STALKER SARAI TU

Il più censurato d’Italia

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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censuraChi consulta questo blog utilizzando il PC vedrà che da pochi minuti c’è una piccola innovazione. In alto a sinistra, nello “slider” dedicato agli eventi, ho aggiunto tutte le occasioni in cui sono stato invitato e l’invito è saltato a causa della censura di chi non vuole, probabilmente per paura, che io parli a un pubblico più ampio dei miei lettori usuali. Su otto eventi, al momento solo tre sono stati risparmiati dalla censura. Due perché si tratta di dirette Facebook da casa mia: a meno che non facciano irruzione fisicamente, le picciotte in gonnella difficilmente riusciranno a bloccarle. Una (“Non urlo e ti offro un tè, 27/09/2019, Genova) perché ha una finalità benefica ed è intitolata a un bambino suicida. La loro immoralità ancora non arriva a contestare un’iniziativa del genere (forse e per ora).

Ieri mattina ho diffuso il manifesto di un altro evento cui ero stato invitato. Avrei dovuto partecipare, il 19/10, a un convegno a San Benedetto del Tronto, patrocinato dalla Regione Marche, dalla Prefettura di Ascoli e da una lunga lista di importanti associazioni, dove avrei parlato di ciò di cui non si parla mai: la violenza sugli uomini. Come sempre, gli organizzatori erano entusiasti della mia partecipazione. Questo, ad esempio, è lo stralcio di uno scambio via WhatsApp con una di loro, precedente alla diffusione del manifesto (ometto per correttezza il nome della persona coinvolta):

Il meccanismo che ormai io chiamo “della Fiera dell’est” scatta poche ore dopo la diffusione del manifesto. Arrivano le femministe che chiamano i media che si portano dietro i politici (che al mercato mio padre comprò). Gli organizzatori vengono subissati di proteste e segnalazioni. Attraverso i suoi potenti tentacoli, Ro$a No$tra attiva anche pezzi grossi della Regione, che minacciano il ritiro del patrocinio se il mio nome non viene cancellato. Le accuse sono le solite, ben sintetizzate su Facebook (ormai il lavoro sporco lo fanno apertamente) da una delle mobilitate. Non un nome qualunque, ma quasi: tale Beatrice Brignone, segretaria di “Possibile”, il movimento di Giseppe Civati:

Brignone snocciola il solito set di falsità sul mio conto (di cui risponderà in tribunale, ormai allo sportello querele mi danno del tu…) e porta a riprova della mia indegnità i soliti due o tre miei post di Facebook, alcuni palesemente goliardici altri già spiegati. Poca roba, che però parrebbe pesare molto più di tre anni di analisi, libri, conferenze, mille articoli. Nei commenti al post alcune si strappano i capelli, altre mi danno indirettamente del femminicida. Ma il commento più interessante è quello dove finalmente appaiono in chiaro coloro che sono gli inneschi della censura. In parte tutti nomi ben noti: Paola Petrucci, “consulente e formatrice esperta in tematiche di genere” (gasp!), Luisa Rizzitelli, Nadia Somma, che ringraziano la “sorella” per aver risposto prontamente alla richiesta di fasciobavaglio. Commovente come alla fine si sbrodolino addosso complimentandosi a vicenda.

facebook_gruppocensura

Fatto sta che gli organizzatori di San Benedetto ricevono pressioni formidabili, si impauriscono del pollaio, nonostante io gli invii in lettura il manifesto di questo blog e altri materiali che smentiscono le falsità, e così la mia ospitata salta. Per protesta contro il bavaglio, l’Associazione Adiantum ritira il proprio patrocinio. Il messaggio con cui il ritiro dell’invito mi viene notificato è emblematico dell’irrazionale paura che questo movimento fasciodonnista incute, specchio della paura che quello stesso movimento ha che io parli in pubblico. Così mi scrive la stessa persona che poche ore prima mi sollecitava a fare faville:

