STALKER SARAI TU

Un Fondo di Protezione Legale per il blog

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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di Redazione – Cari lettori del blog, è giunto il momento di aggiornarvi su alcuni aspetti che riguardano queste pagine e, purtroppo, anche di chiedervi di aprire il portafogli, come vi sarete accorti dal fastidioso pop-up che si apre quando si consulta una pagina. Una richiesta che facciamo controvoglia ma che, dopo una lunga consultazione interna, davvero non possiamo fare a meno di avanzare. Come vedrete dal titolo, si tratta di creare quello che abbiamo chiamato un Fondo di Protezione Legale per il blog. Sì perché dopo più di tre anni di attività sostanzialmente tranquilli e liberi, i tentativi di screditarci e tapparci la bocca tramite carte bollate sono diventati molti e pressanti. Tali da dover richiedere un’assistenza legale costante e da dover mettere in atto tutto il possibile affinché il carico non vada solo sulle spalle del fondatore del blog, Davide Stasi, che sebbene non scriva più con assiduità, rimane l’intestatario della testata, oltre che il supervisore editoriale. Per questo quando, qui di seguito, useremo la parola “blog” in realtà ci riferiremo alla sua persona. Parleremo in termini di “blog” perché non è più lui da solo, ma ha attorno un team che condivide le sue scelte e intende sostenerlo.

E’ opportuno dunque fare apertamente il punto della situazione, nei limiti che certe situazioni giudiziarie consentono. Come qualcuno ricorderà, nel settembre scorso questo blog finì al centro di una campagna diffamatoria terrificante. Un giornalista di Repubblica pubblicò la foto alterata di un post Facebook di Davide Stasi e la prese a pretesto per scrivere che fosse “uno che deride le donne sfregiate con l’acido”. La foto intera mostrava invece che si trattava del commento a un articolo e ad alcune dichiarazioni di Lucia Annibali, poi criticate allo stesso modo da Fabio Nestola oltre che da Marco Travaglio. La fake news diffamatoria creata da Repubblica fece il giro d’Italia e di tutti i media, Televideo compreso. Le “Iene” fecero fare un predicozzo a una vittima dell’acido e non accettarono una richiesta di confronto. Al top si pose l’On. Valeria Valente, Presidente della “Commissione femminicidio”, che sulla pagina Facebook dei senatori PD scrisse che Davide Stasi era lui stesso un autore di sfregio con l’acido ai danni di una donna. Tutto falso, naturalmente.


Una giustizia “ad personam” (o “ad blog”…).


Il blog non poté fare altro a quel punto che presentare querela per diffamazione contro Repubblica e altre testate che avevano rilanciato la diffamazione senza ottemperare alla richiesta del diritto di replica. Nella denuncia è finita inevitabilmente anche l’On. Valente. Ebbene, notizia di non molti giorni fa, la PM incaricata della Procura di Genova, Dr.ssa Grosso, intende archiviare la querela. “Normale diritto di critica”, dice la sua motivazione. Rivoluzionaria, a pensarci: sarebbe la consacrazione della legittimità a diffondere notizie false e diffamatorie sulla base di fonti manipolate, che è l’esatto contrario del giornalismo e del diritto di critica. E legittimerebbe anche personaggi con responsabilità pubblica a diffamare liberi cittadini senza pagarne le conseguenze. Il blog ha ovviamente fatto opposizione all’archiviazione. Ma l’operazione ha un costo non indifferente. Ecco un primo motivo del Fondo di Protezione Legale.

Che andrebbe a sostegno anche della seconda causa in corso, dove però il blog risulta sotto accusa, sempre per diffamazione. Non possiamo entrare in troppi dettagli perché tra qualche giorno ci sarà un interrogatorio, conseguente alla presentazione di una memoria difensiva. Si deciderà dopo con l’avvocato se rendere pubblica tutta la vicenda, rivelando chi è il querelante e quali siano i presunti contenuti diffamatori pubblicati da questo blog. Quello che si può già anticipare è che si tratta di articoli pieni zeppi di documentazione esterna, utilizzata come pezza d’appoggio per le riflessioni e le critiche sviluppate. Nessuna falsità, dunque. Al massimo ci sono toni particolarmente appassionati e vivaci, ma niente a confronto con i grevi insulti che fior di giornalisti (Travaglio, Scanzi, Lucarelli, Feltri, Sallusti) riservano ai propri bersagli ogni giorno. La curiosità è che la medesima Procura, seppure con due PM diversi, vuole archiviare una denuncia su notizie false e probabilmente manderà in procedimento un’altra basata su notizie vere. Un divario così ampio che è inevitabile pensare che si tratti di una giustizia “ad personam” (o “ad blog”…). Aggiorneremo via via su questa vicenda, ma va sottolineato che anche qui ci sono non indifferenti spese legali, che diventeranno probabilmente significative in caso di condanna.


