STALKER SARAI TU

Dopo Luigi ed Ethan tocca a Mario. Un altro martire nel conto

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MarioDopo più di tre anni di blog, più di 900 articoli, molti dei quali dedicati alla malafede dei media, trovo finalmente una cronaca vicina alla verità. Leggo nella piccola testata online locale “La Nuova Calabria” della vicenda di Mario. Una storia comune la sua: la moglie lo lascia e lo accusa falsamente di abusi sessuali sui due figli. I giudici non trovano niente e lo scagionano, ma intanto ha perso l’onore oltre ai figli, e ha assistito attonito al suo progetto di vita mandato in pezzi. Raramente i media si dedicano ad analizzare con empatia lo stato d’animo di un uomo in quelle condizioni. La Nuova Calabria lo fa.

E usa parole che mi hanno turbato nel profondo. Perché riescono a descrivere bene le sensazioni che mi vengono trasmesse nelle centinaia di email e telefonate che ricevo ogni mese da uomini nelle stesse condizioni di Mario. “Giorni passati a guardare le foto del suo amore finito, ad aggirarsi in quella casa vuota, dove un tempo la moglie e i suoi due bambini ridevano e scherzavano”, scrive Stefania Papaleo, mostrando di ben comprendere quale violenta desolazione possa portare un uomo alla decisione estrema. E qui non si tratta di soldi, proprietà della casa o minuzie misere del genere. Mario era annientato dalle assenze e dai cocci del suo progetto di vita, che l’ex moglie aveva deciso di distruggere per chissà quali motivi.


Finalmente una cronaca vicina alla verità.


uomo_suicidioChe la separazione sia responsabilità di Mario lo escludo a priori. L’ex moglie l’ha accusato falsamente di abusi sui figli. Dunque non venitelo a menare con il “50 e 50” o “la colpa è sempre di tutti e due”. Ci sono tutti gli elementi per dire che la donna è probabilmente una delle tante, troppe persone sconce che usano un sistema oppressivo verso gli uomini per coprire le proprie malefatte o fare l’asso pigliatutto. Lei, come l’ex moglie di Luigi Tarascio, come la madre del piccolo Ethan Solinas, meriterebbe l’incriminazione per istigazione al suicidio. E con lei i magistrati che hanno accolto l’ennesima denuncia per abusi sui figli minori priva, ne sono certissimo, di qualunque riscontro probatorio. E insieme a loro tutti i giudici che interpretano in modo punitivo una legge sulle separazioni che rapina i minori della metà esatta del loro cuore.

In tutto questo Mario ha sbagliato soltanto in una cosa: il suo messaggio d’addio su Facebook non è esaustivo come era stato quello di Luigi Tarascio. “Buongiorno, mi mancano, sono triste, tutti i giorni si piange e si soffre, mi sa che la farò finita a questo giro”, si è limitato a scrivere. Peccato. Un altro atto d’accusa nel giro di pochi mesi, un’altra prova del martirio oggi riservato al genere maschile e paterno, sarebbe stato un’utile chiosa di smentita contro gli stronzi che esultano per l’incremento di denunce grazie al “Codice Rosso”. Stefania Papaleo parla correttamente di “spettri che si erano impossessati della mente dell’uomo che, a soli 35 anni, si era visto perduto senza i suoi unici amori”. Già, gli spettri… Quelli che, a quanto pare, mai giungono a possedere una donna. Conscia dei vantaggi di cui può godere, nessuna, che io sappia, arriva a uccidersi a seguito della devastazione del proprio progetto di vita. Gli uomini invece sì, e in tanti.


L’ex moglie l’ha accusato falsamente di abusi sui figli.


Dice Ludovico Ariosto, descrivendo la pazzia del prode Orlando: “credete a chi n’ha fatto esperimento / che questo è ‘l duol che tutti gli altri passa”. E’ così: quel dolore che supera ogni altro, anche le accanite resistenze di un uomo-guerriero, trasforma il gesto estremo nella migliore soluzione possibile, oltre che l’unica. Serve una infinita profondità d’animo per percorrere quel tipo di strada dolorosa. Una profondità che le donne non hanno, complice anche l’iper-protezione di cui godono. Luigi Tarascio e il papà di Ethan Solinas ci hanno lasciato un ottimo resoconto delle proporzioni di quell’incubo. Anche loro, Luigi ed Ethan, spinti a essere martiri ed eroi di verità, in questo orrendo tempo di propaganda e menzogna.

