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Il cortocircuito trans

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mckinnon transDice: hai delle idee così estremizzate che fai il giro e ti ritrovi dalla parte opposta. Capita così con il trans americano Rachel McKinnon, professore di filosofia e ciclista professionista. E’ diventato famoso nel 2018 per aver vinto la Masters Track Cycling World Championships, un campionato mondiale di ciclismo femminile. Bella forza. Ma d’altra parte da tempo era anche un portavoce della causa delle persone transgender negli sport (femminili), dunque paradossalmente c’è una forma di lunare coerenza nel suo titolo iridato.

Ora McKinnon torna a far parlare di sé grazie a un tweet dove evoca il “soffitto di cotone”. Si tratta di un concetto coniato nel 2015 nientemeno che da una pornostar per indicare quelle lesbiche convinte che supportano la causa dei transgender ma, attenzione, non sono disponibili a far sesso con loro, sebbene questi a tutti gli effetti si considerino e si sentano donne. In sostanza, secondo McKinnon, se sei lesbica ma non sei attratta sessualmente da un transgender solo perché non ha genitali femminili, ebbene sei una transfobica, un’orribile bigotta piena di pregiudizi.


Idee così estremizzate che fanno il giro e si ritrovano dalla parte opposta.


Attenzione: lo so che per noi preistorici, affezionati all’obsoleta idea di maschio e femmina attratti uno dall’altro, dotati di genitali coerenti con il genere stabilito per natura, senza alcun inquinamento del “sentore individuale”, la cosa genera una certa ilarità. Perché gira gira, con questa logica, chi ha il pene, pur essendo trans, pretende di ficcarlo in una vagina, inclusa quella di una persona lesbica. Ma non ridete, per favore, di questa follia, perché negli USA hanno preso molto seriamente la cosa, analizzandola nel profondo, manco fosse un problema teosofico.

A tutti gli effetti, si è arrivato a dire, una lesbica che opponga un siffatto rifiuto verso un uomo biologico che però si sente donna (appunto un transgender) ha dentro di sé una quantità di stereotipi e di impulsi discriminatori davvero inaccettabile, tali da doversi fare un bell’esamino di coscienza. Perché un uomo che si sente donna, teorizza Kinnon, è a tutti gli effetti una donna, non ci sono altre discussioni da fare. Le lesbiche che li rimbalzano sono dunque malate di “preferenza genitale”, il che, fine del ragionamento, è orribilmente transfobico.


Negli USA hanno preso molto seriamente la cosa.


Provate a ragionarci, senza che vi si annodi il cervello (traduco letteralmente da McKinnon, mi si scusi per il linguaggio): “Lei: mi piace il cazzo. Una donna col cazzo risponde: usciamo assieme? Lei: oh no, mi piace il cazzo attaccato a un uomo”. Stesso ragionamento (permettetemi di non tradurre) se si tratta di una donna a cui piacciano i genitali femminili. L’esito è che i trans sono sempre tagliati fuori. So che vi sentite ubriachi in questa giostra folle di gente pura che epura altri che si credevano già puri, in quest’orgia politicamente corretta di cazzi e fighe. Il problema sta nel tentativo di chiudere in limiti razionali quella cosa meravigliosamente imponderabile e irrazionale che è l’attrazione. L’esito è uno dei più tragicomici cortocircuiti trans mai ascoltati negli ultimi anni.

Tutto questo è solo un piccolo ma significativo segnale del pasticcio che si sta facendo, dando corda al politicamente corretto, ai Social Justice Warriors, ai radicalismi tendenzialmente di sinistra che se ne fanno interpreti e alla connessa dilagante teoria gender. E’ qualcosa che lambirà appena noi australopitechi affezionati alle vecchie logiche, ma che investirà con una potenza devastante i nostri figli e nipoti e le loro relazioni, se non si dà un freno a tutta questa follia. Come fare? Anzitutto informarsi, e per questo vi invito a collegarvi al canale YouTube “Stalker Sarai Tu” o alla pagina dedicata di questo blog, venerdì 4 ottobre alle 18.00, dove verrà trasmessa un’imperdibile conferenza di Elisabetta Frezza proprio sul tema gender. Secondariamente non sarebbe male se tutti quanti assumessimo come codice comportamentale quello di essere sempre sistematicamente e strutturalmente politicamente scorretti, nel parlare anzitutto, e anche nell’agire.


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5 thoughts on “Il cortocircuito trans

  1. “perché negli USA hanno preso molto seriamente la cosa, analizzandola nel profondo” Detto questo, possiamo finirla qui. Questa è la perfetta descrizione della “cultura” occidentale odierna, la summa teologica della neoreligione secolarizzata. Una società che si angusta e si macera per “il soffitto di cotone”…. va bè, se ci riesce senza essere sopraffatti dall’ilarità convulsa (o dal vomito, in certi casi)
    Se fossimo in tempi seri la “profondità” di questi individui e individue sarebbe da analizzare tramite camice di forze ed elettrochoc.
    Sarà per questo che costoro hanno insistito tanto per chiudere i manicomi…

  2. Mi sono un pò perso in tutti questi incroci.
    Mi sà che stasera chiedo un pò di sano, tradizionale, direi pure patriarcale sesso alla donna che amo.

  3. “In sostanza, secondo McKinnon, se sei lesbica ma non sei attratta sessualmente da un transgender solo perché non ha genitali femminili, ebbene sei una transfobica, un’orribile bigotta piena di pregiudizi”

    E infatti è vero: una lesbica che non va con le trans è transfobica e pure misandrica.
    E il perché è presto detto: le lesbiche usano vibratori, quindi ci vuole una grossa cattiveria a rimbalzare una trans solo perché ha un pene.

    Del tutto diverso è il discorso di un uomo etero: a lui non piace usare il vibratore, e pertanto pure il pene della trans gli fa giustamente schifo.

      1. Anch’io.
        Ma non bisogna fare l’errore dei conservatori: ovvero schierarsi per partito preso con le lesbiche perché cosa meno nuova.
        Per gli uomini (ADULTI) è ovvio che la minaccia maggiore sono le lesbiche misandriche invece che le trans che vorrebbero farsi un po’ tutti, lesbiche comprese.
        Quando succedono questi scontri chi è conservatore fa l’errore di normalizzare il lesbismo, quindi diventa “pro-LgB” (notare le maiuscole) – invece è pure illogico: i vibratori quelle li usano, quindi se rifiutano una persona a forma di donna (non il tizio nella foto, quello è uomo e si vede) con vibratore in carne incorporato, di sicuro è misandria.

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