Due spade di Damocle.


Ma non è finita: c’è in piedi un terzo procedimento, di nuovo intentato dal blog contro altri soggetti. In questo caso le indagini sono ancora in corso, dunque non è proprio possibile entrare in dettagli, se non per dire che l’atteggiamento della Procura di Genova è stato fin da subito quello di sminuire i (gravi) danni denunciati. A conferma del legittimo sospetto di una giustizia e di una Procura che tendono a orientarsi diversamente a seconda che questo blog denunci o sia denunciato… C’è da attendersi che anche in questo caso, nonostante le disposizioni di legge e le circa quaranta pagine di prove evidenti presentate, si profili una futura richiesta di archiviazione. Non stupirebbe, sarebbe coerente con tutto il resto. Anche in questo caso diventerebbe indispensabile poter fare opposizione, con i soliti costi connessi. Ecco un’altra giustificazione del Fondo di Protezione Legale.

Sullo sfondo ci sono altre due situazioni per ora soltanto minacciose ma che, visto l’andazzo, potrebbero tranquillamente trasformarsi in altrettante querele. Due articoli in particolare hanno fatto arrabbiare alcune persone, tanto da far ventilare ipotesi giudiziarie a carico del blog. Uno è quello che riguarda Giuseppe Apadula e suo figlio, l’altro è l’intervista all’Avvocato Gasperini. E’ noto che questo blog non ha problemi a ospitare rettifiche, quando richieste. E’ già capitato in passato, e anzi sono le benvenute perché stimolano al confronto. In nessuno di questi casi è stata richiesta rettifica. Ma pare si stia affermando la prassi di denunciare senza nemmeno chiederne, a riprova che si tratta di azioni punitive, di querele-bavaglio, non di altro. Dunque occorre tenere conto che ci sono queste altre due spade di Damocle sulla testa del titolare del blog, quindi sul futuro del blog stesso. Perché, questo dev’essere chiaro, non si tratta solo della posizione personale di un individuo, ma di qualcosa di altro e di oltre.


Vi attendiamo al nostro fianco.


bavaglioLe querele sono da sempre uno strumento per punire o censurare l’informazione sgradita. Va detto senza falsa modestia: in anni di attività questo blog è diventato un punto di riferimento sul tema delle relazioni tra uomini e donne. Non da solo, ovviamente: oltre ai collaboratori autori degli articoli, ci sono tanti altri blog, pagine social e forum che spingono nella stessa direzione. Sicuramente “Stalker sarai tu” è stato ed è il più esposto di tutti, perché non ha mai mancato di dire ciò che si doveva dire, con libertà, argomentazioni e coraggio. Questo l’ha reso prima avversario e, dal settembre 2019, nemico di molti. Che ora hanno un solo obiettivo: metterlo a tacere, magari accompagnando al bavaglio una bella batosta per chi l’ha portato avanti. Dunque non è solo la posizione personale del fondatore, verso cui ci si può sentire o meno debitori di qualcosa. In ballo c’è in realtà uno strumento di resistenza a un regime, un’iniziativa che in ogni sua riga ha inteso confermare le libertà e i diritti costituzionali di tutti. E’ soprattutto in difesa di questo che si chiede ai lettori di aprire il portafogli, e di farlo se possibile generosamente.