Da adesso anche Mario, di cui purtroppo non conosco il cognome (e spero che i suoi famigliari mi contattino), entra nell’olimpo di coloro che hanno sbattuto in faccia al mondo la realtà delle cose. Una realtà tragica, orribilmente sistematica, e la cui atrocità si può testimoniare solo attraverso l’estremo sacrificio. Mario, Ethan e Luigi oggi ci rappresentano. Non possono e non devono finire dimenticati né tanto meno invendicati. Le loro vite stuprate e soppresse vanno quindi nel grande conteggio generale. Il tempo di tirare le somme si avvicina. Il conto sarà salato. E ne verrà preteso il pagamento fino all’ultimo centesimo.

20 thoughts on “Dopo Luigi ed Ethan tocca a Mario. Un altro martire nel conto

  1. Quello che non ho capito (e che l’articolo non chiarisce) è: lei ha mentito, ma è stato preso qualche provvedimento contro di lei?
    Oppure non è successo niente perchè lei è una donna e le donne non sbagliano mai?

  2. Il vero problema è la magistratura schierata e stereotipata …considerando che usa gente come Foti per formare magistrati ..credo che abbiamo detto tutto !!!

    1. Guarda sui media e vedi se ci sono conferme dalle forze dell’ordine. Ma è probabile di sì. Se ho letto bene il tizio è un pazzo denunciato anche dai condomini e con precedenti penali.

  3. forse ne avete già parlato, ma spesso e volentieri quando si verifica un uxoricidio le femministe sostengono che la vittima aveva già denunciato piu volte per anni l’assassino e le denunce non erano state prese seriamente perché #violenzasulledonne ecc. ecc. quanto c’è di vero in questo tipo di retorica?

    1. Non saprei dire. Talvolta le forze dell’ordine confermano la cosa, talvolta no. Talvolta i media riportano la cosa, talvolta no. Non c’è modo di sapere con certezza. E per non sbagliare le femministe dicono che è SEMPRE andata così. Tanto chi si prende il disturbo di controllare e contestare? È un modo rapido e gratuito per drammatizzare il contesto e creare dei cliché narrativi. Un po’ come anteporre di default “ennesimo” a “femminicidio”. Non è vero ma si ha un potente effetto esasperazione. Astute vero? Ma non dimentichiamo mai la complicità dei media.

    1. Partire come MGTOW è un po’ difficile, ma dopo il divorzio trovo folle non diventarli: una volta che uno ha già figli se non ne vuole altri ha tutto da perdere e nulla da guadagnare.

      1. E’ vero non è facile, soprattutto se uno volesse figli, ma allo stato attuale delle cose è l’unica cosa sensata da fare (diventare MGTOW dopo il divorzio è come smettere di fumare dopo la diagnosi di cancro…); per come la penso io, se ci organizziamo come si deve possiamo creare un movimento dal basso che sovverta il sistema dalle radici tramite il boicottaggio a tappeto di TUTTE le relazioni fino a quando non otterremo un riequlibrio della situazione e così facendo la condizione MGTOW diverrebbe transitoria…ma per fare questo bisogna compattarsi, mettere da parte le divergenze di pensiero e, soprattutto, uscire dalla comfort zone e rinunciare al “triangolino che ci esalta”…quanti sono disposti a farlo? La stragrande maggioranza, inutile dirlo, preferisce mettersi la scopa lì e ramazzare la stanza.
        Anche se è la prima volta che commento, ho scoperto questo sito da un anno e mezzo (per ironia della sorte proprio in seguito ad una denuncia – poi ritirata – per stalking) ed è stata una vera e profonda boccata di aria fresca in mezzo ai miasmi e alle zaffate di questo oceano di merda in cui siamo costretti a navigare; questo blog potrebbe essere un ottimo catalizzatore della filosofia MGTOW, stimo tantissimo Davide anche se preferisce battere altre strade, da quello che ho capito ha una pessima considerazione dei MGTOW (superiore forse solo agli Incel) mentre per me potrebbe essere il granello di sabbia che manda all’aria tutto il meccanismo infernale che ci governa (spesso con il nostro consenso, più o meno esplicito).
        Adesso vedremo l’evoluzione della situazione con la nascita di LUI…sinceramente, dopo aver letto il manifesto, non sono molto ottimista…si fa sempre riferimento (come anche in molti articoli di Davide) alla concordia tra generi, al procedere uniti, uomini e donne, verso una società più equa, ecc…ma a noi nessuno regalerà mai niente, se aspettiamo che le donne rinuncino a qualcuno dei loro privilegi per dare più diritti a noi stiamo belli che freschi; la questione maschile è esclusivamente sulle nostre spalle, bisogna fare scelte di forte impatto altrimenti non cambierà mai nulla…in parole povere, secondo me, bisogna andare al muro contro muro, almeno all’inizio.
        Ed è buffo dire queste cose su un blog dove si scrive un giorno sì e l’altro pure di “fare la guerra”, salvo poi predisporsi a combattere con baionette e cerbottane, mentre dall’altra parte sono armati fino ai denti e, giusto per non farci mancare niente, siamo pure pieni al nostro interno di “quinte colonne” (leggi: femministi e servi della gleba assortiti).
        Concludendo (e scusandomi per la verbosità), Davide resta per me un punto di riferimento anche se non ne condivido in pieno la policy…io, nel frattempo, continuo per la mia strada (anche perché, ad di là di tutte le filosofie di pensiero, non si sta affatto male, anzi) e nel mio piccolo cerco di attuare il cambiamento che vorrei vedere nel mondo…oltretutto, essendo una cosa mai provata prima e potenzialmente rivoluzionaria, ho come l’impressione che si potrebbero ottenere grandi risultati senza neanche disporre di grandi numeri.
        Detto in altri termini, non è affatto necessario diventare tutti MGTOW, è sufficiente una minoranza che abbia un certo peso specifico (ed alta valenza simbolica); per intenderci, gli uomini tra i 30 e 45 anni (la fascia di età in cui normalmente si fanno scelte relazionali più o meno definitive)…se concertiamo bene la cosa potremmo vederne delle belle, magari vedremo una certa quota di donne rincorrere le femministe (e i femministi) con i forconi e a quel punto potremo deporre le armi…e prendere in mano i bustoni di pop-corn 🙂