L’unica cosa sbagliata è che io sia “da proteggere e da aiutare”. Non sono un panda, non ho bisogno del WWF, mi difendo da solo. Ho dalla mia parte diverse leggi importanti e un impegno determinatissimo verso la ricerca della verità. Sono  però, a conti fatti, semplicemente il più censurato d’Italia. Per motivi futili, falsi e inesistenti, portati avanti per paura che io apra bocca. Nemmeno hanno il coraggio, le paladine della censura, di mettermi davanti a uno dei loro plotoni di esecuzione in un dibattito pubblico. Nastro sulla bocca e via… Ma va bene così: ogni censura che subisco, ora ben visibile nella homepage di questo blog, è un’ammissione di colpa da parte di chi imbavaglia gli interlocutori e un’accusa di complicità verso chi non resiste alle loro pressioni, così defecando sistematicamente sull’Art.21 della Costituzione italiana. Al di là delle dovute querele nelle opportune sedi, io non faccio appelli alla mobilitazione a mio favore, non piango e non mi lamento per queste censure, anzi le accolgo con gioia. Mi danno il segno di essere sulla strada giustissima, che dunque continuerò a percorrere senza cedere di un’unghia. La verità è un fiume carsico che prima o poi sbuca fuori e solitamente travolge tutto. Mi auguro che Ro$a No$tra e le sue attiviste abbiano negli armadi, oltre che i loro molteplici strumenti di diffamazione, anche qualche dispositivo di sicurezza per restare a galla quando arriverà la piena.


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22 thoughts on “Il più censurato d’Italia

  1. Arrivati a questo punto querelare chi diffama e’ doveroso…e in caso di condanna delle testate giornalistiche mi auguro che ogni singolo membro delle redazioni sia tenuto in solido con gli altri a pagare il risarcimento danni…purtroppo ne andra’ di mezzo chi non ha partecipato attivamente alle calunnie, ma, come ha detto Davide, ormai la guerra è iniziata… E “.. Quando si è in trincea non ci sono amici e non si fanno prigionieri.. (citazione dalle ultime scene del film ” Una patrona per 2)

      1. Ne servono tante con tanti giudici diversi, perché in alcuni casi vedrai arrampicate sugli specchi di grande valore acrobatico pur di non darti ragione.
        Tipo Regione Lazio per intenderci.
        Occorre un approccio fordista per così dire, da economia di scala: 5 querele, ne perdi 1 o 2, i soldi delle vittorie pagano le spese legali di quelle che perdi e ne avanzano per intentarne altre.
        In più durante a seguito delle prime cause tendi a capire qual’è l’approccio che da’ maggiori possibilità di vincere, e le successive vengono impostate di conseguenza.

        Praticamente è un po’ come un ragazzo alle prime armi che va in discoteca a rimorchiare: infatti sempre di farsi dare qualcosa da una massa di donne si tratta 😀

          1. Io al momento potrei querelare solo la tizia che scrive su Ultima Voce che ha scritto falsità sul mio conto, ma non me la sento, visto che si è lasciata bastonare verbalmente da “Dottor Bianchi della SAUB” che ha pure postato un filmato della scena finale di “Pierino Medico della SAUB” (quello con “lei è un delinquente e farabutto” e “ci vuole RIGORE! RIGORE! RIGORE!”) – e tale account non sono io , ma so chi è: eravamo insieme alle elementari. Per cose così da poco è sufficiente lasciar fare alle truppe cammellate. Femminili, tra l’altro.

  2. Faccio un appello a Diego Fusaro che ha fondato Vox Italia, partito di sinistra ma per nulla femminista: datti una smossa con i lvaori per far decollare la nuova formazione, perché qui l’attacco è da roba come Articolo Uno e Possibile, che hanno percentuali da prefisso telefonico a livello nazionale ma un potere straordinario e dicono che censurare gli uomini è “di sinistra”.
    Se non fai presto va a finire che in tanti ci credono davvero.

  3. Io comincerei con quello che fa Baiocchi di cognome: uno così la grana la deve avere per forza.

    La parte buffa delle querele multiple è se farai una statistica divisa per genere dei danni ricevuti: alla fine ci sarà da ridere perché la stragrande maggioranza della pecunia arriverà da uomini, anche se gli atti diffamatori erano intesi come “pro-donne”.
    Da qualsiasi verso la prendi, il sesso che paga è sempre quello, non si scappa.

  4. È la tecnica del barattolo, che a calci le femministe provano a buttare sempre più in là, finché finisce la strada e precipitano nel dirupo.

    È solo questione di tempo.

    Ma noi abbiamo la pazienza dei cinesi, ragioniamo per generazioni, non c’è difesa contro di noi.

    Lettura consigliata:

    Panfilo Gentile, Democrazie mafiose e altri scritti. Come i partiti hanno trasformato le moderne democrazie in regimi dominati da ristretti gruppi di potere.

    Un vecchio libro di un vecchio liberale ma sempre attuale.

