STALKER SARAI TU

False accuse: un nuovo strumento istituzionale

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

persone_sartiNon voglio prendermela troppo con Giulia Sarti. Ha passato e passerà l’anima dei guai. Di fatto la sua carriera politica finisce qua, dunque non è il caso di infierire. Ebbi modo di conoscerla un bel po’ di anni fa, nell’epoca lontana della leadership di Giovanni Favia. Una ragazza carina, simpatica, sensuale, intelligente e con un’ambizione divorante, che è riuscita a sfamare fino ad oggi grazie al Movimento 5 Stelle, andando anche oltre alle aspettative. Dunque non voglio incentrare la mia attenzione su di lei, se non nella misura in cui appartiene al genere femminile, da un lato, e dall’altro è stata (e lo rimarrà fino a fine legislatura) una rappresentante del popolo italiano investita, almeno fino alle sue recenti dimissioni, di un ruolo istituzionale chiave come la Presidenza della Commissione Giustizia.

La vicenda è nota: il programma “Le Iene” scopre grazie a una soffiata che molti parlamentari del M5S non attuano i rimborsi previsti sui loro stipendi, uno dei capisaldi del Movimento stesso. Le tecniche per ingannare il sistema sono molte, la più diffusa è quella di ordinare il bonifico, ottenere l’attestazione dalla banca, caricarla sulla piattaforma del Movimento e subito dopo annullare il bonifico. Al quartier generale della Casaleggio risulterà che il parlamentare ha versato la sua quota e solo dopo un po’ non troverà corrispondenza negli incassi. Un controllo che probabilmente avviene lontano nel tempo, quanto basta al parlamentare per tirare avanti sperando di non essere beccato. In ogni caso può sempre presentare la ricevuta e attribuire la colpa a un malfunzionamento del sistema.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

persone_tibuscheNella rete de Le Iene cadono in moltissimi. Tra questi una delle attiviste della prima ora, appunto Giulia Sarti. Essendo una delle esponenti più in vista del Movimento, viene presa particolarmente di mira. Si giustifica, assicura di aver fatto i bonifici di rimborso con lunghi e accorati messaggi sui social. Messa alle strette, accusa il fidanzato Bogdan Andrea Tibusche (informatico e noto YouTuber), di averle rubato le password e conseguentemente essersi intascato i soldi, e per questo lo denuncia penalmente. Da quel momento tutto resta in sospeso, l’unica cosa che cambia è che i due intanto si lasciano. A queste condizioni probabilmente Tibusche non è più disponibile a fare da parafulmine: messo sotto indagine, si presenta dai magistrati discolpandosi. Come prove a discarico porta valanghe di messaggi e email che si era scambiato sulla questione proprio con Giulia. Uno scambio in chat pare che sia: “Tesò, mi hanno chiesto se denuncio te”. “Denunciare me?”. “Me lo ha chiesto Ilaria con Rocco, per salvarmi la faccia”.

Il Rocco in questione è Casalino, consigliere del Presidente del Consiglio, che di fronte alla bufera ovviamente si chiama fuori, attribuendo alla sola Sarti la responsabilità di aver ideato quel tipo di via d’uscita. A questo punto le cose si ingarbugliano: forse per intorbidire le acque Sarti tira fuori anche l’accusa all’ex di aver diffuso sue foto hard. Cerca forse così di scamparla appellandosi al mito della violenza sulle donne. Colpo fallito: quelle foto, peraltro tutte molto interessanti (onore al merito), girano da anni. Anzi Tibusche ha collaborato con la Polizia Postale per cercare di eliminarle dalla rete. Pochi giorni fa Sarti riceve la notifica dell’archiviazione della sua denuncia contro l’ex: infondata, falsa, strumentale. La denunciante sapeva benissimo di accusare un innocente. Ci sono quindi gli estremi di una denuncia per calunnia. Non è ancora certo se Tibusche procederà in questo senso, quello che è certo è che non vede l’ora di deporre in tribunale e pare, lui sì, fermamente intenzionato a infierire. Di fatto Sarti è costretta a dimettersi da Presidente della Commissione Giustizia e ora il suo ruolo nel Movimento è fortemente in bilico.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

