Abbiamo una voce, facciamola sentire

perginePergine Valsugana. Un nome che dirà poco a pochi, esattamente come diceva poco a me, prima che un affezionato lettore mi segnalasse un’iniziativa doppiamente sorprendente: sia perché parte per l’appunto da un piccolo comune del meraviglioso Trentino Alto Adige, sia perché mira a tentare di dare una misura concreta alle violenze di genere, includendo in esse anche quelle subite dagli uomini. Sì, avete sentito bene: stavolta si vuole sapere anche la nostra versione dei fatti, si vuole guardare l’altro lato della luna, quello perennemente tenuto nascosto, imbavagliato e demonizzato.

Dal poco che si riesce a capire, si tratta di un incontro pubblico che si terrà presso la piazza del Municipio di Pergine Valsugana il 4 maggio prossimo, dal titolo “Uomini soli – Quando a uccidere sono le donne”. Un po’ altisonante, probabilmente così concepito per attirare l’attenzione: di fatto non capita frequentemente che donne uccidano fisicamente degli uomini, si tratta più che altro di tipologie diversificate di morti interiori e torture che vengono perpetrate spesso con il supporto della legge e di chi è chiamata a farla rispettare. Tuttavia il tema viene gettato sul tavolo, al centro ci sono gli uomini, e già questo è molto sorprendente.

uominisoliAl manifesto che pubblicizza l’incontro, cui parteciperanno sociologi e psicologi, segue un test da fare on-line, diversificato per uomini e donne. Immagino serva per raccogliere statistiche da confrontare e da presentare all’incontro pubblico. Va detto che le statistiche raccolte su internet vanno prese con grande prudenza: la possibilità di ripetere i questionari cento volte per falsare i risultati c’è sempre, tuttavia è già un tentativo per trovare indicatori che gli enti statistici ufficiali si guardano bene dal raccogliere e misurare. Io ho fatto il test, e l’ho fatto con onestà. Tutto è migliorabile, sempre, ma devo dire che non è male: contiene domande e opzioni intelligenti e misurate, soprattutto sulla violenza psicologica subita dagli uomini.

Si tratta, dal mio lato, di capire il motivo per cui i promotori dell’iniziativa, a partire dal Rotary Club Valsugana, hanno deciso di puntare la propria attenzione sugli uomini. Sono veramente curioso di conoscere ciò che li ha spinti ad andare così tanto controcorrente: limitare il discorso alla sola violenza subita dalle donne avrebbe garantito loro visibilità, successo sicuro, assenza di critiche. Ritengo davvero rilevante che un’organizzazione strutturata come il Rotary abbia aperto il campo nel modo più normale e metodologicamente ovvio. Intendo chiederglielo direttamente, tramite email, aggiungendo anche la richiesta, se possibile, di condividere i dati statistici che raccoglieranno, per darne evidenza su questo blog.

Man-vs-WomanDirei però che la cosa più importante di tutte è che si partecipi in gran numero a quella rilevazione statistica. Quelle tante persone che mi scrivono o mi telefonano raccontandomi storie allucinanti, ora possono rendere pubblica testimonianza: possono raccontare le loro vicende, tramite il test, a un’organizzazione che sembra volere parlare di loro, dei loro drammi e delle violenze che subiscono. A seconda che uno voglia scendere nei dettagli o no, scrivendo qualcosa nelle parti libere, il test si fa in cinque minuti e dunque: abbiamo una voce, questa è un’occasione per farla sentire. Il link all’iniziativa e al test, lo ripeto, è questo. E non sarebbe male se chi è nei pressi di Pergine Valsugana il 4 maggio, facesse un salto all’incontro pubblico, magari lo registrasse o prendesse appunti. Potrebbe essere interessante analizzarne assieme i contenuti. Sono eventi rari, rarissimi: in ogni caso è opportuno tenerne memoria.

Ora: tutti a fare il test. Grazie.


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4 commenti

    1. L’assessorato pari opportunità della provincia sta facendo di tutto per ostacolare l’iniziativa. Hanno paura. Possono essere donne finché vuoi le relatrici, se le risposte maschili sono tante e molto chiare, non si può più menare il can per l’aia. Io vigilo.

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