  5. So bene che le sopraccitate leggono questo blog ed i commenti.
    Bene.
    Sappiano lorsignore che le loro coordinate azioni sono per noi oro colato.
    Paola, Luisa, Beatrice…Nadia! (ma pure Patrizia, Monica, Linda, Lorella…Marina..e le migliaia di lurkatrici di questa pagina) da voi un aiuto di queste dimensioni era letteralmente insperato fino a poco tempo fa.
    Ed invece vi siete messe di buzzo buono ed ora contribuite alacremente alla nostra causa dandole provvidenziali accelerazioni.
    Era previsto più in la.
    Ma con voi, con le vostre note idiosincrasie schizofreniche è difficile fare programmi e previsioni.

    Un caro saluto Signore.
    Ci si vede in centro…

    1. “…le sopraccitate leggono questo blog ed i commenti.”
      .
      Se è così, invito le interessate a porsi questo interrogativo: davvero pensate che si possa procedere così indefinitamente?
      Che ancora per decenni, o addirittura per sempre, sia possibile murare la bocca degli UU? Che queste censure “motivate” dalle violenze (vere e false) dei nostri congeneri possano tacitare a tempo indeterminato la parola maschile?
      .
      Davvero pensate che questa pentola in ebollizione non sfiaterà mai? O non finisca addirittura con l’esplodere?
      Davvero pensate che questa metà della terra abbia solo torti e nessuna ragione? Che tutti – noi attivisti – siamo una banda di mascalzoni?
      Davvero pensate che il suono dell’altra campana non si debba mai udire? …e ciò senza effetti?
      .
      Non è possibile. Tra voi almeno una che si ponga un dubbio, che si lasci guidare dal sospetto che forse sta giungendo l’ora di lasciar parlare il nemico, una – dico- ci deve essere. Non è possibile che non ne esista almeno una. Non è possibile.
      .
      Impariamo tutti dalla città di Tiro e dal suo triste destino. “Quando si vince bisogna frenare il desiderio di stravincere. Perché …si finisce col perdere. ” (N. Machiavelli).

  6. Certo che l’avatar della Rizzitelli fa impressione, ha proprio lo sguardo da serial killer.
    Se è così anche dal vivo, io avrei paura a lasciare mia figlia sola con lei, sembra l’avatar della sorella cattiva di Hannibal Lecter

  7. Bene, molto bene.
    L’articolo intendo.

    Più si espongono informazioni a proposito di quello che succede, più le fascistoidi si indeboliscono: i loro metodi para-mafiosi vengono messi sotto gli occhi di tutti, e questo fa porre delle domande e venire dei dubbi a molti tra coloro che leggono.

    Non si può pensare di anelare a cambiamenti sociali e che ti stendano il tappeto rosso mentre lo fai, ci sarà sempre durissima opposizione: quando apparentemente è successo diversamente, in realtà era perché il cambiamento c’era GIA’ stato nel sentire comune e il tizio in questione proponeva unicamente di adeguare la legge a proposito.

    Qui siamo appena nella fase iniziale in cui inizia a cambiare il sentire comune.

    Quando il processo sarà giunto al termine, alcune delle para-mafiose verranno arrestate, perché è ovvio che DEVE esserci corruzione e malversazione dietro a simili atteggiamenti, forse non nella maggioranza ma sicuramente almeno in alcuni casi.

    E quando succederà, io tirerò loro le monetine, come fecero con Craxi.

  8. Quando uscirà fuori lo scandalo e si capirà che i tentacoli nazifemministi giungono alle cancellerie dei tribunale ed influenzano probabilmente anche le sentenze? È tipico strumento femminilnazi evitare il confronto con la violenza. E una porcata della nuova mafia di genere verso la quale dovremmo scatenare le piazze.

    1. Sì? Dove sono queste “piazze”? Io non mi lamento, lavoro duro, vado avanti e vi espongo ciò che accade sulla pelle di altri e ora anche sulla mia. Ma non vedo grandi mobilitazioni, ed è un peccato. Perché oggi tocca a me, domani potrebbe toccare a voi o ai vostri figli.

      1. Dove siano, che ci siano o meno, e quanto numerose siano, è al momento irrilevante: questo governo e sistema di potere le soffocherebbe comunque.
        In questa fase vanno lentamente ingrossate, per poterle poi far emergere a tutta forza quando il sistema mostrerà segni di debolezza, e prima o poi succederà, potrebbe accadere anche nel giro di pochi anni.

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