1343397253093.jpg--giustizia_faldoni_praticheIn sostanza si ha dunque che una donna, una rappresentante degli italiani posta a presiedere una commissione che si occupa nientemeno di giustizia, prova a cavarsi d’impaccio accusando falsamente un uomo. Tutto questo non è soltanto un archetipo di quanto accade ogni giorno nelle procure e nei tribunali italiani da parte di donne non famose e potenti come Sarti a carico di uomini comuni, ma rischia di dimostrare che quello delle false accuse è un modello di comportamento talmente incarnato, così strettamente connesso al DNA femminile, da essere diventato attraverso Sarti uno strumento istituzionale di gestione dei problemi. Tibusche, da buon informatico, ha tenuto da parte ogni comunicazione ed è riuscito a uscirne indenne, ma quanti uomini meno astuti e meno competenti di lui finiscono in un mare di guai? Tanti, i numeri parlano chiaro: più di 55 mila denunce all’anno per violenze assortite teoricamente fatte da uomini contro le donne, che si concludono però con circa 5.000 condanne all’anno. Il resto viene archiviato o assolto.

Con la sua denuncia falsa, Sarti ha fatto atterrare l’ennesima pratica sul tavolo di giudici già oberati di lavoro e privi di risorse. La Polizia Giudiziaria ha cercato, indagato, interrogato per trovare riscontri. Soldi pubblici sono stati spesi per seguire una pratica priva di fondamento. Chissà quante altre pratiche c’erano dopo quella di Sarti, magari vere e più urgenti, ma che sono state affrontate con un inutile ritardo. Niente male per la Presidente della Commissione Giustizia. Ebbene, si moltiplichi questa situazione per 50 mila e si avrà il numero di donne che per “salvarsi la faccia”, come Sarti, inventano stupri o stalking mai avvenuti, o che per far l’asso pigliatutto in fase di separazione denunciano l’ex per abuso su minori o violenza domestica. Possono farlo e lo fanno. Nulla glielo impedisce e chi prova a impedirglielo rischia la pelle. Anzi: tutto le incentiva a farlo, dai centri antiviolenza alla gretta retorica del femminismo radicale che dilaga sui media. Come ulteriore incentivo ora potranno dire che se ci ha provato una parlamentare con un ruolo istituzionale, possono tranquillamente farlo pure loro.


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

footer_sst

11 thoughts on “False accuse: un nuovo strumento istituzionale

  1. Donna_vittima_della_legge_contro_lo_stalking_e_di_tutto_il_sistema_giudiziario_che_non_funziona ha detto:

    “quanti uomini meno astuti e meno competenti di lui finiscono in un mare di guai? Tanti, i numeri parlano chiaro: più di 55 mila denunce all’anno per violenze assortite teoricamente fatte da uomini contro le donne, che si concludono però con circa 5.000 condanne all’anno. Il resto viene archiviato o assolto.”
    Ma nessuno si chiede quante di quelle 5000 persone (uomini o donne accusati da uomini e/o donne e condannati soprattutto da donne) sono innocenti condannati ingiustamente?
    Una condanna non significa automaticamente colpevolezza, neanche quando viene ripetuta in tutti i tre gradi di giudizio.
    Nei tribunali “ho visto cose che voi umani…”

    1. Vero. Ma è già difficile così, con il calcolo di archiviazioni e assoluzioni, figuriamoci valutare gli innocenti condannati…

