci stanno mettendo sotto e non mi sembra che il doppio standard sia stato sospeso o che la percezione delle molestie sia cambiata o che l’affido paritario sia magicamente all’ordine del giorno o che gli uomini separati improvvisamente non debbano pagare più un ghello alle saprofite patentate o che …..etc.

    1. Joker
      >>>
      intanto hanno vietato la possibilità di spostarsi e di riunirsi liberamente (
      >>>

      C’è un motivo ben preciso se lo hanno fatto.
      Basta con i discorsi e i complottismi senza senso.
      Grazie.

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