Il primo punto di svolta è stato quando minacce e molestie hanno costretto Davide Stasi a più passi indietro. Il blog è sopravvissuto, grazie al contributo operativo di molti. Ora si approssima un secondo punto di svolta, con un ostacolo ancora più grande, perché si fa forte di un sistema giudiziario conformista sicuramente poco favorevole a una voce come quella di “Stalker sarai tu” (e il buon giorno si vede già dal mattino). Non è difficile capire che ci si avvicina a grandi passi a un punto cruciale della vita di questo blog: di là c’è un gigante ben fornito di soldi (il più delle volte pubblici), di qua un soggetto piccolo e libero. Solo il contributo di tutti può armarlo della fionda necessaria a sostenere lo sforzo di sopravvivenza. Ecco perché abbiamo creato il Fondo di Protezione Legale a cui vi chiediamo di contribuire il più possibile. Tecnicamente è semplice fare la donazione, basta seguire le istruzioni nei formulari che d’ora in poi distribuiremo tra gli articoli, in homepage e sul pop-up (preferibile il bonifico a PayPal, che si tiene una bella fetta delle donazioni…). Naturalmente aggiorneremo tutti sull’andamento dei vari procedimenti, mano a mano che sarà possibile entrare nel dettaglio, rendicontando pubblicamente anche le spese. Se sarà il de profundis o il più alto momento di Resistenza dipende anche da voi. Vi attendiamo al nostro fianco. Grazie.


17 thoughts on “Un Fondo di Protezione Legale per il blog

  1. Ho fatto il bonifico direttamente online dal mio conto verso l’IBAN e con la causale che avete indicato, ci metterà 24 ore ad arrivare.
    Invece, a cosa serve il pop-up con l’opzione bonifico che si apre sul sito? Se uno preme “dona ora” si apre una pagina con “donazione avvenuta” (come può essere se uno non ha fatto materialmente il bonifico?) e poi la frase “La tua donazione è quasi completa” … non mi è chiaro a cosa fate riferimento, potreste chiarire? Grazie

    1. A noi non lo fa, su nessun browser. Premendo “dona ora” si va al modulo per la donazione.
      Controlla se non hai qualche “blocco pop-up” che interferisce.

    1. La vicenda è nota, in buona parte, e se talune questioni legali ora in atto si concluderanno in modo chiaro, si racconterà trasparentemente tutta la vicenda.
      Ciò che si può dire, e che è cosa nota, è che Stasi non firma più e non scrive più, se non molto saltuariamente, perché è stato seriamente minacciato, molestato e ricattato, tanto da obbligarlo a non essere più attivo come prima sul suo blog. Ci scrivono altri, tra cui il sottoscritto, che firmano con il proprio nome vero (Santiago Gascò Altaba, Fabio Nestola) o con uno pseudonimo. Il tutto sotto la supervisione o, se si vuole, con il “coordinamento editoriale” di Stasi, che consiste nel suggerire tematiche, decidere priorità, rileggere e revisionare gli articoli prima di pubblicarli e appunto, di tanto in tanto, quando lo ritiene importante, di scrivere lui in prima persona, firmandosi in chiaro (prima ogni articolo non firmato era automaticamente suo). Operativamente il suo ruolo è insomma quello di “dare l’impronta” al blog, nient’altro. Idem sui canali social, che sono gestiti in team: anche in quel caso Stasi si concede qualche sortita di tanto in tanto, ma di fatto la loro gestione è in mano a una “squadra” di persone che godono della sua fiducia.
      Oltre al lato operativo, il dominio, la piattaforma e tutti gli strumenti legali relativi alla proprietà di uno spazio informatico fanno capo a lui. Lui paga, lui ne è il proprietario, lui ne è il responsabile. Se Ciccio Formaggio scrive qualcosa di diffamatorio, a finire in tribunale è sicuramente Ciccio Formaggio ma anche Davide Stasi. Anche quando si tratta di interviste di terzi. Il tutto vale anche se si tratta di un semplice blog e non di una testata giornalistica, realtà che ormai sono equiparate.
      Più chiaro così?

  2. Fatto, domani dovrebbe arrivare il bonifico, anch’io ho intenzione, compatibilmente alle mie disponibilità, di contribuire ancora. Grazie per il vostro impegno.

  3. posso suggerire qualcosa, rivolta a chi, come me, usufruisce del blog?
    perché, oltre a una quota inizale, non ci impegniamo a versare una quota mensile fissa, anche bassa, del tipo dieci euro, fissa mensile, in modo che garantiamo comunque non una contribuzione una tantum, ma una fissa?

  4. Fatto, dovreste vedere il bonifico domani. Cercherò nel limite delle mie possibilità di dare qualcosa di tanto in tanto.

  5. Che motivazione va scritta sul bonifico?
    Comunque c’è da aspettare qualche giorno, perché non ho tempo, se era col paypal arrivava oggi.

    1. Sì. E come previsto non sta servendo a nulla. Basta parlare di soldi e scappano tutti come lepri… 😉

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