      1. Donna_vittima_della_legge_contro_lo_stalking_e_di_tutto_il_sistema_giudiziario_che_non_funziona ha detto:

        Certo, ma quando si diffondono questi dati bisognerebbe dirlo che fra i condannati c’è anche (tanta?) gente accusata ingiustamente che non è riuscita a dimostrare la propria innocenza (e non solo a causa di leggi sbagliate, ma anche per come lavorano giudici, avvocati e PM) e che quindi il numero delle false accuse è superiore a quello di archiviazioni e assoluzioni.
        Chi non ha mai avuto a che fare con la cosiddetta “giustizia” (questa parola non riesco proprio a non scriverla fra virgolette) non immagina che una persona possa essere condannata definitivamente anche se è innocente, che i giudici possano non essere obiettivi nel loro giudizio, che gli avvocati non svolgano bene il loro lavoro, che si possa essere colpevoli fino a prova contraria… (e altre cose che non dico per non dilungarmi)… così se riceve minacce di denunce non se ne preoccupa, poi quando viene convocato dalla polizia idem, sottovaluta la cosa perché tanto non ha fatto niente e quindi non immagina neanche di cosa possa essere accusato, quando invece con questa legge contro lo stalking basta fare finta di avere ansie, timori vari e cambiamenti di abitudini per attribuire anche ad una persona che non farebbe del male ad una mosca comportamenti da stalker (compresi ricatti, minacce e aggressioni fisiche) senza prove!

  2. Bogdan Andrea Tibusche
    deve andare fino in fondo e testimoniare nel processo per calunnia.
    Il fatto è gravissimo.
    Solidarietà !

    1. Pare che fossero più o meno d’accordo, all’inizio, e anche alla fine lei non lo ha fatto a totale insaputa di lui.
      E’ più una cosa dove i due si approfittano del sistema e poi lei lascia nella merda lui, che una falsa denuncia tipica.
      E’ utile a dimostrare come siano diffuse e difficile da combattere, niente di più.

      E’ un po’ come quel caso della ragazzina 15enne che accusò 4 uomini inesistenti, extracomunitari, di averla violentata, allo scopo di ottenere una visita ginecologica perché pensava di essere incinta del suo ragazzo.
      E’ un abuso, falsa testimonianza, fa sprecare tempo e risorse alle forze dell’ordine.
      Ma è un abusare il sistema, non è rovinare la vita a persone vere: la 15enne non identificò nessuno, voleva solo la visita ginecologia non rovinare gente.

      1. Eric, allora cerca alla voce “simulazione di reato”.
        In ogni caso ha/hanno creato un danno alla amministrazione della giustizia.

        Esaminerei anche l’aspetto della falsa accusa circa la diffusione delle foto erotiche
        visto che era stata l’interessata (a quanto sembra) ad accettare scatti e loro diffusione sia
        pur parziale. Quanto meno lo aveva inizialmente accusato di violazione della legge sulla
        privacy (che sanziona la diffusione in rete di dati sensibili a contenuto sessuale) e lì
        la calunnia ci sta tutta.

  3. Di fatto ci ha guadagnato: essendoci il limite dei due mandati non sarebbe stata comunque del giro alle prossime elezioni, ora che viene espulsa passerà i prossimi anni come “indipendente” senza dover versare metà dello stipendio.

    E le false accuse sono così difficili da provare false che persino in questo caso, ove è evidente e di pubblico dominio che l’accusa era falsa, non si può procedere per falsa accusa…

      1. A proposito, il comunicato stampa sulla causa contro la Regione Lazio è online, giusto in mezzo tra due pezzi in lingua inglese non opera mia (praticamente non sto più facendo niente ???? ): “March 8th: International Male Oppression Day” and “Ladyboy Tourism vs Feminists” – il secondo è decisamente americano (infatti fa una confusione enorme tra welfare state e femminismo, e non comprende il fatto che è impossibile avere il capitalismo e il mercato senza consumismo) però è pura poesia, se uno capisce un po’ di inglese alcuni passaggi sono da premio letterario per la forma.

    1. La “falsa denuncia” quando il denunciate è consapevole di attribuire un resto ad un innocente si chiama “calunnia”.
      La calunnia è un reato contro l’amministrazione della giustizia. Il calunniato può chiedere un risarcimento come parte civile.
      L’azione penale dovrebbe essere esercitata d’ufficio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: