Le donne non sono violente, ma ti cagheranno nel cuore

1200px-Louis_CK_2012_ShankboneAgli albori di questo blog e della pagina Facebook collegata, cinque mesi fa, per dare una rappresentazione seria ma non troppo dell’approccio che ne avrebbe ispirato l’impegno, postammo un video del comico americano, noto per i suoi monologhi politicamente scorretti, Louis C. K. In un passaggio dice:

… perché un uomo ti ruba la macchina, o ti brucia la casa, o ti rompe il culo. Ma una donna ti rovina la vita! Notate la differenza? Cioè un uomo ti taglierebbe un braccio e lo getterebbe nel fiume, ma ti lascerebbe intatto come essere umano. Non ti rovinerebbe come persona. Le donne non sono violente, ma ti cagheranno nel cuore.

Chiaramente si tratta di un monologo comico, dunque volutamente eccessivo nei toni, ma il suo concetto di fondo è corretto, e nel corso dei mesi molti post di questo blog l’hanno dimostrato ampiamente. Quello di oggi è uno di più, e trae spunto da una piccola notizia apparsa sul Messaggero. Titolo: “Roma, chiama la polizia sotto shock: ‘mia moglie è uscita per suicidarsi’. Ma la trovano in auto con l’amante“. Solitamente sintetizziamo i contenuti di un articolo, ma in questo caso vale la pena di riportare interamente la cronaca del fatto.

2586471_1325_polizia2.jpg.pagespeed.ce.VIqlywGdDsLitiga col marito ed esce di casa dicendo di volersi suicidare. L’uomo disperato e preoccupato, perché la moglie prima di staccare il cellulare, gli aveva ribadito di volersi uccidere, ha chiamato la polizia. Non solo, agli agenti, ha raccontato che la donna, gli aveva comunicato di essere andata al cimitero dove dopo aver ingerito delle pillole, le aveva vomitate, subito dopo il cellulare risultava staccato.

Immediatamente la sala operativa della Questura ha allertato gli agenti del Reparto Volanti che hanno iniziato le ricerche della donna. E poco dopo hanno individuato l’auto ma, a bordo, la donna era insieme all’amante. Alle domande dei poliziotti sulle sue intenzioni suicida, la signora, ha cominciato a ridere, raccontando di aver finto col marito, raccontandogli una frottola, per avere una scusa per uscire.

Non c’è alcuna violenza fisica, schiaffi, pugni, calci, coltellate o altro. Nessuna ambulanza, nessun livido né ricovero. Roba orribile, al di sotto del bestiale quando attuata da un essere umano. Ma roba primitiva, istintiva, “bassa”, molto maschile. Roba che passa con qualche giorno di cura, e lascia qualche strascico psicologico, a seconda della solidità della personalità della vittima. Dunque nessuna violenza fisica qui. Qui c’è solo una donna che caga nel cuore di un uomo.

woman-turning-to-camera-and-laughing_qy-yghiy__S0001Non solo per il genere di scusa che trova, finalizzata a mettere ansia nel marito, con la minaccia del suicidio (quanto occorre essere sporche dentro per concepire una cosa del genere?), per andarsi a sollazzare con l’amante, non solo per la finta delle pillole ingerite, ma anche per la reazione, una volta scoperta. “Ha cominciato a ridere”, dice l’articolo. La risata inquietante, sadica e sudicia di chi ha pensieri e intenzioni sporche, la stessa dei noti imprenditori edili davanti ai disastri di un terremoto.

Il marito di questa donna è fisicamente intatto ma, ci scommettiamo, è rovinato come persona, come dice Louis C. K. E’ vittima di una violenza non istintiva e bestiale, ma sottile e malvagia, perversa e sadica, perché ponderata, concepita, programmata, prima ancora di essere messa in atto. Con un chiaro compiacimento intimo nell’averla realizzata.

stalking-su-uomo“E con ciò?”, si dirà. Con ciò si vuole contestualizzare le tantissime storie di uomini che reagiscono a questo tipo di annientamento nell’unico modo che, nella maggior parte dei casi, conoscono, ovvero la violenza fisica, sugli altri o su se stessi (fino al suicidio). Sia chiaro: contestualizzare non significa giustificare. Al massimo dare una spiegazione e un’attenuante. Ugualmente sono frequenti i casi come questo dove l’uomo cerca in qualche modo di recuperare la propria umanità annientata con atti che, grazie a una legge sbagliata, vengono subito stigmatizzati come persecutori, quando forse occorrerebbe fare una ricerca e una riflessione ulteriore prima di emettere lo stigma.

Ma soprattutto, e questo è il punto, è da personalità femminili di questo tipo, è da questo approccio naturalmente femminile ben spiegato da C. K. Louis, che maturano i frequentissimi casi di false vittime che muovono false accuse. Di ogni tipo, e ultimamente (va di moda) per stalking. Chi è capace di inventarsi un suicidio per incontrare l’amante, non ha difficoltà a inventarsi uno stato d’ansia per inguaiare l’ex marito o chiunque altro per atti persecutori. Meccanismi e percorsi mentali astuti e sostanzialmente immorali per natura lontani anni luce dall’approccio maschile.

Lady-MacbethSia chiaro però, il problema non è lì, nella natura profonda delle due diverse violenze, quella femminile, ben nota dai tempi delle tragedie greche passando per Lady Macbeth, e quella maschile, altrettanto nota e rappresentata. Il problema sta nelle norme comuni che dovrebbero limitare e sanzionare l’una e l’altra. Il caso che ci interessa, quello dello stalking, è emblematico: la legge italiana si presta perfettamente alle manipolazioni di cui sono capaci le donne, invece di contenerle, e non è per nulla utile a prevenire e contenere quelle tipicamente maschili.

Per questo riteniamo che l’art. 612 bis andrebbe abolito in toto e rifatto secondo nuovi e più bilanciati parametri, come proporremo questa settimana sulla pagina dedicata.

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