        1. Grazie per le tue osservazioni e soprattutto per lo spirito critico. L’ultima volta che mi sono occupato di un “gruppo” più o meno riconoscibile e organizzato all’interno dell’ampia “questione maschile” (mi riferisco agli incel) è scoppiato un putiferio, con fraintendimenti, dolosi o colposi a seconda, a pioggia. Mi piacerebbe molto affrontare anche l’approccio MGTOW, perché anche da quel lato mi pare ci siano parecchi malintesi rispetto al mio pensiero, ma onestamente dopo essermi alienato le simpatie dei filosofi del MRA e dei rabbiosi incel, mi spiacerebbe “giocarmi” anche chi si riconosce nell’approccio MGTOW. Proprio perché, seppure talvolta io mi esprima in modo magari burbero e molto diretto, il mio più grande interesse è far sì che quelle sigle spariscano, almeno temporaneamente, per creare davvero un fronte comune e combattivo orientato a obiettivi condivisi. Raggiunti i quali poi le sigle e le identità si potrebbero recuperare senza problemi. Proprio gli obiettivi da raggiungere sembrano essere qualcosa che ci divide, ma secondo me se ci confrontassimo in modo franco, ovvero senza farci fuorviare da pregiudizi o dettami ideologici, restando sul concreto, un piano comune lo troveremmo. Tra l’altro, col governo che sta per nascere e il livello della maggioranza che lo sostiene, l’immediato futuro rischia di essere davvero oscuro, e un’unità di intenti e mobilitazione sarebbe indispensabile. La Lega degli Uomini d’Italia è un tentativo di sintesi che va proprio in quel senso: poche chiacchiere e tanta azione. Anche spregiudicata, se serve. Spogliato e additato il re, ripristinate verità ed equità, poi l’esercito si potrà anche congedare. In cuor mio spero che il tentativo riesca. Una cosa dev’essere chiara: pur non condividendone alcuni pilastri ideali e alcune scelte concrete, ho il massimo rispetto per percorsi paralleli a quello che sto facendo col blog: MGTOW, incel, MRA e tutta la galassia restante. Posso lasciarmi andare a critiche taglienti e un po’ incazzose, ma è solo questione di carattere. Porto per tutti coloro che elaborano un pensiero coerente e per il vissuto che gliel’ha ispirato un grande e sincero rispetto.
          Grazie ancora. Ciao.

          1. Una chiosa ancora, rispetto al differenziato movimentismo maschile: per i MGTOW, così come per gli incel e prima ancora per gli MRA, è sempre stato ed è aperto un canale di pubblicazione di contenuti sul mio blog. Certo ci sono alcune direttive da seguire, stilistiche e di contenuto, su cui sono molto fermo (a casa mia le regole le faccio io…), ma la porta è sempre stata aperta. Lo è ancora e lo sarà sempre, anche se credo che l’area corretta dove riversare contenuti e sintesi sarà tra non molto il sito LUI piuttosto che questo blog. Fissati alcuni principi-chiave, sarebbe tutto di guadagnato se i vari rivoli del movimento trovassero un’unica caserma dove riunirsi, ognuna come una divisione specializzata, in vista di una guerra da muovere in modo strategicamente coordinato, e che potrebbe essere quella conclusiva. La condivisione concordata di contenuti credo sia un passaggio cruciale in questo senso.

          2. Guarda che critiche dagli MRA non ne hai mai ricevute, salvo magari su singoli argomenti: il tuo blog, anche se non ti riconosci nella sigla, è MRA, a metà tra la versione più “progressista” di AVfM e quella più “conservatrice” del partito inglese Justice for Boys and Men.
            Gli MGTOW non sono gente che si offende, un motto è: “un MGTOW si mangia i tentativi di farlo vergognare come fossero tic tac”. Il problema è se li si criticano con argomentazioni irrazionali/femminili tipo “morirai da solo” – è chiaro che si tratta di terrorismo psicologico che oltretutto non fornisce nessuna seria garanzia che uno non muoia solo neanche se si mette in casa una donna. Se li si criticano in maniera irrazionale, specie con frasi fatte degne delle comari dalla parrucchiera, quelli replicano con sarcasmo, e di solito è chi critica che si offende alla fine.

        2. C’è un errore di fondo nel tuo ragionamento: MGTOW si sceglie per i vantaggi pratici, e immediati, l”eventuale rivoluzione sociale non può che essere un effetto collaterale e non certo lo scopo.
          Non è una forma di protesta, non è un sacrificio, è proprio che si sta meglio.

          1. Ciao Eric, non so se MGTOW sia sempre una scelta proattiva, a volte – seppur apprezzandone i benefici – è anche una scelta “reattiva”, presa come reazione allo scenario attuale delle relazioni (piuttosto che giocare a un gioco con le regole truccate…lascio il tavolo); per quel poco che ho letto sul web, quest’impostazione compare spesso, viene vissuta come scelta di rottura dal sistema…dipende ovviamente anche dalla propria situazione personale (un divorziato con figli è molto diverso da un celibe senza).
            MGTOW per certi versi può avere una componente valoriale “sociale”, anche perché, se così non fosse, non serve avere un’etichetta del genere, basta l’etichetta generica di single o “single per scelta” (senza indicare il genere del single)…MGTOW è qualcosa di diverso, infatti nonostante tutti i MGTOW siano single, non tutti i single (uomini) sono MGTOW.
            Poi oh, tu conosci la comunità molto meglio di me, e magari a loro la questione maschile risulta del tutto indifferente e quindi ognun per sé e Dio per tutti, come si suol dire…mi piacerebbe sapere da te che sei più addentrato qual è l’orientamento principale (e se ci sono eventuali correnti secondarie) e soprattutto vorrei capire se il fenomeno è veramente in ascesa come si dice anche in Europa, in paesi persino più disastrati del nostro (tipo Spagna).

            1. L’atteggiamento degli MGTOW nordamericani verso i movimenti dei diritti maschili, MRA, va da: “è un’utopia irrealizzabile” a “anch’io sono MRA”. Nel complesso atteggiamento positivo ma con poco entusiasmo.
              Tra l’altro è un modo per distinguere, grossolanamente e con alcune eccezioni, gli MGTOW che valgono di più come persone: quelli che sono (relativamente) negativi verso MRA di solito sono quelli più ignoranti o con posizione sociale più bassa, e pensano che visto che a loro è andata male nella vita allora niente sia realizzabile.
              Però sto parlando di atteggiamento degli MGTOW verso le tematiche MRA, ovverosia i diritti specificamente maschili, diverso è se si parla di cambiare la società donne comprese: in quel caso parte la pernacchia, più o meno generalizzata.

              L’atteggiamento più positivo per essere MGTOW, a mio parere, non sta nel demonizzare le relazioni con donne, semplicemente nell’essere consci della disparità legale e pertanto gonfiare al massimo i propri standard per compensare: io ad esempio se incontrassi per caso una ricca e generosa che mi fa dei regali e si offre di mantenermi nei lussi senza lavorare, mica mi rifiuterei di convivere con lei…

  4. c’è troppo potere in mano alle donne ( attenzioni donne, sia perché lo stesso potere viene accentrato anche in caso di convivenza e sia perché le coppie gay non subiscono detto trattamento ). Siamo arrivati al punto che oramai i giudici non si affannano neanche a giustificare detti privilegi ( prima dicevano che prestavano maggiori cure, cosa che attualmente non si verifica o che erano in posizione di svantaggio sociale, cosa che evidentemente adesso non c’è ). se poi aggiungiamo che adesso il rapporto di filiazione è ridotto a una semplice scopata ( vedi quanto dice il presidente del tribunale di bologna spadaro ), il maschio è ridotto a una specie da mazzolare a piacimento…

    1. “prima dicevano che prestavano maggiori cure, cosa che attualmente non si verifica”

      e tu come lo sai? Dai racconti di amici e parenti?

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